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Abstract
Il contributo analizza le nuove forme di responsabilità civile nel settore della procreazione medicalmente assistita, muovendo dalla nozione di salute procreativa come diritto autonomo che supera la sola dimensione biologica e ricomprende il benessere psicologico, esistenziale e l’autodeterminazione. L’indagine prende in esame, in primo luogo, il danno da nascita indesiderata (wrongful birth), soffermandosi sul riparto dell’onere probatorio fissato dalle Sezioni Unite del 2015 e sulla diagnosi genetica preimpianto, rispetto alla quale si propone una revisione dei criteri probatori tradizionali. Viene poi affrontata la questione della wrongful life, che, nel contesto della diagnosi preimpianto, impone una rilettura critica del paradigma giurisprudenziale fondato sull’alternativa vita/non-vita. Segue l’analisi della dispersione o del danneggiamento di gameti ed embrioni crioconservati, qualificati come lesione dell’autodeterminazione procreativa e fonte di un possibile danno da perdita di chance al concepimento. Infine, lo studio si concentra sullo scambio di embrioni, evidenziandone le implicazioni in tema di genitorialità genetica e identità personale del nato.
The paper analyses new forms of civil liability in the field of medically assisted reproduction, starting from the concept of reproductive health as an autonomous right that goes beyond the purely biological dimension to encompass psychological and existential well-being, as well as self-determination. The study examines, first and foremost, the issue of wrongful birth, focusing on the allocation of the burden of proof established by the Supreme Court of Cassation in 2015 and on pre-implantation genetic diagnosis, in relation to which a revision of traditional evidential criteria is proposed. It then addresses the issue of wrongful life, which, in the context of pre-implantation diagnosis, calls for a critical re-examination of the jurisprudential paradigm based on the life/non-life dichotomy. This is followed by an analysis of the loss or damage of cryopreserved gametes and embryos, characterised as an infringement of reproductive self-determination and a source of potential loss of opportunity to conceive. Finally, the study focuses on embryo swapping, highlighting its implications for genetic parenthood and the personal identity of the child.
