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		<title>Il principio della fiducia nel nuovo codice dei contratti pubblici:per una effettiva valorizzazione della sua novitàe rilevanza nel sistema degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 17:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni fascicolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract Il saggio si sofferma sul principio della fiducia, sancito dall’art. 2, del codice dei contratti pubblici, muovendo da due interrogativi fondamentali: se sia possibile pervenire a una sua definizione univoca, attribuendogli un’autonoma portata precettiva; se, e in che senso, esso si distingua dal principio di buona fede, previsto dall’art.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abstract<br />
Il saggio si sofferma sul principio della fiducia, sancito dall’art. 2, del codice dei contratti pubblici, muovendo da due interrogativi fondamentali: se sia possibile pervenire a una sua definizione univoca, attribuendogli un’autonoma portata precettiva; se, e in che senso, esso si distingua dal principio di buona fede, previsto dall’art. 5, dello stesso codice. Sotto il primo profilo, il saggio evidenzia come la nozione di fiducia non possa essere confinata a una dimensione puramente psicologica, e, quindi, ridotta a mera espressione di uno stato mentale, ma debba essere necessariamente ricondotta, in una prospettiva giuridica, a una dimensione<br />
oggettivamente e materialmente apprezzabile, identificandosi, in definitiva, con la tutela dell’affidamento contro comportamenti scorretti. Sotto il secondo profilo, il saggio mette in risalto che, mentre la buona fede accede a modelli di comportamento riconducibili alla tradizione civilistica, e, dunque, estrinseci rispetto al sistema degli appalti pubblici, a garanzia esclusiva degli interessi bilaterali delle parti nell’ambito della singola relazione contrattuale, la fiducia, invece, si configura come principio di sistema, cui l’art. 4, del codice dei contratti pubblici riconosce la dignità di criterio ermeneutico primario, volto a salvaguardare il regolare funzionamento del mercato degli appalti pubblici, e, al tempo stesso, gli interessi generali e specifici facenti capo agli attori – pubblici e privati – che si muovono al suo interno, andando a colpire quelle condotte – per l’appunto, scorrette – non giustificabili nella logica di quel sistema, e pregiudizievoli per quegli interessi. In questa prospettiva, quindi, il saggio, anche attraverso l’esame di casi concreti, arriva alla conclusione che, diversamente dalla buona fede, la fiducia non assume – come la prima – una valenza solo interpretativa e suppletiva, ma è idonea a dispiegare una ben più pregnante portata correttiva nella fase sia dell’evidenza pubblica che dell’esecuzione contrattuale, ponendosi, in ultima analisi, come norma di chiusura del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">The Principle of Trust in the New Public Procurement Code: Assessing its Novelty and Relevance</p>
<p style="text-align: justify;">The essay focuses on the principle of trust, established under Article 2 of the Public Procurement Code, starting from two fundamental questions: whether it is possible to arrive at an unambiguous definition by attributing an autonomous prescriptive force to it; and whether, and in what sense, it differs from the principle of good faith, provided for in Article 5 of the same Code. Under the first aspect, the essay highlights how the notion of trust cannot be confined to a purely psychological dimension – and thus reduced to a mere expression of a mental state – but must necessarily be brought back, from a legal standpoint, to an objectively and materially assessable dimension, ultimately identifying itself with the protection of legitimate expectations against improper conduct. Under the second aspect, the essay emphasizes that while good faith aligns with behavioural standards derived from the civil law tradition – and is therefore extrinsic to the public procurement system, aimed exclusively at safeguarding the bilateral interests of the parties within an individual contractual relationship – trust operates as a systemic principle. Indeed, Article 4 of the Public Procurement Code recognizes trust as a primary interpretive criterion designed to safeguard the proper functioning of the public procurement market as well as the general and specific interests of both public and private actors operating within it, sanctioning improper conduct that cannot be justified under the logic of that system and that prejudices those interests. In this perspective, through the examination  of specific case law, the essay concludes that, unlike good faith, trust does not merely serve an interpretive and supplementary function, but is capable of exerting a far more significant corrective force during both the public tendering procedure and contractual performance, acting, in the final analysis, as an overarching gap-filling rule of the system.</p>
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		<title>La tutela del diritto alla salute procreativa tra approccio olistico, equità di accesso e divari regionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:19:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo analizza l’evoluzione e lo stato dell’arte della procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia, dall’introduzione della sua disciplina normativa alla verifica dell’effettiva esigibilità delle sue prestazioni. L’analisi prende le mosse dal quadro giurisprudenziale che, riformando i rigidi divieti della legge n. 40/2004, ha delineato una nozione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Lamberti.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo analizza l’evoluzione e lo stato dell’arte della procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia, dall’introduzione della sua disciplina normativa alla verifica dell’effettiva esigibilità delle sue prestazioni. L’analisi prende le mosse dal quadro giurisprudenziale che, riformando i rigidi divieti della legge n. 40/2004, ha delineato una nozione estesa di salute procreativa, fondata sull’art. 32 della Costituzione e sull’interesse superiore del minore. La salute procreativa viene quindi analizzata nella sua duplice dimensione individuale e collettiva, quest’ultima declinata anche in termini di prevenzione dell’infertilità secondo il modello multidimensionale One Health. Viene poi esaminato il tema del finanziamento, rilevando che l’inserimento della PMA nei livelli essenziali di assistenza (LEA), ad opera del DPCM 12 gennaio 2017, non è riuscito a risolvere i sistemici problemi che caratterizzano l’organizzazione sanitaria. Le difformità nella capacità prestazionale delle diverse Regioni e i conseguenti divari territoriali concorrono a determinare forme di povertà sanitaria e di mobilità interregionale, che incide negativamente sulle risorse delle amministrazioni sanitarie di provenienza. Lo studio, sulla scorta delle riforme conseguenti alla crisi pandemica, si sofferma sulle possibili soluzioni che possono derivare da una programmazione virtuosa e dalla valorizzazione della medicina di prossimità. Ciò al fine di ricondurre la tutela della salute procreativa a una logica di rete e di sussidiarietà in grado di ridurre le differenze nell’erogazione delle prestazioni e assicurare effettività al diritto alla salute procreativa.</p>
<p style="text-align: justify;">The essay analyses the evolution and state of the art of assisted reproductive technology (ART) in Italy, from the introduction of its regulatory framework to the verification of the actual accessibility of its services. The analysis takes as its starting point the jurisprudential framework which, by dismantling the strict prohibitions of Law No. 40/2004, has outlined an expanded the concept of reproductive health, grounded in Article 32 of the Constitution and the best interests of the child. Reproductive health is then analysed in its dual individual and collective dimensions, the latter also framed in terms of infertility prevention according to the multidimensional One Health model. The issue of funding is subsequently examined, noting that the inclusion of ART within the Essential Levels of Care (LEA) by the Prime Ministerial Decree of January 12, 2017, has failed to resolve the systemic problems characterizing healthcare organization. Discrepancies in the service delivery capacity of the different regions and the resulting territorial gaps contribute to creating forms of health poverty and interregional patient mobility, which negatively impacts the resources of the healthcare administrations of origin. Drawing on the reforms following the pandemic crisis, the study focuses on potential solutions arising from effective planning and the enhancement of community-based healthcare. This is intended to realign the protection of reproductive health with a network- and subsidiarity-based logic capable of reducing disparities in service delivery and ensuring the actual effectiveness of the right to reproductive health.</p>
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		<title>Genere, rispetto e falsa neutralità: spunti per una rilettura critica dei modelli</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/genere-rispetto-e-falsa-neutralita-spunti-per-una-rilettura-critica-dei-modelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:17:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio propone una rilettura del concetto di rispetto come categoria giuridica e scientifica, capace di orientare criticamente i modelli normativi e le pratiche sanitarie. Attraverso un approccio intersezionale, l’autrice evidenzia come la pretesa neutralità dei sistemi giuridici e scientifici possa celare meccanismi di esclusione e produrre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/genere-rispetto-e-falsa-neutralita-spunti-per-una-rilettura-critica-dei-modelli/">Genere, rispetto e falsa neutralità: spunti per una rilettura critica dei modelli</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Giani.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio propone una rilettura del concetto di rispetto come categoria giuridica e scientifica, capace di orientare criticamente i modelli normativi e le pratiche sanitarie. Attraverso un approccio intersezionale, l’autrice evidenzia come la pretesa neutralità dei sistemi giuridici e scientifici possa celare meccanismi di esclusione e produrre forme di discriminazione indiretta, in particolare nel campo della salute e della procreazione medicalmente assistita. La medicina di genere emerge come strumento analitico e correttivo, in grado di rendere visibili tali asimmetrie e promuovere un’eguaglianza sostanziale. In questa prospettiva, il rispetto assume una funzione operativa: da principio etico si fa criterio di giustizia distributiva, parametro di verifica dell’appropriatezza del risultato attraverso cui autodeterminazione, dignità e responsabilità istituzionale trovano una traduzione verificabile nelle scelte sanitarie e organizzative.</p>
<p style="text-align: justify;">The essay reinterprets the concept of respect as both a legal and scientific category capable of critically guiding normative frameworks and healthcare practices. Adopting an intersectional approach, the author shows how the alleged neutrality of legal and scientific systems may conceal exclusionary mechanisms and generate forms of indirect discrimination, particularly in healthcare and medically assisted reproduction. Gender medicine is presented as both an analytical and corrective tool, able to expose these asymmetries and foster substantive equality. In this perspective, respect acquires an operational function: from an ethical principle it becomes a criterion of distributive justice, a benchmark for assessing the appropriateness of outcome (appropriatezza del risultato) through which self-determination, dignity, and institutional responsibility are translated into verifiable healthcare and organizational choices.</p>
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		<title>Genealogia di una tecnica e genesi di un problema giuridico. La fecondazione artificiale tra sapere medico e razionalizzazione normativa (XVIII–XX secolo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Tisci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:15:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio ripercorre in chiave storico-giuridica l’evoluzione della fecondazione artificiale, evidenziando il costante e irrisolto conflitto tra il paradigma biologico e la dimensione normativa. Muovendo da emblematiche vicende ottocentesche – come il caso del Tribunale di Bordeaux del 1883 – in cui la tecnica procreativa irrompeva nel</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Tisci.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio ripercorre in chiave storico-giuridica l’evoluzione della fecondazione artificiale, evidenziando il costante e irrisolto conflitto tra il paradigma biologico e la dimensione normativa. Muovendo da emblematiche vicende ottocentesche – come il caso del Tribunale di Bordeaux del 1883 – in cui la tecnica procreativa irrompeva nel discorso pubblico e giuridico, sollevando complessi interrogativi sul segreto professionale, la morale e il presunto “pericolo sociale” derivante dall’inserimento di un terzo nell’atto generativo. Attraverso queste prime pronunce si assiste al tentativo di “ neutralizzare” l’artificio tecnico riconducendolo al naturale fine procreativo. L’indagine si sposta poi sulla fecondazione eterologa e sulla conseguente rottura della simmetria tra verità genetica e presunzione matrimoniale. In tale contesto, lo studio esamina il progressivo scardinamento del modello puramente biologico, culminato nell’ordinamento italiano con la legge n. 40/2004, la quale conferisce rilevanza giuridica e forza costitutiva allo status fondato sul consenso preventivo alla procreazione medicalmente assistita, escludendo il disconoscimento di paternità. In conclusione, il contributo dimostra come la filiazione nell’era della tecnica non possa ridursi a un mero dato naturale né a un puro atto di volontà, configurandosi piuttosto come il complesso punto di intersezione tra biologia, responsabilità intenzionale e decisione normativa.</p>
<p style="text-align: justify;">This essay traces the historical and legal evolution of artificial insemination, highlighting the constant and unresolved conflict between the biological paradigm and the normative dimension. The Author starts from emblematic nineteenth-century cases—such as the 1883 Bordeaux Tribunal case—where reproductive technology entered public and legal discourse, raising complex questions about professional secrecy, morality, and the alleged “social danger” arising from the involvement of a third party in the generative act. Through these early rulings, an attempt emerges to “neutralize” the technical artifice by aligning it with the natural procreative purpose. The investigation then shifts to heterologous reproduction and the subsequent breakdown of the symmetry between genetic truth and marital presumption. In this context, the study examines the progressive dismantling of the purely biological model, which culminated in the Italian legal system with Law No. 40/2004; this legislation attributes legal relevance and constitutive force to the status based on prior consent to assisted reproduction techniques (ART), precluding the disavowal of paternity. In conclusion, the paper demonstrates how filiation in the age of technology cannot be reduced to a mere natural fact nor to a pure act of will, emerging instead as the complex intersection of biology, intentional responsibility, and normative decision.</p>
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		<title>La procreazione eterologa tra etica religiosa e secolarizzazione del diritto: storia, conflitti e nuovi paradigmi della filiazione</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-procreazione-eterologa-tra-etica-religiosa-e-secolarizzazione-del-diritto-storia-conflitti-e-nuovi-paradigmi-della-filiazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Micaela Di Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:13:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La procreazione medicalmente assistita, quella eterologa in particolar modo, si colloca al crocevia tra trasformazioni scientifiche, conflitti etico-religiosi e processi di secolarizzazione del diritto, come dimostra l’esperienza dell’ordinamento italiano, che è una chiara testimonianza delle forti tensioni sussistenti in materia tra istanze costituzionali e persistenti resistenze di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Di-Giorgio.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La procreazione medicalmente assistita, quella eterologa in particolar modo, si colloca al crocevia tra trasformazioni scientifiche, conflitti etico-religiosi e processi di secolarizzazione del diritto, come dimostra l’esperienza dell’ordinamento italiano, che è una chiara testimonianza delle forti tensioni sussistenti in materia tra istanze costituzionali e persistenti resistenze di matrice confessionale. L’evoluzione delle tecniche riprodutive ha progressivamente scardinato il modello biologico tradizionale della filiazione, determinando uno spostamento dalla naturalità biologica all’intenzionalità giuridica e imponendo una ridefinizione delle categorie della genitorialità, (ancora una volta) antesignana la giurisprudenza costituzionale, chiamata a ridisegnare i confini della disciplina vigente. In chiave comparata, il modello francese offre una prospettiva alternativa di bilanciamento tra diritti fondamentali e tradizione, aprendo a una riflessione sulle prospettive future della filiazione alla luce dei diritti del minore e delle trasformazioni demografiche e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Medically assisted reproduction, particularly heterologous reproduction, stands at the crossroads of scientific transformations, ethical-religious conflicts, and processes of legal secularisation. This is clearly demonstrated by the Italian legal system, which reflects the strong tensions between constitutional demands and persistent religious resistance. The evolution of reproductive techniques has gradually challenged the traditional biological model of filiation, driving a shift from biological naturalness to legal intentionality and demanding a redefinition of the categories of parenthood. Faced with this shift, constitutional case law is once again leading the way, called upon to redefine the boundaries of the current legal framework. From a comparative standpoint, the French model offers an alternative paradigm regarding the balance between fundamental rights and tradition, prompting a reflection on the future of filiation in light of children’s rights alongside demographic and social changes.</p>
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		<title>PMA ed etica: la prospettiva del Comitato nazionale per la bioetica</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/pma-ed-etica-la-prospettiva-del-comitato-nazionale-per-la-bioetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Francesco Errico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo intende offrire una ricostruzione della procreazione medicalmente assistita, alla luce delle interpretazioni fornite dal Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB). Partendo dall’analisi del binomio etica e diritto, nella prospettiva dell’evoluzione scientifica e della transizione tecnologica, lo scritto ripercorre le principali questioni che hanno interessato la</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo intende offrire una ricostruzione della procreazione medicalmente assistita, alla luce delle interpretazioni fornite dal Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB). Partendo dall’analisi del binomio etica e diritto, nella prospettiva dell’evoluzione scientifica e della transizione tecnologica, lo scritto ripercorre le principali questioni che hanno interessato la PMA, laddove, al contempo, è emersa «[…] una fondamentale indecisione del CNB in una materia di tanta delicatezza e gravità». Nelle conclusioni, invece, si sottolinea la necessità di colmare i vuoti normativi, valorizzando il ruolo e l’expertise del CNB il quale ha, tra le altre, la finalità di «indicare soluzioni ai fini della predisposizione di atti legislativi».</p>
<p style="text-align: justify;">The paper aims to offer a reconstruction of Medically Assisted Procreation, in the light of the interpretations provided by the National Committee for Bioethics (CNB). Starting from the analysis of the binomial ethics and law, in the perspective of scientific evolution and technological transition, the paper traces the main issues that have affected the PMA, where, at the same time, it has emerged «[&#8230;] a fundamental indecision of the C.N.B. in a matter of such delicacy and gravity». The conclusions, on the other hand, underline the need to fill the regulatory gaps, enhancing the role and expertise of the C.N.B. which has, among other things, the purpose of «indicating solutions for the purpose of preparing legislative acts»</p>
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		<title>Appunti in tema di embrioni sovrannumerari</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/appunti-in-tema-di-embrioni-sovrannumerari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo analizza lo statuto giuridico degli embrioni sovrannumerari, indagando la complessa intersezione tra la tutela della dignità umana, il diritto alla salute e la libertà di ricerca scientifica. Muovendo dall’esame della legge n. 40/2004 e della sua evoluzione giurisprudenziale, il lavoro evidenzia il progressivo superamento dei</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo analizza lo statuto giuridico degli embrioni sovrannumerari, indagando la complessa intersezione tra la tutela della dignità umana, il diritto alla salute e la libertà di ricerca scientifica. Muovendo dall’esame della legge n. 40/2004 e della sua evoluzione giurisprudenziale, il lavoro evidenzia il progressivo superamento dei divieti assoluti di crioconservazione a favore di un bilanciamento basato sulla valutazione del caso concreto. L’indagine approfondisce la tensione tra la protezione della vita nascente e l’esigenza di progresso biotecnologico, soffermandosi sulla qualificazione dell’embrione quale entità intermedia tra soggettività e indisponibilità del corpo. Lo studio propone di andare oltre i rigidi automatismi normativi di carattere astratto, introducendo una distinzione tecnico-scientifica tra embrioni vitali e non vitali, in linea con i canoni di ragionevolezza e proporzionalità garantiti dall’art. 3 della Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">This paper analyzes the legal status of supernumerary embryos, investigating the complex intersection between the protection of human dignity, the right to health, and the freedom of scientific research. Drawing on an examination of Law No. 40/2004 and its jurisprudential evolution, the study highlights the progressive overcoming of the absolute prohibitions on cryopreservation in favor of a balancing approach based on case-bycase assessment. The investigation delves into the tension between the protection of nascent life and the need for biotechnological progress, focusing on the qualification of the embryo as an intermediate entity between legal subjectivity and the non-disposability of the human body. The study proposes moving beyond rigid, abstract normative automatisms by introducing a technical-scientific distinction between viable and non-viable embryos, in accordance with the standards of reasonableness and proportionality guaranteed by Article 3 of the Constitution.</p>
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		<title>L’effettività del diritto (fondamentale) alla salute nella dimensione territoriale, tra attuazione legislativa e giurisprudenza costituzionale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/leffettivita-del-diritto-fondamentale-alla-salute-nella-dimensione-territoriale-tra-attuazione-legislativa-e-giurisprudenza-costituzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Morana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina le garanzie costituzionali di effettività del diritto fondamentale alla salute con specifico riferimento alla procreazione medicalmente assistita, indagando il rapporto tra attuazione legislativa dell’art. 32 Cost. e sindacato della Corte costituzionale. Attraverso l’analisi dell’evoluzione giurisprudenziale, si evidenzia come il limite dell’appropriatezza scientifica e l’autonomia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Morana.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina le garanzie costituzionali di effettività del diritto fondamentale alla salute con specifico riferimento alla procreazione medicalmente assistita, indagando il rapporto tra attuazione legislativa dell’art. 32 Cost. e sindacato della Corte costituzionale. Attraverso l’analisi dell’evoluzione giurisprudenziale, si evidenzia come il limite dell’appropriatezza scientifica e l’autonomia del medico operino quali presidi contro scelte legislative non attuative del dettato costituzionale. Il lavoro affronta poi la tensione tra condizionamento finanziario e incomprimibilità del diritto alle cure, rilevando un progressivo favor verso una più decisa valorizzazione del diritto alla salute e della necessaria incomprimibilità del suo nucleo essenziale. La parte conclusiva è quindi dedicata all’analisi della tensione tra autonomia regionale e uniformità dei LEA, mettendo in guardia dai rischi di frammentazione derivanti dal regionalismo differenziato ed evidenziando la necessità di un ripensamento strutturale del sistema sanitario che integri equità e sostenibilità organizzativa.</p>
<p style="text-align: justify;">This contribution examines the constitutional guarantees for the effectiveness of the fundamental right to health, with specific reference to medically assisted procreation (MAP), investigating the relationship between the legislative implementation of Article 32 of the Constitution and the oversight of the Constitutional Court. Through an analysis of jurisprudential evolution, the study highlights how the standard of scientific appropriateness and medical autonomy serve as safeguards against legislative choices that fail to implement constitutional mandates. The work then addresses the tension between financial constraints and the non-compressible nature of the right to healthcare, noting a progressive shift toward a more decisive emphasis on the right to health and the necessary protection of its essential core. The concluding section is dedicated to analyzing the tension between regional autonomy and the uniformity of the Essential Levels of Care (LEA), warning of the risks of fragmentation arising from differentiated regionalism and emphasizing the need for a structural rethinking of the healthcare system to integrate equity and organizational sustainability.</p>
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		<title>La garanzia incompiuta di alcuni interessi costituzionali coinvolti nella PMA</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-garanzia-incompiuta-di-alcuni-interessi-costituzionali-coinvolti-nella-pma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Iadicicco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina le tensioni tuttora irrisolte che caratterizzano il sistema della procreazione medicalmente assistita, a oltre vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 40 del 2004. L’indagine si concentra sulla tutela dei nati da pratiche vietate in Italia ma lecite in altri ordinamenti e analizza le</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-garanzia-incompiuta-di-alcuni-interessi-costituzionali-coinvolti-nella-pma/">La garanzia incompiuta di alcuni interessi costituzionali coinvolti nella PMA</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Iadicicco.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina le tensioni tuttora irrisolte che caratterizzano il sistema della procreazione medicalmente assistita, a oltre vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 40 del 2004. L’indagine si concentra sulla tutela dei nati da pratiche vietate in Italia ma lecite in altri ordinamenti e analizza le persistenti difficoltà di accesso effettivo ai trattamenti consentiti, riconducibili al ritardato inserimento della PMA nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e alle continue incertezze nella definizione dei relativi tariffari. Il saggio affronta, inoltre, il tema del finanziamento, proponendo una lettura costituzionalmente orientata che, alla luce dell’art. 32 della Costituzione, opera una distinzione netta tra l’obbligo statale di garantire l’accessibilità alle prestazioni e il regime di gratuità, da limitarsi esclusivamente ai soggetti in condizioni di indigenza. Si sottolinea criticamente una condizione di sostanziale stasi normativa che, sebbene giustificata in termini di sostenibilità finanziaria, ha prodotto una tutela ancora incompleta di interessi di primario rilievo costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">The paper examines the still unresolved tensions relatet to the system of medically assisted reproduction, event after twenty years since the entry into force of Law No. 40 of 2004. The study focuses on the protection of children born as a result of practices prohibited in Italy but lawful in other jurisdictions, and analyses the persistent difficulties in gaining effective access to permitted treatments, attributable to the delayed inclusion of MAP in the Essential Levels of Care (LEA) and the ongoing uncertainties regarding the definition of the relevant fee schedules. The essay also addresses the issue of funding, proposing a constitutionally oriented interpretation which, in the light of Article 32 of the Constitution, draws a clear distinction between the State’s obligation to guarantee access to services and the system of free provision, which should be limited exclusively to those in conditions of poverty. It critically highlights a situation of substantial regulatory stagnation which, although justified in terms of financial sustainability, has resulted in the still incomplete protection of interests of primary constitutional importance.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-garanzia-incompiuta-di-alcuni-interessi-costituzionali-coinvolti-nella-pma/">La garanzia incompiuta di alcuni interessi costituzionali coinvolti nella PMA</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>La governance multilivello della PMA: profili amministrativi e garanzie di accesso alle cure</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-governance-multilivello-della-pma-profili-amministrativi-e-garanzie-di-accesso-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Corradino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio analizza la governance multilivello della procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia, esaminandone i profili amministrativi e le garanzie di accesso dopo l’inclusione delle relative prestazioni nei LEA. Si evidenzia come l’autonomia regionale e la disomogeneità strutturale, specie nel Mezzogiorno, alimentino una marcata sperequazione territoriale e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-governance-multilivello-della-pma-profili-amministrativi-e-garanzie-di-accesso-alle-cure/">La governance multilivello della PMA: profili amministrativi e garanzie di accesso alle cure</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Corradino.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio analizza la governance multilivello della procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia, esaminandone i profili amministrativi e le garanzie di accesso dopo l’inclusione delle relative prestazioni nei LEA. Si evidenzia come l’autonomia regionale e la disomogeneità strutturale, specie nel Mezzogiorno, alimentino una marcata sperequazione territoriale e intensi flussi di mobilità sanitaria passiva. Nonostante l’adozione del decreto tariffe del 2024, permangono asimmetrie regolatorie e incertezze finanziarie che compromettono l’effettiva esigibilità del diritto alla salute procreativa. Per superare tale frammentazione, si propone, de jure condendo, un modello cooperativo mutuato dal “governo del territorio” in grado di definire un perimetro territoriale minimo di garanzia per l’erogazione uniforme delle cure</p>
<p style="text-align: justify;">The essay examines the multilevel governance of medically assisted procreation (PMA) in Italy, focusing on administrative profiles and access guarantees following its inclusion in the Essential Levels of Care (LEA). The author highlights how regional autonomy and structural gaps, particularly in Southern Italy, fuel territorial inequalities and passive healthcare mobility. Despite the adoption of the 2024 tariff decree, conflicting regulatory sources and financial constraints continue to undermine the actual enforceability of reproductive health rights. To overcome this fragmentation, the study proposes a dynamic interpretive model inspired by land management (governo del territorio), aimed at establishing a minimum territorial perimeter of guarantee to ensure uniform treatment across regions</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-governance-multilivello-della-pma-profili-amministrativi-e-garanzie-di-accesso-alle-cure/">La governance multilivello della PMA: profili amministrativi e garanzie di accesso alle cure</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Fecondazione medicalmente assistita tra indirizzi statali e determinazioni regionali. “Nuovi” LEA e “vecchi” interrogativi</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/fecondazione-medicalmente-assistita-tra-indirizzi-statali-e-determinazioni-regionali-nuovi-lea-e-vecchi-interrogativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Agliata]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina l’integrazione della procreazione medicalmente assistita (PMA) nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA), analizzando il complesso equilibrio tra indirizzi statali e determinazioni regionali. Partendo dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato sulla prescrivibilità farmaceutica da parte di centri autorizzati non accreditati, l’indagine approfondisce la tensione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/fecondazione-medicalmente-assistita-tra-indirizzi-statali-e-determinazioni-regionali-nuovi-lea-e-vecchi-interrogativi/">Fecondazione medicalmente assistita tra indirizzi statali e determinazioni regionali. “Nuovi” LEA e “vecchi” interrogativi</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Agliata.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina l’integrazione della procreazione medicalmente assistita (PMA) nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA), analizzando il complesso equilibrio tra indirizzi statali e determinazioni regionali. Partendo dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato sulla prescrivibilità farmaceutica da parte di centri autorizzati non accreditati, l’indagine approfondisce la tensione tra il nucleo irriducibile del diritto alla salute e il condizionamento finanziario della spesa pubblica. Particolare rilievo è assegnato agli squilibri allocativi territoriali e al conseguente rischio di frammentazione nell’accesso alle cure, fattore che compromette l’uniformità delle prestazioni sull’intero territorio nazionale. Attraverso il paradigma della leale collaborazione, si riflette sulla necessità di politiche regionali coerenti con i parametri di equità ed effettività della tutela costituzionale. La parte conclusiva evidenzia l’esigenza di un ripensamento dei modelli assistenziali volto a superare le disparità distributive e garantire la piena sostenibilità sociale delle prestazioni di PMA nel sistema sanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">The essay examines the integration of assisted reproduction techniques (ART) into the new Essential Levels of Care (LEA), analyzing the complex balance between State guidelines and regional determinations. Drawing on the jurisprudence of the Council of State regarding pharmaceutical prescribability by authorized yet non-accredited centers, the investigation delves into the tension between the irreducible core of the right to health and the financial constraints of public spending. Particular emphasis is placed on territorial allocative imbalances and the consequent risk of fragmenta tion in access to care, a factor that compromises the uniformity of healthcare provision across the national territory. Through the paradigm of loyal collaboration, the study reflects on the need for regional policies consistent with the parameters of equity and effectiveness of constitutional protection. The concluding section highlights the need to rethink healthcare models in order to overcome distributive disparities and ensure the full social sustainability of ART services within the healthcare system.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/fecondazione-medicalmente-assistita-tra-indirizzi-statali-e-determinazioni-regionali-nuovi-lea-e-vecchi-interrogativi/">Fecondazione medicalmente assistita tra indirizzi statali e determinazioni regionali. “Nuovi” LEA e “vecchi” interrogativi</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il principio di buona amministrazione nella gestione integrata del servizio di procreazione medicalmente assistita tra interesse pubblico e interessi privati</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-buona-amministrazione-nella-gestione-integrata-del-servizio-di-procreazione-medicalmente-assistita-tra-interesse-pubblico-e-interessi-privati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piconese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Muovendo dai principi costituzionali di imparzialità e buona amministrazione, il saggio esamina come lo Stato sociale debba rispondere ai nuovi bisogni riproduttivi, bilanciando l’inevitabile limitatezza delle risorse pubbliche con le esigenze di universalità della tutela rispetto alla prestazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. L’indagine si sofferma</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-buona-amministrazione-nella-gestione-integrata-del-servizio-di-procreazione-medicalmente-assistita-tra-interesse-pubblico-e-interessi-privati/">Il principio di buona amministrazione nella gestione integrata del servizio di procreazione medicalmente assistita tra interesse pubblico e interessi privati</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Piconese.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Muovendo dai principi costituzionali di imparzialità e buona amministrazione, il saggio esamina come lo Stato sociale debba rispondere ai nuovi bisogni riproduttivi, bilanciando l’inevitabile limitatezza delle risorse pubbliche con le esigenze di universalità della tutela rispetto alla prestazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. L’indagine si sofferma sull’inserimento della PMA nei livelli essenziali di assistenza (LEA) e sull’impatto delle riforme del PNRR volte a potenziare la sanità di prossimità e l’assistenza territoriale. Viene approfondito il ruolo delle autonomie regionali, esaminando misure di sostegno economico come il social freezing e le criticità legate alle disparità distributive sul territorio nazionale. Il lavoro esamina inoltre la transizione digitale, analizzando l’interoperabilità dei dati sanitari nello spazio europeo e l’impiego della telemedicina e dell’intelligenza artificiale quali strumenti per l’equità di accesso. Emerge la necessità di un modello di cura integrato che coniughi innovazione tecnologica ed etica del diritto, garantendo una gestione dei dati sensibili conforme ai parametri di trasparenza e personalizzazione terapeutica.</p>
<p style="text-align: justify;">Drawing on the constitutional principles of impartiality and good administration, the essay examines how the welfare state must respond to emerging reproductive needs, balancing the inevitable scarcity of public resources with the imperative of universal protection regarding the provision of medically assisted reproduction techniques (ART). The investigation focuses on the inclusion of ART within the Essential Levels of Care (LEA) and on the impact of the NRRP (National Recovery and Resilience Plan) reforms aimed at enhancing community-based healthcare and territorial assistance. The role of regional autonomies is explored in depth, examining financial support measures such as social freezing, as well as the critical issues linked to distributive disparities across the national territory. Furthermore, the paper investigates the digital transition, analyzing the interoperability of health data within the European space and the implementation of telemedicine and artificial intelligence as instruments for equitable access. Ultimately, the study highlights the need for an integrated model of care that harmonizes technological innovation with legal ethics, ensuring that the management of sensitive data complies with the standards of transparency and personalized therapy.</p>
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		<title>La comunicazione come funzione amministrativa nel governo della procreazione medicalmente assistita</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-comunicazione-come-funzione-amministrativa-nel-governo-della-procreazione-medicalmente-assistita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ludovico Castiglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio indaga il ruolo strategico della comunicazione pubblica nell’ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA), inquadrandola come funzione amministrativa autonoma e fattore imprescindibile per l’effettività del diritto alla salute riproduttiva. Muovendo dalla constatazione delle persistenti diseguaglianze territoriali e delle asimmetrie informative che ostacolano l’accesso alle prestazioni –</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-comunicazione-come-funzione-amministrativa-nel-governo-della-procreazione-medicalmente-assistita/">La comunicazione come funzione amministrativa nel governo della procreazione medicalmente assistita</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio indaga il ruolo strategico della comunicazione pubblica nell’ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA), inquadrandola come funzione amministrativa autonoma e fattore imprescindibile per l’effettività del diritto alla salute riproduttiva. Muovendo dalla constatazione delle persistenti diseguaglianze territoriali e delle asimmetrie informative che ostacolano l’accesso alle prestazioni – pur formalmente inserite nei livelli essenziali di assistenza (LEA) –, l’Autore evidenzia come l’inerzia comunicativa delle istituzioni si traduca in una discriminazione indiretta e in una compressione del principio di eguaglianza sostanziale ex art. 3, comma 2, della Costituzione. Viene approfondita la distinzione tra «macro-informazione» istituzionale e «micro-comunicazione» relazionale, identificando in quest’ultima lo strumento essenziale per personalizzare il percorso di cura e garantire una consapevole autodeterminazione procreativa. Lo studio esamina, infine, l’incidenza dell’innovazione digitale e della trasparenza proattiva quali leve fondamentali per neutralizzare l’inerzia amministrativa e le diseguaglianze di fatto. Emerge la necessità di un modello di governance integrato in cui la funzione comunicativa, intesa come obbligo funzionale e non meramente accessorio, assurga a presidio di uguaglianza sostanziale e inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">The essay investigates the strategic role of public communication in the field of assisted reproduction techniques (ART), framing it as an autonomous administrative function and an indispensable factor for the effectiveness of the right to reproductive health. Starting from the observation of persistent territorial inequalities and information asymmetries that hinder access to services–despite their formal inclusion in the Essential Levels of Care (LEA)–the Author highlights how the communicative inertia of institutions translates into indirect discrimination and a curtailment of the principle of substantive equality, pursuant to Article 3, paragraph 2, of the Italian Constitution. The paper further explores the distinction between institutional «macro-information» and relational «micro-communication» identifying the latter as the essential tool to personalize the care pathway and ensure informed procreative self-determination. Finally, the study examines the impact of digital innovation and proactive transparency as key drivers to counteract administrative inertia and de facto inequalites. Ultimately, the analysis highlights the need for an integrated governance model in which the communicative function, understood as a functional obligation rather than a merely ancillary one, acts as a safeguard for substantive equality and social inclusion.</p>
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		<title>La tutela delle situazioni giuridiche soggettive fondamentali da parte del giudice amministrativo: spunti di riflessione in relazione alla procreazione medicalmente assistita</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-tutela-delle-situazioni-giuridiche-soggettive-fondamentali-da-parte-del-giudice-amministrativo-spunti-di-riflessione-in-relazione-alla-procreazione-medicalmente-assistita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo indaga il ruolo decisivo del giudice amministrativo nella tutela dei diritti fondamentali, con specifico riferimento al complesso ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA). L’analisi muove dalla stringente interrelazione tra l’effettività del diritto alla genitorialità e la necessaria mediazione dell’organizzazione amministrativa sanitaria, chiamata a bilanciare l’erogazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tutela-delle-situazioni-giuridiche-soggettive-fondamentali-da-parte-del-giudice-amministrativo-spunti-di-riflessione-in-relazione-alla-procreazione-medicalmente-assistita/">La tutela delle situazioni giuridiche soggettive fondamentali da parte del giudice amministrativo: spunti di riflessione in relazione alla procreazione medicalmente assistita</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Terracciano.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo indaga il ruolo decisivo del giudice amministrativo nella tutela dei diritti fondamentali, con specifico riferimento al complesso ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA). L’analisi muove dalla stringente interrelazione tra l’effettività del diritto alla genitorialità e la necessaria mediazione dell’organizzazione amministrativa sanitaria, chiamata a bilanciare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con la limitatezza delle risorse pubbliche. Attraverso la disamina di rilevanti pronunce giurisprudenziali sul tema si evidenzia come il sindacato giurisdizionale esplichi una funzione espansiva e conformativa, neutralizzando le disparità territoriali e garantendo l’accesso concreto ai trattamenti, incluse le fasi farmacologiche preparatorie dei trattamenti di PMA. L’analisi si sofferma, poi, sul superamento della teorica dei “diritti inaffievolibili”, evidenziando come le pretese fondamentali del cittadino e la necessaria intermediazione del potere pubblico siano ormai destinate a coesistere. Si sottolinea come la giustizia amministrativa si configuri quale strumento imprescindibile per garantire un controllo rigoroso sulla conformità dell’azione pubblica. Tale sindacato si rivela capace di assicurare una protezione reale e tempestiva, essenziale per superare le carenze di una logica puramente risarcitoria: una mera compensazione economica risulta infatti intrinsecamente inidonea a sanare la frustrazione del percorso procreativo causata dallo spirare di inflessibili limiti biologici.</p>
<p style="text-align: justify;">The paper investigates the decisive role of the administrative judge in the protection of fundamental rights, with specific reference to the complex field of medically assisted procreation (MAP). The analysis stems from the strict interrelation between the effectiveness of the right to parenthood and the necessary mediation of the healthcare administrative organization, which is called upon to balance the provision of essential levels of care (LEA) with the limited nature of public resources. Through the examination of relevant judicial rulings, it is highlighted  how judicial review performs an expansive and conformative function, neutralizing territorial disparities and guaranteeing concrete access to treatments, including the preparatory pharmacological phases of MAP treatments. The analysis then focuses on the overcoming of the theory of “non-degradable rights”, highlighting how the fundamental claims of the citizen and the necessary intermediation of public power are now destined to coexist. It is emphasized how administrative justice acts as an essential tool to ensure rigorous control over the compliance of public action. Such judicial review proves capable of ensuring real and timely protection, which is essential to overcome the shortcomings of a purely compensatory logic: mere financial compensation is indeed intrinsically inadequate to remedy the frustration of the procreative path caused by the expiration of inflexible biological limits.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tutela-delle-situazioni-giuridiche-soggettive-fondamentali-da-parte-del-giudice-amministrativo-spunti-di-riflessione-in-relazione-alla-procreazione-medicalmente-assistita/">La tutela delle situazioni giuridiche soggettive fondamentali da parte del giudice amministrativo: spunti di riflessione in relazione alla procreazione medicalmente assistita</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Sul carattere vincolante delle linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sul-carattere-vincolante-delle-linee-guida-in-materia-di-procreazione-medicalmente-assistita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fortunato Gambardella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina il carattere vincolante delle linee guida ministeriali in materia di procreazione medicalmente assistita, con specifico riferimento al decreto del Ministro della salute del 20 marzo 2024, oggetto di parziale annullamento da parte del TAR Lazio. Muovendo dall’inquadramento normativo dell’art. 7 della legge n. 40/2004,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sul-carattere-vincolante-delle-linee-guida-in-materia-di-procreazione-medicalmente-assistita/">Sul carattere vincolante delle linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Gambardella.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina il carattere vincolante delle linee guida ministeriali in materia di procreazione medicalmente assistita, con specifico riferimento al decreto del Ministro della salute del 20 marzo 2024, oggetto di parziale annullamento da parte del TAR Lazio. Muovendo dall’inquadramento normativo dell’art. 7 della legge n. 40/2004, il lavoro ricostruisce il rapporto tra tale strumento regolatorio e il Sistema nazionale delle linee guida istituito dalla legge n. 24/2017 (GelliBianco), evidenziando le significative differenze sul piano procedimentale e degli effetti giuridici. Attraverso la categoria dogmatica della direttiva amministrativa, si propone una verifica casistica dell’efficacia vincolante delle singole raccomandazioni, distinguendo tra indicazioni relative alle tipologie di procedure e tecniche di PMA – ritenute legittime nei limiti del mandato legislativo – e prescrizioni di natura diagnostico-terapeutica e clinica, censurate in quanto eccedenti il perimetro dell’autorizzazione normativa e lesive dell’autonomia professionale del medico. Le conclusioni individuano nella crisi del modello regolatorio verticistico un fenomeno sistemico, riconducibile alla progressiva affermazione, nell’ordinamento giuridico contemporaneo, di tecniche di produzione normativa a carattere partecipato e collaborativo.</p>
<p style="text-align: justify;">This contribution examines the binding nature of ministerial guidelines regarding medically assisted procreation, with specific reference to the Ministry of Health decree of March 20, 2024, which was partially annulled by the Lazio Regional Administrative Court (TAR). Moving from the regulatory framework of Article 7 of Law No. 40/2004, the work reconstructs the relationship between this regulatory tool and the National System of Guidelines established by Law No. 24/2017 (Gelli-Bianco), highlighting significant differences in procedural aspects and legal effects. Utilizing the dogmatic category of the administrative directive, the study proposes a case-by-case verification of the binding effectiveness of individual recommendations, distinguishing between indications related to the types of MAP procedures and techniques–deemed legitimate within the limits of the legislative mandate–and prescriptions of a diagnostic-therapeutic and clinical nature, which were censured for exceeding the scope of regulatory authorization and infringing upon the professional autonomy of the physician. The conclusions identify the crisis of the top-down regulatory model as a systemic phenomenon, attributable to the progressive rise of participatory and collaborative norm-production techniques within the contemporary legal system.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sul-carattere-vincolante-delle-linee-guida-in-materia-di-procreazione-medicalmente-assistita/">Sul carattere vincolante delle linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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