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Abstract
Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione, ruolo della Cassa depositi e prestiti, nel quadro della riforma della cooperazione allo sviluppo (l. 125/2014). Sul piano sostanziale, il saggio sottolinea il superamento dell’approccio assistenziale, unilaterale e paternalistico che ha a lungo connotato le relazioni euro-africane, in favore di un modello fondato sul partenariato paritario, sul mutuo interesse, sulla condivisione di saperi e tecnologie e sullo sviluppo autocentrato delle comunità africane. Tale impostazione, ispirata al metodo relazionale di Enrico Mattei, mira a coinvolgere l’intero “sistema-Italia” – istituzioni, imprese, università, società civile – in un ecosistema di cooperazione che si radichi in termini strutturali. L’Autore evidenzia altresì la necessità di una sinergia con il “Global Gateway” dell’Unione europea, onde evitare la frammentazione degli interventi e raccogliere la responsabilità epocale di un nuovo ruolo dell’Europa in un’Africa ormai protagonista dello sviluppo globale.
Considerations on the ‘Mattei Plan’ and the Emerging Framework of Development Cooperation in Africa
This article examines the “Piano Mattei” (Decree-Law No. 161/2023, converted into Law No. 2/2024) as a turning point in Italian foreign policy towards Africa. The Author reconstructs the broader context – demographic transformations, the growing influence of non-European actors, and the inadequacy of Euro-Mediterranean policies – as well as the Plan’s regulatory and institutional architecture: the Steering Committee (Cabina di regia), the Mission Unit (struttura di missione), and the role of Cassa Depositi e Prestiti, within the framework of the reform of development cooperation (Law No. 125/2014). On a substantive level, the essay highlights the departure from the assistance-based, unilateral and paternalistic approach that has long characterised Euro-African relations, in favour of a model grounded in equal partnership, mutual interest, the sharing of knowledge and technology, and the self-centred development of African communities. This approach, inspired by the relational method of Enrico Mattei, seeks to engage the entire “Italy-system” – institutions, enterprises, universities and civil society – in a structurally rooted cooperation ecosystem. The Author further underscores the need for synergy with the European Union’s “Global Gateway”, so as to avoid the fragmentation of initiatives and to embrace the epochal responsibility of a new European role in an Africa that has now become a protagonist of global development.
