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	<title>sviluppo Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>sviluppo Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>I processi di riforma del sistema universitario tra garanzie di sviluppo e profili di criticità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ruggiero Dipace]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 20:08:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Sommario: 1. Alcune considerazioni di contesto – 2. Le prospettive di riforma del finanziamento del sistema universitario – 3. La governance universitaria: il difficile equilibrio tra autonomia e coordinamento – 4. Didattica e accreditamento: il DM 1835/2024 e la nuova stagione della formazione digitale – 5. La riforma</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/05/Speciale-3-2025-Dipace.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Alcune considerazioni di contesto – 2. Le prospettive di riforma del finanziamento del sistema universitario – 3. La governance universitaria: il difficile equilibrio tra autonomia e coordinamento – 4. Didattica e accreditamento: il DM 1835/2024 e la nuova stagione della formazione digitale – 5. La riforma del reclutamento e carriera accademica – 6. La riforma dei settori scientifico-disciplinari (DM 639/2024) – 7. Brevi considerazioni conclusive</p>
<p style="text-align: justify;">1. Alcune considerazioni di contesto<br />
Le riforme degli ultimi anni – dall’accreditamento dei corsi di studio, alla revisione dei settori scientifico-disciplinari, al reclutamento, fino al complesso tema del finanziamento – incidono su aspetti centrali della vita accademica e interrogano i principi costituzionali che fondano l’istituzione universitaria: libertà della ricerca, autonomia didattica e organizzativa, la promozione della cultura e della scienza. Il processo riformatore però non procede per passi lineari ma per aggiustamenti successivi, talvolta armonici, talvolta contraddittori. In alcuni casi tali riforme delineano linee generali di sviluppo del sistema universitario, mentre in altri evidenziano criticità soprattutto con riferimento a evidenti asimmetrie che emergono osservando il sistema da vicino nella sua attuazione e nelle sue differenze dimensionali e territoriali.</p>
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		<title>Il finanziamento statale dell’Università ed il principio di coesione insulare</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-finanziamento-statale-delluniversita-ed-il-principio-di-coesione-insulare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Armao]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 3-2025]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/05/Speciale-3-2025-Armao.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Un recente studio della Banca d’Italia, analizzando la composizione delle entrate degli atenei italiani, ha dimostrato come, a fronte di finanziamenti pubblici pressoché proporzionali al numero degli studenti, le università delle aree in ritardo, ed in particolare quelle del Mezzogiorno, ma soprattutto insulari, siano penalizzate dalla minore capacità contributiva degli studenti, dalla minore capacità-possibilità di attingere ad altre fonti, come quelle da privati o provenienti dalla Unione Europea e, più in generale, dalla complessiva debolezza del sistema economico. Un dato appare emblematico, risultando non solo epifenomeno del divario economico nazionale, ma anche dell’ulteriore tendenza degli studenti meridionali ad “emigrare” verso le università del centro-nord. Come rilevato dall’ANVUR, l’importo delle entrate per studente derivante dal pagamento delle tasse negli atenei delle regioni del Nord raggiunge il doppio di quello delle Isole, mentre risulta di circa il 30% superiore a quello del Centro e del 60% rispetto a quello del Sud. Sotto altro profilo le dinamiche demografiche, che già segnano una marcata spinta centrifuga per diplomati e laureati, svolgeranno in termini tendenziali, e difficilmente controvertibili nel medio termine, un pesante effetto ulteriormente depressivo per gli atenei del Mezzogiorno in controtendenza con la strategia di sviluppo per il Sud e le Isole che punta alla valorizzazione dei suoi centri culturali e di produzione scientifica.</p>
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		<title>Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Armao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni fascicolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/">Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/05/Armao-1-2026-ant.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione, ruolo della Cassa depositi e prestiti, nel quadro della riforma della cooperazione allo sviluppo (l. 125/2014). Sul piano sostanziale, il saggio sottolinea il superamento dell’approccio assistenziale, unilaterale e paternalistico che ha a lungo connotato le relazioni euro-africane, in favore di un modello fondato sul partenariato paritario, sul mutuo interesse, sulla condivisione di saperi e tecnologie e sullo sviluppo autocentrato delle comunità africane. Tale impostazione, ispirata al metodo relazionale di Enrico Mattei, mira a coinvolgere l’intero “sistema-Italia” – istituzioni, imprese, università, società civile – in un ecosistema di cooperazione che si radichi in termini strutturali. L’Autore evidenzia altresì la necessità di una sinergia con il “Global Gateway” dell’Unione europea, onde evitare la frammentazione degli interventi e raccogliere la responsabilità epocale di un nuovo ruolo dell’Europa in un’Africa ormai protagonista dello sviluppo globale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Considerations on the ‘Mattei Plan’ and the Emerging Framework of Development Cooperation in Africa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This article examines the “Piano Mattei” (Decree-Law No. 161/2023, converted into Law No. 2/2024) as a turning point in Italian foreign policy towards Africa. The Author reconstructs the broader context – demographic transformations, the growing influence of non-European actors, and the inadequacy of Euro-Mediterranean policies – as well as the Plan’s regulatory and institutional architecture: the Steering Committee (Cabina di regia), the Mission Unit (struttura di missione), and the role of Cassa Depositi e Prestiti, within the framework of the reform of development cooperation (Law No. 125/2014). On a substantive level, the essay highlights the departure from the assistance-based, unilateral and paternalistic approach that has long characterised Euro-African relations, in favour of a model grounded in equal partnership, mutual interest, the sharing of knowledge and technology, and the self-centred development of African communities. This approach, inspired by the relational method of Enrico Mattei, seeks to engage the entire “Italy-system” – institutions, enterprises, universities and civil society – in a structurally rooted cooperation ecosystem. The Author further underscores the need for synergy with the European Union’s “Global Gateway”, so as to avoid the fragmentation of initiatives and to embrace the epochal responsibility of a new European role in an Africa that has now become a protagonist of global development.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/">Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Programmazione strategica interistituzionale e metodo consensuale per lo sviluppo del territorio*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/programmazione-strategica-interistituzionale-e-metodo-consensuale-per-lo-sviluppo-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Guzzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 14:38:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo analizza l’evoluzione degli strumenti di programmazione negoziata nell’ordinamento amministrativo, con particolare riferimento alle figure iuris degli accordi di programma e dei patti territoriali. Premesse brevi note sul superamento della programmazione c.d. autoritativa e sulle trasformazioni del rapporto autorità-libertà, la riflessione approfondisce la disciplina giuridica dell’amministrazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/programmazione-strategica-interistituzionale-e-metodo-consensuale-per-lo-sviluppo-del-territorio/">Programmazione strategica interistituzionale e metodo consensuale per lo sviluppo del territorio*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/10/Giovanni-Guzzardo-e-Armando-Lorusso-1-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo analizza l’evoluzione degli strumenti di programmazione negoziata nell’ordinamento amministrativo, con particolare riferimento alle figure iuris degli accordi di programma e dei patti territoriali. Premesse brevi note sul superamento della programmazione c.d. autoritativa e sulle trasformazioni del rapporto autorità-libertà, la riflessione approfondisce la disciplina giuridica dell’amministrazione per accordi nel contesto giuridico multilivello. L’analisi delle recenti innovazioni normative in materia di patti territoriali e di talune, e significative, esperienze applicative, evidenzia come tali strumenti rappresentino una risposta efficace alle sfide poste dalle più attuali “rivoluzioni” che investono il diritto e la società contemporanea, nella prospettiva di favorire – nell’ottica di quello che viene definito risultato amministrativo – il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dei territori e delle relative comunità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inter-institutional strategic planning and consensual approach to territorial development</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper analyzes the evolution of negotiated programming instruments within the multilevel administrative legal order, regarding the legal figures of program agreements and territorial pacts. Following brief preliminary observations on the superseding of so-called authoritative programming and the transformations in the authority-liberty relationship, the reflection examines in depth the legal discipline of administration by agreement within the European, national, and regional legal context. The analysis of recent normative innovations concerning territorial pacts and certain significant practical experiences demonstrates how such instruments represent an effective response to the challenges posed by the most current “revolutions” affecting law and contemporary society, with a view to promoting – in the perspective of what is defined as administrative outcome – the pursuit of sustainable development objectives for territories and their respective communities.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/programmazione-strategica-interistituzionale-e-metodo-consensuale-per-lo-sviluppo-del-territorio/">Programmazione strategica interistituzionale e metodo consensuale per lo sviluppo del territorio*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Partecipazione pubblica e promozione dello sviluppo sostenibile: il caso emblematico della disciplina delle “materie prime critiche”</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/partecipazione-pubblica-e-promozione-dello-sviluppo-sostenibile-il-caso-emblematico-della-disciplina-delle-materie-prime-critiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Torta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 15:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract Nell’attuale contesto giuridico, caratterizzato da una grande attenzione alle questioni di tutela ambientale e di corretta gestione del territorio e delle risorse naturali, la partecipazione pubblica attiva è cruciale non solo per legittimare le decisioni pianificatorie, ma anche per garantire che queste siano orientate verso il benessere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/partecipazione-pubblica-e-promozione-dello-sviluppo-sostenibile-il-caso-emblematico-della-disciplina-delle-materie-prime-critiche/">Partecipazione pubblica e promozione dello sviluppo sostenibile: il caso emblematico della disciplina delle “materie prime critiche”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/06/3-2024-Torta.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’attuale contesto giuridico, caratterizzato da una grande attenzione alle questioni di tutela ambientale e di corretta gestione del territorio e delle risorse naturali, la partecipazione pubblica attiva è cruciale non solo per legittimare le decisioni pianificatorie, ma anche per garantire che queste siano orientate verso il benessere collettivo. Il nuovo regolamento europeo UE 2024/1252, c.d. Critical Raw Materials Act si distingue, tra le normative di recente adozione che si inseriscono nell’ambito della disciplina sullo sviluppo sostenibile in Europa, per il suo potenziale impatto sul futuro dell’economia e, per alcuni aspetti, sulla tutela ambientale. L’analisi di questo regolamento si ricollega, dunque, in una più ampia riflessione sul ruolo della pianificazione e programmazione amministrativa come strumenti chiave per attuare concretamente la visione strategica del Green Deal europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Public participation and sustainable development: the case of critical raw materials regulation</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In the current legal framework, characterized by a strong focus on environmental protection and the proper management of land and natural resources, active public participation is crucial not only to legitimize planning decisions but also to ensure that they are directed toward the collective well-being. Among the recent regulations adopted in Europe, the new European Regulation (EU) 2024/1252, also known as the “Critical Raw Materials Act”, stands out due to its potential impact on the future of the economy and, in some respects, on environmental protection. The analysis of this contributes to the broader discussion on the role of planning and administrative programming as essential tools for implementing the strategic vision of the European Green Deal.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/partecipazione-pubblica-e-promozione-dello-sviluppo-sostenibile-il-caso-emblematico-della-disciplina-delle-materie-prime-critiche/">Partecipazione pubblica e promozione dello sviluppo sostenibile: il caso emblematico della disciplina delle “materie prime critiche”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Desantis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Il saggio intende riflettere su dati attuali e, in particolare, sulla complessiva insufficienza delle iniziative e delle misure oggi disponibili per realizzare un’effettiva transizione verso modelli economici e sociali autenticamente sostenibili, sia dal punto di vista della tutela ambientale, sia per ciò che concerne la riduzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/">Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-VInCEnZO-DESAnTIS.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p><strong>Abstract </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio intende riflettere su dati attuali e, in particolare, sulla complessiva insufficienza delle iniziative e delle misure oggi disponibili per realizzare un’effettiva transizione verso modelli economici e sociali autenticamente sostenibili, sia dal punto di vista della tutela ambientale, sia per ciò che concerne la riduzione delle diseguaglianze. Analizzando il contesto, i paragrafi del lavoro si interrogano, in particolare, sull’efficacia delle iniziative di ambito europeo finalizzate a favorire l’approdo multidimensionale a modelli economici e sociali di maggiore sostenibilità e cerca di vagliare in che modo i principi della Carta fondamentale possano giocare un ruolo nella costruzione della società del futuro, considerati i problemi e le sfide poste dall’attuale scenario internazionale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>(Un)sustainable development. How to reread the future through the Constitution</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay starts its reflections from the study of contemporary events and, in particular, from the ineffectiveness of some of the initiatives and measures today available to achieve the economic and social transition, such as the green transition and the reduction of social inequalities. Analyzing the current context, the paragraphs of the essay question, in particular, the effectiveness of European initiatives aimed at this purpose and ask how the principles of the Constitution can still influence the construction of the future society in a such current and complex international scenario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/">Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brain drain e agevolazioni alle imprese che investono in ricerca e sviluppo nell’ordinamento giuridico italiano</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/brain-drain-e-agevolazioni-alle-imprese-che-investono-in-ricerca-e-sviluppo-nellordinamento-giuridico-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Geraci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 13:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Negli ultimi anni, la stampa, i quotidiani e gli articoli accademici, hanno segnalato il disagio di molti laureati italiani costretti a lavorare all’estero. Ad implementare questo stato di cose ha contribuito la pandemia da Covid-19, dando vita a un dibattito sulla relazione tra forme insediative e diffusione</p>
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<p style="text-align: justify;">Abstract<br />
Negli ultimi anni, la stampa, i quotidiani e gli articoli accademici, hanno segnalato il disagio di molti laureati italiani costretti a lavorare all’estero. Ad implementare questo stato di cose ha contribuito la pandemia da Covid-19, dando vita a un dibattito sulla relazione tra forme insediative e diffusione del contagio che ha ripotato in auge un tema carsico nel dibattito pubblico italiano: quello del divario tra Italia e estero. Alcuni ritengono che la responsabilità di questa situazione sia ascrivibile all’assenza di un supporto finanziario e incentivi a sostegno della ricerca. Tuttavia, la situazione del settore della ricerca italiana, che impiega ancora una piccolissima frazione di laureati italiani, non è l’unico fattore che spinge “i cervelli italiani” ad emigrare o a rimanere all’estero dopo aver studiato in Università straniere. Nonostante le diffuse prove aneddotiche sulla fuga dei cervelli dall’Italia, è imprescindibile un’indagine statistica per quantificare il fenomeno. Ad oggi, l’assenza di un quadro completo di informazioni preclude di identificare le dimensioni di questa “fuga” e il suo effettivo andamento negli ultimi anni, rendendo inadeguato l’utilizzo del parametro della competitività dei territori, frutto della loro mercificazione, per cedere il passo ad un approccio alternativo basato sulla loro desiderabilità, concetto di più difficile definizione che però tiene in considerazione tutti i diversi aspetti (e non solo quelli economici) che spingono le persone a scegliere il luogo in cui vivere. Per arrestare la “fuga dei cervelli” sono stati introdotti incentivi fiscali alle imprese che assumono ricercatori, dottori di ricerca e docenti universitari. Il presente lavoro analizza il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, inizialmente introdotto dall’articolo 3 del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, reso operativo con l’emanazione del decreto interministeriale del 27 maggio 2015, ma innovato ad opera della Legge di Bilancio del 2023. Il nuovo credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo va senz’altro valutato positivamente dalle imprese, anche se, come vedremo, è affetto da alcune criticità da cui potrebbe scaturire un’inefficiente applicazione del beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brain drain and tax breaks to companies investing in research and development in the Italian legal system</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In recent years, the press, newspapers and academic articles have reported the hardship of many Italian graduates forced to work abroad. The Covid-19 pandemic has contributed to implementing this state of affairs, giving rise to a debate on the relationship between settlement forms and the spread of the contagion that has resurrected a karst theme in Italian public debate: that of the gap between Italy and abroad. Some believe that the absence of financial support and incentives to support research is to blame for this situation. However, the situation of the Italian research sector, which still employs a very small fraction of Italian graduates, is not the only factor driving “Italian brains” to emigrate or stay abroad after studying at foreign universities. Despite widespread anecdotal evidence of brain drain from Italy, a statistical survey to quantify the phenomenon is imperative. To date, the absence of a complete picture of information, precludes identifying the size of this “flight” and its actual trend in recent years, making the use of the parameter of the competitiveness of territories, the result of their commodification, inadequate to give way to an alternative approach based on their desirability, a concept that is more difficult to define but which takes into account all the different aspects (and not only the economic ones) that drive people to choose the place where they live. To halt the “brain drain,” tax incentives have been introduced for companies that hire researchers, PhDs and academics. This paper analyzes the tax credit for research and development activities, initially introduced by Article 3 of Decree Law No. 145 of Dec. 23, 2013, made operational with the issuance of the interministerial decree of May 27, 2015, but innovated by the Budget Law of 2023. The new tax credit for research and development activities is undoubtedly to be welcomed by companies, although, as we shall see, it is affected by some critical issues that could lead to an inefficient application of the benefit.</p>
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		<title>La causa di esclusione dalle procedure di gara per gravi illeciti professionali: genesi e sviluppo sino alla rinnovata disciplina del D. Lgs. n. 36/2023,tra importanti risposte, vecchie criticità e nuovi problemi*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-causa-di-esclusione-dalle-procedure-di-gara-per-gravi-illeciti-professionali-genesi-e-sviluppo-sino-alla-rinnovata-disciplina-del-d-lgs-n-36-2023tra-importanti-risposte-vecchie-criticita-e-nu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 17:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il Pdf Abstract Il D. Lgs. n. 36/2023, nel riformare la normativa italiana sui contratti pubblici, è intervenuto profondamente sulla disciplina della causa di esclusione dell’operatore economico dalle gare per gravi illeciti professionali. Premessa un’analisi del diritto e della giurisprudenza europei, nonché dell’evoluzione della regolamentazione nell’ordinamento interno, il presente</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il D. Lgs. n. 36/2023, nel riformare la normativa italiana sui contratti pubblici, è intervenuto profondamente sulla disciplina della causa di esclusione dell’operatore economico dalle gare per gravi illeciti professionali. Premessa un’analisi del diritto e della giurisprudenza europei, nonché dell’evoluzione della regolamentazione nell’ordinamento interno, il presente contributo si pone l’obiettivo di individuare le principali novità introdotte dal Nuovo Codice e di comprenderne l’impatto sull’istituto, senza dimenticare la dimensione multilivello entro cui si muove.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Exclusion for grave professional misconduct: origins and development up to the new regulation of Legislative Decree no. 36/2023, between important answers, old issues and new problems</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Legislative Decree No. 36/2023, which reformed the Italian legislation on public contracts, has profoundly affected the regulation of the grounds for excluding economic operators from tenders for grave professional misconducts. After analysing European law and jurisprudence, as well as the evolution of the regulations in the domestic system, this contribution aims to identify the main innovations introduced by the New Code and to understand their impact on the legal institution, without forgetting the multi-level dimension within which it moves.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Baratto amministrativo e sviluppo locale*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/baratto-amministrativo-e-sviluppo-locale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierandrea Corleto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 15:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2022]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[locale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[baratto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Introdotto nel 2014 dal decreto “Sblocca Italia”, l’istituto del baratto amministrativo trova oggi collocazione normativa nel Capitolo sulle norme in tema di partenariato pubblico e privato del Codice dei contratti pubblici. È, così, attribuito agli enti locali uno strumento attraverso il quale esentare i contribuenti dal pagamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/baratto-amministrativo-e-sviluppo-locale/">Baratto amministrativo e sviluppo locale*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/02/3-2022-Corleto.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Introdotto nel 2014 dal decreto “Sblocca Italia”, l’istituto del baratto amministrativo trova oggi collocazione normativa nel Capitolo sulle norme in tema di partenariato pubblico e privato del Codice dei contratti pubblici. È, così, attribuito agli enti locali uno strumento attraverso il quale esentare i contribuenti dal pagamento di tributi locali in cambio di prestazioni rese in natura, erogate in favore del territorio di riferimento. Ne deriva una spiccata potenzialità dell’istituto, anche in ottica di sostenibilità ambientale, del quale questo scritto si propone l’obiettivo di scrutinare le possibili linee nodali, il cui superamento permetterebbe una più ampia comprensione e diffusione di questo strumento di partenariato sociale.</p>
<p><strong>Administrative barter and local development</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Introduced in 2014 by the decree “Unblock Italy”, the institution of administrative barter is now placed in the Chapter on the rules on public and private partnership of the Code of public contracts. Local authorities are thus given a special instrument by which taxpayers are exempted from paying local taxes in exchange for services rendered in kind, which are carried out in favour of the reference territory. This results in a strong potential of the institute, also with a view to environmental sustainability, in the light of which this paper aims to scrutinize the possible nodal lines, whose overcoming would allow a wider understanding and distribution of this social partnership instrument.</p>
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