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Abstract
Il contributo propone una ricostruzione sistematica del rapporto di filiazione intenzionale derivante da gestazione per altri (GPA) realizzata all’estero, muovendo dal paradigma della “qualificazione ottimale in concreto” dell’interesse del minore quale criterio ordinante del processo interpretativo in materia di status filiationis. Prendendo le mosse dal fondamento civil-costituzionale dello statuto della persona minore d’età – ricostruito nell’intreccio degli artt. 2, 3, 30 e 31 Cost. – il lavoro esamina la più recente giurisprudenza costituzionale, con particolare riguardo alla sentenza n. 68/2025, che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 8 della legge n. 40/2004 nella parte in cui non consentiva il riconoscimento dello status filii in favore della madre intenzionale, e alla sentenza n. 33/2025, che ha rimosso la preclusione generalizzata all’adozione internazionale da parte di persone singole. Entrambe le pronunce convergono nel sancire il superamento degli automatismi normativi astratti e nel radicare la costituzione del rapporto di filiazione nella responsabilità genitoriale fondata sul consenso consapevole al progetto procreativo. La parte conclusiva esamina le criticità introdotte dalla modifica dell’art. 12, comma 6, della legge n. 40/2004, operata dalla legge n. 169/2024. Si valuta se l’adozione in casi particolari sia ancora uno strumento rimediale idoneo a soddisfare i requisiti di tempestività (promptness) ed efficacia (effectiveness) stabiliti dalla Corte EDU. L’indagine evidenzia le tensioni di un sistema in cui le conseguenze sanzionatorie rischiano di ricadere, di fatto, proprio sul minore.
The contribution proposes a systematic reconstruction of the intentional filiation relationship resulting from surrogacy (GPA) carried out abroad, moving from the paradigm of the “optimal qualification in concrete” of the child’s interest as the guiding criterion for the interpretive process regarding status filiationis. Building on the civil-constitutional foundation of the status of the minor–reconstructed through the interplay of Articles 2, 3, 30, and 31 of the Constitution–the work examines recent constitutional jurisprudence. Particular attention is given to judgment no. 68/2025, which declared Article 8 of Law No. 40/2004 unconstitutional for not allowing the recognition of status filii in favor of the intentional mother, and judgment no. 33/2025, which removed the generalized prohibition on international adoption by single persons. Both rulings converge in overcoming abstract regulatory automatisms and rooting the establishment of the filiation relationship in parental responsibility based on informed consent to the procreative project. The final section examines the critical issues introduced by the amendment to Article 12, paragraph 6, of Law No. 40/2004 by Law No. 169/2024. It assesses whether “adoption in special cases” remains a suitable remedial tool to satisfy the requirements of promptness and effectiveness established by the ECHR. The inquiry highlights the tensions within a system where punitive consequences risk falling, in practice, upon the minor.
