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Abstract
Il saggio indaga il ruolo strategico della comunicazione pubblica nell’ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA), inquadrandola come funzione amministrativa autonoma e fattore imprescindibile per l’effettività del diritto alla salute riproduttiva. Muovendo dalla constatazione delle persistenti diseguaglianze territoriali e delle asimmetrie informative che ostacolano l’accesso alle prestazioni – pur formalmente inserite nei livelli essenziali di assistenza (LEA) –, l’Autore evidenzia come l’inerzia comunicativa delle istituzioni si traduca in una discriminazione indiretta e in una compressione del principio di eguaglianza sostanziale ex art. 3, comma 2, della Costituzione. Viene approfondita la distinzione tra «macro-informazione» istituzionale e «micro-comunicazione» relazionale, identificando in quest’ultima lo strumento essenziale per personalizzare il percorso di cura e garantire una consapevole autodeterminazione procreativa. Lo studio esamina, infine, l’incidenza dell’innovazione digitale e della trasparenza proattiva quali leve fondamentali per neutralizzare l’inerzia amministrativa e le diseguaglianze di fatto. Emerge la necessità di un modello di governance integrato in cui la funzione comunicativa, intesa come obbligo funzionale e non meramente accessorio, assurga a presidio di uguaglianza sostanziale e inclusione sociale.

The essay investigates the strategic role of public communication in the field of assisted reproduction techniques (ART), framing it as an autonomous administrative function and an indispensable factor for the effectiveness of the right to reproductive health. Starting from the observation of persistent territorial inequalities and information asymmetries that hinder access to services–despite their formal inclusion in the Essential Levels of Care (LEA)–the Author highlights how the communicative inertia of institutions translates into indirect discrimination and a curtailment of the principle of substantive equality, pursuant to Article 3, paragraph 2, of the Italian Constitution. The paper further explores the distinction between institutional «macro-information» and relational «micro-communication» identifying the latter as the essential tool to personalize the care pathway and ensure informed procreative self-determination. Finally, the study examines the impact of digital innovation and proactive transparency as key drivers to counteract administrative inertia and de facto inequalites. Ultimately, the analysis highlights the need for an integrated governance model in which the communicative function, understood as a functional obligation rather than a merely ancillary one, acts as a safeguard for substantive equality and social inclusion.