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Il rapporto fisico con la terra è un atto di consapevolezza dello stare nel mondo, la condizione primaria dell’abitare. Heidegger nei suoi scritti sull’abitare parla del legame indissolubile tra l’uomo e il luogo, nella sua naturale ricerca di spazio. Così, abitando la terra, contrastando o accogliendo l’imprevedibilità della natura, si costruisce ogni giorno un fitto tessuto di relazioni visibili e invisibili con la comunità degli uomini, modificando diacronicamente lo spazio fisico. L’abitare sollecita una tensione verso la trasformazione, una ricerca di familiarità che si compie attraverso il riconoscimento dei luoghi. E questa trasformazione coinvolge certamente il suolo, come superficie in cui si gioca il primo contatto con il mondo, che accoglie ed esprime la complessità delle tracce impresse dall’uomo. Questo preciso rapporto biunivoco determina una sorta di scrittura sulla superficie terrestre, dove un sistema di segni sempre diverso costruisce una narrazione nuova nell’apparente continuità dello spazio.
