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Abstract
Il contributo esamina la governance sanitaria e amministrativa della procreazione medicalmente assistita (PMA) in una prospettiva comparata italo-spagnola, assumendo tale istituto come indicatore della capacità dei sistemi giuridici di tutelare i diritti fondamentali di fronte alle trasformazioni sociali. L’analisi prende le mosse dalla sentenza n. 68/2025 della Corte costituzionale italiana per mettere a confronto il modello di accesso inclusivo adottato in Spagna con la persistente frammentazione normativa che caratterizza il sistema italiano, tanto in materia di erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) quanto nelle prassi amministrative di trascrizione degli atti di nascita. Si argomenta che le asimmetrie nell’erogazione dei LEA e l’eterogeneità delle condotte delle pubbliche amministrazioni alimentino flussi strutturali di turismo riproduttivo, in contrasto con il principio dell’interesse superiore del minore e con l’uguaglianza sostanziale. Il lavoro approfondisce altresì il conflitto tra genitorialità biologica e genitorialità intenzionale, evidenziando come l’inasprimento del regime sanzionatorio della gestazione per altri (GPA) rischi di privare il minore degli strumenti di tutela giuridica che l’ordinamento gli riconosce. Ne emerge la necessità di una coordinazione centralizzata che, attraverso protocolli vincolanti e il criterio della «qualificazione ottimale in concreto», traduca la volontà procreativa in protezione giuridica effettiva, sottraendo l’interesse del minore alle conseguenze di automatismi punitivi e garantendo uniformità applicativa sull’intero territorio nazionale.

This contribution examines the healthcare and administrative governance of medically assisted procreation (MAP) from a comparative Italian-Spanish perspective, identifying this institution as an indicator of legal systems’ ability to protect fundamental rights amidst social transformations. By analyzing the Italian Constitutional Court’s judgment no. 68/2025, the study contrasts Spain’s inclusive access model with the persistent regulatory fragmentation in Italy, particularly concerning the provision of Essential Levels of Care (LEA) and birth certificate transcription. It is argued that these asymmetries and the heterogeneity of administrative conduct fuel reproductive tourism, undermining the best interest of the child and substantive equality. The work further explores the conflict between biological and intentional parenthood, highlighting how increased penalties for surrogacy risk depriving minors of essential legal protections. Ultimately, the study advocates for centralized coordination, binding protocols, and the «optimal qualification in concrete» criterion to translate procreative intent into effective protection, shielding the child from punitive automatisms and ensuring national uniformity.