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Abstract
Il contributo esamina il carattere vincolante delle linee guida ministeriali in materia di procreazione medicalmente assistita, con specifico riferimento al decreto del Ministro della salute del 20 marzo 2024, oggetto di parziale annullamento da parte del TAR Lazio. Muovendo dall’inquadramento normativo dell’art. 7 della legge n. 40/2004, il lavoro ricostruisce il rapporto tra tale strumento regolatorio e il Sistema nazionale delle linee guida istituito dalla legge n. 24/2017 (GelliBianco), evidenziando le significative differenze sul piano procedimentale e degli effetti giuridici. Attraverso la categoria dogmatica della direttiva amministrativa, si propone una verifica casistica dell’efficacia vincolante delle singole raccomandazioni, distinguendo tra indicazioni relative alle tipologie di procedure e tecniche di PMA – ritenute legittime nei limiti del mandato legislativo – e prescrizioni di natura diagnostico-terapeutica e clinica, censurate in quanto eccedenti il perimetro dell’autorizzazione normativa e lesive dell’autonomia professionale del medico. Le conclusioni individuano nella crisi del modello regolatorio verticistico un fenomeno sistemico, riconducibile alla progressiva affermazione, nell’ordinamento giuridico contemporaneo, di tecniche di produzione normativa a carattere partecipato e collaborativo.

This contribution examines the binding nature of ministerial guidelines regarding medically assisted procreation, with specific reference to the Ministry of Health decree of March 20, 2024, which was partially annulled by the Lazio Regional Administrative Court (TAR). Moving from the regulatory framework of Article 7 of Law No. 40/2004, the work reconstructs the relationship between this regulatory tool and the National System of Guidelines established by Law No. 24/2017 (Gelli-Bianco), highlighting significant differences in procedural aspects and legal effects. Utilizing the dogmatic category of the administrative directive, the study proposes a case-by-case verification of the binding effectiveness of individual recommendations, distinguishing between indications related to the types of MAP procedures and techniques–deemed legitimate within the limits of the legislative mandate–and prescriptions of a diagnostic-therapeutic and clinical nature, which were censured for exceeding the scope of regulatory authorization and infringing upon the professional autonomy of the physician. The conclusions identify the crisis of the top-down regulatory model as a systemic phenomenon, attributable to the progressive rise of participatory and collaborative norm-production techniques within the contemporary legal system.