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	<title>una Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>una Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Genere, rispetto e falsa neutralità: spunti per una rilettura critica dei modelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:17:22 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio propone una rilettura del concetto di rispetto come categoria giuridica e scientifica, capace di orientare criticamente i modelli normativi e le pratiche sanitarie. Attraverso un approccio intersezionale, l’autrice evidenzia come la pretesa neutralità dei sistemi giuridici e scientifici possa celare meccanismi di esclusione e produrre forme di discriminazione indiretta, in particolare nel campo della salute e della procreazione medicalmente assistita. La medicina di genere emerge come strumento analitico e correttivo, in grado di rendere visibili tali asimmetrie e promuovere un’eguaglianza sostanziale. In questa prospettiva, il rispetto assume una funzione operativa: da principio etico si fa criterio di giustizia distributiva, parametro di verifica dell’appropriatezza del risultato attraverso cui autodeterminazione, dignità e responsabilità istituzionale trovano una traduzione verificabile nelle scelte sanitarie e organizzative.</p>
<p style="text-align: justify;">The essay reinterprets the concept of respect as both a legal and scientific category capable of critically guiding normative frameworks and healthcare practices. Adopting an intersectional approach, the author shows how the alleged neutrality of legal and scientific systems may conceal exclusionary mechanisms and generate forms of indirect discrimination, particularly in healthcare and medically assisted reproduction. Gender medicine is presented as both an analytical and corrective tool, able to expose these asymmetries and foster substantive equality. In this perspective, respect acquires an operational function: from an ethical principle it becomes a criterion of distributive justice, a benchmark for assessing the appropriateness of outcome (appropriatezza del risultato) through which self-determination, dignity, and institutional responsibility are translated into verifiable healthcare and organizational choices.</p>
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		<title>Genealogia di una tecnica e genesi di un problema giuridico. La fecondazione artificiale tra sapere medico e razionalizzazione normativa (XVIII–XX secolo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Tisci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:15:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio ripercorre in chiave storico-giuridica l’evoluzione della fecondazione artificiale, evidenziando il costante e irrisolto conflitto tra il paradigma biologico e la dimensione normativa. Muovendo da emblematiche vicende ottocentesche – come il caso del Tribunale di Bordeaux del 1883 – in cui la tecnica procreativa irrompeva nel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/genealogia-di-una-tecnica-e-genesi-di-un-problema-giuridico-la-fecondazione-artificiale-tra-sapere-medico-e-razionalizzazione-normativa-xviii-xx-secolo/">Genealogia di una tecnica e genesi di un problema giuridico. La fecondazione artificiale tra sapere medico e razionalizzazione normativa (XVIII–XX secolo)</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Tisci.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio ripercorre in chiave storico-giuridica l’evoluzione della fecondazione artificiale, evidenziando il costante e irrisolto conflitto tra il paradigma biologico e la dimensione normativa. Muovendo da emblematiche vicende ottocentesche – come il caso del Tribunale di Bordeaux del 1883 – in cui la tecnica procreativa irrompeva nel discorso pubblico e giuridico, sollevando complessi interrogativi sul segreto professionale, la morale e il presunto “pericolo sociale” derivante dall’inserimento di un terzo nell’atto generativo. Attraverso queste prime pronunce si assiste al tentativo di “ neutralizzare” l’artificio tecnico riconducendolo al naturale fine procreativo. L’indagine si sposta poi sulla fecondazione eterologa e sulla conseguente rottura della simmetria tra verità genetica e presunzione matrimoniale. In tale contesto, lo studio esamina il progressivo scardinamento del modello puramente biologico, culminato nell’ordinamento italiano con la legge n. 40/2004, la quale conferisce rilevanza giuridica e forza costitutiva allo status fondato sul consenso preventivo alla procreazione medicalmente assistita, escludendo il disconoscimento di paternità. In conclusione, il contributo dimostra come la filiazione nell’era della tecnica non possa ridursi a un mero dato naturale né a un puro atto di volontà, configurandosi piuttosto come il complesso punto di intersezione tra biologia, responsabilità intenzionale e decisione normativa.</p>
<p style="text-align: justify;">This essay traces the historical and legal evolution of artificial insemination, highlighting the constant and unresolved conflict between the biological paradigm and the normative dimension. The Author starts from emblematic nineteenth-century cases—such as the 1883 Bordeaux Tribunal case—where reproductive technology entered public and legal discourse, raising complex questions about professional secrecy, morality, and the alleged “social danger” arising from the involvement of a third party in the generative act. Through these early rulings, an attempt emerges to “neutralize” the technical artifice by aligning it with the natural procreative purpose. The investigation then shifts to heterologous reproduction and the subsequent breakdown of the symmetry between genetic truth and marital presumption. In this context, the study examines the progressive dismantling of the purely biological model, which culminated in the Italian legal system with Law No. 40/2004; this legislation attributes legal relevance and constitutive force to the status based on prior consent to assisted reproduction techniques (ART), precluding the disavowal of paternity. In conclusion, the paper demonstrates how filiation in the age of technology cannot be reduced to a mere natural fact nor to a pure act of will, emerging instead as the complex intersection of biology, intentional responsibility, and normative decision.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/genealogia-di-una-tecnica-e-genesi-di-un-problema-giuridico-la-fecondazione-artificiale-tra-sapere-medico-e-razionalizzazione-normativa-xviii-xx-secolo/">Genealogia di una tecnica e genesi di un problema giuridico. La fecondazione artificiale tra sapere medico e razionalizzazione normativa (XVIII–XX secolo)</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Gli “appalti verdi” nella disciplina del Codice dei contratti pubblicie nel PAN GPP 2023. Orientamenti giurisprudenziali difformi in tema di CAM</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/gli-appalti-verdi-nella-disciplina-del-codice-dei-contratti-pubblicie-nel-pan-gpp-2023-orientamenti-giurisprudenziali-difformi-in-tema-di-cam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Maltoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La dottrina dialoga con la giurisprudenza 1-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Sebbene soltanto le direttive 2004/17/CE e 2044/18/CE abbiano «istituzionalizzato» la possibilità delle stazioni appaltanti di inserire clausole ambientali nella disciplina di gara, riferimenti al Green Public Procurement sono contenuti in diversi, più risalenti nel tempo, documenti della Commissione europea. Le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE hanno segnato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/gli-appalti-verdi-nella-disciplina-del-codice-dei-contratti-pubblicie-nel-pan-gpp-2023-orientamenti-giurisprudenziali-difformi-in-tema-di-cam/">Gli “appalti verdi” nella disciplina del Codice dei contratti pubblicie nel PAN GPP 2023. Orientamenti giurisprudenziali difformi in tema di CAM</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/NA-1-26-Maltoni.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Sebbene soltanto le direttive 2004/17/CE e 2044/18/CE abbiano «istituzionalizzato» la possibilità delle stazioni appaltanti di inserire clausole ambientali nella disciplina di gara, riferimenti al Green Public Procurement sono contenuti in diversi, più risalenti nel tempo, documenti della Commissione europea. Le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE hanno segnato un cambio di paradigma: i contratti pubblici sono divenuti, infatti, uno strumento strategico a disposizione della politica economica di ogni Stato membro. Le disposizioni contenute nel Codice italiano dei contratti pubblici del 2023 hanno in parte confermato previgenti disposizioni e in parte introdotto nuove disposizioni in tema di GPP. Tuttavia, le disposizioni del Codice dei contratti del 2023 in tema di GPP non hanno valorizzato il binomio fiducia (rectius: discrezionalità) e risultato. L’utilizzo in chiave strategica degli appalti pubblici può costituire uno stimolo all’innovazione. Tuttavia, non sono previsti incentivi per le stazioni appaltanti che le spingano ad introdurre misure rivolte a promuovere l’offerta di prodotti e servizi innovativi. Inoltre, non ci sono normative che prevedono sandbox regolamentari che potrebbero stimolare l’innovazione. La giurisprudenza amministrativa appare divisa in due orientamenti in ordine agli effetti che, sul piano della tutela processuale, derivano dalla<br />
non conformità della legge di gara alla normativa interna, che prevede l’obbligo per la stazioni appaltanti di recepire i CAM. Secondo il primo orientamento tale mancata conformità non costituisce un vizio che impone una tempestiva impugnazione del bando di gara, mentre, secondo l’altro orientamento, quando nella legge di gara sia assente un riferimento oppure sia contenuto un piuttosto vago riferimento ai decreti ministeriali sui CAM, si deve ritenere che il bando contenga gravi carenze che impediscono la corretta formulazione dell’offerta e che comportano la necessità di immediata impugnazione del bando.</p>
<p><strong>The Green Public Procurement according to the Public Contracts Code and PAN GPP 2023. Differing national Court judgements concerning CAM</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Although only the directives 2004/17/EC and 2044/18/EC have “institutionalized” the possibility for contracting authorities to include clauses in the rules governing the procedure for the awarding of public contracts, references to the Green Public Procurement are contained in several earlier documents of the European Commission. The directives 2014/23/EU, 2014/24/EU and 2014/25/EU marked a paradigm shift: public contracts have become a strategic tool available to the economic policy of each Member State. Provisions contained in the 2023 Italian Code of Public Contracts, have partly confirmed previous provisions and partly introduced new provisions concerning GPP. However, the provisions of the 2023 Italian Code of Public Contracts concerning GPP have not given due weight to the combination of trust (rectius discretionary) and result. The strategic use of public procurement can be a stimulus for innovation. However, the law does not foresee incentives for the contracting authorities in introducing measures to promote the supply of innovative products and services. Furthermore, there are no laws on regulatory sandboxes that could encourage adopting them. Administrative case law is divided into two different orientations regarding the effects, in terms of national jurisdictional protection, arising from the non-compliance of the documentation for the awarding of a public contract with national law, which requires contracting authorities to transpose CAMs. According to the first orientation of the case law mentioned above, such non-compliance does not constitute a defect requiring timely action for judicial review against public tender, while according to the latter orientation, where the documentation for the awarding of a public contract lacks any reference or provides only a rather vague reference to decrees about CAM, the public tender has to be considered as affected by serious deficiencies which prevent the offer from being formulated correctly and require to bring a timely action for judicial review against it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/gli-appalti-verdi-nella-disciplina-del-codice-dei-contratti-pubblicie-nel-pan-gpp-2023-orientamenti-giurisprudenziali-difformi-in-tema-di-cam/">Gli “appalti verdi” nella disciplina del Codice dei contratti pubblicie nel PAN GPP 2023. Orientamenti giurisprudenziali difformi in tema di CAM</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Il controllo del Consiglio sulla Giunta negli statuti regionali ad oltre ventiquattro anni dalla riforma del Titolo V</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-controllo-del-consiglio-sulla-giunta-negli-statuti-regionaliad-oltre-ventiquattro-anni-dalla-riforma-del-titolo-v/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gerardo Sola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:21:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La riforma costituzionale del 2001 ha introdotto una sorta di “rivoluzione copernicana” nell’architettura istituzionale dell’ordinamento repubblicano, stabilendo – in primo luogo – la pari dignità costituzionale dei diversi livelli di governo. Più in particolare, ha delineato un nuovo assetto del sistema delle autonomie, affiancando allo Stato gli</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-controllo-del-consiglio-sulla-giunta-negli-statuti-regionaliad-oltre-ventiquattro-anni-dalla-riforma-del-titolo-v/">Il controllo del Consiglio sulla Giunta negli statuti regionali ad oltre ventiquattro anni dalla riforma del Titolo V</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/06/ant.-2026-Sola.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La riforma costituzionale del 2001 ha introdotto una sorta di “rivoluzione copernicana” nell’architettura istituzionale dell’ordinamento repubblicano, stabilendo – in primo luogo – la pari dignità costituzionale dei diversi livelli di governo. Più in particolare, ha delineato un nuovo assetto del sistema delle autonomie, affiancando allo Stato gli enti territoriali come elementi costitutivi della Repubblica – quantunque la diversificazione delle rispettive competenze –, atteso come il potere legislativo è attribuito sia allo Stato sia alle Regioni. Pertanto, tutti gli enti che compongono la Repubblica sono tenuti a contribuire, nell’ambito delle proprie competenze, a sostenere e potenziare il necessario processo di armonizzazione dell’ordinamento al mutato quadro costituzionale, in ossequio al principio di unità e indivisibilità della Repubblica scolpito all’art. 5 della Costituzione. Oltre a sancire una nuova e diversa distribuzione delle competenze normative tra Stato, Regioni e Autonomie locali – nel rispetto del principio di sussidiarietà – la riforma in oggetto ha comportato una radicale trasformazione del sistema dei controlli. In tale contesto, il ruolo del Consiglio regionale si è – in poco più di ventiquattro anni – progressivamente ridotto, soprattutto per quanto riguarda la determinazione dell’indirizzo politico, a fronte di una maggiore centralità dell’azione della Giunta regionale e del suo Presidente. Attraverso un’ampia disamina degli Statuti regionali vigenti, il presente contributo affronta una minuta analisi del controllo esercitato sull’attività politico-amministrativa della Giunta regionale come aspetto essenziale delle funzioni consiliari, soprattutto in un sistema in cui l’esecutivo assume in larga misura il ruolo di guida politica. Appare, quindi, plausibile considerare la Giunta – con un Presidente che svolge un ruolo preponderante – come il consesso privilegiato ratione materiae per la determinazione e l’attuazione dell’indirizzo politico, pur trattenendo al contempo il Consiglio significativi poteri di controllo in grado di orientare l’attività dell’esecutivo. In definitiva, nelle scelte operate all’interno degli Statuti regionali, si registra – almeno come tendenza prevalente – la voluntas di attribuire al Consiglio regionale specifici strumenti di informazione e controllo sull’attività tanto della Giunta quanto dell’amministrazione regionale, definendo così il controllo politico-amministrativo come elemento fondamentale dell’attività consiliare. La ratio di tali scelte alberga nell’esigenza di ripensare completamente il ruolo del Consiglio regionale in un sistema che, pur invalso nell’ambito della democrazia parlamentare, presenti tratti che lo appropinquino alle forme di governo presidenziali tout court.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Council’s control over the Executive in regional statutes over twenty-four years after the reform of Title V</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The constitutional reform of 2001 introduced a sort of “copernican revolution” in the institutional architecture of the republican legal system, establishing – first and foremost – the equal constitutional dignity of the different levels of government. More specifically, it outlined a new structure for the system of autonomies, positioning territorial entities alongside the State as constituent elements of the Republic. This is despite the diversity of their respective competences, given that legislative power is attributed to both the State and the Regions. Consequently, all the entities that make up the Republic are required to contribute, within the scope of their competences, to supporting and enhancing the necessary process of harmonising the legal system with the amended constitutional framework, in adherence to the principle of unity and indivisibility of the Republic enshrined in Article 5 of the Constitution. In addition to introducing a new and different distribution of legislative competences between the State, the Regions, and local Autonomies – in accordance with the principles of subsidiarity and federalism – the reform in question brought about a radical transformation of the system of checks and controls. Within this context, the role of the Regional Council has, over just over twenty-four years, progressively diminished – particularly with regard to the determination of political direction – with greater emphasis placed on the action of the Regional Executive (Giunta) and its President. Through an analysis of current regional Statutes, this contribution undertakes a detailed examination of the control exercised over the political-administrative activity of the Regional Executive as an essential aspect of the Council’s functions, particularly in a system where the executive largely assumes the role of political leadership. It therefore seems plausible to consider the Regional Council – with a President who plays a preponderant role – as the privileged body “ratione materiae” for the determination and implementation of political directions, while maintaining significant powers of control in the hands of the Regional Council capable of directing the activity of the Regional Council. Ultimately, in the choices made within the regional Statutes, one can observe – at least as a prevailing tendency – the “voluntas” to assign the Regional Council specific tools for information gathering and oversight over the activities of both the Executive and the regional administration, thereby defining political and administrative control as a key feature of the Council’s activity. The “ratio” behind these choices lies in the need to rethink the role of the Regional Council in a system which, while remaining within the framework of parliamentary democracy, exhibits certain features that bring it closer to presidential forms of government “tout court”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-controllo-del-consiglio-sulla-giunta-negli-statuti-regionaliad-oltre-ventiquattro-anni-dalla-riforma-del-titolo-v/">Il controllo del Consiglio sulla Giunta negli statuti regionali ad oltre ventiquattro anni dalla riforma del Titolo V</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Note critiche in tema di “vestizione” dei vincoli paesaggistici</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/note-critiche-in-tema-di-vestizione-dei-vincoli-paesaggistici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico D’Orsogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract L’articolo propone una interpretazione estensiva e sistemica dell’art. 141-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, quale base autorizzativa del potere di integrazione dei vincoli paesaggistici inteso non solo quale mera “addizione” della disciplina d’uso, ma anche quale possibilità di previo aggiornamento della declaratoria originaria. L’integrazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong>Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/NA-1-26-DOrsogna.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
L’articolo propone una interpretazione estensiva e sistemica dell’art. 141-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, quale base autorizzativa del potere di integrazione dei vincoli paesaggistici inteso non solo quale mera “addizione” della disciplina d’uso, ma anche quale possibilità di previo aggiornamento della declaratoria originaria. L’integrazione assume così anche una funzione di attualizzazione del vincolo, coerente con l’evoluzione della concezione giuridica di paesaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Critical Notes on the Articulation of Landscape Constraints</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The article advances an extensive and systemic interpretation of Article 141-bis of the Code of Cultural Heritage and Landscape, as a basis not only for the power to integrate landscape constraints through the “addition” of use regulations, but also for the possibility of a prior updating of the original declaration. Integration thus also assumes a function of updating the constraint, in line with the evolution of the legal concept of landscape.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/note-critiche-in-tema-di-vestizione-dei-vincoli-paesaggistici/">Note critiche in tema di “vestizione” dei vincoli paesaggistici</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Abusivismo edilizio e tutela del suolo quale matrice ambientale: per una valorizzazione del potere sostitutivo del Prefetto*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/abusivismo-edilizio-e-tutela-del-suolo-quale-matrice-ambientale-per-una-valorizzazione-del-potere-sostitutivo-del-prefetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Calabrò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:46:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo analizza la persistente ineffettività del sistema sanzionatorio in materia di abusivismo edilizio in Italia, individuandone la causa principale nel deficit strutturale di esecuzione delle demolizioni. L’indagine ricostruisce l’evoluzione dell’art. 41 del d.P.R. n. 380/2001, ripercorrendo il tentativo di accentramento del 2003, censurato dalla Corte Costituzionale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/NA-1-26-Calabro.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo analizza la persistente ineffettività del sistema sanzionatorio in materia di abusivismo edilizio in Italia, individuandone la causa principale nel deficit strutturale di esecuzione delle demolizioni. L’indagine ricostruisce l’evoluzione dell’art. 41 del d.P.R. n. 380/2001, ripercorrendo il tentativo di accentramento del 2003, censurato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 196/2004, fino all’attuale modello “bifasico” introdotto nel 2020, che attribuisce al Prefetto la competenza esecutiva in caso di inerzia comunale protratta oltre 180 giorni dal decorso dei termini per la demolizione da parte del privato. L’analisi si sofferma sulle criticità applicative di tale assetto: incertezze sulla natura della competenza prefettizia, carente cooperazione istruttoria degli enti locali nella trasmissione dei fascicoli e frequente inerzia della stessa autorità sostitutiva. Nella parte conclusiva, viene proposto un mutamento di paradigma: rileggere l’abusivismo edilizio non come semplice violazione urbanistica, ma come lesione del suolo inteso quale “matrice ambientale” e “bene comune”, valorizzando il novellato art. 9 Cost. e il Regolamento UE Nature Restoration Law. In questa prospettiva, la sussidiarietà orizzontale (art. 118, comma 4, Cost.) fonda un ampliamento della legittimazione ad agire del cittadino avverso l’inerzia tanto del Comune quanto della Prefettura, rendendo concretamente esigibile il ripristino dello stato dei luoghi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Illegal building and land protection as an environmental matrix: towards a valorisation of the Prefect’s substitute power</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper analyses the persistent ineffectiveness of the sanctioning system for illegal construction in Italy, identifying the root cause in the structural deficit in the execution of demolitions. The study reconstructs the evolution of Article 41 of Presidential Decree No. 380/2001, tracing the 2003 attempt at centralization, censured by the Constitutional Court in Ruling No. 196/2004, up to the current “two-phase” model introduced in 2020, which grants the Prefect executive authority in the event of municipal inaction beyond 180 days after the expiration of the demolition deadline by the private individual. The analysis focuses on the critical issues in implementing this framework: uncertainties regarding the nature of prefectural jurisdiction, a lack of cooperation from local authorities in the submission of documents, and frequent inaction on the part of the substitute authority itself. The final section proposes a paradigm shift: reinterpreting illegal building not as a simple urban planning violation, but as a violation of the land, understood as an “environmental matrix” and a “common good,” leveraging the amended Article 9 of the Constitution and the EU Nature Restoration Law Regulation. From this perspective, horizontal subsidiarity (Article 118, paragraph 4, of the Constitution) establishes an expanded citizen’s right to take action against the inaction of both the Municipality and the Prefecture, making the restoration of the site’s condition concretely enforceable.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/abusivismo-edilizio-e-tutela-del-suolo-quale-matrice-ambientale-per-una-valorizzazione-del-potere-sostitutivo-del-prefetto/">Abusivismo edilizio e tutela del suolo quale matrice ambientale: per una valorizzazione del potere sostitutivo del Prefetto*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Armao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:43:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/">Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/05/Armao-1-2026-ant.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione, ruolo della Cassa depositi e prestiti, nel quadro della riforma della cooperazione allo sviluppo (l. 125/2014). Sul piano sostanziale, il saggio sottolinea il superamento dell’approccio assistenziale, unilaterale e paternalistico che ha a lungo connotato le relazioni euro-africane, in favore di un modello fondato sul partenariato paritario, sul mutuo interesse, sulla condivisione di saperi e tecnologie e sullo sviluppo autocentrato delle comunità africane. Tale impostazione, ispirata al metodo relazionale di Enrico Mattei, mira a coinvolgere l’intero “sistema-Italia” – istituzioni, imprese, università, società civile – in un ecosistema di cooperazione che si radichi in termini strutturali. L’Autore evidenzia altresì la necessità di una sinergia con il “Global Gateway” dell’Unione europea, onde evitare la frammentazione degli interventi e raccogliere la responsabilità epocale di un nuovo ruolo dell’Europa in un’Africa ormai protagonista dello sviluppo globale.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Considerations on the ‘Mattei Plan’ and the Emerging Framework of Development Cooperation in Africa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This article examines the “Piano Mattei” (Decree-Law No. 161/2023, converted into Law No. 2/2024) as a turning point in Italian foreign policy towards Africa. The Author reconstructs the broader context – demographic transformations, the growing influence of non-European actors, and the inadequacy of Euro-Mediterranean policies – as well as the Plan’s regulatory and institutional architecture: the Steering Committee (Cabina di regia), the Mission Unit (struttura di missione), and the role of Cassa Depositi e Prestiti, within the framework of the reform of development cooperation (Law No. 125/2014). On a substantive level, the essay highlights the departure from the assistance-based, unilateral and paternalistic approach that has long characterised Euro-African relations, in favour of a model grounded in equal partnership, mutual interest, the sharing of knowledge and technology, and the self-centred development of African communities. This approach, inspired by the relational method of Enrico Mattei, seeks to engage the entire “Italy-system” – institutions, enterprises, universities and civil society – in a structurally rooted cooperation ecosystem. The Author further underscores the need for synergy with the European Union’s “Global Gateway”, so as to avoid the fragmentation of initiatives and to embrace the epochal responsibility of a new European role in an Africa that has now become a protagonist of global development.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/">Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sustentabilidade ética e senciência animal</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sviluppo-sostenibile-ripristino-della-biodiversita-e-degli-ecosistemi-una-introduzione-duplicate-1-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vicente de Paula Ataíde Junior]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 18:02:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sviluppo-sostenibile-ripristino-della-biodiversita-e-degli-ecosistemi-una-introduzione-duplicate-1-2/">Sustentabilidade ética e senciência animal</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-3.-Lima.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Abstract<br />
O artigo propõe a intersecção entre sustentabilidade, ética, senciência animal e o papel emergente das tecnologias alimentares disruptivas, como as carnes, os leites, os ovos e as peles cultivadas em laboratório por meio da zootecnia celular. Parte-se do reconhecimento científico da senciência animal e da sua valoração ético-jurídica, que resulta em um alargamento da noção de sustentabilidade, para incluir padrões éticos. Apresenta-se a tecnologia da carne cultivada em laboratório (zootecnia celular), como alternativa para um novo padrão ético de sustentabilidade. Termina-se por tratar das variadas intersecções entre a zootecnia celular, Direito e sustentabilidade ética, para concluir que as instituições jurídicas têm papel fundamental na transição paradigmática para um mundo mais sustentável, em todos os sentidos.</p>
<p style="text-align: justify;">Ethical sustainability and animal sentience</p>
<p style="text-align: justify;">This article explores the intersection between sustainability, ethics,  animal sentience, and the emerging role of disruptive food technologies, such as lab-grown meat, milk, eggs, and leather produced through cellular agriculture. It begins with the scientific recognition of animal sentience and its ethical-legal implications, leading to an expanded notion of sustainability that incorporates ethical standards. Lab-grown meat (cellular agriculture) is presented as an alternative for a new ethical paradigm of sustainability. The discussion then addresses the various intersections between cellular agriculture, law, and ethical sustainability, concluding that legal institutions play a crucial role in the paradigmatic shift toward a more sustainable world in every sense.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sviluppo-sostenibile-ripristino-della-biodiversita-e-degli-ecosistemi-una-introduzione-duplicate-1-2/">Sustentabilidade ética e senciência animal</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>La promozione delle energie rinnovabili in Italia tra interessi pubblici e privati</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-promozione-delle-energie-rinnovabili-in-italia-tra-interessi-pubblici-e-privati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Pollara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente scritto – premessi il quadro normativo di riferimento, i principi che lo connotano e i compiti dei vari soggetti istituzionali che agiscono nell’ambito delle energie rinnovabili – analizza le varie problematiche connesse alla contestuale valutazione dei diversi interessi che si incrociano, anche conflittualmente, al momento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-promozione-delle-energie-rinnovabili-in-italia-tra-interessi-pubblici-e-privati/">La promozione delle energie rinnovabili in Italia tra interessi pubblici e privati</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-5.-Pollara.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente scritto – premessi il quadro normativo di riferimento, i principi che lo connotano e i compiti dei vari soggetti istituzionali che agiscono nell’ambito delle energie rinnovabili – analizza le varie problematiche connesse alla contestuale valutazione dei diversi interessi che si incrociano, anche conflittualmente, al momento della localizzazione degli impianti di produzione da fonti di energia rinnovabile (FER). Il tutto all’interno di un procedimento amministrativo la cui struttura è frutto degli obiettivi di semplificazione e razionalizzazione posti dalla normativa primaria e dai principi eurounitari. Dentro di esso non soltanto si fronteggiano il principio della massima diffusione dell’energia rinnovabile e la tutela del paesaggio, ma si collocano (con facoltà partecipative limitate) anche i soggetti privati a vario titolo coinvolti nell’installazione degli impianti, allo scopo di individuare un punto di equilibrio nel bilanciamento dei diversi interessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The promotion of renewable energy in Italy between public and private interests</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper – having regard to the regulatory framework of reference, the principles that characterize it and the tasks of the various institutional subjects acting in the field of renewable energy – analyzes the various problems related to the contextual evaluation of the different interests that intersect, even conflictingly, at the time of the location of production plants from renewable energy sources (RES). All within an administrative procedure whose structure is the result of the objectives of simplification and rationalization set by primary legislation and European Union principles. Within it, not only are the principle of the maximum diffusion of renewable energy and the protection of the landscape confronted, but also the private entities involved in various capacities in the installation of the plants are placed (with limited participatory powers), in order to identify a point of balance in the balance of the different interests.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-promozione-delle-energie-rinnovabili-in-italia-tra-interessi-pubblici-e-privati/">La promozione delle energie rinnovabili in Italia tra interessi pubblici e privati</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Scenarios of Sustainable Development: Closing Remarks</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/scenarios-of-sustainable-development-closing-remarks/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Simonati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Sustainable development may be considered from various and different points of view. In fact, as is well known, it is a multi-faceted concept, with at least three main sides: economic, environmental and social sustainability. The relationship between these sides has not to be taken for granted, and it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/scenarios-of-sustainable-development-closing-remarks/">Scenarios of Sustainable Development: Closing Remarks</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-7.-Simonati.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sustainable development may be considered from various and different points of view. In fact, as is well known, it is a multi-faceted concept, with at least three main sides: economic, environmental and social sustainability. The relationship between these sides has not to be taken for granted, and it may have unexpected physiognomy. Of course, the “green” and “blue” policies may be extremely expensive and therefore require preventive study on their effective economic sustainability. Also the concrete implementation of the principle of (formal and substantial) equality – which is not based only on protection against discrimination, but on promotion of diversity as a source of richness for society as well – may be rooted in highly expensive public policies. The composition of this first session of the meeting is a perfect mirror of such complexity, since all of the three faces of subsidiarity arise (sometimes, even more of them at the same time) from the contributions by the speakers.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/scenarios-of-sustainable-development-closing-remarks/">Scenarios of Sustainable Development: Closing Remarks</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Notazioni in merito al criterio “non arrecare danno significativo”</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/notazioni-in-merito-al-criterio-non-arrecare-danno-significativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eduardo Parisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo propone alcune riflessioni sul criterio Do No Significant Harm, in punto di ricostruzione teorica e meccanismo applicativo. A partire da una lettura della normativa di soft law derivata dal Regolamento europeo n. 852/2020, e della giurisprudenza amministrativa formatasi sul tema, se ne propone una interpretazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/notazioni-in-merito-al-criterio-non-arrecare-danno-significativo/">Notazioni in merito al criterio “non arrecare danno significativo”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-6.-Parisi.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo propone alcune riflessioni sul criterio Do No Significant Harm, in punto di ricostruzione teorica e meccanismo applicativo. A partire da una lettura della normativa di soft law derivata dal Regolamento europeo n. 852/2020, e della giurisprudenza amministrativa formatasi sul tema, se ne propone una interpretazione volta a qualificarlo quale espressione del principio di sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Notes on the “Do No Significant Harm” criterion</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The contribution offers some reflections on the Do No Significant Harm criterion, focusing on its theoretical reconstruction and practical application. Starting from an analysis of the soft law provisions derived from European Regulation no. 852/2020, and of the administrative case law that has developed on the subject, it proposes an interpretation aimedat qualifying it as an expression of the principle of sustainable development.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/notazioni-in-merito-al-criterio-non-arrecare-danno-significativo/">Notazioni in merito al criterio “non arrecare danno significativo”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Acqua, ambiente e responsabilità condivisa: verso una governance integrata dei beni comuni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/acqua-ambiente-e-responsabilita-condivisa-verso-una-governance-integrata-dei-beni-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmela Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo analizza l’evoluzione degli strumenti giuridici e istituzionali per la tutela delle risorse idriche, superando la contrapposizione tra autorità pubblica e iniziativa privata a favore di modelli cooperativi basati sulla responsabilità condivisa. Attraverso l’esame dei Contratti di Fiume e degli Accordi Agroambientali, sia in ambito europeo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/acqua-ambiente-e-responsabilita-condivisa-verso-una-governance-integrata-dei-beni-comuni/">Acqua, ambiente e responsabilità condivisa: verso una governance integrata dei beni comuni</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-9.-Leone.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo analizza l’evoluzione degli strumenti giuridici e istituzionali per la tutela delle risorse idriche, superando la contrapposizione tra autorità pubblica e iniziativa privata a favore di modelli cooperativi basati sulla responsabilità condivisa. Attraverso l’esame dei Contratti di Fiume e degli Accordi Agroambientali, sia in ambito europeo che internazionale, si delinea un paradigma di governance multilivello fondato su strumenti volontari, co-decisionali e prestazionali. L’attenzione è posta sulle forme di corresponsabilizzazione attiva che coniugano tutela ambientale, sostenibilità sociale e innovazione amministrativa. L’articolo propone una lettura integrata di diritto ambientale, partecipazione civica e strumenti contrattuali, evidenziando l’emergere di un diritto amministrativo orientato alla produzione misurabile di beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Water, Environment and Shared Responsibility: Towards Integrated Governance of Common Goods</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The paper examines the evolution of legal and institutional frameworks for water resource protection, moving beyond the dichotomy between public authority and private initiative in favor of cooperative  models grounded in shared responsibility. Through an analysis of River Contracts, and Agri-environmental Agreements – both in the European and international context – it outlines a multi-level governance paradigm based on voluntary, co-decisional, and performance-based tools. Emphasis is placed on active co-responsibility practices that integrate environmental protection, social sustainability, and administrative innovation. The article offers an integrated reading of environmental law, civic participation, and contractual mechanisms, highlighting the emergence of an administrative law geared toward the measurable production of common goods.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/acqua-ambiente-e-responsabilita-condivisa-verso-una-governance-integrata-dei-beni-comuni/">Acqua, ambiente e responsabilità condivisa: verso una governance integrata dei beni comuni</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Biodiversità marina: una risorsa fondamentale per i servizi ecosistemici e lo sviluppo sostenibile</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/biodiversita-marina-una-risorsa-fondamentale-per-i-servizi-ecosistemici-e-lo-sviluppo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatrice Vizzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La biodiversità marina costituisce uno dei patrimoni più preziosi e, al tempo stesso, più minacciati del pianeta. Essa svolge un ruolo cruciale nella regolazione dei cicli biogeochimici, nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nel sostegno ai servizi ecosistemici ma, nonostante ciò, si trova ad essere minacciata da</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/biodiversita-marina-una-risorsa-fondamentale-per-i-servizi-ecosistemici-e-lo-sviluppo-sostenibile/">Biodiversità marina: una risorsa fondamentale per i servizi ecosistemici e lo sviluppo sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-8.-Vizzini.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La biodiversità marina costituisce uno dei patrimoni più preziosi e, al tempo stesso, più minacciati del pianeta. Essa svolge un ruolo cruciale nella regolazione dei cicli biogeochimici, nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nel sostegno ai servizi ecosistemici ma, nonostante ciò, si trova ad essere minacciata da pressioni antropiche crescenti, come sovrasfruttamento, inquinamento, distruzione degli habitat, specie invasive e riscaldamento globale. Le strategie internazionali, tra cui l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, le direttive europee sulla strategia per l’ambiente marino (Marine Strategy Framework Directive) e la pianificazione spaziale marittima (Maritime Spatial Planning), promuovono un approccio integrato basato sulla conservazione, il ripristino degli ecosistemi e la valorizzazione del capitale naturale. In tale prospettiva, la tutela della biodiversità marina rappresenta non solo un obiettivo ambientale, ma anche una condizione strutturale per lo sviluppo sostenibile, in linea con il paradigma One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute ambientale, animale e umana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marine biodiversity: a key asset for ecosystem services and sustainable development</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Marine biodiversity constitutes one of the most valuable yet critically endangered components of the Earth’s natural capital. It plays a pivotal role in regulating biogeochemical cycles, mitigating climate change and maintaining ecosystem functions and services. Despite its fundamental importance, marine biodiversity is increasingly threatened by anthropogenic pressures, including overexploitation of natural resources, pollution, habitat degradation, the introduction of invasive species, and global climate change. At the international level, policy frameworks such as the United Nations 2030 Agenda for Sustainable Development and the European Union directives on the Marine Strategy Framework and Maritime Spatial Planning advocate for an integrated management approach based on biodiversity conservation, ecosystem restoration, and the enhancement of natural capital as key strategies to ensure ecological resilience and sustainability. Within this context, the protection of marine biodiversity should be regarded not solely as an environmental priority but as a structural prerequisite for achieving sustainable development. This perspective aligns with the One Health paradigm, which recognizes the complex interdependence among environmental integrity, animal health, and human health.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/biodiversita-marina-una-risorsa-fondamentale-per-i-servizi-ecosistemici-e-lo-sviluppo-sostenibile/">Biodiversità marina: una risorsa fondamentale per i servizi ecosistemici e lo sviluppo sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Le molteplici dimensioni dello sviluppo sostenibile. Verso un diritto per le generazioni future</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/le-molteplici-dimensioni-dello-sviluppo-sostenibile-verso-un-diritto-per-le-generazioni-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Molaschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo si propone di indagare il concetto di sviluppo sostenibile, che, nella sua più nota definizione, scolpita dal Rapporto Brundtland el 1987, emblematicamente intitolato “Our Common Future”, consiste in un modello di sviluppo «in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/le-molteplici-dimensioni-dello-sviluppo-sostenibile-verso-un-diritto-per-le-generazioni-future/">Le molteplici dimensioni dello sviluppo sostenibile. Verso un diritto per le generazioni future</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-2.-Molaschi.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo si propone di indagare il concetto di sviluppo sostenibile, che, nella sua più nota definizione, scolpita dal Rapporto Brundtland el 1987, emblematicamente intitolato “Our Common Future”, consiste in un modello di sviluppo «in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri». Attraverso un’analisi delle principali tappe evolutive del principio, che spaziano dal diritto internazionale al diritto europeo fino alla trasposizione nell’ordinamento interno, si evidenzia come ognuno dei passaggi che ne hanno segnato il percorso abbia contribuito ad accrescerne dimensioni e significati, che hanno trovato una compiuta (ma non conclusiva) definizione nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Lo scritto, da un lato, è volto a sistematizzare tali dimensioni e significati; dall’altro, riflette su come la vis expansiva del concetto sia il sintomo e al contempo il motore di una trasformazione dell’ordinamento, proiettato nella direzione una crescente attenzione verso le generazioni future. Da questo punto di vista, lo sviluppo sostenibile sembra configurarsi come il paradigma di un diritto solidale verso tali generazioni, ossia di un diritto intergenerazionale ispirato a relazioni di solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The multiple dimensions of sustainable development. Towards a legal framework for future generations</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The paper investigates the concept of sustainable  development, which, in its most well-known definition, set out in the 1987 Brundtland Report, emblematically entitled “Our Common Future”, is described as a model of development “capable of meeting the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs.”  Through an analysis of the main stages in the evolution of the principle, ranging from international law to European law and its transposition into domestic law, it highlights how each of the steps that have marked its path has contributed to increasing its scope, dimensions and meanings, which have found a complete (though not conclusive) definition in the 2030 Agenda for Sustainable Development. On the one hand, the paper aims to systematize these dimensions and meanings; on the other, it reflects on how the expansive vision of the concept is both a symptom and a driver of a transformation of the legal system towards a growing focus on future generations. From this perspective, sustainable development seems to be the paradigm of an intergenerational law inspired by solidarity.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/le-molteplici-dimensioni-dello-sviluppo-sostenibile-verso-un-diritto-per-le-generazioni-future/">Le molteplici dimensioni dello sviluppo sostenibile. Verso un diritto per le generazioni future</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Protection of people displaced for environmental reasons and the problems arising from regulatory asymmetry in Latin America*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/protection-of-people-displaced-for-environmental-reasons-and-the-problems-arising-from-regulatory-asymmetry-in-latin-america/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luiz Guilherme Arcaro Conci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract This article analyses the issue of environmental displacement, particularly from a regulatory perspective, with a focus on Latin America. Based on the recognition that there is an environmental crisis and that it causes the forced displacement of people as it progresses, it addresses the conceptual difficulty of</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/protection-of-people-displaced-for-environmental-reasons-and-the-problems-arising-from-regulatory-asymmetry-in-latin-america/">Protection of people displaced for environmental reasons and the problems arising from regulatory asymmetry in Latin America*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-4.-Conci.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Abstract<br />
This article analyses the issue of environmental displacement, particularly from a regulatory perspective, with a focus on Latin America. Based on the recognition that there is an environmental crisis and that it causes the forced displacement of people as it progresses, it addresses the conceptual difficulty of dealing with an issue that is both national and international, since it occurs in both scenarios. It presents data on this issue and, specifically on the topic of legal regulation, points to the existence of an international regulatory deficit, limiting such regulation to soft law standards. At the national level, for the countries analysed, he notes the absence of regulatory symmetry, a consequence of the lack of regulatory coordination between the national and international levels, for an issue that is both internal and external, but at the same time cross-border. The result is the difficulty of addressing its effects and protecting those affected. It proposes the need for coordination between regions and states to better protect and address the issue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proteção das pessoas deslocadas por motivos ambientais</strong></p>
<p style="text-align: justify;">e os problemas derivados da assimetria regulatória na América Latina Este artigo analisa a proteção dos migrantes ambientais no contexto da assimetria regulatória na América Latina, ou seja, especificamente, a ausência de regulamentação padronizada na legislação nacional dos Estados da região. Com a intensificação dos eventos climáticos extremos e a exploração dos recursos naturais, o deslocamento forçado devido a questões ambientais e climáticas piorou, expondo desigualdades históricas e estruturais. O texto examina as lacunas do direito internacional, incluindo a inadequação da Convenção de 1951 relativa ao Estatuto dos Refugiados para proteger os migrantes ambientais, e a falta de legislação internacional vinculativa e seus efeitos. Discute a distinção entre «pessoas deslocadas por motivos ambientais», «refugiados ambientais» e «migrantes ambientais», argumentando que a ausência de regulamentação coesa e a assimetria na legislação nacional resultam em uma proteção frágil dos direitos humanos dessa população vulnerável. O artigo destaca a necessidade de desenvolver estratégias de adaptação e mitigação que considerem os aspetos ecológicos, sociais e económicos, e de superar os déficits regulatórios para garantir uma proteção eficaz.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/protection-of-people-displaced-for-environmental-reasons-and-the-problems-arising-from-regulatory-asymmetry-in-latin-america/">Protection of people displaced for environmental reasons and the problems arising from regulatory asymmetry in Latin America*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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