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Abstract
Il saggio ripercorre in chiave storico-giuridica l’evoluzione della fecondazione artificiale, evidenziando il costante e irrisolto conflitto tra il paradigma biologico e la dimensione normativa. Muovendo da emblematiche vicende ottocentesche – come il caso del Tribunale di Bordeaux del 1883 – in cui la tecnica procreativa irrompeva nel discorso pubblico e giuridico, sollevando complessi interrogativi sul segreto professionale, la morale e il presunto “pericolo sociale” derivante dall’inserimento di un terzo nell’atto generativo. Attraverso queste prime pronunce si assiste al tentativo di “ neutralizzare” l’artificio tecnico riconducendolo al naturale fine procreativo. L’indagine si sposta poi sulla fecondazione eterologa e sulla conseguente rottura della simmetria tra verità genetica e presunzione matrimoniale. In tale contesto, lo studio esamina il progressivo scardinamento del modello puramente biologico, culminato nell’ordinamento italiano con la legge n. 40/2004, la quale conferisce rilevanza giuridica e forza costitutiva allo status fondato sul consenso preventivo alla procreazione medicalmente assistita, escludendo il disconoscimento di paternità. In conclusione, il contributo dimostra come la filiazione nell’era della tecnica non possa ridursi a un mero dato naturale né a un puro atto di volontà, configurandosi piuttosto come il complesso punto di intersezione tra biologia, responsabilità intenzionale e decisione normativa.
This essay traces the historical and legal evolution of artificial insemination, highlighting the constant and unresolved conflict between the biological paradigm and the normative dimension. The Author starts from emblematic nineteenth-century cases—such as the 1883 Bordeaux Tribunal case—where reproductive technology entered public and legal discourse, raising complex questions about professional secrecy, morality, and the alleged “social danger” arising from the involvement of a third party in the generative act. Through these early rulings, an attempt emerges to “neutralize” the technical artifice by aligning it with the natural procreative purpose. The investigation then shifts to heterologous reproduction and the subsequent breakdown of the symmetry between genetic truth and marital presumption. In this context, the study examines the progressive dismantling of the purely biological model, which culminated in the Italian legal system with Law No. 40/2004; this legislation attributes legal relevance and constitutive force to the status based on prior consent to assisted reproduction techniques (ART), precluding the disavowal of paternity. In conclusion, the paper demonstrates how filiation in the age of technology cannot be reduced to a mere natural fact nor to a pure act of will, emerging instead as the complex intersection of biology, intentional responsibility, and normative decision.
