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	<title>Jacopo Vavalli Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>Jacopo Vavalli Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<item>
		<title>Il silenzio assenso della p.a. e il problema della tutela dell’affidamento del privato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 17:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente lavoro si occupa di indagare il tema del silenzio assenso e dell’affidamento riposto dal privato nell’aver beneficiato degli effetti favorevoli della condotta inerte dell’amministrazione. All’esito di un inquadramento teorico del fenomeno del silenzio assenso, lo studio si sofferma sull’ampiezza dei poteri di autotutela dell’amministrazione rispetto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Vavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente lavoro si occupa di indagare il tema del silenzio assenso e dell’affidamento riposto dal privato nell’aver beneficiato degli effetti favorevoli della condotta inerte dell’amministrazione. All’esito di un inquadramento teorico del fenomeno del silenzio assenso, lo studio si sofferma sull’ampiezza dei poteri di autotutela dell’amministrazione rispetto agli effetti generati dell’assenso implicito che la stessa amministrazione ha rilasciato con riferimento all’istanza ampliativa del privato. Si esamina, poi, il concetto di affidamento e la sua rilevanza, ai fini della tutela della sfera giuridica del privato, all’interno della fattispecie dell’annullamento in autotutela degli effetti del silenzio assenso. L’indagine conduce a ritenere che sia l’interesse legittimo a tutelare il privato sia nell’ambito del richiamato procedimento di autotutela sia al fine di consentire una eventuale pretesa risarcitoria in conseguenza della lesione della propria sfera giuridica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tha tacit administrative consent and the issue of protecting the legitimate expectations of private parties</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper investigates the topic of tacit consent and the legitimate expectation held by a private party who has benefited from the favourable effects of the administration’s inaction. Following a theoretical framework of the tacit consent phenomenon, the study focuses on the scope of the administration’s self-protective powers concerning the effects generated by the implied consent that the administration itself granted in relation to the private party’s ampliative application. Subsequently, the paper examines the concept of legitimate expectation and its relevance for the protection of the private party’s legal sphere within the specific case of the annulment ex officio of the effects of tacit consent. The investigation leads to the conclusion that the legitimate interest is what protects the private party both within the aforementioned self-protective proceeding and for the purpose of allowing for a potential claim for damages following the infringement of their legal sphere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-della-p-a-e-il-problema-della-tutela-dellaffidamento-del-privato/">Il silenzio assenso della p.a. e il problema della tutela dell’affidamento del privato</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[costituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Il presente lavoro si occupa di indagare le problematiche ingenerate dal fenomeno della evoluzione digitale all’interno dello Stato. Tale evoluzione è dettata da poteri privati, costituiti in particolare dalle grandi piattaforme on line, che tendono sempre più ad assomigliare allo Stato stesso in quanto esiste un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-JACOPO-VAVALLI.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente lavoro si occupa di indagare le problematiche ingenerate dal fenomeno della evoluzione digitale all’interno dello Stato. Tale evoluzione è dettata da poteri privati, costituiti in particolare dalle grandi piattaforme on line, che tendono sempre più ad assomigliare allo Stato stesso in quanto esiste un popolo che le abita, governato da regole proprie delle piattaforme digitali. Si pone, allora, il problema degli eventuali spazi di regolazione pubblica di simili piattaforme. Si pone, inoltre, il problema di comprendere come possano essere disciplinati i rapporti tra gli individui e i poteri privati rispetto a fattispecie concrete. Emerge la funzione del diritto amministrativo, quale rule of tecnology capace di costituire un rilevante punto di riferimento in ordine alla disciplina di tali complessi rapporti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The State in the face of digital evolution: the regulatory role of administrative law in the complex relationship between the constitutional State of law and “Digital States”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper seeks to explore the issues arising from the phenomenon of digital evolution within the State. This evolution is driven by private powers, primarily embodied by large online platforms, which increasingly resemble the State itself as they host a populace governed by rules inherent to digital platforms. This raises the question of the potential spaces for public regulation of such platforms. Additionally, it prompts an examination of how relationships between individuals and private powers might be regulated in specific cases. Here, administrative law emerges as a “rule of technology,” providing a significant point of reference for the governance of these complex relationships.</p>


<p></p>
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		<title>Nuove Autonomie &#8211; Numero 1/2-2024</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/nuove-autonomie-numero-1-2-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Calabrò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[autonomie]]></category>
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		<category><![CDATA[1/2-2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuove AutonomieRIVISTA QUADRIMESTRALE DI DIRITTO PUBBLICOAnno XXXII – Nuova serie N.1-2/2024 (gennaio-agosto) ISSN 1122-228x Scarica PDF Acquista i fascicoli in versione cartacea su Editoriale Scientifica INDICE SAGGI Marco Calabrò &#8211; Participatory urban regeneration models: the inclusive dimension of sustainability Raffaele Picaro &#8211; Il Building Information Modeling e la gestione digitale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/nuove-autonomie-numero-1-2-2024/">Nuove Autonomie &#8211; Numero 1/2-2024</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p class="has-text-align-center">N<strong>uove Autonomie<br></strong>RIVISTA QUADRIMESTRALE DI DIRITTO PUBBLICO<br>Anno XXXII – Nuova serie N.1-2/2024 (gennaio-agosto)</p>



<p class="has-text-align-center">ISSN 1122-228x</p>



<p class="has-text-align-center">Scarica <strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF</a></strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">Acquista i fascicoli in versione cartacea su <a aria-label=" (opens in a new tab)" class="ek-link" href="https://www.editorialescientifica.com/shop/catalogo-riviste/rivista/nuove-autonomie/abbonamento-annuale-1.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Editoriale Scientifica</a></p>
</div>
</div>



<span id="more-5669"></span>


<p style="text-align: center;"><strong>INDICE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SAGGI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Calabrò</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/participatory-urban-regeneration-modelsthe-inclusive-dimension-of-sustainability/">Participatory urban regeneration models: the inclusive dimension of sustainability</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raffaele Picaro</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-building-information-modeling-e-la-gestione-digitale-del-ciclo-di-vitadel-contratto-pubblico-nel-d-lgs-n-36-2023/">Il Building Information Modeling e la gestione digitale del ciclo di vita del contratto pubblico nel d.lgs. n. 36/2023</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio Saitta</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-servizio-sanitario-nazionale-punti-fermi-e-prospettive-evolutive/">Il servizio sanitario nazionale: punti fermi e prospettive evolutive</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna Simonati</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/usi-civici-e-patrimonio-culturale-fra-tassonomie-e-profili-operativi/">Usi civici e patrimonio culturale, fra tassonomie e profili operativi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Zito</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/crisi-del-principio-di-legalita-e-partecipazione-ai-processi-decisionali-della-pubblica-amministrazione-in-funzione-compensativa-premesse-per-una-ricostruzione-sistematica-del-fenomeno/" target="_blank" rel="noopener">Crisi del principio di legalità e partecipazione ai processi decisionali della pubblica amministrazione in funzione compensativa: premesse per una ricostruzione sistematica del fenomeno</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rosa Geraci</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/brain-drain-e-agevolazioni-alle-imprese-che-investono-in-ricerca-e-sviluppo-nellordinamento-giuridico-italiano/" target="_blank" rel="noopener">Brain drain e agevolazioni alle imprese che investono in ricerca e sviluppo nell’ordinamento giuridico italiano</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruno Mercurio, Carolina Cappabianca</strong> &#8211;<a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-nella-formazione-del-permesso-di-costruire-e-dellautorizzazione-paesaggistica-fra-incertezza-dei-rapporti-e-sbilanciamento-degli-interessi-pubblici-la-semplificazione-ch/" target="_blank" rel="noopener"> Il silenzio assenso nella formazione del permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica: fra incertezza dei rapporti e sbilanciamento degli interessi pubblici. La semplificazione che non giova</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniela Pappadà</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-costo-dellinsularita-un-problema-irrisolto/">Il costo dell’insularità: un problema irrisolto</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vincenzo Desantis</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/" target="_blank" rel="noopener">Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Angiola Giovanna Modano</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/tutela-sistemica-dellambiente-e-dei-modelli-di-responsabilita-nella-prospettiva-della-bonifica-dei-siti-contaminati/" target="_blank" rel="noopener">Tutela sistemica dell’ambiente e dei modelli di responsabilità nella prospettiva della bonifica dei siti contaminati</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vittorio Toffaletti</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sulla-figura-del-ricorrente-ad-hocin-materia-ambientale-nel-processo-amministrativo/">Riflessioni sulla figura del ricorrente “ad hoc” in materia ambientale nel processo amministrativo</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jacopo Vavalli</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/" target="_blank" rel="noopener">Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA DOTTRINA DIALOGA CON LA GIURISPRUDENZA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gaetano Armao</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-coesione-insulare-e-lincerta-lettura-della-corte-costituzionale/" target="_blank" rel="noopener">Il “principio di coesione insulare” e l’incerta lettura della Corte Costituzionale</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lidia Aiello</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/paesaggio-agricoltura-energia-il-modello-dellagri-voltaico/" target="_blank" rel="noopener">Paesaggio, agricoltura, energia: il modello dell’agri-voltaico</a></p>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/nuove-autonomie-numero-1-2-2024/">Nuove Autonomie &#8211; Numero 1/2-2024</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’imposizione ex lege dell’obbligo vaccinale anti Covid-19, tra pubblici poteri, private libertà e sindacato giurisdizionale: la recente ordinanza del CGARS n. 351/2022 di rimessione alla Corte Costituzionale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/limposizione-ex-lege-dellobbligo-vaccinale-anti-covid-19-tra-pubblici-poteri-private-liberta-e-sindacato-giurisdizionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 08:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale obbligo vaccinale 2022]]></category>
		<category><![CDATA[dell’obbligo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Sommario: 1. L’obbligo vaccinale per il Sars-CoV-2, pomo della discordia. – 2. La libertà del cittadino all’interno dello Stato costituzionale. – 3. La libertà di autodeterminazione del cittadino dinanzi alle scelte dello Stato in materia di salute pubblica: alle radici del dibattito sull’obbligo vaccinale per il Sars-CoV-2.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/limposizione-ex-lege-dellobbligo-vaccinale-anti-covid-19-tra-pubblici-poteri-private-liberta-e-sindacato-giurisdizionale/">L’imposizione ex lege dell’obbligo vaccinale anti Covid-19, tra pubblici poteri, private libertà e sindacato giurisdizionale: la recente ordinanza del CGARS n. 351/2022 di rimessione alla Corte Costituzionale</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/07/N.A.-Speciale-1.22-Obbligo-Vaccinale-Vavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. L’obbligo vaccinale per il Sars-CoV-2, pomo della discordia. – 2. La libertà del cittadino all’interno dello Stato costituzionale. – 3. La libertà di autodeterminazione del cittadino dinanzi alle scelte dello Stato in materia di salute pubblica: alle radici del dibattito sull’obbligo vaccinale per il Sars-CoV-2. – 4. La libertà (rectius, discrezionalità) dello Stato legislatore nell’adottare misure di contrasto alla pandemia. – 5. La libertà (rectius, il potere) del Giudice di dubitare sulla legittimità costituzionale di disposizioni che impongono un trattamento sanitario al cittadino: la recente ordinanza del CGARS n. 351 del 22 marzo 2022 di rimessione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 44/2021. – 6. Conclusioni.</p>
<p style="text-align: justify;">1. L’obbligo vaccinale per il Sars-CoV-2, pomo della discordia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito, scientifico e non, in ordine all’obbligo vaccinale per il Sars-CoV-2 è stato ed è tuttora fortemente polarizzato. Nella consapevolezza che tra i due poli vi siano una pluralità di posizioni più sfumate, la contrapposizione sembra riducibile a chi, da un lato, esprime con fermezza la legittimità (anche costituzionale), anzi la doverosità, della imposizione di tale obbligo, anche di carattere generalizzato<sup>1</sup>, e a chi, dall’altro, pone forti dubbi al riguardo<sup>2</sup> , assistiti da un esame del quadro giuridico inerente alle autorizzazioni che si pongono a fondamento della distribuzione e della conseguente somministrazione dei vaccini<sup>3.&nbsp;</sup>Un tema che corrobora il dibattito riguarda gli effetti (più o meno ignoti) dei vaccini contro il Sars-CoV-2 nel medio e nel lungo termine, ma anche gli effetti della vaccinazione tout court<sup>4</sup>. L’autorizzazione condizionata rilasciata in favore di simili vaccini, in partial overlap, determinerebbe cautela nel disporre imposizioni nella somministrazione degli stessi<sup>5</sup>. Tesi, questa, avversata con l’argomentazione che non è possibile bilanciare il noto con l’ignoto, “ciò che è con ciò che potrebbe essere, peraltro in una misura non quantificabile”<sup>6</sup>.<br />
.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/limposizione-ex-lege-dellobbligo-vaccinale-anti-covid-19-tra-pubblici-poteri-private-liberta-e-sindacato-giurisdizionale/">L’imposizione ex lege dell’obbligo vaccinale anti Covid-19, tra pubblici poteri, private libertà e sindacato giurisdizionale: la recente ordinanza del CGARS n. 351/2022 di rimessione alla Corte Costituzionale</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 17:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/">Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Vavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di legittimità, a partire dalle pronunce delle sezioni unite del 2008, ha ritenuto, a tutela della ragionevole durata del processo, di ridimensionare il campo di applicazione della norma prevedendo che la questione di giurisdizione<br />
possa essere rilevata d’ufficio sino al primo grado ovvero dedotta in appello mediante un motivo avverso il capo che ha statuito in modo implicito o esplicito sulla stessa giurisdizione. Tali pronunce hanno ispirato il legislatore in altra sede: l’art. 9 del Codice del processo amministrativo, infatti, è l’espressione dei principi coniati dalla giurisprudenza della Suprema Corte.<br />
Se nel giudizio di secondo grado il difetto di giurisdizione può essere dedotto solo attraverso uno specifico motivo di appello, incerta è la sorte del gravame proposto da colui che ha adìto la giurisdizione e che è rimasto soccombente nel merito dinanzi al TAR.<br />
Il presente lavoro prende spunto dalla recentissima ordinanza di rimessione all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (n. 2013/2021), che affronta proprio il tema da ultimo richiamato. Dopo aver ricostruito le basi teoriche della questione, l’analisi è svolta alla luce degli interventi della giurisprudenza amministrativa e di legittimità, con l’obiettivo di individuare una corretta sintesi tra le norme e i principi costituzionali sottesi alla materia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>About the appeal on jurisdiction to the Consiglio di Stato by the subject who </strong><strong>has referred to the judge, between Constitution, Administrative Process Code </strong><strong>and judicial decisions: a systematic framework</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The discipline of the deductibility of jurisdictional defect in the administrative judgment of appeal has been strongly influenced by the case-law. Despite the article 37 of the Code of Civil Procedure clearly states that the jurisdictional defect can be detected at every stage and level of proceeding, the creative case-law of the Supreme Court, starting from the rulings of 2008, considered – in order to protect the reasonable duration of the trial – to scale back that rule, providing that jurisdictional defect may be raised ex officio up to the first instance of judgement or deduced by way of a ground of appeal against the part of the decision that has ruled implicitly or explicitly on the jurisdiction. These rulings inspired the legislator elsewhere: the article 9 of the Administrative Process Code, indeed, is the expression of the principles coined by the jurisprudence of the Supreme Court.<br />
If in the second instance the jurisdictional defect can be deduced only through a specific ground for appeal, the fate is uncertain of the appeal proposed by the one who has brought the case before the TAR but the question has been rejected.<br />
This work takes its cue from the very recent referring order to the Plenary Session of the Council of State (n. 2013/2021), which precisely deals with the topic last pointed. After having reconstructed the theoretical basis of the question, the analysis is carried out in the light of the interventions of administrative and Supreme Court case-law, with the aim of identifying a correct synthesis between the law and constitutional principles underlying the subject.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/">Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Nuove Autonomie 2-2021</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/nuove-autonomie-2-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Immordino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 10:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[autonomie]]></category>
		<category><![CDATA[nuove]]></category>
		<category><![CDATA[2-2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fascicolo 2/2021 – maggio/agosto Pdf Acquista i 3 fascicoli in versione cartacea su Editoriale Scientifica INDICE SAGGI Ana Carmona Contreras – El Estado Autonómico y la Gestión Jurídica de la Pandemia en España Guido Rivosecchi – L’Ufficio parlamentare di bilancio, oggi (a proposito dello studio di A. Vernata, L’Ufficio parlamentare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/nuove-autonomie-2-2021/">Nuove Autonomie 2-2021</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<figure class="aligncenter size-medium is-resized"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/08/2-2021-scaled.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/08/2-2021-328x470.jpg" alt="" class="wp-image-3786" width="200" height="278"/></a></figure>
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<p></p>



<p></p>



<p><strong>Fascicolo 2/2021 – maggio/agosto</strong></p>



<p><strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/N.A.2_2021.pdf" target="_blank" aria-label="Pdf (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Pdf</a></strong></p>



<p>Acquista i 3 fascicoli in versione cartacea su <a href="https://www.editorialescientifica.com/shop/catalogo-riviste/rivista/nuove-autonomie/abbonamento-annuale-1/nuove-autonomie-rivista-di-diritto-pubblico-abb-2020-detail.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Editoriale Scientifica</a></p>
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</div>



<span id="more-3260"></span>



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<p style="text-align: center;"><strong data-rich-text-format-boundary="true">INDICE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SAGGI</strong></p>
<p><strong>Ana Carmona Contreras </strong>–<a href="https://www.nuoveautonomie.it/el-estado-autonomico-y-la-gestion-juridica-de-la-pandemia-en-espana" target="_blank" rel="noopener"> El Estado Autonómico y la Gestión Jurídica de la Pandemia en España</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Guido Rivosecchi</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lufficio-parlamentare-di-bilancio-oggi-a-proposito-dello-studio-di-a-vernata-lufficio-parlamentare-di-bilancio-il-nuovo-organo-ausiliare-alla-prova-del-primo-mandato-e-della-for" target="_blank" rel="noopener">L’Ufficio parlamentare di bilancio, oggi (a proposito dello studio di A. Vernata, L’Ufficio parlamentare di bilancio. Il nuovo organo ausiliare alla prova del primo mandato e della forma di governo, Napoli, 2020)</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Tiberii </strong>–<a href="https://www.nuoveautonomie.it/laccesso-tradizionale-civico-e-generalizzato-agli-atti-della-consob-e-della-banca-ditalia-2/" target="_blank" rel="noopener"> L’accesso tradizionale, civico e generalizzato agli atti della Consob e della Banca d’Italia</a></p>
<p><strong>Francesco Zammartino</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/corte-costituzionale-e-nuovi-sviluppi-sulla-modulazione-temporale-degli-effetti-delle-sentenze-di-annullamento-2" target="_blank" rel="noopener">Corte costituzionale e nuovi sviluppi sulla modulazione temporale degli effetti delle sentenze di annullamento</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jacopo Vavalli</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un" target="_blank" rel="noopener">Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</a></p>
<p><strong>Federico Spanicciati</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/coprifuoco-precauzione-e-crisi-emergenziale-i-chiari-di-luna-dei-diritti-costituzionali" target="_blank" rel="noopener">Coprifuoco, precauzione e crisi emergenziale. I chiari di luna dei diritti costituzionali</a></p>
<p><strong>Maria Francesca Tropea</strong> <strong>– </strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/affidamento-in-house-del-servizio-di-trasporto-pubblico-locale-sulla-auspicata-straordinarieta-del-ricorso-a-tale-procedura-2" target="_blank" rel="noopener">Affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale: sulla auspicata straordinarietà del ricorso a tale procedura</a></p>
<p><strong>Emanuela Concilio</strong> <strong>– </strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/accesso-civico-generalizzato-e-contratti-pubblici-una-rilettura-del-dibattito-giurisprudenziale-2" target="_blank" rel="noopener">Accesso civico generalizzato e contratti pubblici: una rilettura del dibattito giurisprudenziale</a></p>
<p><strong>Lavinia Filieri</strong> <strong>– </strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/note-sul-principio-del-giusto-procedimento-nella-materia-della-documentazione-antimafia-2" target="_blank" rel="noopener">Note sul principio del giusto procedimento nella materia della documentazione antimafia</a></p>
<p></p>
<p class="has-text-align-center"><strong>LA DOTTRINA DIALOGA CON LA GIURISPRUDENZA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna Simonati</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-giudice-amministrativo-nei-meandri-del-centro-storico-alla-ricerca-di-un-paradigma-unitario-fra-governo-del-territorio-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale" target="_blank" rel="noopener">Il giudice amministrativo nei meandri del centro storico: alla ricerca di un paradigma unitario, fra governo del territorio e salvaguardia del patrimonio culturale</a></p>
<p><strong>Marco Mandato</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sulla-titolarita-delle-competenze-in-materia-di-emergenza-sanitaria-a-proposito-della-sentenza-della-corte-costituzionale-n-37-2021" target="_blank" rel="noopener">Sulla titolarità delle competenze in materia di emergenza sanitaria. A proposito della sentenza della Corte costituzionale n. 37/2021</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>RECENSIONI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lucio Iannotta</strong> – <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-ad-alberto-zito-la-nudge-regulation-nella-teoria-giuridica-dellagire-amministrativo-presupposti-e-limiti-del-suo-utilizzo-da-parte-delle-pubbliche-amministrazioni-napoli-2021">Recensione ad Alberto Zito, La<em> nudge regulation</em> nella teoria giuridica dell’agire amministrativo. Presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni, Napoli, 2021</a></p>


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<p class="has-text-align-center"><strong>Abstract&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>El Estado Autonómico y la Gestión Jurídica de la Pandemia en España</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Ana Carmona Contreras</p>



<p class="has-text-align-justify">El presente artículo analiza el impacto que la gestión de la crisis sanitaria causada por la pandemia de coronavirus SARS-CoV-2 ha proyectado sobre el Estado autonómico. La declaración del primer estado de alarma, la etapa inmediatamente posterior de nueva normalidad, así como la segunda alarma activada para contener los avances de la segunda ola de contagios ponen de manifiesto rasgos configuradores muy diversos desde la perspectiva de la gestión de la crisis sanitaria a escala territorial. Tomando en consideración la existencia de una distinta aproximación al fenómeno se constata una dinámica de intensidad variable relativa a la efectividad del principio de descentralización territorial en materia de salud pública.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>The State of Autonomic Regions and the Legal Management of the Pandemic</strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">This essay analyzes the impact that the management of the health crisis caused by the SARS-CoV-2 coronavirus pandemic has projected on the Autonomous State. The declaration of the first state of alarm, the immediately subsequent stage of a new normal, as well as the second alarm activated to contain the advances of the second wave of infections, reveal very different configurative features from the perspective of the management of the health crisis to territorial scale. Taking into consideration the existence of a different approach to the phenomenon, a dynamic of variable intensity is observed regarding the effectiveness of the principle of territorial decentralization in matters of public health.</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-wide"/>



<p class="has-text-align-center"><strong>L’Ufficio parlamentare di bilancio, oggi (a proposito dello studio di A. Vernata, L’Ufficio parlamentare di bilancio. Il nuovo organo ausiliare alla prova del primo mandato e della forma di governo, Napoli, 2020)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Guido Rivosecchi</p>



<p class="has-text-align-justify">Muovendo da recenti saggi sull’Ufficio parlamentare di bilancio, il contributo ricostruisce il fondamento e l’evoluzione del ruolo del Fiscal Council nella forma di Stato e nella forma di governo soffermandosi su natura e funzioni dell’organo, anche al fine di prendere in esame in maniera dubitativa la tesi rivolta a sostenere la legittimazione dell’UPB ad agire e a resistere nei conflitti tra poteri. Seppur istituito da fonte costituzionale, una volta che sia stato garantito l’esercizio delle sue competenze, sembra assai difficile ricostruire l’UPB come potere-organo o individuare attribuzioni eventualmente menomate meritevoli di tutela davanti alla Corte costituzionale poiché esso è privo di poteri interdittivi propri nelle procedure di bilancio o anche soltanto di funzioni rivolte ad attivare il contradittorio con il Governo.<br>L’esame della normativa e delle prassi delineano invece un organismo che, per quanto menzionato da fonte costituzionale e operante in attuazione di precetti normativi euro-unitari, sul piano “interno” finisce per svolgere funzioni di vigilanza, sia pure nell’ambito delle procedure di sorveglianza coordinate dall’European Fiscal Board, tuttalpiù capaci di riattivare il dialogo politico tra le autorità di bilancio nazionali (Parlamento e Governo) e quelle europee (Commissione europea).</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>The Parliamentary Budget Office, today (Review of the volume by A. Vernata, L’Ufficio parlamentare di bilancio. Il nuovo organo ausiliare alla prova del primo mandato e della forma di governo, Napoli, Jovene, 2020)</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The essay elaborates on recent works on the Italian fiscal council (Ufficio parlamentare di bilancio, hereinafter UPB), drawing on the evolution of the role of the TSCG in the Italian forms of state and government. It focuses on the structure and the functions of the UPB, also in order to cast doubts on its capacity to stand in conflicts of attributions before the Italian Constitutional court. Notwithstanding its constitutional basis, it seems hard to set its role as a “potere-organo” (i.e. an organ embodying an autonomous branch of power) or to isolate attributions deserving autonomous consideration by the Constitutional Court, as it lacks of veto powers in the budget decision or even in activating a dialogue with the Government.<br>Legislation and practice sketch a different kind of body that, although established by constitutional norms and acting in the implementation of EU law, in the domestic Arena seems not more than performing oversight functions in the framework of what coordinated by the European fiscal board. If anything, it seems to be able to activate a political dialogue between parliament and the government, on the one hand, and between state and EU bodies, on the other.</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-wide"/>



<p class="has-text-align-center"><strong>L’accesso tradizionale, civico e generalizzato agli atti della Consob e della Banca d’Italia</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Marco Tiberii</p>



<p class="has-text-align-justify">Il presente contributo, partendo dall’analisi dell’evoluzione della disciplina dell’accesso agli atti, si interroga sull’applicabilità delle forme dell’accesso civico semplice e generalizzato, previsti dal d.lgs. n. 33/2013, alle autorità amministrative indipendenti operanti nel settore dei mercati bancari e finanziari.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>Traditional, civic and generalized access to the documents of Consob and the Bank of Italy</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">This contribution, starting from the analysis of the evolution of the discipline of access to documents, questions the applicability of the forms of simple and generalized civic access, provided by Legislative Decree no. 33/2013, to independent administrative authorities operating in the banking and financial markets.</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-wide"/>



<p class="has-text-align-center"><strong>Corte costituzionale e nuovi sviluppi sulla modulazione temporale degli effetti delle sentenze di annullamento</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Francesco Zammartino</p>



<p class="has-text-align-justify">Il presente contributo trae spunto dal vivace dibattito in dottrina sulla limitazione temporale degli effetti della Corte costituzionale alla luce della recente sentenza n.41 del 2021.<br>Come è noto, la modulazione degli effetti temporali della pronuncia prevede che la legge impugnata cessa la propria efficacia, non dal giorno della sua entrata in vigore, ma da un momento successivo, per cui essa continuerà ad essere applicata sia nel giudizio a quo, sia in tutti gli altri giudizi pendenti in cui la norma dovrà essere considerata rilevante ai fini della risoluzione del caso di specie. Ma se tale strumento processuale in una prima fase aveva consentito principalmente alla Corte di sviluppare una considerevole predisposizione ad andare oltre il caso deciso, negli ultimi anni il congegno in parola è stato utilizzato in modo sempre più elastico, consentendo al giudice delle leggi di pronunciare “inedite” decisioni di elevata potenzialità para-legislativa i cui effetti, per le implicazioni di ordine istituzionale che possono aversene, rischiano poi di sfuggire di mano allo stesso organo che vi dà vita.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Constitutional Court and new developments on the temporal modulation of the effects of annulment judgments</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">This contribution is inspired by the lively debate in doctrine on the temporal limitation of the effects of the Constitutional Court in the light of the recent sentence no. 41 of 2021.<br>As is known, the modulation of the temporal effects of the ruling provides that the contested law ceases to be effective, not from the day of its entry into force, but from a subsequent moment, so that it will continue to be applied both in the judgment a quo and in all other pending judgments in which the rule must be considered relevant for the resolution of the case in question. But if this procedural instrument in a first phase had mainly allowed the Court to develop a considerable predisposition to go beyond the decided case, in recent years the device in question has been used in an increasingly flexible way, allowing the judge of the laws to pronounce “ unprecedented ”decisions of high para-legislative potential whose effects, due to the implications of an institutional nature that may arise, then risk slipping away from the very body that gives them life.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di  Jacopo Vavalli&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-justify">La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di legittimità, a partire dalle pronunce delle sezioni unite del 2008, ha ritenuto, a tutela della ragionevole durata del processo, di ridimensionare il campo di applicazione della norma prevedendo che la questione di giurisdizione<br>possa essere rilevata d’ufficio sino al primo grado ovvero dedotta in appello mediante un motivo avverso il capo che ha statuito in modo implicito o esplicito sulla stessa giurisdizione. Tali pronunce hanno ispirato il legislatore in altra sede: l’art. 9 del Codice del processo amministrativo, infatti, è l’espressione dei principi coniati dalla giurisprudenza della Suprema Corte.<br>Se nel giudizio di secondo grado il difetto di giurisdizione può essere dedotto solo attraverso uno specifico motivo di appello, incerta è la sorte del gravame proposto da colui che ha adìto la giurisdizione e che è rimasto soccombente nel merito dinanzi al TAR.<br>Il presente lavoro prende spunto dalla recentissima ordinanza di rimessione all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (n. 2013/2021), che affronta proprio il tema da ultimo richiamato. Dopo aver ricostruito le basi teoriche della questione, l’analisi è svolta alla luce degli interventi della giurisprudenza amministrativa e di legittimità, con l’obiettivo di individuare una corretta sintesi tra le norme e i principi costituzionali sottesi alla materia.</p>



<p class="has-text-align-center"> <strong><strong>About the appeal on jurisdiction to the Consiglio di Stato by the subject who has referred to the judge, between Constitution, Administrative Process Code and judicial decisions: a systematic framework</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The discipline of the deductibility of jurisdictional defect in the administrative judgment of appeal has been strongly influenced by the case-law. Despite the article 37 of the Code of Civil Procedure clearly states that the jurisdictional defect can be detected at every stage and level of proceeding, the creative case-law of the Supreme Court, starting from the rulings of 2008, considered – in order to protect the reasonable duration of the trial – to scale back that rule, providing that jurisdictional defect may be raised ex officio up to the first instance of judgement or deduced by way of a ground of appeal against the part of the decision that has ruled implicitly or explicitly on the jurisdiction. These rulings inspired the legislator elsewhere: the article 9 of the Administrative Process Code, indeed, is the expression of the principles coined by the jurisprudence of the Supreme Court.<br>If in the second instance the jurisdictional defect can be deduced only through a specific ground for appeal, the fate is uncertain of the appeal proposed by the one who has brought the case before the TAR but the question has been rejected.<br>This work takes its cue from the very recent referring order to the Plenary Session of the Council of State (n. 2013/2021), which precisely deals with the topic last pointed. After having reconstructed the theoretical basis of the question, the analysis is carried out in the light of the interventions of administrative and Supreme Court case-law, with the aim of identifying a correct synthesis between the law and constitutional principles underlying the subject.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Coprifuoco, precauzione e crisi emergenziale. I chiari di luna dei diritti costituzionali</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Federico Spanicciati</p>



<p class="has-text-align-justify">Per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale l’Italia è tornata a vedere l’applicazione di una specifica misura di limitazione della libertà di movimento, il coprifuoco. Tale misura, tuttavia, sembra essere giuridicamente fondata non su una necessità effettiva, quanto su una necessità precauzionale. Questa combinazione tra strumenti emergenziali di sospensione o compressione di libertà costituzionali e il principio di precauzione pone ampi dubbi di legittimità.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>Curfew, precautionary principle and emergency crisis. The decline of constitutional rights</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">For the first time since World War II, Italy has once again seen the application of a specific measure limiting freedom of movement, the curfew. However, this measure seems to be legally based not on an actual necessity, but on a precautionary necessity. This combination of emergency instruments of suspension or compression of constitutional freedoms and the precautionary principle raises wide doubts of legitimacy.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale: sulla auspicata straordinarietà del ricorso a tale procedura</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Maria Francesca Tropea</p>



<p class="has-text-align-justify">Il saggio, traendo spunto da una recente pronuncia del Consiglio di Stato, n. 4310/2020, propone un’analisi critica dell’attuale quadro normativo in materia di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale, con particolare riferimento alla asserita ordinarietà del ricorso al modello dell’in house providing. L’Autrice dopo essersi soffermata sulle specificità del modello in house nel settore di interesse, sulla ritenuta inesistenza nella legislazione nazionale di un divieto di procedere mediante affidamenti diretti, avendo il legislatore nazionale optato per il diverso modello dei disincentivi e sulla natura dell’avviso di pre-informazione in ipotesi di affidamenti diretti, alla luce di una segnalazione congiunta delle Autorità amministrative indipendenti operanti nel settore e di una pronuncia della CGUE, prospetta come altamente auspicabile un intervento normativo che dovrebbe volgere a prevedere, in ipotesi di affidamenti in house, quanto meno un onere motivazionale rafforzato e a rendere, in ipotesi di affidamenti diretti, l’avviso di pre-informazione idoneo a consentire agli operatori potenzialmente interessati di presentare una propria offerta “appetibile” e di conoscere le ragioni giustificative del mancato ricorso al mercato.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>In-house provision of local public transport services: the desired extra-ordinary nature of this procedure</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The essay, drawing inspiration from a recent pronunciation of the Council of State, No. 4310/2020, proposes a critical analysis of the regulatory framework about the assignment of local public transport services and, in particular, on the alleged ordinariness of in house providing model. The Author, after focusing her attention on the specificities of the in-house model in the sector of interest, on the non-existence in national legislation of a prohibition on proceeding by direct assignments, having the national legislature opted for the different model of disincentives and on the nature of the pre-information notice in the case of direct assignments, in the light of a independent administrative authorities’ report and a pronunciation of the CJEU, it envisages that regulatory intervention is highly desirable, which should aim to provide, in the event of in-house assignments, at least, a strengthened motivation and to make, in the case of direct assignments, the pre-information notice suitable to allow potentially interested operators to submit their own “attractive” offer and to know the reasons for non-recourse to the market.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Accesso civico generalizzato e contratti pubblici: una rilettura del dibattito giurisprudenziale</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Emanuela Concilio&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-justify">Il principio di trasparenza è stato oggetto di una profonda trasformazione nel corso del tempo, divenendo da fine dell’agire pubblico a strumento attraverso il quale garantire il corretto svolgimento della funzione pubblica. Parimenti, il rapporto tra la pubblica amministrazione ed il privato ha subito una significativa evoluzione, che ha portato, in taluni casi, ad una inversione di ruoli. Questa evoluzione emerge in modo particolare in materia di accesso agli atti e, soprattutto, nelle forme di accesso civico semplice e generalizzato disciplinate dal d. lgs. n. 33/2013, così come modificato dal d. lgs. n. 97/2016, ove si prescinde dai tradizionali criteri di legittimazione e ci si spinge “oltre”. Nell’ambito di tale contesto normativo si inserisce la pronuncia della Adunanza Plenaria, il cui intervento si è reso necessario al fine di delineare la possibile concorrenza tra le diverse forme di accesso, per individuare i presupposti per l’esercizio del diritto di accesso agli atti della fase esecutiva da parte dell’operatore economico secondo classificato in graduatoria, nonché per dirimere il contrasto giurisprudenziale sorto in merito alla applicabilità dell’accesso civico generalizzato al settore degli appalti pubblici, data la “peculiarità” del dettato normativo.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>Generalised civic access and public contracts: a jurisprudential debate rereading</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Transparency principle has been profoundly transformed over time, becoming from the goal of public action to an instrument through which to ensure the proper performance of public service. Similarly, the relationship between the public administration and citizens has undergone a significant development, which has led, in some cases, to a reversal of roles. This development is particularly evident in the area of documentary access and, above all, in the forms of simple and generalised civic access, governed by Legislative Decree 33/2013, as amended by Legislative Decree 97/2016, where we do not have the traditional criteria of legitimacy and go “further”. Within this regulatory framework, the ruling of the Plenary Assembly was necessary in order to outline the possible competition between different forms of access, to identify the conditions for the exercise of the right of access to the acts of the executive phase by the second-placed economic operator in the ranking, and to settle the jurisprudential contrast that arose with regard to the applicability of generalised civic access to the public contracts sector, due to the “peculiarity” of the regulatory dictate.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Note sul principio del giusto procedimento nella materia della documentazione antimafia</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Lavinia Filieri</p>



<p class="has-text-align-justify">L’elaborato si propone di svolgere riflessioni sulla declinazione del principio del giusto procedimento nella materia della documentazione antimafia. Occasione dell’indagine è una recente ordinanza con cui la Corte di Giustizia ha affermato la manifesta irricevibilità della questione pregiudiziale interpretativa relativa all’applicazione del principio di buona amministrazione di cui all’art. 41 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nel procedimento funzionale al rilascio della documentazione interdittiva antimafia. Ci si chiede, in altre parole, se il contraddittorio eventuale contemplato all’art. 93 co. 7 D.Lgs. n. 159/2011 sia compatibile con la formulazione e interpretazione comune dell’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ovvero se possa ricevere una qualche forma di tutela in virtù dell’art. 6 par. 3 Trattato sull’Unione Europea. Da ultimo, si passeranno in rassegna i principali orientamenti interpretativi della giurisprudenza amministrativa su ruolo e fondamento delle garanzie partecipative nel sistema della documentazione antimafia.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>Thoughts on the principle of fair procedure regarding to anti-mafia information</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">This assay aims to carry out reflections on the declination of the principle of fair procedure in the matter of anti-mafia information. The survey occasion is a recent order with which the Court of Justice has affirmed the manifest inadmissibility of the interpretative preliminary question relating to the application of article 41 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union in the procedure for the adoption of anti-mafia information. In other words, the question is whether the cross-examination mentioned in art. 93, paragraph 7 of Legislative Decree no. 159/2011 is compatible with the wording and common interpretation of art. 41 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union, or whether it can receive some form of protection under art. 6, paragraph 3 of the Treaty on European Union. Finally, the main interpretative orientations of administrative jurisprudence on the role and basis of the participatory guarantees in the system of anti-mafia documentation will be reviewed.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Il giudice amministrativo nei meandri del centro storico: alla ricerca di un paradigma unitario, fra governo del territorio e salvaguardia del patrimonio culturale</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Anna Simonati</p>



<p class="has-text-align-justify">Nonostante tuttora manchi una nozione legislativa univoca di “centro storico”, la dottrina da tempo si impegna nella ricerca di una definizione in grado di evidenziare le caratteristiche che contraddistinguono globalmente i nuclei antichi degli insediamenti. Tale sforzo tassonomico potrebbe contribuire a razionalizzare la gestione dei centri storici, ove si profila la complessa tensione fra salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare, valorizzazione della portata identitaria in senso ampio, legittime aspettative di qualità della vita dei residenti e sfruttamento commerciale soprattutto a vocazione turistico-ricettiva. In questo intricato contesto, la giurisprudenza accoglie una concezione polivalente, che rispecchia l’attuale complessità funzionale dei centri storici.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><strong>The administrative courts in the meanders of the historical center: searching for a unitary paradigm, between urban planning and protection of cultural heritage</strong></strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Although at present a legislative unambiguous notion of “historical center” is still lacking, the doctrine for a long time has been committed to search a definition capable to point out the characteristics, which distinguish the ancient settlements as a whole. Such taxonomic effort may help rationalize the management of historical centers, where there is a complex tension between protection of the fixed cultural heritage, enhancement of the identitarian scope in broad sense, rightful expectations on quality of life by the resident people and commercial exploitation (especially with tourist-receptive vocation). In this complicate context, the case law accepts a multi-purpose concept, reflecting the current functional complexity of historical centers.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Sulla titolarità delle competenze in materia di emergenza sanitaria. A proposito della sentenza della Corte costituzionale n. 37/2021</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Marco Mandato</p>



<p class="has-text-align-justify">La pandemia da Covid-19 ha causato alcuni conflitti istituzionali tra Stato e Regioni a proposito della competenza dei Governi regionali ad adottare misure per contrastare l’emergenza pandemica. Con la sentenza n. 37/2021, la Corte costituzionale ha statuito l’esclusiva competenza dello Stato a legiferare. La nota ne ripercorre sinteticamente i passaggi più significatici e si propone di sviluppare considerazioni sull’opportunità di una opportuna leale collaborazione nel rapporto centro-periferia per una gestione più condivisa dell’emergenza epidemiologica.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>On the ownership of competences in the field of sanitary emergency. The Constitutional Court sentence no. 37/2021</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The Covid-19 pandemic has caused some institutional conflicts between State and Regions regarding the competence of regional governments to take measures to counter the pandemic emergency. In its judgment no. 37/2021, the Constitutional Court ruled that the State had exclusive jurisdiction to legislate. The note summarizes the most significant passages and aims to develop considerations on the desirability of a loyal collaboration in the center-periphery relationship for a more shared management of the epidemiological emergency.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Recensione ad Alberto Zito, La <em>nudge regulation</em> nella teoria giuridica dell’agire amministrativo. Presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni, Napoli, 2021</strong></p>



<p class="has-text-align-center">di Lucio Iannotta</p>



<p class="has-text-align-justify">Il libro costituisce una interessantissima riflessione su una nuova possibile forma di esercizio del potere.<br>Il lavoro prende le mosse dalla c.d. nudge theory o teoria della spinta gentile, formulata da due studiosi statunitensi, Richard H. Thaler, economista comportamentale e Cass R. Sunstein, giurista, i quali – muovendo dalle premesse che non esiste decisione senza contesto e che le persone, nel decidere, incorrono, spesso, secondo i risultati raggiunti dalle scienze comportamentali, in distorsioni cognitive ed errori – sostengono che è possibile, attraverso un’appropriata costruzione del contesto (detta anche architettura delle scelte), spingere (incoraggiare, pungolare) le persone ad assumere decisioni (e comportamenti) volti ad aumentare il proprio benessere e ad incidere positivamente anche sul benessere collettivo. Le persone restano libere di agire, in quanto il decisore di contesto, c.d. nudger (che può essere pubblico o privato), non stabilisce né divieti, né obblighi; né sanzioni in caso di violazioni; né incentivi o premi in caso di adeguamento della condotta a quella suggerita. […]</p>
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		<title>Concetti giuridici indeterminati, discrezionalità dell’amministrazione e sindacato giurisdizionale nell’esclusione dalle gare di appalto per gravi illeciti professionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 17:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2020]]></category>
		<category><![CDATA[discrezionalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract La norma sui gravi illeciti professionali determina l’esclusione degli operatori economici dalle gare di appalto, con potenziali effetti anche per il futuro, utilizzando concetti indeterminati dal punto di vista semantico. Lo stato dell’arte in ambito giurisprudenziale è che la decisione escludente dell’amministrazione ai sensi dell’art. 80,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf">Scarica il pdf</a></p>



<p><strong>Abstract</strong></p>


<p style="text-align: justify;">La norma sui gravi illeciti professionali determina l’esclusione degli operatori economici dalle gare di appalto, con potenziali effetti anche per il futuro, utilizzando concetti indeterminati dal punto di vista semantico. Lo stato dell’arte in ambito giurisprudenziale è che la decisione escludente dell’amministrazione ai sensi dell’art. 80, comma 5, del Codice dei contratti pubblici sia la conseguenza dell’esercizio di un potere discrezionale, amministrativo o comunque tecnico, sindacabile solamente in caso di irragionevolezza o illogicità manifeste. Il presente lavoro, nell’analizzare la suddetta norma, mira a svolgere una indagine sistematica volta ad individuare i criteri, il più possibile oggettivi che possano garantirne una applicazione prevedibile. Lo studio perviene alla conclusione che nella relazione dialettica tra decisione amministrativa e sindacato del giudice amministrativo non vi è ragione di limitare tale sindacato ai profili di manifesta illogicità e irragionevolezza della decisione, come sembra orientata a fare la giurisprudenza. Un simile orientamento non solo non è giustificato sulla base del contenuto della norma, ma rischia di non garantire il perseguimento di quegli obiettivi di razionalità coerenza e certezza che sono immanenti al sistema giuridico.</p>


<p><strong>Indefinite legal concepts, discretion of the administration and judicial review in the exclusion from calls for tenders due to serious professional offenses</strong></p>


<p style="text-align: justify;">The rule on grave professional misconducts, present in the art. 80, paragraph 5, of the Public Contracts Code, determines the exclusion of economic operators from tenders, with potential effects also for the future partecipation to the public tenders. The said rule is based on indeterminate concepts. The state of the art in the jurisprudence is that the exclusionary decision of the administration is the consequence of the exercise of a discretion power, administrative or technical, which can be reviewed by the administrative Court only in the event of manifest unreasonableness or illogicality. The study carries out a systematic investigation aimed to identifying the criteria, as objective as possible, that can guarantee a predictable application of the art. 80, paragraph 5, of the Public Contracts Code. The study comes to the conclusion that in the dialectical relationship between the administrative decision and the review of the administrative judge there is no reason to limit such a review to the profiles of manifest unreasonableness of the decision, as admini-806 Jacopo Vavalli strative jurisprudence seems oriented to do. Such an orientation is not justified on the basis of the content of the rule and is not able to guarantee the pursuit of the objectives of rationality, coherence and certainty which are immanent in the legal system.</p><p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/concetti-giuridici-indeterminati-discrezionalita-dellamministrazione-e-sindacato-giurisdizionale-nellesclusione-dalle-gare-di-appalto-per-gravi-illeciti-professionali-jacopo-vaval/">Concetti giuridici indeterminati, discrezionalità dell’amministrazione e sindacato giurisdizionale nell’esclusione dalle gare di appalto per gravi illeciti professionali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Nuove Autonomie 3-2020</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/nuove-autonomie-3-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Sciortino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 14:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[autonomie]]></category>
		<category><![CDATA[nuove]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fascicolo 3/2020 Pdf Acquista i 3 fascicoli in versione cartacea su Editoriale Scientifica INDICEDOTTRINA Antonella Sciortino &#8211; Il ruolo della BCE nel complesso equilibrio tra tecnica e politica &#8211; 699Silvia Tuccillo &#8211; Potere di riesame, amministrazione semplificata e “paura di amministrare” &#8211; 725Stefano Villamena &#8211; La revoca del presidente del</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" width="200" height="278" src="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-200x278.jpg" alt="" class="wp-image-855" srcset="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-200x278.jpg 200w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-736x1024.jpg 736w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-768x1069.jpg 768w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-1104x1536.jpg 1104w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-1471x2048.jpg 1471w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-395x550.jpg 395w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-359x500.jpg 359w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-1320x1837.jpg 1320w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/copertina-3-2020-1-scaled.jpg 1839w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></figure></div>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong>Fascicolo 3/2020  </strong></p>



<p><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link"><strong>Pdf</strong></a></p>



<p>Acquista i 3 fascicoli in versione cartacea su <a href="https://www.editorialescientifica.com/shop/catalogo-riviste/rivista/nuove-autonomie/abbonamento-annuale-1/nuove-autonomie-rivista-di-diritto-pubblico-abb-2020-detail.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Editoriale Scientifica</a></p>
</div>
</div>



<span id="more-827"></span>



<p class="has-text-align-center"><strong>INDICE<br>DOTTRINA</strong></p>



<p class="has-text-align-justify"><strong> <strong>Antonella Sciortino</strong> </strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-ruolo-della-bce-nel-complesso-equilibrio-tra-tecnica-e-politica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Il ruolo della BCE nel complesso equilibrio tra tecnica e politica">Il ruolo della BCE nel complesso equilibrio tra tecnica e politica</a> &#8211; <strong>699</strong><br><strong>Silvia Tuccillo</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/potere-di-riesame-amministrazione-semplificata-e-paura-di-amministrare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Potere di riesame, amministrazione semplificata e “paura di amministrare”">Potere di riesame, amministrazione semplificata e “paura di amministrare”</a> &#8211; <strong>725</strong><br><strong>Stefano Villamena</strong> &#8211; <a title="La revoca del presidente del consiglio comunale: contributo alla individuazione della fattispecie" href="https://www.nuoveautonomie.it/la-revoca-del-presidente-del-consiglio-comunale-contributo-alla-individuazione-della-fattispecie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">La revoca del presidente del consiglio comunale: contributo alla individuazione della fattispecie</a> &#8211; <strong>751</strong><br><strong>Jacopo Vavalli </strong>&#8211; <a title="Concetti giuridici indeterminati, discrezionalità dell’amministrazione e sindacato giurisdizionale nell’esclusione dalle gare di appalto per gravi illeciti professionali" href="https://www.nuoveautonomie.it/concetti-giuridici-indeterminati-discrezionalita-dellamministrazione-e-sindacato-giurisdizionale-nellesclusione-dalle-gare-di-appalto-per-gravi-illeciti-professionali-jacopo-vaval/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Concetti giuridici indeterminati, discrezionalità dell’amministrazione e sindacato giurisdizionale nell’esclusione dalle gare di appalto per gravi illeciti professionali</a> &#8211; <strong>777</strong><br><strong>Salvatore Raimondi</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sulla-disciplina-delle-specializzazioni-forensi-alla-luce-del-d-m-1-ottobre-2020-n-163-salvatore-raimondi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Considerazioni sulla disciplina delle specializzazioni forensi alla luce del D.M. 1 ottobre 2020, n. 163">Considerazioni sulla disciplina delle specializzazioni forensi alla luce del D.M. 1 ottobre 2020, n. 163</a> &#8211; <strong>807</strong><br><strong>Nicola Gullo</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/notazioni-sul-regionalismo-differenziato-tra-aspirazioni-autonomistiche-e-solidarieta-economico-sociale-nicola-gullo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Notazioni sul regionalismo differenziato tra aspirazioni autonomistiche e solidarietà economico-sociale" class="ek-link">Notazioni sul regionalismo differenziato tra aspirazioni autonomistiche e solidarietà economico-sociale</a> &#8211; <strong>817</strong><br><strong>Valentina Prudente</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lutile-attuazione-dellart-116-co-3-cost-alla-luce-del-principio-di-sussidiarieta-valentina-prudente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="L’utile attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost. alla luce del principio di sussidiarietà" class="ek-link">L’utile attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost. alla luce del principio di sussidiarietà</a> &#8211; <strong>837</strong><br><strong>Patrizia Accordino</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/le-asimmetrie-fiscali-tra-regioni-italiane-stato-dellarte-criticita-e-prospettive-patrizia-accordino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive" class="ek-link">Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive</a>  &#8211; <strong>853 </strong><br><strong>Luca Dell’Atti </strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/effetti-dellautonomia-differenziata-sulla-combinazione-funzionale-dei-principi-di-sussidiarieta-e-leale-collaborazione-verso-una-riforma-del-regionalismo-a-costituzione-invariata-luca-del/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Effetti dell’autonomia differenziata sulla combinazione funzionale dei princìpi di sussidiarietà e leale collaborazione. Verso una riforma del regionalismo a Costituzione invariata?" class="ek-link">Effetti dell’autonomia differenziata sulla combinazione funzionale dei princìpi di sussidiarietà e leale collaborazione. Verso una riforma del regionalismo a Costituzione invariata?</a> &#8211; <strong>867</strong><br><strong>Andrea Napolitano</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-ruolo-imprescindibile-delle-camere-per-una-corretta-ed-equa-attuazione-del-regionalismo-differenziato-andrea-napolitano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Il ruolo (imprescindibile) delle Camere per una corretta ed equa attuazione del regionalismo differenziato" class="ek-link">Il ruolo (imprescindibile) delle Camere per una corretta ed equa attuazione del regionalismo differenziato</a> &#8211; <strong>881</strong><br><strong>Claudia Bianca Ceffa</strong> &#8211; “<a href="https://www.nuoveautonomie.it/non-basta-dire-intesa-ragionando-sul-principio-di-leale-collaborazione-fra-stato-e-regioni-nella-prospettiva-del-regionalismo-differenziato-claudia-bianca-ceffa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="“ Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato" class="ek-link">Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato</a> &#8211; <strong>895</strong><br><strong>Giuseppe Carlo Ricciardi</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/note-sulla-dimensione-amministrativa-del-regionalismo-differenziato-giuseppe-carlo-ricciardi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Note sulla dimensione amministrativa del regionalismo differenziato" class="ek-link">Note sulla dimensione amministrativa del regionalismo differenziato </a>&#8211; <strong>919</strong><br><strong>Matteo Pressi </strong>&#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/autonomia-regionale-differenziata-unoccasione-per-ripensare-larea-vasta-matteo-pressi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Autonomia regionale differenziata: un’occasione per ripensare l’area vasta" class="ek-link">Autonomia regionale differenziata: un’occasione per ripensare l’area vasta</a> &#8211; <strong>907</strong><br><strong>Gaetano Armao</strong> &#8211; <a href="https://www.nuoveautonomie.it/note-minime-sulla-disciplina-della-regione-siciliana-sul-procedimento-amministrativo-gaetano-armao/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="https://www.nuoveautonomie.it/note-minime-sulla-disciplina-della-regione-siciliana-sul-procedimento-amministrativo-gaetano-armao/" class="ek-link">Note minime sulla disciplina della Regione siciliana sul procedimento amministrativo</a> &#8211; <strong>931</strong></p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>Abstract</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-ruolo-della-bce-nel-complesso-equilibrio-tra-tecnica-e-politica/" target="_blank" aria-label="Il ruolo della BCE nel complesso equilibrio tra tecnica e politica (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Il ruolo della BCE nel complesso equilibrio tra tecnica e politica</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Antonella Sciortino</strong></p>


<p style="text-align: justify;">Il saggio affronta il tema del ruolo assunto dalla BCE nello svolgimento della politica monetaria che ha evidenziato non poche criticità sul piano della tensione tra tecnica e politica. Dopo aver ripercorso sinteticamente la nascita dell’Unione monetaria sin dall’idea del rapporto Verner del 1970 di creare una moneta unica e di conseguenza una Unione monetaria poi messa da canto per poi essere ripresa dall’allora Presidente della Commissione J. Delors che nel suo Rapporto (1989) tracciò le fasi in cui si sarebbe dovuta realizzare l’unione monetaria, il lavoro si focalizza sul ruolo assai complesso della BCE. L’indipendenza della BCE (art. 130 TFUE) viene analizzata all’interno del principio dell’indipendenza delle banche centrali nazionali e della compatibilità con il principio democratico che può trovare un primo componimento nella separazione tra autonomia nella individuazione dei fini e autonomia nella scelta dei mezzi con cui perseguirli. In questo senso almeno formalmente la BCE supera il test di compatibilità in quanto l’obiettivo del suo mandato viene individuato dalla fonte primaria sovranazionale nel mantenimento della stabilità dei prezzi escludendo a contrario altri obiettivi quali il sostegno all’occupazione o misure volte al superamento delle asimmetrie economiche tra gli Stati dell’Eurozona. Infine la parte centrale dello scritto si occupa dell’enlargement &nbsp;of &nbsp;functions della BCE, quale “custode della costituzione economica europea” che per fronteggiare la crisi finanziaria iniziata nel 2008 ha posto in essere e, in alcuni casi solo annunciato, operazioni non convenzionali (OMT, Q.E. solo per esemplificare) che hanno forzato l’equilibrio tra tecnica e politica e hanno riproposto con forza il problema della legittimazione democratica di un organo indipendente dal potere esecutivo e dal potere legislativo. Da qui un “dialogo fra giurisdizioni”(Tribunale costituzionale tedesco e Corte di giustizia dell’UE) segnato da importanti decisioni che hanno, fra le altre cose, evidenziato quanto sia difficile tracciare con il bisturi la linea di demarcazione tra politica monetaria (rimessa all’UE) e politica economica (rimessa agli Stati membri), ma anche quanto sia complesso affrontare il problema dei confini del sindacato giurisdizionale della CGUE di fronte ad atti caratterizzati da un alto tasso di tecnicismo. I temi che sono venuti in rilievo sono di grande spessore teorico e tutt’ora al centro di un intenso dibattito per cui possono solo essere avanzate delle ipotesi di studio come il possibile utilizzo della categoria della c.d. discrezionalità tecnica per cercare di affrontare il problema relativo al sindacato della CGUE dinanzi a materie squisitamente tecniche o mettere a punto strumenti di trasparenza e accountability della politica monetaria della BCE per cercare di arginare la mancanza di legittimazione democratica fermo restando il principio della sua indipendenza ed autonomia. Infine qualche accenno alle misure adottate durante l’emergenza pandemica.</p>


<p class="has-text-align-center"><strong>The role of the ECB in the complex balance between technology and politics</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Antonella Sciortino</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The essay deals with the issue of the role assumed by the ECB in carrying out monetary policy which has highlighted many critical issues in terms of the tension between technology and politics. After briefly tracing the birth of the Monetary Union, beginning from the idea of the Verner report of 1970 to create a single currency and, eventually, a Monetary Union which was put aside and then afterwards resumed by the then President of the Commission J. Delors, who in his Report (1989) wrote about the phases in which monetary union should have been achieved, the work focuses on the very complex role of the ECB. The independence of the ECB (Article 130 TFEU) is analyzed within the principle of the independence of national central banks and compatibility with the democratic principle which can find a first composition in the separation between autonomy in identifying purposes and autonomy in choice of the means by which to pursue them. In this sense, at least formally, the ECB passes the compatibility test as the objective of its mandate is identified by the primary supranational source in maintaining price stability while excluding other objectives such as employment support or measures aimed at overcoming asymmetries between the eurozone states. Finally, the central part of the report deals with the “ enlargement of functions “of the ECB, as “ guardian of the European economic constitution “which in order to face the financial crisis that began in 2008 has put in place and, in some cases only announced , unconventional operations (OMT, QE just to exemplify) that have forced the balance between technology and politics and have forcefully re-proposed the problem of the democratic legitimacy of a body independent of the executive and legislative powers. Hence a “ dialogue between jurisdictions “(German Constitutional Tribunal and EU Court of Justice) marked by important decisions that have, among other things, highlighted how difficult it is to draw the dividing line between monetary policy with a scalpel ( remittance to the EU) and economic policy (remittance to the Member States), but also how complex it is to tackle the problem of the boundaries of the judicial review of the CJEU in the face of acts characterized by a high rate of technicality. The issues that have come to the fore are of great theoretical depth and still at the center of an intense debate for which study hypotheses such as the possible use of the category of the so-called technical discretion to try to tackle the problem related to the CJEU’s trade union in purely technical matters or to develop instruments of transparency and accountability of the ECB’s monetary policy to try to stem the lack of democratic legitimacy without prejudice to the principle of its independence and autonomy . Finally, some hints to the measures taken during the pandemic emergency.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/potere-di-riesame-amministrazione-semplificata-e-paura-di-amministrare/" target="_blank" aria-label="Potere di riesame, amministrazione semplificata e “paura di amministrare” (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Potere di riesame, amministrazione semplificata e “paura di amministrare”</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Silvia Tuccillo</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Le recenti riforme della p.a., varate per rispondere alla crisi economica determinata dall’emergenza pandemica, si sono innestate su un tessuto normativo già ricco di criticità. La spinta ormai continua sugli istituti di semplificazione, l’investimento sulla responsabilità come deterrente per le inefficienze dei funzionari pubblici e la crescente sfiducia nell’amministrazione stanno generando esternalità negative che soltanto un ripensamento di alcune linee interpretative ormai consolidate potrà riuscire a contenere. Lo scritto si propone, in particolare, di analizzare le potenzialità del potere di riesame come strumento per bilanciare, insieme ad altri istituti di recente conio, la riduzione di garanzie determinata da un investimento poco cauto sul silenzio assenso come rimedio avverso l’inerzia patologica della p.a.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Administrative review, simplification and “fear of making decision”</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Silvia Tuccillo</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Recent administrative reforms, launched in response to the economic crisis determined by the pandemic, have grafted to a regulatory structure that is already full of critical issues. Simplification policies, enhancement of responsibility as a deterrent to public servant’s inefficiencies and growing mistrust in administration are generating negative externalities that need a radical rethink of some well-established interpretative legal lines. This paper aims to analyze the potential of self-defense power as a tool to balance, in combination with some recent legal institutions, the reduction of guarantees caused by a misguided use of silent assent as a remedy against the pathological inertia of public administration.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-revoca-del-presidente-del-consiglio-comunale-contributo-alla-individuazione-della-fattispecie/" target="_blank" aria-label="La revoca del presidente del consiglio comunale: contributo alla individuazione della fattispecie (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">La revoca del presidente del consiglio comunale: contributo alla individuazione della fattispecie</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Stefano Villamena</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;Il Testo unico degli enti locali del 2000 non si interessa direttamente del tema della revoca del Presidente del Consiglio comunale. Il presente contributo cerca pertanto di tracciare le linee fondamentali riguardo non solo all’organo cui dovrebbe essere attribuito il relativo potere, bensì ai presupposti su cui esso si fonda nonché ai limiti al suo esercizio. Nella parte finale del contributo si è poi cercato di ricostruire la natura del potere in esame, fondato sul venir meno del «rapporto di fiducia» con riferimento specifico ad inadempimenti istituzionali. Il potere di revoca è però pur sempre legato a scelte della maggioranza consiliare, da ciò è derivata un’esigenza di tutela in termini di riequilibrio a favore delle minoranze consiliari tramite l’ipotesi dell’abuso d’ufficio.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Revocation of the President of the City Council: evaluation of its features and legal boundaries</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Stefano Villamena</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;The Legislative Decree no. 267/2000 about local authorities does not directly mention the President of the Municipal Council’s revocation in particular. This work aims to trace the fundamental requirements for revocation’s power, its limits, and to identify which body of the public administration is legitimate to exercise this power. Besides, this work also evaluates the nature of the revocation power, based on the loss of “institutional trust” concerning omissions or defaults upon administrative duties. The power under analysis is linked to the choices of the council majority from which derives the need for safeguards in favor of the council minorities, rebalancing their power through the hypothesis of abuse of office.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/concetti-giuridici-indeterminati-discrezionalita-dellamministrazione-e-sindacato-giurisdizionale-nellesclusione-dalle-gare-di-appalto-per-gravi-illeciti-professionali-jacopo-vaval/" target="_blank" aria-label="Concetti giuridici indeterminati (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Concetti giuridici indeterminati, discrezionalità dell’amministrazione e sindacato giurisdizionale nell’esclusione dalle gare di appalto per gravi illeciti professionali</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Jacopo Vavalli</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;La norma sui gravi illeciti professionali determina l’esclusione degli operatori economici dalle gare di appalto, con potenziali effetti anche per il futuro, utilizzando concetti indeterminati dal punto di vista semantico. Lo stato dell’arte in ambito giurisprudenziale è che la decisione escludente dell’amministrazione ai sensi dell’art. 80, comma 5, del Codice dei contratti pubblici sia la conseguenza dell’esercizio di un potere discrezionale, amministrativo o comunque tecnico, sindacabile solamente in caso di irragionevolezza o illogicità manifeste. Il presente lavoro, nell’analizzare la suddetta norma, mira a svolgere una indagine sistematica volta ad individuare i criteri, il più possibile oggettivi che possano garantirne una applicazione prevedibile. Lo studio perviene alla conclusione che nella relazione dialettica tra decisione amministrativa e sindacato del giudice amministrativo non vi è ragione di limitare tale sindacato ai profili di manifesta illogicità e irragionevolezza della decisione, come sembra orientata a fare la giurisprudenza. Un simile orientamento non solo non è giustificato sulla base del contenuto della norma, ma rischia di non garantire il perseguimento di quegli obiettivi di razionalità coerenza e certezza che sono immanenti al sistema giuridico.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Indefinite legal concepts, discretion of the administration and judicial review in the exclusion from calls for tenders due to serious professional offenses</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Jacopo Vavalli</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The rule on grave professional misconducts, present in the art. 80, paragraph 5, of the Public Contracts Code, determines the exclusion of economic operators from tenders, with potential effects also for the future partecipation to the public tenders. The said rule is based on indeterminate concepts. The state of the art in the jurisprudence is that the exclusionary decision of the administration is the consequence of the exercise of a discretion power, administrative or technical, which can be reviewed by the administrative Court only in the event of manifest unreasonableness or illogicality. The study carries out a systematic investigation aimed to identifying the criteria, as objective as possible, that can guarantee a predictable application of the art. 80, paragraph 5, of the Public Contracts Code. The study comes to the conclusion that in the dialectical relationship between the administrative decision and the review of the administrative judge there is no reason to limit such a review to the profiles of manifest unreasonableness of the decision, as admini-806 Jacopo Vavalli strative jurisprudence seems oriented to do. Such an orientation is not justified on the basis of the content of the rule and is not able to guarantee the pursuit of the objectives of rationality, coherence and certainty which are immanent in the legal system.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sulla-disciplina-delle-specializzazioni-forensi-alla-luce-del-d-m-1-ottobre-2020-n-163-salvatore-raimondi/" target="_blank" aria-label="Considerazioni sulla disciplina delle specializzazioni forensi alla luce del D.M. 1 ottobre 2020, n. 163 (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Considerazioni sulla disciplina delle specializzazioni forensi alla luce del D.M. 1 ottobre 2020, n. 163</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Salvatore Raimondi</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">L’autore esamina le modifiche introdotte, in materia di specializzazioni forensi con il D.M. n. 163 del 2020 al regolamento approvato cinque anni prima con D.M. n. 144 del 2015, diverse disposizioni del quale erano state oggetto di annullamento con sentenza del TAR Lazio del 2016 in buona parte confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 5575 del 2017. Il D.M. n. 163 prevede n. 13 settori nei quali si può conseguire specializzazione. Relativamente ai settori del diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo si prevedono nel rispettivo ambito, 11, 7 e 8 indirizzi. La specializzazione si può conseguire attraverso la “comprovata esperienza” ovvero attraverso i “percorsi formativi”.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Considerations on the reform of the discipline of the specializations of Lawyers</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Salvatore Raimondi</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The author examines the changes introduced, in the field of forensic specializations with the D.M. (Ministerial Decree) n. 163/2020 to the regulation approved five years earlier with D.M. n. 144 of 2015, which was partly annulled by the Lazio Regional Administrative Court in a ruling largely confirmed by the Council of State (C.S. 5575/2017). The D.M. 163/2020 contemplate 13 sectors in which specialization can be achieved. With regard to the sectors of civil law, criminal law and administrative law, 11, 7 and 8 addresses are envisaged. Specialization can be achieved through “proven experience” or through “training paths”.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="Notazioni sul regionalismo differenziato tra aspirazioni autonomistiche e solidarietà economico-sociale" href="https://www.nuoveautonomie.it/notazioni-sul-regionalismo-differenziato-tra-aspirazioni-autonomistiche-e-solidarieta-economico-sociale-nicola-gullo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Notazioni sul regionalismo differenziato tra aspirazioni autonomistiche e solidarietà economico-sociale</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Nicola Gullo</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Il regionalismo differenziato delineato dall’art. 116, co. 3, Cost. prevede la possibilità di una profonda revisione del sistema regionale attraverso un procedimento legislativo rinforzato, che richiede la stipula di una previa intesa tra lo Stato e la Regione interessata. Il contributo esamina i diversi problemi interpretativi che riguardano l’applicazione di questa norma costituzionale, alla luce delle iniziative avviate da alcuni Regioni a statuto ordinario. Dall’analisi delle diverse questioni giuridiche, politiche e finanziarie che sono collegate alla realizzazione del modello del regionalismo differenziato, si evince la necessità di superare un approccio settoriale, basato su autonomi e separati accordi con le singole Regioni, per incardinare le proposte regionali nel contesto di una riforma generale dell’ordinamento, in modo da preservare l’unità della Repubblica e salvaguardare la solidarietà territoriale.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Remarks on differentiated regionalism between autonomous aspirations and economic and social solidarity</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Nicola Gullo</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;The concept of differentiated regionalism, introduced in art. 116, paragraph 3, of the Constitution, allows for the possibility of a wide review of the regional system through a reinforced legislative process, following the prior stipulation of an agreement between the State and the concerned Region. This article examines the various problems of interpretation relating to the application of this constitutional rule, taking into account the initiatives of some Regions with ordinary statute. Moving from the analysis of different legal, political and financial issues of the differentiated regionalism, the article affirms the necessity of letting go of the sectoral approach, based on autonomous and separate agreements with individual Regions, in favor of adopting a general reform of the legal system which incorporates regional proposals, so as to preserve the unity of the Republic and safeguard territorial solidarity.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="L’utile attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost. alla luce del principio di sussidiarietà" href="https://www.nuoveautonomie.it/lutile-attuazione-dellart-116-co-3-cost-alla-luce-del-principio-di-sussidiarieta-valentina-prudente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">L’utile attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost. alla luce del principio di sussidiarietà</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Valentina Prudente</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">L’articolo, prendendo spunto dalla vicenda relativa alla attuazione del regionalismo differenziato previsto dal terzo comma dell’art. 116 della Costituzione, propone una lettura dei nessi esistenti tra differenziazione regionale e sussidiarietà verticale. Tali nessi si apprezzano sia laddove la differenziazione regionale riguardi una particolare e diversa distribuzione di competenze legislative tra enti; sia laddove comporti l’allocazione di funzioni e compiti amministrativi in considerazione delle diverse caratteristiche degli enti riceventi. In questa prospettiva la differenziazione regionale si caratterizza in funzione attuativa della sussidiarietà e si pone in relazione con l’intero quadro costituzionale dei principi fondamentali che connotano il sistema delle autonomie territoriali.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Useful implementation of Art. 116.3 of the Constitution through the principle of subsidiarity.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Valentina Prudente</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The article, getting ideas from the matter relating to the implementation of differentiated regionalism provided by the third paragraph of Art. 116 of the Constitution, proposes a reading of links between regional differentiation and vertical subsidiarity. These links are valued both if regional differentiation concerns a particular and different distribution of legislative powers among entities; and whether if it involves allocation of administrative functions related to different characteristics of receiving entities. In this perspective, regional differentiation is characterized by implementation of subsidiarity and is related to the entire constitutional framework of fundamental principles that typify our system of territorial autonomies.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive" href="https://www.nuoveautonomie.it/le-asimmetrie-fiscali-tra-regioni-italiane-stato-dellarte-criticita-e-prospettive-patrizia-accordino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Patrizia Accordino</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">L’articolo approfondisce il “regionalismo differenziato” in ambito tributario evidenziando le difficoltà applicative derivanti dalla clausola di invarianza finanziaria contenuta nelle pre-intese già concluse, che preclude nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il finanziamento di questi spazi di autonomia differenziata dovrebbe infatti, essere sostenuto dalle entrate delle Regioni che li richiederanno. Nondimeno, da una prima analisi dei preaccordi già formulati, sembra che le Regioni proponenti intendano tenere ferme le risorse all’interno del territorio delle stesse e condizionarle a favore di chi in essa risiede, prefigurando, pertanto, il concreto rischio di intaccare i diritti sociali fondamentali, a causa della ricaduta sulla distribuzione delle risorse complessive tra Regioni. Le regole di contribuzione al sostenimento della spesa pubblica vigenti sono, tuttavia, ancora basate sul “binomio” di valori costituzionali riconducibili al generale dovere di solidarietà economica e al principio di capacità contributiva. È, dunque, chiara l’esigenza di preordinare la concreta operatività del regionalismo differenziato – per preservare la neutralità e il mantenimento della coesione sociale – alla attuazione dei predetti principi. È anche essenziale promuovere alcuni spazi di autonomia tributaria che assicurerebbero alle Regioni italiane la concreta possibilità di finanziare le nuove condizioni senza alterare l’equilibrio complessivo.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>“Tax asymmetries” among Italian Regions: state of the art, critical issues, and perspectives</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Patrizia Accordino</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;The article investigates the “asymmetrical regionalism” in the field of taxation, highlighting the difficulties in its application deriving from the financial invariance clause contained in the pre-agreements already concluded, which precludes new or greater burdens on public finance. Financing these spaces of asymmetrical autonomy should, indeed, be supported by the revenues of the Regions requesting them. Nonetheless, an initial analysis of the pre-agreements already signed shows that the proposing Regions intend to keep resources within their territories conditioning them in favour &nbsp;of those who live there also envisaging the real risk of affecting fundamental social rights, due to the impact on the distribution of overall resources among all the Regions. However, the rules of contribution to public expenditure in force are still based on the “combination” of constitutional values tracing back to the general duty of economic solidarity and the principle of ability to pay. It is, therefore, clear that the real application of asymmetrical regionalism – to preserve neutrality and maintain social cohesion – should be subordinated to the implementation of the aforementioned principles. Furthermore, promoting certain spaces of tax autonomy, eventually ensuring Italian Regions an effective possibility of financing the new conditions, without affecting the overall equilibrium, is essential.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="Effetti dell’autonomia differenziata sulla combinazione funzionale dei princìpi di sussidiarietà e leale collaborazione. Verso una riforma del regionalismo a Costituzione invariata?" href="https://www.nuoveautonomie.it/effetti-dellautonomia-differenziata-sulla-combinazione-funzionale-dei-principi-di-sussidiarieta-e-leale-collaborazione-verso-una-riforma-del-regionalismo-a-costituzione-invariata-luca-del/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Effetti dell’autonomia differenziata sulla combinazione funzionale dei princìpi di sussidiarietà e leale collaborazione. Verso una riforma del regionalismo a Costituzione invariata?</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Luca Dell’Atti</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;Sussidiarietà e leale collaborazione sono due principi nati nella prassi, poi dotati di fondamento costituzionale, il cui studio rappresenta un ottimale punto di osservazione per descrivere le evoluzioni oscillanti del regionalismo italiano. Il combinato operare dei due principi, infatti, poiché consente la gestione flessibile dei rapporti Stato-Regioni, ne facilita uno svolgersi cooperativo e non conflittuale assicurando il simultaneo rispetto dei principi di unità e autonomia di cui all’art. 5 Cost. Questo contributo analizza il possibile impatto dell’attivazione della clausola di maggiore autonomia (art. 116, c. 3 Cost.) sull’assetto delle relazioni inter-governative delineando due scenari a seconda che l’autonomia differenziata venga infine realizzata a) per le tre Regioni settentrionali già ad uno stadio avanzato del relativo iter (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), o b) per un ampio numero di Regioni – quasi tutte le Regioni hanno già avviato iniziative in tal senso. Dallo scenario sub a) deriverebbe la recessione dei moduli di cooperazione multi-laterale in ragione della necessità di gestire in via bi-laterale ed informale i rapporti centro-periferia; in quello sub b), le logiche della competizione, ancorché declinate su una dimensione più ampia, potrebbero creare una frattura nel fronte regionale unitario. In entrambi i casi, dunque, l’attivazione della clausola di maggiore autonomia potrebbe rappresentare un ostacolo all’evoluzione in senso collaborativo delle relazioni multi-livello.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>The Effects of “Further Autonomy” on the Principles of Subsidiarity and Loyal Cooperation. Again a Non-formal Constitutional Reform of the Regionalism?</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Luca Dell’Atti</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The principles of subsidiarity and loyal cooperation were born in praxis and then endowed with a constitutional foundation. Their study is an optimal observation point for describing the evolution of Italian regionalism. In fact the two principles –since they enable the State-Regions relations to be managed in a flexible manner– facilitate a cooperative development by ensuring the simultaneous respect of the principles of unity and autonomy as set out in Article 5 of the Constitution. We analyze the possible impact of the “further autonomy clause” (Art. 116, par. 3 of the Constitution) on the structure of inter-governmental relations (IGR), outlining two scenarios depending on whether the clause is finally implemented a) for the three northern Regions that are already at an advanced stage of the process (Lombardia, Veneto and Emilia Romagna), or b) for a large number of Regions –almost all of which have already started &nbsp;initiatives in this direction. Scenario a) would result in the recession of multi-lateral cooperation models due to the need to manage IGR bi-laterally and informally; in scenario b), the logic of competition, even declined on a broader scale, could break up the unitary regional front. In both cases, therefore, the activation of the clause could hinder the co-operative evolution of multi-level relations.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="Il ruolo (imprescindibile) delle Camere per una corretta ed equa attuazione del regionalismo differenziato" href="https://www.nuoveautonomie.it/il-ruolo-imprescindibile-delle-camere-per-una-corretta-ed-equa-attuazione-del-regionalismo-differenziato-andrea-napolitano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Il ruolo (imprescindibile) delle Camere per una corretta ed equa attuazione del regionalismo differenziato</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Andrea Napolitano</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;Il percorso del regionalismo differenziato che si è sviluppato negli ultimi mesi in Italia ha avuto, come è noto, quali protagonisti istituzionali le singole Regioni da un lato e, dall’altro, il Governo, circostanza che ha, di fatto, relegato il Parlamento ad un ruolo secondario. Proprio il ruolo che si intende attribuire a quest’ultimo ha rappresentato uno degli aspetti maggiormente discussi in dottrina. Il presente lavoro, muovendo dalla marginalizzazione delle Camere riscontrata nel percorso di differenziazione iniziato da Veneto, Lombardia ed Emilia, intende indagare la necessità di attribuire al Parlamento un ruolo centrale nel procedimento di approvazione della c.d. legge ad autonomia negoziata al fine di garantire la salvaguardia dell’unità nazionale ed effettuare una approfondita analisi dei possibili impatti sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere assicurati su tutto il territorio nazionale. Allo stesso modo si cercherà di evidenziare l’opportunità di una legge “attuativa” della disposizione costituzionale, con la quale fissare, in maniera puntuale, principi e criteri da far rispettare alle Regioni che intendono iniziare il percorso per la differenziazione ma anche, e soprattutto, disciplinare un’ipotetica fase di monitoraggio e, in casi eccezionali, di riallocazione, a livello statale, di funzioni e risorse devolute in precedenza.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>The (essential) role of the Parliament for a correct and equitable implementation of differentiated regionalism</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Andrea Napolitano</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The path of differentiated regionalism that has developed in the recent months in Italy has had, as is well known, as institutional bodies, the individual Regions on the one hand and the Government on the other, a circumstance that has, in fact, relegated the Parliament to a secondary role. Indeed, the role that is intended to be attributed to the latter has represented one of the most discussed aspects in the doctrine. This work, starting from the marginalization of the Chambers, found in the differentiation process initiated by Veneto, Lombardy and Emilia, intends to investigate the need to give the Parliament a central role in the approval process of the so-called negotiated autonomy law in order to ensure the safeguarding of national unity and carry out an in-depth analysis of the possible impacts on the essential levels of services, concerning civil and social rights that must be ensured throughout the national territory. In the same way, this paper will try to highlight the opportunity of an “implementing” law of the constitutional provision, pursuant to which to set, in a timely manner, principles and criteria to be enforced by the Regions that intend to start the process of differentiation but also, and above all, regulate a hypothetical phase of monitoring and, in exceptional cases, of reallocation, at the state level, of functions and resources previously devolved.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> “<a title="“ Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato" href="https://www.nuoveautonomie.it/non-basta-dire-intesa-ragionando-sul-principio-di-leale-collaborazione-fra-stato-e-regioni-nella-prospettiva-del-regionalismo-differenziato-claudia-bianca-ceffa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Claudia Bianca Ceffa</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;L’articolo si propone di evidenziare un profilo, ancora poco esplorato, di inadeguatezza del richiamo dell’art. 8, comma 3, Cost. in relazione alla procedimentalizzazione &nbsp;dell’approvazione legislativa dell’intesa fra Stato e Regioni, necessaria ai fini dell’attuazione del regionalismo differenziato. Tale disposizione porta, infatti, con sé il bagaglio della relativa giurisprudenza costituzionale che ha constatato la natura politica, quindi insindacabile, della decisione del Governo di avviare il confronto ai fini del raggiungimento di un’intesa con le confessioni acattoliche. Quest’ultima, invece, nell’ambito del regionalismo differenziato, dovrebbe inserirsi nel diverso assetto che ispira il Titolo V Cost., all’interno del quale i rapporti tra Stato e Regioni sono connotati dal principio di leale collaborazione.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>“Agreement it’s not enough”. Reasoning about the principle of loyal collaboration between the State and the Regions in the perspective of differentiated regionalism</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Claudia Bianca Ceffa</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;Abstract (eng): The article aims to highlight a profile, still unexplored, of the inadequacy of the reference to art. 8, paragraph 3, of the Constitution in relation to the proceduralization of the legislative approval of the agreement between the State and the Regions, necessary for the implementation of differentiated regionalism. This provision, in fact, brings with it the baggage of the related constitutional jurisprudence, which has established the political nature, therefore unquestionable, of the Government’s decision to start discussions in order to reach an agreement with non-Catholic confessions. The latter, on the other hand, in the context of differentiated regionalism should fit into the different structure that inspires Title V of the Constitution, within which the relations between the State and the Regions are characterized by the principle of loyal collaboration.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="Note sulla dimensione amministrativa del regionalismo differenziato" href="https://www.nuoveautonomie.it/note-sulla-dimensione-amministrativa-del-regionalismo-differenziato-giuseppe-carlo-ricciardi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Note sulla dimensione amministrativa del regionalismo differenziato</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Giuseppe Carlo Ricciardi</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;L’articolo prende in considerazione la dimensione amministrativo-funzionale sottesa al regionalismo differenziato. La riflessione sulle funzioni conduce a conseguenze rilevanti sia rispetto alle istituzioni del governo locale, sia in ordine al trasferimento delle risorse umane e finanziarie correlate all’esercizio delle funzioni. Sul tema occorre un ripensamento alla luce dell’argomento decisivo legato alla co-essenzialità tra i concetti di autonomia e differenziazione, avente riflessi anche sull’organizzazione delle amministrazioni accolta nella nostra Costituzione.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Remarks on the administrative dimension of differentiated regionalism</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Giuseppe Carlo Ricciardi</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;The article takes into account the administrative and functional dimension of the differentiated regionalism. The functional-centred vision leads to relevant implications with respect to the local government institutions and the deployment of human and financial resources related to the exercise of the administrative tasks. On this topic it is necessary a rethinking in the light of the decisive argument linked to the co-essentiality between the concepts of autonomy and differentiation, having repercussions also on the organization of administrations accepted in our Constitution.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="Autonomia regionale differenziata: un’occasione per ripensare l’area vasta" href="https://www.nuoveautonomie.it/autonomia-regionale-differenziata-unoccasione-per-ripensare-larea-vasta-matteo-pressi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Autonomia regionale differenziata: un’occasione per ripensare l’area vasta</a> </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Matteo Pressi</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Lo scritto analizza il tipo di relazione esistente fra la procedura di attribuzione alle Regioni di “forme ulteriori di autonomia” ai sensi dell’art. 116 c. 3 Cost. e l’attuale struttura istituzionale di Enti di area vasta. In particolare, l’articolo mostra, analizzando gli aspetti particolarmente critici, che Province e Città metropolinane, come riformate dalla “riforma Delrio” non possono sostenere gli effetti che il regionalismo differenziato è destinato a produrre sugli Enti di area vasta.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Differentiated regional autonomy: an opportunity to rethink the vast-area</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Matteo Pressi</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">This paper aims to highlight the relationship existing between the procedure of attribution to the Regions of «further forms and particular conditions of autonomy», pursuant to art. 116, paragraph 3, of the Constitution, and the current institutional structure of vast-area entities. In particular, the article intends to underline how, to date, the structure of the Provinces and Metropolitan Cities, as defined by the “Delrio reform”, is unsuitable for sustaining the repercussions that differentiated regionalism is destined to produce on vast-area entities, outlining the particularly critical issues.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong> <a title="https://www.nuoveautonomie.it/note-minime-sulla-disciplina-della-regione-siciliana-sul-procedimento-amministrativo-gaetano-armao/" href="https://www.nuoveautonomie.it/note-minime-sulla-disciplina-della-regione-siciliana-sul-procedimento-amministrativo-gaetano-armao/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="ek-link">Note minime sulla disciplina della Regione siciliana sul procedimento amministrativo</a>  </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>di Gaetano Armao</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">&nbsp;L’Autore descrive la recente riforma della disciplina regionale siciliana sul procedimento amministrativo muovendo da una ricostruzione degli spazi di autonomia normativa della Regione alla luce della giurisprudenza costituzionale, dandone una valutazione largamente positiva.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Some remarks on norms enacted by the Sicilian Region on administrative procedure</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>by Gaetano Armao</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">The Author describes the reform of regional law on administrative procedure enacted in Sicily approaching the topic from the perspective of the “spaces” of normative &nbsp;authonomy &nbsp;given to the Region. To this extent it is taken into account the Constitutional Court case law. The Author givese a positive evaluation &nbsp;of the reform.</p>
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