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	<title>stato Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>stato Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<item>
		<title>Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Il presente lavoro si occupa di indagare le problematiche ingenerate dal fenomeno della evoluzione digitale all’interno dello Stato. Tale evoluzione è dettata da poteri privati, costituiti in particolare dalle grandi piattaforme on line, che tendono sempre più ad assomigliare allo Stato stesso in quanto esiste un</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/">Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-JACOPO-VAVALLI.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente lavoro si occupa di indagare le problematiche ingenerate dal fenomeno della evoluzione digitale all’interno dello Stato. Tale evoluzione è dettata da poteri privati, costituiti in particolare dalle grandi piattaforme on line, che tendono sempre più ad assomigliare allo Stato stesso in quanto esiste un popolo che le abita, governato da regole proprie delle piattaforme digitali. Si pone, allora, il problema degli eventuali spazi di regolazione pubblica di simili piattaforme. Si pone, inoltre, il problema di comprendere come possano essere disciplinati i rapporti tra gli individui e i poteri privati rispetto a fattispecie concrete. Emerge la funzione del diritto amministrativo, quale rule of tecnology capace di costituire un rilevante punto di riferimento in ordine alla disciplina di tali complessi rapporti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The State in the face of digital evolution: the regulatory role of administrative law in the complex relationship between the constitutional State of law and “Digital States”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper seeks to explore the issues arising from the phenomenon of digital evolution within the State. This evolution is driven by private powers, primarily embodied by large online platforms, which increasingly resemble the State itself as they host a populace governed by rules inherent to digital platforms. This raises the question of the potential spaces for public regulation of such platforms. Additionally, it prompts an examination of how relationships between individuals and private powers might be regulated in specific cases. Here, administrative law emerges as a “rule of technology,” providing a significant point of reference for the governance of these complex relationships.</p>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/">Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Stato regionale e differenziazione territoriale: le esperienze straniere*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/stato-regionale-e-differenziazione-territoriale-le-esperienze-straniere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Gardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 17:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 1-2024]]></category>
		<category><![CDATA[regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Sommario: 1. I modelli diversi organizzativi. – 2. Un confronto tra Stato regionale e Estado autonomico. – 3. Il regionalismo spagnolo come fenomeno aperto, volontario e meramente eventuale. – 4. L’influenza del modello spagnolo sul regionalismo italiano. – 5. Il paradosso di Achille e la tartaruga come scenario</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/stato-regionale-e-differenziazione-territoriale-le-esperienze-straniere/">Stato regionale e differenziazione territoriale: le esperienze straniere*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/Gardini-1-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. I modelli diversi organizzativi. – 2. Un confronto tra Stato regionale e Estado autonomico. – 3. Il regionalismo spagnolo come fenomeno aperto, volontario e meramente eventuale. – 4. L’influenza del modello spagnolo sul regionalismo italiano. – 5. Il paradosso di Achille e la tartaruga come scenario finale (da evitare).</p>
<p style="text-align: justify;">1. I modelli diversi organizzativi</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’opinione di quello che viene ritenuto uno dei padri dello Stato regionale italiano, con l’approvazione del Titolo V si dà ingresso nella Costituzione del 1948 ad un «tipo intermedio di Stato fra l’unitario e il federale caratterizzato dall’autonomia regionale»<sup>1</sup>. Un modello per un verso influenzato dalle esperienze federalistiche mitteleuropee, per altro verso caratterizzato dalla forma unitaria, in cui un nuovo livello di governo intermedio (le Regioni, per l’appunto) è dotato di funzioni legislative e amministrative. Partendo da questa affermazione, senz’altro corretta per l’epoca in cui venne formulata, è importante fare alcune precisazioni di carattere metodologico. La spinta verso il decentramento dei poteri, diffusa nella maggior parte dei sistemi europei, ha prodotto un progressivo avvicinamento dei “tipi di Stato”: ciò implica che, oggi, i termini Stato federale e Stato regionale non possono essere considerati tecnicamente precisi, né dotati di alcun valore descrittivo dal momento che non consentono una classificazione rigorosa dei diversi modelli. Ciò a cui stiamo assistendo, in questa fase storica, è la ricerca di nuovi equilibri tra unità e autonomia, attraverso strumenti più adatti a ciascuna identità territoriale.</p>
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		<item>
		<title>Il principio negoziale nel riparto di competenzefra Stato, Regioni ed Enti locali</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-negoziale-nel-riparto-di-competenzefra-stato-regioni-ed-enti-locali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Tarli Barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 08:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 1-2024]]></category>
		<category><![CDATA[negoziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Sommario: 1. Ricordando Francesco Teresi. – 2. Regionalismo differenziato, principio pattizio e prospettive del regionalismo. – 3. Le fonti della disciplina delle intese: la prospettiva di una legge attuativa dell’art. 116, comma 3, Cost. – 4. Quali Regioni sono destinatarie del conferimento delle «ulteriori forme e condizioni particolari</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/Tarli-Barbieri-1-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Ricordando Francesco Teresi. – 2. Regionalismo differenziato, principio pattizio e prospettive del regionalismo. – 3. Le fonti della disciplina delle intese: la prospettiva di una legge attuativa dell’art. 116, comma 3, Cost. – 4. Quali Regioni sono destinatarie del conferimento delle «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia»? – 5. Gli attori del processo negoziale: l’iniziativa della Regione interessata; l’apporto consultivo degli enti locali (cenni e rinvio). – 6. Segue: lo Stato, in particolare il Presidente del Consiglio (e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie). – 7. Il ruolo del Parlamento. – 8. I contenuti delle intese. – 9. Il principio negoziale in fase di attuazione delle intese: il ruolo dei d.P.C.M. – 10. Il principio negoziale nella fase di revisione delle intese.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Ricordando Francesco Teresi</p>
<p style="text-align: justify;">«I lavori della Commissione “D’Alema” hanno proceduto senza un programma e un disegno conduttore, senza una bussola di riferimento, senza una visione riformatrice di grande respiro, al di fuori delle logiche contingenti e minute della quotidianità politica: si è andati avanti a mezzo di continui aggiustamenti dei testi via via proposti dai relatori delle singole sottocommissioni a seconda degli umori dei componenti dei due poli e dei compromessi via via raggiunti, salvo poi a ritornare, come è accaduto, a riportare i problemi, su cui era stato raggiunto il comprome</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-negoziale-nel-riparto-di-competenzefra-stato-regioni-ed-enti-locali/">Il principio negoziale nel riparto di competenzefra Stato, Regioni ed Enti locali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Riflessioni sparse su alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni**</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-su-alcune-questioni-aperte-nei-rapporti-tra-stato-e-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Ruotolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
		<category><![CDATA[alcune]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract L’articolo esamina alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni, a partire dallo studio di un recente volume curato da Daria de Pretis e Carlo Padula. L’Autore si concentra, in particolare, su alcune problematiche che interessano il giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi regionali. Reflecting on</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-su-alcune-questioni-aperte-nei-rapporti-tra-stato-e-regioni/">Riflessioni sparse su alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni**</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-1.-Ruotolo.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
L’articolo esamina alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni, a partire dallo studio di un recente volume curato da Daria de Pretis e Carlo Padula. L’Autore si concentra, in particolare, su alcune problematiche che interessano il giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi regionali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Reflecting on the “open issues” between State and Regions</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The article examines some “open issues” between State and Regions, starting from the study of a recent book edited by Daria de Pretis and Carlo Padula. The Author examines, in particular, some problems concerning the constitutional judgment on regional laws.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-su-alcune-questioni-aperte-nei-rapporti-tra-stato-e-regioni/">Riflessioni sparse su alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni**</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I rapporti tra Stato e autonomie nell’infrastrutturazione digitale del Paese</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/i-rapporti-tra-stato-e-autonomie-nellinfrastrutturazione-digitale-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Stefano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2023 15:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1-2023]]></category>
		<category><![CDATA[autonomie]]></category>
		<category><![CDATA[nell’infrastrutturazione]]></category>
		<category><![CDATA[paese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo, muovendo da una prospettiva storica, esamina le più recenti forme di intervento pubblico (statale) per il dispiegamento delle reti di telecomunicazioni di nuova generazione e per la garanzia di accesso ad internet veloce su tutto il territorio nazionale, per porre in luce il multiforme ruolo che</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/i-rapporti-tra-stato-e-autonomie-nellinfrastrutturazione-digitale-del-paese/">I rapporti tra Stato e autonomie nell’infrastrutturazione digitale del Paese</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/08/Maglione-1.23.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo, muovendo da una prospettiva storica, esamina le più recenti forme di intervento pubblico (statale) per il dispiegamento delle reti di telecomunicazioni di nuova generazione e per la garanzia di accesso ad internet veloce su tutto il territorio nazionale, per porre in luce il multiforme ruolo che in questi processi assumono i Comuni, “percepiti” dal legislatore statale (e dagli operatori) come un “ostacolo” all’infrastrutturazione digitale del Paese, da arginare attraverso norme di iper-semplificazione dei procedimenti autorizzatori e di limitazione del loro potere regolamentare in ordine alla localizzazione degli impianti. Eppure, nell’autonomia locale continuano a trovare tutela istanze dei territori e delle comunità locali che si pongono in un’ottica “antagonistica” rispetto all’imperante interesse nazionale all’approntamento delle reti per il digitale. Al contempo, i Comuni risultano co-attori proattivi della garanzia di accesso universale ad internet, attraverso autonome iniziative di prestazione che sembrano ritagliare al servizio pubblico locale spazi nuovi, estranei al suo tradizionale campo di intervento, che potrebbero trovare un qualche riconoscimento anche nel recentissimo testo unico sui SIEG locali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The relationship between the State and local government in promoting the Country’s digital infrastructures</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The paper, starting from a historical perspective, analyzes the most recent models of State intervention for the expansion of next-gen telecommunications networks and for the provision of fast internet access throughout the national territory, to highlight the multifaceted role of the Municipalities in these processes. The latter seem to be considered by the state legislature (and by economic operators) as “obstacles” to the country’s digital infrastructures and are counteracted by laws that over-simplify the authorization procedures and limit their regulatory power regarding the location of the installations. Nevertheless, local authorities keep granting protection to interests of local territories and communities opposing the national interest in building digital networks. At the same time, the Municipalities are “promoters” of universal internet access, through their own service initiatives which seem to give the local public service new spaces, different from its traditional field, which may also find foundation in the recent consolidated Act on local SGEIs.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/i-rapporti-tra-stato-e-autonomie-nellinfrastrutturazione-digitale-del-paese/">I rapporti tra Stato e autonomie nell’infrastrutturazione digitale del Paese</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pandemia ed obbligo vaccinale: lo stato dell’arte del dibattito dottrinale nel prisma dell’ordinanza del Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia n. 38/2022</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/pandemia-ed-obbligo-vaccinale-lo-stato-dellarte-del-dibattito-dottrinale-nel-prisma-dellordinanza-del-consiglio-di-giustizia-amministrativaper-la-regione-sicilia-n-38-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 08:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale obbligo vaccinale 2022]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Considerazioni introduttive. – 2. Obbligo vaccinale e sicurezza del vaccino: i diversi orientamenti emersi nel seminario. – 3. Obbligo vaccinale e sua legittimità a partire dalla capacità normogenetica del fatto. – 4. Obbligo vaccinale e criteri di interpretazione delle disposizioni normative: una rilevante questione di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/pandemia-ed-obbligo-vaccinale-lo-stato-dellarte-del-dibattito-dottrinale-nel-prisma-dellordinanza-del-consiglio-di-giustizia-amministrativaper-la-regione-sicilia-n-38-2022/">Pandemia ed obbligo vaccinale: lo stato dell’arte del dibattito dottrinale nel prisma dell’ordinanza del Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia n. 38/2022</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/07/N.A.-Speciale-1.22-Obbligo-Vaccinale-Zito.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Considerazioni introduttive. – 2. Obbligo vaccinale e sicurezza del vaccino: i diversi orientamenti emersi nel seminario. – 3. Obbligo vaccinale e sua legittimità a partire dalla capacità normogenetica del fatto. – 4. Obbligo vaccinale e criteri di interpretazione delle disposizioni normative: una rilevante questione di metodo. – 5. L’obbligo vaccinale tra solidarietà, razionalità, precauzione e trasparenza. – 6. L’ordinanza del CGAR e il contributo d’analisi critico offerto dalla dottrina. – 7. Conclusioni.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Considerazioni introduttive<br />
Il seminario ha costituito l’occasione per riflettere, a partire dall’ordinanza “istruttoria” del CGARS, su una pluralità di tematiche tutte di formidabile importanza: la legittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale; i criteri con cui interpretare la disciplina, che tale obbligo impone, soprattutto dal punto di vista dell’individuazione dell’ambito soggettivo di applicazione; i rapporti tra diritto e scienza colti nella dimensione sia dell’attività legislativa sia dell’attività amministrativa sia dell’attività giurisdizionale; la razionalità delle scelte compiute per contrastare e contenere la pandemia; la rilevanza del principio di solidarietà per giustificare l’imposizione dell’obbligo; l’applicazione del principio di precauzione; la trasparenza e i connessi problemi di corretta informazione del pubblico. Il seminario ha costituito anche l’occasione per riflettere su alcune scelte processuali compiute dal CGARS che presentano forti accenti di novità. Da ultimo, ma non per ultimo, il seminario si è giovato anche dell’apporto offerto dalla scienza medica attraverso la relazione di un immunologo che certamente ha svolto riflessioni utili per i giuristi. Desidero dunque esprimere in primo luogo un plauso agli organizzatori: il seminario ha rappresentato un ottimo esempio di come la scienza giuridica con le proprie riflessioni possa, partendo dalle decisioni giudiziali, aiutare la giurisprudenza, mettendole a disposizione materiali scientifici di grande qualità e spessore da cui la giurisprudenza stessa non può che trarre giovamento. Agli organizzatori va dunque ascritto il merito di avere attivato un circolo virtuoso tra teoria e pratica giuridica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/pandemia-ed-obbligo-vaccinale-lo-stato-dellarte-del-dibattito-dottrinale-nel-prisma-dellordinanza-del-consiglio-di-giustizia-amministrativaper-la-regione-sicilia-n-38-2022/">Pandemia ed obbligo vaccinale: lo stato dell’arte del dibattito dottrinale nel prisma dell’ordinanza del Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia n. 38/2022</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aiuti di Stato all’interno di uno stesso gruppo societario. Profili sostanziali e processuali</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/aiuti-di-stato-allinterno-di-uno-stesso-gruppo-societario-profili-sostanziali-e-processuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra Greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 15:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La dottrina dialoga con la giurisprudenza 1-2022]]></category>
		<category><![CDATA[stesso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract La nota si occupa di un aiuto di Stato intercorso tra società appartenenti allo stesso gruppo societario. Per chiarire la natura “pubblica” delle risorse utilizzate e la loro imputabilità allo Stato, la nota suggerisce l’inquadramento del caso concreto nell’ambito dell’istituto della c.d. società “in house”. Il</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/aiuti-di-stato-allinterno-di-uno-stesso-gruppo-societario-profili-sostanziali-e-processuali/">Aiuti di Stato all’interno di uno stesso gruppo societario. Profili sostanziali e processuali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/06/1-2022-Greco.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nota si occupa di un aiuto di Stato intercorso tra società appartenenti allo stesso gruppo societario. Per chiarire la natura “pubblica” delle risorse utilizzate e la loro imputabilità allo Stato, la nota suggerisce l’inquadramento del caso concreto nell’ambito dell’istituto della c.d. società “in house”. Il che non esclude l’applicazione del criterio dell’investitore privato in economia di mercato, idoneo a superare – se disatteso – l’indistinzione tipica delle società “in house”.</p>
<p><strong>State aid between companies belonging to the same corporate group Substantive and procedural aspects.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay deals with a State aid case between companies belonging to the same corporate group. To clarify the concepts of ‘State resources’ and the misure imputable to the State, the essay suggests framing the concrete case within the framework of the so-called “in-house” company. This does not rule out the application of the private investor test in normal market conditions, which – if disregarded – can overcome the indistinction typical of “in-house” companies.</p>
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		<item>
		<title>Stato, emergenza e diritto alla vita</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/stato-emergenza-e-diritto-alla-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Felice Blando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 18:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2021]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract Mai come in questo periodo Costituzione e vita hanno intrecciato le loroorbite, con esiti altamente complessi e ancora incerti. Perché a essere messa in questione dal Covid-19 è stata la vita di intere popolazioni. Che non si sia trattato solo di questo, che a essere in</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/03/3.2021-Blando_9_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Mai come in questo periodo Costituzione e vita hanno intrecciato le loroorbite, con esiti altamente complessi e ancora incerti. Perché a essere messa in questione dal Covid-19 è stata la vita di intere popolazioni. Che non si sia trattato solo di questo, che a essere in pericolo sia anche altro – lo stato di diritto, la libertà, l’economia – è pacifico. Resta che il virus ha attaccato prima di tutto la nostra sopravvivenza, determinando una serie di misure normative inedite e giustificate essenzialmente dalla difesa della vita. <span style="font-size: revert; color: initial;">Nel conflitto tra il diritto alla vita e la sospensione momentanea dei diritti fondamentali il pendolo dell’alternativa è oscillato in favore del primo. Le scelte del Governo in tempi di pandemia hanno </span>privilegiato il versante dell’autorità, in nome di esigenze di solidarietà e, quindi in funzione di scelte ideologiche condivisibili. Il saggio intende dimostrare come questo modo di affrontare il problema sia nel giusto perché il diritto alla vita rappresenta il parametro fondamentale, se non esclusivo, alla stregua del quale giudicare l’operato dello Stato. L’ipertrofia dell’azione politica statale è il riflesso dell’interesse fondamentale della collettività che qui si indentifica, senza residui, con il diritto alla vita che, nel sistema costituzionale vigente, è parte integrante del principio personalista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>State, emergency and right to life </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Never as in this period Constitution and life have antertwined their orbits, with highly complex and still uncertain outcomes. Because it was the life of entire populations that was questioned by Covid-19. That it was not just this, that something else – the rule of law, freedom, the economy – is also in danger, is certain. It remains that the virus, first of all, attacked our survival, resulting in a series of unprecedented regulatory measures justified essentially by the defense of life. In the conflict between the right to life and the temporary suspension of fundamental rights, the pendulum of the alternative has swung in favor of the former. The choices of the Government in times of pandemic have privileged the side of authority, in the name of the need for solidarity and, therefore, in function of shared ideological choices. The essay intends to demonstrate how this way of facing the problem is correct because the right to life represents the fundamental, if not exclusive, parameter by which to judge the work of the State. The hypertrophy of state political action is the reflection of the fundamental interest of the community which is identified here, without residue, with the right to life which, in the current constitutional system, is an integral part of the personalist principle.</p>
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		<item>
		<title>Verso una graduale “responsabilizzazione”dello Stato (legislatore)?</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/verso-una-graduale-responsabilizzazionedello-stato-legislatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anton Giulio Pietrosanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 18:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La dottrina dialoga con la giurisprudenza 3-2021]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[verso]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[(legislatore)?]]></category>
		<category><![CDATA[graduale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract L’articolo esamina i possibili danni derivanti da un’attività legislativa lesiva dei diritti fondamentali costituzionalmente protetti ed esplora la possibilità di configurare una responsabilità civile in capo al legislatore italiano per dette violazioni, anche in assenza di un’espressa declaratoria di incostituzionalità da parte della Consulta. A tal</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/03/3.2021-Pietrosanti_15_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo esamina i possibili danni derivanti da un’attività legislativa lesiva dei diritti fondamentali costituzionalmente protetti ed esplora la possibilità di configurare una responsabilità civile in capo al legislatore italiano per dette violazioni, anche in assenza di un’espressa declaratoria di incostituzionalità da parte della Consulta. A tal fine lo studio si soffermerà su una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (ord. 18 ottobre 2021, n. 36373, depositata il 24 novembre 2021) che, nell’ambito di un giudizio per regolamento di giurisdizione, ha statuito come non possa escludersi il diritto di azione per ottenere il risarcimento dei danni asseritamente originati dall’illegittimo esercizio, in quanto discriminatorio, della potestà legislativa derivante dalla predisposizione, presentazione o mancata modifica di un atto legislativo incidente su affermati diritti fondamentali, costituzionalmente protetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Towards a gradual “accountability” of the legislative power? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">This article examines the possible damages deriving from a legislative activity detrimental to constitutionally protected fundamental rights and explores the possibility of a civil liability of the Italian legislator for such violations even when there is no any declaration of unconstitutionality by the Constitutional Court. To this end the study will focus on a recent ruling of the Italian Supreme Court of cassation (ord. n. 36373, 18 October 2021, filed on 24 November 2021) that, in the context of a judgement for the settlement of jurisdiction, ruled that the right to action cannot be excluded in order to obtain a compensation for all the damages arising from the discriminatory use of the legislative power which is in particular due to the failure to modify a legislative act that impacts upon fundamental rights protected by the Constitution.</p>


<p></p>
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		<item>
		<title>Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 17:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2021]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
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		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/">Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Vavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di legittimità, a partire dalle pronunce delle sezioni unite del 2008, ha ritenuto, a tutela della ragionevole durata del processo, di ridimensionare il campo di applicazione della norma prevedendo che la questione di giurisdizione<br />
possa essere rilevata d’ufficio sino al primo grado ovvero dedotta in appello mediante un motivo avverso il capo che ha statuito in modo implicito o esplicito sulla stessa giurisdizione. Tali pronunce hanno ispirato il legislatore in altra sede: l’art. 9 del Codice del processo amministrativo, infatti, è l’espressione dei principi coniati dalla giurisprudenza della Suprema Corte.<br />
Se nel giudizio di secondo grado il difetto di giurisdizione può essere dedotto solo attraverso uno specifico motivo di appello, incerta è la sorte del gravame proposto da colui che ha adìto la giurisdizione e che è rimasto soccombente nel merito dinanzi al TAR.<br />
Il presente lavoro prende spunto dalla recentissima ordinanza di rimessione all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (n. 2013/2021), che affronta proprio il tema da ultimo richiamato. Dopo aver ricostruito le basi teoriche della questione, l’analisi è svolta alla luce degli interventi della giurisprudenza amministrativa e di legittimità, con l’obiettivo di individuare una corretta sintesi tra le norme e i principi costituzionali sottesi alla materia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>About the appeal on jurisdiction to the Consiglio di Stato by the subject who </strong><strong>has referred to the judge, between Constitution, Administrative Process Code </strong><strong>and judicial decisions: a systematic framework</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The discipline of the deductibility of jurisdictional defect in the administrative judgment of appeal has been strongly influenced by the case-law. Despite the article 37 of the Code of Civil Procedure clearly states that the jurisdictional defect can be detected at every stage and level of proceeding, the creative case-law of the Supreme Court, starting from the rulings of 2008, considered – in order to protect the reasonable duration of the trial – to scale back that rule, providing that jurisdictional defect may be raised ex officio up to the first instance of judgement or deduced by way of a ground of appeal against the part of the decision that has ruled implicitly or explicitly on the jurisdiction. These rulings inspired the legislator elsewhere: the article 9 of the Administrative Process Code, indeed, is the expression of the principles coined by the jurisprudence of the Supreme Court.<br />
If in the second instance the jurisdictional defect can be deduced only through a specific ground for appeal, the fate is uncertain of the appeal proposed by the one who has brought the case before the TAR but the question has been rejected.<br />
This work takes its cue from the very recent referring order to the Plenary Session of the Council of State (n. 2013/2021), which precisely deals with the topic last pointed. After having reconstructed the theoretical basis of the question, the analysis is carried out in the light of the interventions of administrative and Supreme Court case-law, with the aim of identifying a correct synthesis between the law and constitutional principles underlying the subject.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli Organismi Indipendenti di Valutazione ed il Ciclo di misurazione e gestione della Performance nelle Amministrazioni centrali dello Stato, tra ottimizzazione del risultato organizzativo ed attuazione dei valori costituzionali</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/gli-organismi-indipendenti-di-valutazione-ed-il-ciclo-di-misurazione-e-gestione-della-performance-nelle-amministrazioni-centrali-dello-stato-tra-ottimizzazione-del-risultato-organizzativo-ed-attuazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Picaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 15:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1-2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract La riflessione vuole essere l’occasione per realizzare un ripensamento critico delle modalità con cui la Pubblica Amministrazione sta affinando gli strumenti e le tecniche legati ai temi della performance e dell’anticorruzione/trasparenza, siccome sedimentati nella recente normazione, seguendo un approccio teso a valorizzare il concetto di creazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/gli-organismi-indipendenti-di-valutazione-ed-il-ciclo-di-misurazione-e-gestione-della-performance-nelle-amministrazioni-centrali-dello-stato-tra-ottimizzazione-del-risultato-organizzativo-ed-attuazio/">Gli Organismi Indipendenti di Valutazione ed il Ciclo di misurazione e gestione della Performance nelle Amministrazioni centrali dello Stato, tra ottimizzazione del risultato organizzativo ed attuazione dei valori costituzionali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right" style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/07/1-2021-4.-Picaro.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
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</p>


<hr />
<p>

</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p>

</p>
<p style="text-align: justify;">La riflessione vuole essere l’occasione per realizzare un ripensamento critico delle modalità con cui la Pubblica Amministrazione sta affinando gli strumenti e le tecniche legati ai temi della performance e dell’anticorruzione/trasparenza, siccome sedimentati nella recente normazione, seguendo un approccio teso a valorizzare il concetto di creazione di valore pubblico. Il lavoro illustra l’assoluta peculiarità del Ciclo della Performance e delle correlate prerogative degli OIV nel contesto dei Ministeri rispetto alle altre P.A. ed in questo perimetro argomentativo si snoda il complessivo sviluppo dell’opera.</p>
<p>

</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Indipendent Evaluation Bodies and performance analysis and management in Central State Government:  best organization and fundamental values implementation</strong></p>
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<p>

</p>
<p>

</p>
<p style="text-align: justify;">The paper concerns a reconsideration of the way the public administration is enhancing tools and techniques related to performance and anti-corruption/transparency, according to the current regulation. The aim is to promote the concept of ‘public value’. The ‘cycle of performances’ and the so called OIV’s prerogatives have special features for Ministries, really different from the other public administrations. The study follows this path.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/gli-organismi-indipendenti-di-valutazione-ed-il-ciclo-di-misurazione-e-gestione-della-performance-nelle-amministrazioni-centrali-dello-stato-tra-ottimizzazione-del-risultato-organizzativo-ed-attuazio/">Gli Organismi Indipendenti di Valutazione ed il Ciclo di misurazione e gestione della Performance nelle Amministrazioni centrali dello Stato, tra ottimizzazione del risultato organizzativo ed attuazione dei valori costituzionali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“ Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/non-basta-dire-intesa-ragionando-sul-principio-di-leale-collaborazione-fra-stato-e-regioni-nella-prospettiva-del-regionalismo-differenziato-claudia-bianca-ceffa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Bianca Ceffa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 17:32:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2020]]></category>
		<category><![CDATA[regionalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract L’articolo si propone di evidenziare un profilo, ancora poco esplorato, di inadeguatezza del richiamo dell’art. 8, comma 3, Cost. in relazione alla procedimentalizzazione &#160;dell’approvazione legislativa dell’intesa fra Stato e Regioni, necessaria ai fini dell’attuazione del regionalismo differenziato. Tale disposizione porta, infatti, con sé il bagaglio della</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/non-basta-dire-intesa-ragionando-sul-principio-di-leale-collaborazione-fra-stato-e-regioni-nella-prospettiva-del-regionalismo-differenziato-claudia-bianca-ceffa/">“ Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf">Scarica il pdf</a></p>



<p><strong>Abstract</strong></p>


<p style="text-align: justify;">L’articolo si propone di evidenziare un profilo, ancora poco esplorato, di inadeguatezza del richiamo dell’art. 8, comma 3, Cost. in relazione alla procedimentalizzazione &nbsp;dell’approvazione legislativa dell’intesa fra Stato e Regioni, necessaria ai fini dell’attuazione del regionalismo differenziato. Tale disposizione porta, infatti, con sé il bagaglio della relativa giurisprudenza costituzionale che ha constatato la natura politica, quindi insindacabile, della decisione del Governo di avviare il confronto ai fini del raggiungimento di un’intesa con le confessioni acattoliche. Quest’ultima, invece, nell’ambito del regionalismo differenziato, dovrebbe inserirsi nel diverso assetto che ispira il Titolo V Cost., all’interno del quale i rapporti tra Stato e Regioni sono connotati dal principio di leale collaborazione.</p>


<p><strong>“Agreement it’s not enough”. Reasoning about the principle of loyal collaboration between the State and the Regions in the perspective of differentiated regionalism</strong></p>


<p style="text-align: justify;">Abstract (eng):&nbsp;The article aims to highlight a profile, still unexplored, of the inadequacy of the reference to art. 8, paragraph 3, of the Constitution in relation to the proceduralization of the legislative approval of the agreement between the State and the Regions, necessary for the implementation of differentiated regionalism. This provision, in fact, brings with it the baggage of the related constitutional jurisprudence, which has established the political nature, therefore unquestionable, of the Government’s decision to start discussions in order to reach an agreement with non-Catholic confessions. The latter, on the other hand, in the context of differentiated regionalism should fit into the different structure that inspires Title V of the Constitution, within which the relations between the State and the Regions are characterized by the principle of loyal collaboration.</p><p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/non-basta-dire-intesa-ragionando-sul-principio-di-leale-collaborazione-fra-stato-e-regioni-nella-prospettiva-del-regionalismo-differenziato-claudia-bianca-ceffa/">“ Non basta dire intesa”. Ragionando sul principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni nella prospettiva del regionalismo differenziato</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/le-asimmetrie-fiscali-tra-regioni-italiane-stato-dellarte-criticita-e-prospettive-patrizia-accordino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Accordino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 17:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2020]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
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		<category><![CDATA[dell’arte,]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract L’articolo approfondisce il “regionalismo differenziato” in ambito tributario evidenziando le difficoltà applicative derivanti dalla clausola di invarianza finanziaria contenuta nelle pre-intese già concluse, che preclude nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il finanziamento di questi spazi di autonomia differenziata dovrebbe infatti, essere sostenuto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/le-asimmetrie-fiscali-tra-regioni-italiane-stato-dellarte-criticita-e-prospettive-patrizia-accordino/">Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/04/N.A.-3.2020.pdf">Scarica il pdf</a></p>



<p><strong>Abstract</strong></p>


<p style="text-align: justify;">L’articolo approfondisce il “regionalismo differenziato” in ambito tributario evidenziando le difficoltà applicative derivanti dalla clausola di invarianza finanziaria contenuta nelle pre-intese già concluse, che preclude nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il finanziamento di questi spazi di autonomia differenziata dovrebbe infatti, essere sostenuto dalle entrate delle Regioni che li richiederanno. Nondimeno, da una prima analisi dei preaccordi già formulati, sembra che le Regioni proponenti intendano tenere ferme le risorse all’interno del territorio delle stesse e condizionarle a favore di chi in essa risiede, prefigurando, pertanto, il concreto rischio di intaccare i diritti sociali fondamentali, a causa della ricaduta sulla distribuzione delle risorse complessive tra Regioni. Le regole di contribuzione al sostenimento della spesa pubblica vigenti sono, tuttavia, ancora basate sul “binomio” di valori costituzionali riconducibili al generale dovere di solidarietà economica e al principio di capacità contributiva. È, dunque, chiara l’esigenza di preordinare la concreta operatività del regionalismo differenziato – per preservare la neutralità e il mantenimento della coesione sociale – alla attuazione dei predetti principi. È anche essenziale promuovere alcuni spazi di autonomia tributaria che assicurerebbero alle Regioni italiane la concreta possibilità di finanziare le nuove condizioni senza alterare l’equilibrio complessivo.</p>


<p><strong>“Tax asymmetries” among Italian Regions: state of the art, critical issues, and perspectives</strong>&nbsp;</p>


<p style="text-align: justify;">The article investigates the “asymmetrical regionalism” in the field of taxation, highlighting the difficulties in its application deriving from the financial invariance clause contained in the pre-agreements already concluded, which precludes new or greater burdens on public finance. Financing these spaces of asymmetrical autonomy should, indeed, be supported by the revenues of the Regions requesting them. Nonetheless, an initial analysis of the pre-agreements already signed shows that the proposing Regions intend to keep resources within their territories conditioning them in favour &nbsp;of those who live there also envisaging the real risk of affecting fundamental social rights, due to the impact on the distribution of overall resources among all the Regions. However, the rules of contribution to public expenditure in force are still based on the “combination” of constitutional values tracing back to the general duty of economic solidarity and the principle of ability to pay. It is, therefore, clear that the real application of asymmetrical regionalism – to preserve neutrality and maintain social cohesion – should be subordinated to the implementation of the aforementioned principles. Furthermore, promoting certain spaces of tax autonomy, eventually ensuring Italian Regions an effective possibility of financing the new conditions, without affecting the overall equilibrium, is essential.</p><p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/le-asimmetrie-fiscali-tra-regioni-italiane-stato-dellarte-criticita-e-prospettive-patrizia-accordino/">Le “asimmetrie fiscali” tra Regioni italiane: stato dell’arte, criticità e prospettive</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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