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	<title>nuova Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>nuova Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Il finanziamento statale dell’Università ed il principio di coesione insulare</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-finanziamento-statale-delluniversita-ed-il-principio-di-coesione-insulare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Armao]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 3-2025]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/05/Speciale-3-2025-Armao.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Un recente studio della Banca d’Italia, analizzando la composizione delle entrate degli atenei italiani, ha dimostrato come, a fronte di finanziamenti pubblici pressoché proporzionali al numero degli studenti, le università delle aree in ritardo, ed in particolare quelle del Mezzogiorno, ma soprattutto insulari, siano penalizzate dalla minore capacità contributiva degli studenti, dalla minore capacità-possibilità di attingere ad altre fonti, come quelle da privati o provenienti dalla Unione Europea e, più in generale, dalla complessiva debolezza del sistema economico. Un dato appare emblematico, risultando non solo epifenomeno del divario economico nazionale, ma anche dell’ulteriore tendenza degli studenti meridionali ad “emigrare” verso le università del centro-nord. Come rilevato dall’ANVUR, l’importo delle entrate per studente derivante dal pagamento delle tasse negli atenei delle regioni del Nord raggiunge il doppio di quello delle Isole, mentre risulta di circa il 30% superiore a quello del Centro e del 60% rispetto a quello del Sud. Sotto altro profilo le dinamiche demografiche, che già segnano una marcata spinta centrifuga per diplomati e laureati, svolgeranno in termini tendenziali, e difficilmente controvertibili nel medio termine, un pesante effetto ulteriormente depressivo per gli atenei del Mezzogiorno in controtendenza con la strategia di sviluppo per il Sud e le Isole che punta alla valorizzazione dei suoi centri culturali e di produzione scientifica.</p>
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		<title>Considerazioni sul “Piano Mattei” e la nuova cooperazione allo sviluppo in Africa</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/considerazioni-sul-piano-mattei-e-la-nuova-cooperazione-allo-sviluppo-in-africa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Armao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni fascicolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/05/Armao-1-2026-ant.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo esamina il “Piano Mattei” (d.l. 161/2023, conv. dalla l. 2/2024) quale svolta nella politica estera italiana verso l’Africa. L’Autore ne ricostruisce il contesto – trasformazioni demografiche, crescente influenza di attori extraeuropei, insufficienza delle politiche euro-mediterranee – e l’architettura normativo-istituzionale: Cabina di regia, struttura di missione, ruolo della Cassa depositi e prestiti, nel quadro della riforma della cooperazione allo sviluppo (l. 125/2014). Sul piano sostanziale, il saggio sottolinea il superamento dell’approccio assistenziale, unilaterale e paternalistico che ha a lungo connotato le relazioni euro-africane, in favore di un modello fondato sul partenariato paritario, sul mutuo interesse, sulla condivisione di saperi e tecnologie e sullo sviluppo autocentrato delle comunità africane. Tale impostazione, ispirata al metodo relazionale di Enrico Mattei, mira a coinvolgere l’intero “sistema-Italia” – istituzioni, imprese, università, società civile – in un ecosistema di cooperazione che si radichi in termini strutturali. L’Autore evidenzia altresì la necessità di una sinergia con il “Global Gateway” dell’Unione europea, onde evitare la frammentazione degli interventi e raccogliere la responsabilità epocale di un nuovo ruolo dell’Europa in un’Africa ormai protagonista dello sviluppo globale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Considerations on the ‘Mattei Plan’ and the Emerging Framework of Development Cooperation in Africa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This article examines the “Piano Mattei” (Decree-Law No. 161/2023, converted into Law No. 2/2024) as a turning point in Italian foreign policy towards Africa. The Author reconstructs the broader context – demographic transformations, the growing influence of non-European actors, and the inadequacy of Euro-Mediterranean policies – as well as the Plan’s regulatory and institutional architecture: the Steering Committee (Cabina di regia), the Mission Unit (struttura di missione), and the role of Cassa Depositi e Prestiti, within the framework of the reform of development cooperation (Law No. 125/2014). On a substantive level, the essay highlights the departure from the assistance-based, unilateral and paternalistic approach that has long characterised Euro-African relations, in favour of a model grounded in equal partnership, mutual interest, the sharing of knowledge and technology, and the self-centred development of African communities. This approach, inspired by the relational method of Enrico Mattei, seeks to engage the entire “Italy-system” – institutions, enterprises, universities and civil society – in a structurally rooted cooperation ecosystem. The Author further underscores the need for synergy with the European Union’s “Global Gateway”, so as to avoid the fragmentation of initiatives and to embrace the epochal responsibility of a new European role in an Africa that has now become a protagonist of global development.</p>
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		<item>
		<title>Rappresentanza degli interessi, Lobbying, Informazione ed Educazione: per una nuova declinazione della democrazia rappresentativa</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/rappresentanza-degli-interessi-lobbying-informazione-ed-educazione-per-una-nuova-declinazione-della-democrazia-rappresentativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuseppe Campodonico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 18:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 1-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract La realtà di persistente crisi in cui versano le Democrazie Costituzionali occidentali non è un fattore innovativo sulla scena politica contemporanea. La crisi – o meglio, le crisi – della democrazia sono state a più riprese studiate da approcci disciplinari e scientifici diversi. Con questo contributo, adottando</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/rappresentanza-degli-interessi-lobbying-informazione-ed-educazione-per-una-nuova-declinazione-della-democrazia-rappresentativa/">Rappresentanza degli interessi, Lobbying, Informazione ed Educazione: per una nuova declinazione della democrazia rappresentativa</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/04/Campodonico-Nuove-autonomie-1-25-speciale_rev.2.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La realtà di persistente crisi in cui versano le Democrazie Costituzionali occidentali non è un fattore innovativo sulla scena politica contemporanea. La crisi – o meglio, le crisi – della democrazia sono state a più riprese studiate da approcci disciplinari e scientifici diversi. Con questo contributo, adottando un approccio specificatamente interdisciplinare, si intende provare a rilevare le modalità con cui la politica (intesa questa in una duplice visione, tanto in termini politici, che in termini scientifici) ha tentato di ovviare ad una crisi di legittimità senza precedenti e, all’apparenza, inarrestabile. Muovendo da una breve analisi del contesto di partenza sul quale si innescano le critiche alle democrazie occidentali, si proverà a porre in luce gli escamotage tecnici con cui le istituzioni hanno tentato di rimediare alla frattura generatasi, si passeranno quindi in rassegna le principali differenze emerse in letteratura tra istituti di democrazia partecipativa e democrazia diretta. Qui emergerà ancora più marcatamente il necessario ruolo di un diritto all’informazione, educazione ed istruzione nettamente in controtendenza rispetto a quanto fino ad ora osservato. Infine, nell’ottica di un nevralgico ripensamento dei rapporti tra cittadini ed istituzioni si proverà ad osservare i modelli sperimentati dalle istituzioni volti a colmare il gap tra rappresentanza e rappresentatività che nei contesti locali esprime tutta la propria concreta ferocia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Representation of Interests, Lobbying, Information and Education: for a new declination of Representative Democracy</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The reality of persistent crisis in Western Constitutional Democracies is not a new factor on the contemporary political scene. The crisis &#8211; or rather, crises &#8211; of democracy have been studied on several occasions by different disciplinary and scientific approaches. With this contribute, adopting a specifically interdisciplinary approach, we intend to attempt to detect the ways in which politics (understood this in a double vision, both in political and scientific terms) has attempted to remedy an unprecedented and, apparently, unstoppable legitimacy crisis. Starting from a brief analysis of the starting context in which criticism of western democracies is triggered, an attempt will be made to highlight the technical contrivances with which the institutions have attempted to remedy the fracture that has been generated, and the main differences that have emerged in the literature between institutes of participatory democracy and direct democracy will then be reviewed. Here the necessary role of a right to information, education and instruction will emerge even more markedly in contrast to what has been observed so far. Finally, with a view to a neuralgic re-thinking of the relations between citizens and institutions, an attempt will be made to observe the models experimented by the institutions aimed at bridging the gap between representation and representativeness, which in local contexts expresses all its concrete ferocity.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/rappresentanza-degli-interessi-lobbying-informazione-ed-educazione-per-una-nuova-declinazione-della-democrazia-rappresentativa/">Rappresentanza degli interessi, Lobbying, Informazione ed Educazione: per una nuova declinazione della democrazia rappresentativa</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 d. lgs.36/2023: una nuova forma di nullità nel diritto amministrativo</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-tassativita-delle-cause-di-esclusione-ex-art-10-d-lgs-36-2023-una-nuova-forma-di-nullita-nel-diritto-amministrativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Caroccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 07:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Questo scritto è un primo commento alla disciplina recata dall’art. 10 d. lgs. 36/23 in tema di cause di esclusione contenute negli atti di gara. Il legislatore, nella riforma del codice degli appalti del 2023, ha precisato che la previsione di profili di espulsione non tassativi è</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tassativita-delle-cause-di-esclusione-ex-art-10-d-lgs-36-2023-una-nuova-forma-di-nullita-nel-diritto-amministrativo/">La tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 d. lgs.36/2023: una nuova forma di nullità nel diritto amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-5.-Caroccia.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo scritto è un primo commento alla disciplina recata dall’art. 10 d. lgs. 36/23 in tema di cause di esclusione contenute negli atti di gara. Il legislatore, nella riforma del codice degli appalti del 2023, ha precisato che la previsione di profili di espulsione non tassativi è nulla ed ha dato il rango di principio a tale prescrizione. Ciò costituisce il recepimento di un indirizzo dell’Adunanza Plenaria, invero non consolidato, e, contestualmente, il superamento del livello abbastanza assestato sul quale si erano attestate la dottrina e la giurisprudenza che predicavano in modo con corde l’annullabilità delle clausole di esclusione illegittime. Sembra che il legislatore abbia introdotto una nuova causa di nullità ancipite tra testuale e di protezione, sulle cui conseguenze anche processuali ci si interrogherà.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The mandatory nature of the causes of exclusion pursuant to art. 10 d. lgs. 36/2023: a new form of nullity in administrative law and its procedural consequences.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper contains a first comment on art. 10 d. lgs. 36/23 regarding the juridical status of exclusion causes resulting from tender procedure documents. The Italian legislator, in 2023 public procurement code reform, specified that the provision of non-mandatory exclusion causes is null and has given this qualification the rank of principle. This change resulted in a transposition of a Plenary Assembly of State Council ruling, orientation which was indeed not consolidated. At the same time, there has been an overcoming of the fairly established assumptions of both doctrine and jurisprudence, which unanimously preached the annulability regime of illegitimate exclusion clauses. It so seems that the legislator has introduced a new cause of nullity somewhere in the middle between textual and protective nullity. The consequences of this change in the judicial field will also be questioned.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tassativita-delle-cause-di-esclusione-ex-art-10-d-lgs-36-2023-una-nuova-forma-di-nullita-nel-diritto-amministrativo/">La tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 d. lgs.36/2023: una nuova forma di nullità nel diritto amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oltre il dogmatismo: la nuova dimensione dell’inefficacia pubblicistica</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/oltre-il-dogmatismo-la-nuova-dimensione-dellinefficacia-pubblicistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Campolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 15:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente saggio intende analizzare la categoria dell’inefficacia pubblicistica, così come venutasi a delineare in conseguenza, prima, dell’adozione degli artt. 120 e ss. del codice del processo amministrativo, con riferimento al destino del contratto pubblico a seguito dell’annullamento della relativa aggiudicazione e, più recentemente, delle modifiche apportate</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/oltre-il-dogmatismo-la-nuova-dimensione-dellinefficacia-pubblicistica/">Oltre il dogmatismo: la nuova dimensione dell’inefficacia pubblicistica</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/02/3-2022-Campolo.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente saggio intende analizzare la categoria dell’inefficacia pubblicistica, così come venutasi a delineare in conseguenza, prima, dell’adozione degli artt. 120 e ss. del codice del processo amministrativo, con riferimento al destino del contratto pubblico a seguito dell’annullamento della relativa aggiudicazione e, più recentemente, delle modifiche apportate alla legge sul procedimento a opera del c.d. Decreto Semplificazioni. Si tratta di interventi che incidono su istituti e problematiche molto differenti, ma che appaiono accomunati dal peculiare utilizzo della figura dell’inefficacia: questa, come quasi alla stregua di passe-partout, viene accolta, plasmata e trasformata per il raggiungimento di precisi obiettivi. Si procederà prima a una sintetica definizione del dibattito dottrinale che ha preceduto e seguito tali evoluzioni, per poi indagare l’incidenza degli interventi legislativi e la più significativa giurisprudenza sul punto, prestando maggiore attenzione, considerata la novità della disciplina, all’inefficacia di cui all’art. 2, comma 8 bis della l. n. 241/1990. Scopo di questa analisi vuole essere quello di dare atto di come l’inefficacia sia oggi caratterizzata da una struttura elastica, capace di andare oltre le severe categorie dogmatiche e di adattarsi, in un’ottica fortemente pragmatica, alle molteplici necessità che vengono a crearsi nell’esercizio dell’attività amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Beyond dogmatism: the new dimension of public ineffectiveness</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This essay aims at analysing the category of public ineffectiveness, as it has emerged as a consequence, firstly, of the adoption of articles 120 et seq. of the Code of Administrative Procedure, with reference to the fate of the public contract following the annulment of the tender award, and more recently, of the amendments made to the law on procedure by the so-called Simplification Decree. These interventions affect very different institutions and issues, but seem to be united by the peculiar use of the figure of ineffectiveness: this, as a sort of passe-partout, is accepted, shaped and transformed to achieve specific objectives. We shall first proceed to a brief definition of the doctrinal debate that preceded and followed these developments, and then investigate the impact of legislative interventions and the most significant case law on this point, paying greater attention, given the novelty of the discipline, to the ineffectiveness introduced by art. 2, comma 8 bis of l. n. 241/1990. The final purpose of this analysis is to acknowledge how ineffectiveness is today characterised by an elastic structure, capable of going beyond the strict dogmatic categories and adapting, in a strongly pragmatic perspective, to the multiple needs that arise in the exercise of administrative activity.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/oltre-il-dogmatismo-la-nuova-dimensione-dellinefficacia-pubblicistica/">Oltre il dogmatismo: la nuova dimensione dell’inefficacia pubblicistica</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le comunità energetiche nuova declinazionedel paradigma sussidiario</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/le-comunita-energetiche-nuova-declinazionedel-paradigma-sussidiario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio Novaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 14:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2022]]></category>
		<category><![CDATA[sussidiario]]></category>
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		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente articolo esamina i nuovi istituti di matrice eurounitaria delle comunità energetiche attraverso una ricostruzione degli elementi essenziali di queste alla luce del diritto europeo e nazionale applicabile. L’attenzione è rivolta precipuamente al ruolo che gli enti locali possono rivestire nel dare impulso all’implementazione di questi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/le-comunita-energetiche-nuova-declinazionedel-paradigma-sussidiario/">Le comunità energetiche nuova declinazione&lt;br&gt;del paradigma sussidiario</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/02/3-2022-Novaro.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente articolo esamina i nuovi istituti di matrice eurounitaria delle comunità energetiche attraverso una ricostruzione degli elementi essenziali di queste alla luce del diritto europeo e nazionale applicabile. L’attenzione è rivolta precipuamente al ruolo che gli enti locali possono rivestire nel dare impulso all’implementazione di questi nuovi modelli giuridici e alle problematiche che emergono in sede applicativa dalla partecipazione di queste amministrazioni alle comunità a causa delle limitazioni presenti nel quadro normativo vigente in materia di partecipazione a contratti di tipo associativo. Dopo aver descritto i principali modelli tipici contemplati dal nostro ordinamento che potrebbero essere utilizzati per la costituzione delle future comunità energetiche, il presente articolo propone di declinare gli istituti in esame alla luce del paradigma sussidiario. A tal fine, introduce l’ipotesi di comunità energetica come nuovo modello di partenariato: un partenariato pubblico-privato istituzionalizzato sociale (PPPIS).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Energy Communities as a New Dimension of Subsidiarity Paradigm.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The present article examines Energy communities as new European legal models by unravelling their fundamental legal elements in the light of both European and National legal frameworks. The article focuses mainly on the role local authorities may play in order to give impulse in applying those legal models along with problems that may arise from the participation of local authorities to those communities, because of constraints the current legal framework may present in case of participation of local authorities to corporation and similia.  After having described the main legal models provided by the Italian legal system who may be used for future energy communities, the present article proposes to read energy communities in the light of the subsidiarity paradigm. For that purpose it introduces the hypothesis of energy community based on a new model of partnership: the institutionalised social public-private partnership (ISPPP).</p>
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		<title>Sulla nuova conciliazione su proposta del giudice tributario</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sulla-nuova-conciliazione-su-proposta-del-giudice-tributario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gioè]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 11:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2022]]></category>
		<category><![CDATA[giudice]]></category>
		<category><![CDATA[proposta]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[tributario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La legge di riforma del processo tributari, approvata in via definitiva il 9 agosto 2022, reca nuove disposizioni anche in tema di conciliazione giudiziale. L’attribuzione del potere di iniziativa anche alla Corte di giustizia tributaria è senz’altro da considerare positiva, rappresentando un ulteriore strumento in direzione della</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/11/2-2022-5-Gioe.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La legge di riforma del processo tributari, approvata in via definitiva il 9 agosto 2022, reca nuove disposizioni anche in tema di conciliazione giudiziale. L’attribuzione del potere di iniziativa anche alla Corte di giustizia tributaria è senz’altro da considerare positiva, rappresentando un ulteriore strumento in direzione della necessaria deflazione del contenzioso tributario. Le conseguenze previste per la parte che non accetti la proposta di conciliazione, invece, appaiono sproporzionate rispetto al fine che il legislatore intende perseguire, che è quello di sanzionare le condotte di abuso del giudizio, riducendo, sempre in un’ottica deflattiva, il ricorso allo strumento processuale.</p>
<p style="text-align: center;">About the new judge-initiated dispute resolution</p>
<p style="text-align: justify;">The tax reform law, definitively approved on 9 August 2022, also includes new provisions on the subject of judicial dispute resolution. The attribution of the power of initiative also to the Tax Court of Justice is certainly to be considered positive, representing a further tool in the direction of the necessary deflation of the tax dispute. The consequences envisaged for the party that does not accept the dispute resolution<br />
proposal, on the other hand, appear disproportionate to the aim that the legislator intends to pursue, which is to sanction the conduct of abuse of judgment, reducing, again with a deflationary view, the appeal to the procedural instrument</p>
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