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Sommario: 1. Lo statuto costituzionale dell’autonomia universitaria. – 2. L’imperante visione svalutativa dell’autonomia universitaria nel quadro legislativo. – 3. Le proposte in materia di governance degli atenei. – 4. Cenni al testo di riforma sul reclutamento. – 5. Conclusioni.
1. Lo statuto costituzionale dell’autonomia universitaria
L’analisi degli attuali progetti di riforma del sistema universitario, concernenti la governance degli atenei e le procedure di reclutamento, richiede una preliminare ricostruzione dello statuto costituzionale dell’autonomia universitaria. Tale autonomia è richiamata, com’è noto, dall’art. 33, comma 6, Cost., secondo cui «le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato». È questa una disposizione che – per riprendere una felice espressione utilizzata dalla Corte costituzionale con riferimento all’autonomia differenziata – non può essere considerata una monade1. Essa va letta nella più ampia cornice dei principi fondamentali che connotano la forma di Stato italiana e delle altre norme della Carta che contribuiscono a definire il paradigma dell’autonomia. Una siffatta lettura consente, infatti, di cogliere la rilevanza strategica dell’autonomia universitaria sia per l’esercizio di alcuni diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione sia, più in generale, per le prospettive di sviluppo e di tenuta dell’intero ordinamento repubblicano2
