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Abstract
Il contributo esamina le tensioni tuttora irrisolte che caratterizzano il sistema della procreazione medicalmente assistita, a oltre vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 40 del 2004. L’indagine si concentra sulla tutela dei nati da pratiche vietate in Italia ma lecite in altri ordinamenti e analizza le persistenti difficoltà di accesso effettivo ai trattamenti consentiti, riconducibili al ritardato inserimento della PMA nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e alle continue incertezze nella definizione dei relativi tariffari. Il saggio affronta, inoltre, il tema del finanziamento, proponendo una lettura costituzionalmente orientata che, alla luce dell’art. 32 della Costituzione, opera una distinzione netta tra l’obbligo statale di garantire l’accessibilità alle prestazioni e il regime di gratuità, da limitarsi esclusivamente ai soggetti in condizioni di indigenza. Si sottolinea criticamente una condizione di sostanziale stasi normativa che, sebbene giustificata in termini di sostenibilità finanziaria, ha prodotto una tutela ancora incompleta di interessi di primario rilievo costituzionale.

The paper examines the still unresolved tensions relatet to the system of medically assisted reproduction, event after twenty years since the entry into force of Law No. 40 of 2004. The study focuses on the protection of children born as a result of practices prohibited in Italy but lawful in other jurisdictions, and analyses the persistent difficulties in gaining effective access to permitted treatments, attributable to the delayed inclusion of MAP in the Essential Levels of Care (LEA) and the ongoing uncertainties regarding the definition of the relevant fee schedules. The essay also addresses the issue of funding, proposing a constitutionally oriented interpretation which, in the light of Article 32 of the Constitution, draws a clear distinction between the State’s obligation to guarantee access to services and the system of free provision, which should be limited exclusively to those in conditions of poverty. It critically highlights a situation of substantial regulatory stagnation which, although justified in terms of financial sustainability, has resulted in the still incomplete protection of interests of primary constitutional importance.