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	<title>delle Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>delle Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>La sostenibilità democratico-costituzionale delle transizioni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-sostenibilita-democratico-costituzionale-delle-transizioni-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lorello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF 1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale. Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Lorello.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale.<br />
Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di modellarsi su quei processi di cambiamento, mantenendo nel tempo la propria vitalità e realizzando l’indispensabile equilibrio tra esigenze di stabilità ed esigenze di cambiamento, per mezzo del procedimento di revisione, così come di attuazione della costituzione.<br />
Tuttavia, questo percorso di adattamento deve muoversi all’interno del disegno costituzionale cioè di quel quadro minimo ed essenziale, e per questo fondamentale, che ogni costituzione traccia.<br />
Sotto questo profilo, va, innanzitutto, ricordato che qualunque intervento di modifica dell’impianto costituzionale deve iscriversi all’interno del potere di revisione, che è potere costituito, e, come tale, da esercitarsi nell’ambito e nel rispetto di quel quadro minimo prima richiamato, non potendo mai risolversi nel suo sovvertimento, poiché ciò sarebbe esercizio di un nuovo potere costituente, a seguito della rottura della costituzione vigente</p>
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		<title>La riserva di scienza nel governo delle transizioni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-riserva-di-scienza-nel-governo-delle-transizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Rhao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
		<category><![CDATA[2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo muove dal dibattito innescatosi intorno ai rischi per l’uomo e per gli ecosistemi derivanti dall’implementazione su larga scala della tecnologia 5G, denunciati a partire dal 2018 da alcuni centri di ricerca europei e statunitensi. La debacle, oltre a essere suggestiva per via dei plurimi profili</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Rhao.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo muove dal dibattito innescatosi intorno ai rischi per l’uomo e per gli ecosistemi derivanti dall’implementazione su larga scala della tecnologia 5G, denunciati a partire dal 2018 da alcuni centri di ricerca europei e statunitensi. La debacle, oltre a essere suggestiva per via dei plurimi profili giuridici che è in grado di sollecitare, risulta particolarmente utile perché torna a mettere in luce l’antagonismo che tutt’ora si consuma tra la produzione di conoscenza, ad opera della comunità scientifica, e quella di nuovo diritto da parte degli organi rappresentativi. Nonostante le molte ragioni per una positiva lettura giuspubblicistica della riserva di scienza, infatti, ancora numerosi sono i nodi che restano da sciogliere entro i quali si consuma il conflitto tra democraticità della politica e natura democratica della produzione scientifica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The reservation of science in the management of transitions</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The reflections contained in this short article move from the debate triggered around the risks for humans and ecosystems deriving from the  large-scale implementation of 5G technology, denounced since 2018 by some European and US research centers. The debacle, in addition to being suggestive because of the multiple legal profiles it is able to solicit, is particularly useful because it once again highlights the antagonism that is still consumed between the production of knowledge, by the scientific community, and that of new law by representative bodies. Despite the many reasons for a positive public law reading of the science reserve, in fact, there are still many knots that remain to be untied, within which the conflict between the democratic nature of politics and the democratic nature of scientific production is consumed.</p>
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		<title>La valorizzazione delle comunità nei processi di rigenerazione: suggestioni straniere ed esperienze italiane</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-valorizzazione-delle-comunita-nei-processi-di-rigenerazione-suggestioni-straniere-ed-esperienze-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Duret]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio si prefigge di offrire una panoramica delle molteplici forme che può assumere la valorizzazione delle comunità nei processi di rigenerazione, non solo urbana, ma più in generale del territorio e non solo circoscritta al recupero fisico dell’esistente, ma estesa al rinnovamento socio-economico delle aree interessate</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Duret.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio si prefigge di offrire una panoramica delle molteplici forme che può assumere la valorizzazione delle comunità nei processi di rigenerazione, non solo urbana, ma più in generale del territorio e non solo<br />
circoscritta al recupero fisico dell’esistente, ma estesa al rinnovamento socio-economico delle aree interessate La prima parte del saggio raccoglie una serie di suggestioni provenienti dal contesto internazionale, mentre la seconda si focalizza sulle esperienze emergenti nella realtà italiana.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The enhancement of communities in regeneration processes: foreign suggestions and Italian experiences</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay aims to offer an overview of the multiple forms that assume the enhancement of communities in regeneration processes, not only urban, but more generally of the territory and not limited to the physical recovery of the existing, but extended to socio-economic renewal of the areas concerned. The first part of the essay collects a series of suggestions from the international context, while the second focuses on emerging experiences in the Italian reality.</p>
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		<title>L’indeterminatezza delle operazioni sospette di riciclaggio</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lindeterminatezza-delle-operazioni-sospette-di-riciclaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmencita Guacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 14:34:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Sommario: 1.Oggetto dell’indagine. – 2. La funzione di prevenzione del riciclaggio: “La comunicazione delle operazioni sospette” e la “segnalazione delle operazioni sospette”. – 3. Situazioni giuridiche soggettive della pubblica amministrazione e dei “c.d. soggetti obbligati”: dovere e obbligo. – 4. L’autovalutazione del rischio delle operazioni sospette: il presupposto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/10/Guacci-1-2025.pdf">PDF</a></p>
<p><strong>Sommario:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1.Oggetto dell’indagine. – 2. La funzione di prevenzione del riciclaggio: “La comunicazione delle operazioni sospette” e la “segnalazione delle operazioni sospette”. – 3. Situazioni giuridiche soggettive della pubblica amministrazione e dei “c.d. soggetti obbligati”: dovere e obbligo. – 4. L’autovalutazione del rischio delle operazioni sospette: il presupposto della comunicazione e della segnalazione delle operazioni sospette. – 5. Gli indicatori di anomalia delle operazioni sospette di riciclaggio. – 6. L’indeterminatezza dell’espressione legislativa “operazioni sospette di riciclaggio”. – 7. La natura dell’attività posta in essere per l’individuazione, la valutazione e la comunicazione delle operazioni sospette sul piano teorico. – 8) La natura dell’attività posta in essere per l’individuazione, la valutazione e la comunicazione delle operazioni sospette sul piano dogmatico. – 9. La formula vaga e generica delle operazioni sospette di riciclaggio: concetti giuridici indeterminati e clausole generali. – 10. La qualificazione delle operazioni sospette di riciclaggio (presupposto per l’esercizio del potere amministrativo) come concetto giuridico indeterminato. – 11. Le azioni correttive: strumenti di verifica della legittimità dei comportamenti.</p>
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		<item>
		<title>SOLVIT e la procedura ex art. 8 del Regolamento (UE) n. 2019/515 sul reciproco riconoscimento delle merci</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/solvit-e-la-procedura-ex-art-8-del-regolamento-ue-n-2019-515-sul-reciproco-riconoscimento-delle-merci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Micaela Lottini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 14:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La rete SOLVIT ha lo scopo di favorire la risoluzione delle controversie del mercato interno; con riguardo con riguardo al settore della libera circolazione delle merci, il Regolamento (UE) n. 2019/519 oggi prevede una particolare procedura definita come ‘procedura di risoluzione dei problemi’ che propone un rinnovato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/solvit-e-la-procedura-ex-art-8-del-regolamento-ue-n-2019-515-sul-reciproco-riconoscimento-delle-merci/">SOLVIT e la procedura ex art. 8 del Regolamento (UE) n. 2019/515 sul reciproco riconoscimento delle merci</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/10/Lottini-1-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La rete SOLVIT ha lo scopo di favorire la risoluzione delle controversie del mercato interno; con riguardo con riguardo al settore della libera circolazione delle merci, il Regolamento (UE) n. 2019/519 oggi prevede<br />
una particolare procedura definita come ‘procedura di risoluzione dei problemi’ che propone un rinnovato impegno co-operativo tra SOLVIT e la Commissione europea, alla quale, da parte di uno dei Centri nazionali, può essere richiesto un parere sulla compatibilità con il diritto dell’UE di una decisione amministrativa che limita o nega l’accesso al mercato di un prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SOLVIT and the procedure ex art. 8 Regulation (EU) no. 2019/519 on mutual recognition of goods</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The SOLVIT network aims to facilitate the resolution of internal market disputes; with regard to the free movement of goods sector, Regulation (EU) no. 2019/519 today provides for a specific procedure defined as a ‘problem-solving procedure’ which proposes a renewed cooperative commitment between SOLVIT and the European Commission, which, by one of the National Centres, can be asked for an opinion on the compatibility with EU law of an administrative decision that limits or denies market access to a product.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/solvit-e-la-procedura-ex-art-8-del-regolamento-ue-n-2019-515-sul-reciproco-riconoscimento-delle-merci/">SOLVIT e la procedura ex art. 8 del Regolamento (UE) n. 2019/515 sul reciproco riconoscimento delle merci</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La sostenibilità democratico-costituzionale delle transizioni &#8211;  Laura Lorello</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-sostenibilita-democratico-costituzionale-delle-transizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lorello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 08:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’angolo delle libertà 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF 1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale. Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-sostenibilita-democratico-costituzionale-delle-transizioni/">La sostenibilità democratico-costituzionale delle transizioni &#8211; &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt; Laura Lorello&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/10/Lorello-2-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale.<br />
Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di modellarsi su quei processi di cambiamento, mantenendo nel tempo la propria vitalità e realizzando l’indispensabile equilibrio tra esigenze di stabilità ed esigenze di cambiamento, per mezzo del procedimento di revisione, così come di attuazione della costituzione.<br />
Tuttavia, questo percorso di adattamento deve muoversi all’interno del disegno costituzionale cioè di quel quadro minimo ed essenziale, e per questo fondamentale, che ogni costituzione traccia. Sotto questo profilo, va, innanzitutto, ricordato che qualunque intervento di modifica dell’impianto costituzionale deve iscriversi all’interno del potere di revisione, che è potere costituito, e, come tale, da esercitarsi nell’ambito e nel rispetto di quel quadro minimo prima richiamato, non potendo mai risolversi nel suo sovvertimento, poiché ciò sarebbe esercizio di un nuovo potere costituente, a seguito della rottura della costituzione vigente.<br />
In questa prospettiva, va anche chiarito che non si vuole con ciò negare tout court la possibilità di cambiare la costituzione, cosa che può ben essere opportuna e talora necessaria – e vanno qui riprese le parole del Presidente della Corte Costituzionale A. Barbera, a proposito della revisione della forma di governo: “Rivedere la forma di governo non solo è legittimo ma è necessario” <sup>1</sup><br />
.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-sostenibilita-democratico-costituzionale-delle-transizioni/">La sostenibilità democratico-costituzionale delle transizioni &#8211; &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt; Laura Lorello&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pianificazione standardizzata e il «caso Milano»: riflessioni dopo un’audizione parlamentare – Pier Luigi Portaluri</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-pianificazione-standardizzata-e-il-caso-milano-riflessioni-dopo-unaudizione-parlamentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pier Luigi Portaluri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 16:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’angolo delle libertà 3-2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Sommario: 1. Un caso, un metodo e quattro chiavi di lettura. – 2. Il comma 1 della p.d.l. 1987. Sogni nascosti (quindi pericolosi). – 3. Il comma 2. Eccesso di discrezionalità applicativa e rischio di inattuazione per burocrazia difensiva. – 4. Il comma 3. Conformità o mera compatibilità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-pianificazione-standardizzata-e-il-caso-milano-riflessioni-dopo-unaudizione-parlamentare/">La pianificazione standardizzata e il «caso Milano»: riflessioni dopo un’audizione parlamentare – &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt;Pier Luigi Portaluri&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/06/3-2024-Portaluri.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Un caso, un metodo e quattro chiavi di lettura. – 2. Il comma 1 della p.d.l. 1987. Sogni nascosti (quindi pericolosi). – 3. Il comma 2. Eccesso di discrezionalità applicativa e rischio di inattuazione per burocrazia difensiva. – 4. Il comma 3. Conformità o mera compatibilità degli interventi? Verso un vieto condono discrezionale. – 5. Il cuore della vicenda: la sgradita inderogabilità degli standard. – 6. La lett. b) del comma 3. La deroga alle distanze e la pianificazione attuativa. – 7. Il comma 4. Nuovi perimetri (e nuovi rischi d’incostituzionalità) della regolazione in materia di ristrutturazione edilizia. – 8. Il comma 5: il provvedimento demolitivo o ripristinatorio. – 9. Il comma 6. Ancora sulla ristrutturazione. – 10. Il comma 7 e il comma 9. Una disposizione ovvia e una clausola di stile. – 11. Il comma 8 e gli intricati rapporti della p.d.l. col codice Urbani. – 12. Marcel Déat e la pianificazione standardizzata: per una via d’uscita giusta, effettiva e costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Un caso, un metodo e quattro chiavi di lettura</p>
<p style="text-align: justify;">La Camera dei Deputati sta esaminando una p.d.l. – la n. 1987/’24 (Disposizioni in materia di piani particolareggiati o di lottizzazione convenzionata e di interventi di ristrutturazione edilizia connessi a interventi di rigenerazione urbana) – che intende dare una risposta organica alle problematiche emerse nei mesi scorsi circa le modalità di gestione di specifiche, importanti trasformazioni territoriali nel Comune di Milano (e non solo): queste righe contengono le mie riflessioni dopo essere stato audito a Montecitorio dall’VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici). Il disegno racchiuso in quella p.d.l. è però molto più ampio, poiché esso guarda anche al futuro – e a tutto il territorio italiano – in una prospettiva di vigenza certamente non di breve periodo. La normazione consiste in un solo articolo, composto da nove commi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-pianificazione-standardizzata-e-il-caso-milano-riflessioni-dopo-unaudizione-parlamentare/">La pianificazione standardizzata e il «caso Milano»: riflessioni dopo un’audizione parlamentare – &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt;Pier Luigi Portaluri&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Partecipazione pubblica e promozione dello sviluppo sostenibile: il caso emblematico della disciplina delle “materie prime critiche”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Torta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 15:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract Nell’attuale contesto giuridico, caratterizzato da una grande attenzione alle questioni di tutela ambientale e di corretta gestione del territorio e delle risorse naturali, la partecipazione pubblica attiva è cruciale non solo per legittimare le decisioni pianificatorie, ma anche per garantire che queste siano orientate verso il benessere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/partecipazione-pubblica-e-promozione-dello-sviluppo-sostenibile-il-caso-emblematico-della-disciplina-delle-materie-prime-critiche/">Partecipazione pubblica e promozione dello sviluppo sostenibile: il caso emblematico della disciplina delle “materie prime critiche”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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<p><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’attuale contesto giuridico, caratterizzato da una grande attenzione alle questioni di tutela ambientale e di corretta gestione del territorio e delle risorse naturali, la partecipazione pubblica attiva è cruciale non solo per legittimare le decisioni pianificatorie, ma anche per garantire che queste siano orientate verso il benessere collettivo. Il nuovo regolamento europeo UE 2024/1252, c.d. Critical Raw Materials Act si distingue, tra le normative di recente adozione che si inseriscono nell’ambito della disciplina sullo sviluppo sostenibile in Europa, per il suo potenziale impatto sul futuro dell’economia e, per alcuni aspetti, sulla tutela ambientale. L’analisi di questo regolamento si ricollega, dunque, in una più ampia riflessione sul ruolo della pianificazione e programmazione amministrativa come strumenti chiave per attuare concretamente la visione strategica del Green Deal europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Public participation and sustainable development: the case of critical raw materials regulation</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In the current legal framework, characterized by a strong focus on environmental protection and the proper management of land and natural resources, active public participation is crucial not only to legitimize planning decisions but also to ensure that they are directed toward the collective well-being. Among the recent regulations adopted in Europe, the new European Regulation (EU) 2024/1252, also known as the “Critical Raw Materials Act”, stands out due to its potential impact on the future of the economy and, in some respects, on environmental protection. The analysis of this contributes to the broader discussion on the role of planning and administrative programming as essential tools for implementing the strategic vision of the European Green Deal.</p>
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		<title>Modelli di innovazione sociale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità: sfide e prospettive per il Terzo settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariaconcetta D’Arienzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 15:53:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract Il saggio, analizzando lo stato di attuazione delle riforme volte a ristabilire l’efficienza della rete pubblica dei servizi di assistenza, cura e sostegno alle persone con disabilità, suggerisce l’adozione di un modello organizzativo a rete, alternativo sia al mercato, sia alla gerarchia, che coinvolga attivamente, in regime</p>
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<p><strong>Abstract </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio, analizzando lo stato di attuazione delle riforme volte a ristabilire l’efficienza della rete pubblica dei servizi di assistenza, cura e sostegno alle persone con disabilità, suggerisce l’adozione di un modello organizzativo a rete, alternativo sia al mercato, sia alla gerarchia, che coinvolga attivamente, in regime sussidiario e di amministrazione coordinata e condivisa, il Terzo settore auspicando che esso possa acquisire carattere permanente e integrato nell’ambito di un quadro erogatorio prestabilito, tarato sull’omogeneità e sulla qualità delle prestazioni e dei servizi resi all’utenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Social Innovation Models for the Protection of the Rights of Persons with Disabilities: Challenges and Perspectives for the Third Sector</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay, analyzing the state of implementation of the reforms aimed at re-establishing the efficiency of the public network of assistance, care and support services for people with disabilities, suggests the adoption of a network organizational model, alternative to both the market and hierarchy, which actively involves, in a subsidiary regime and coordinated and shared administration, the Third Sector with the hope that it can acquire a permanent and integrated character within a pre-established delivery framework, calibrated on the homogeneity and quality of the services and of services rendered to users.</p>
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		<title>La valutazione delle politiche pubbliche nel sistema parlamentare italiano: tra disfunzioni ed opportunità di riforma di Stefano Rotolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Rotolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 18:42:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract Il presente lavoro indaga sul funzionamento della valutazione delle politiche pubbliche nel sistema parlamentare italiano. Dopo un’iniziale premessa riguardante lo sviluppo storico delle pratiche valutative, si indaga sugli strumenti parlamentari attualmente presenti, evidenziandone contraddizioni e limiti. Nella seconda parte del contributo l’attenzione si focalizza sul sistema di</p>
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<p><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente lavoro indaga sul funzionamento della valutazione delle politiche pubbliche nel sistema parlamentare italiano. Dopo un’iniziale premessa riguardante lo sviluppo storico delle pratiche valutative, si indaga sugli strumenti parlamentari attualmente presenti, evidenziandone contraddizioni e limiti. Nella seconda parte del contributo l’attenzione si focalizza sul sistema di finanza pubblica, con riguardo particolare al caso cosiddetto Superbonus. In tale contesto, la cattiva interazione dei soggetti tecnici della finanza pubblica (Ragioneria Generale dello Stato, Ufficio Parlamentare di Bilancio e Corte dei conti) e la marginalità del Parlamento hanno originato l’erroneità delle stime sulla misura e un conseguente aumento della spesa pubblica. Per tali ragioni le conclusioni proporranno, de jure condendo, l’introduzione di un organismo di valutazione di politiche pubbliche nel sistema parlamentare italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The evaluation of public policies in the Italian parliamentary system: between dysfunctions and opportunities for reform</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This work investigates the functioning of the evaluation of public policies in the Italian parliamentary system. After an initial premise regarding the historical development of evaluation practices, we investigate the parliamentary tools currently present, highlighting their contradictions and limits. In the second part of the contribution, attention focuses on the public finance system, with particular attention to the so-called Superbonus case. In this context, the bad interaction of the technical subjects of public finance (General State Accounting Office, Parliamentary Budget Office and Court of Auditors) and the marginality of Parliament have given rise to the erroneous estimates of the measure and a consequent increase in public spending. For these reasons, the conclusions will propose, de jure condendo, the introduction of a public policy evaluation body in the Italian parliamentary system.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-valutazione-delle-politiche-pubbliche-nel-sistema-parlamentare-italiano-tra-disfunzioni-ed-opportunita-di-riforma-di-stefano-rotolo/">La valutazione delle politiche pubbliche nel sistema parlamentare italiano: tra disfunzioni ed opportunità di riforma di Stefano Rotolo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’influenza della tecnica e del mercato sul sistema delle fonti. Quale futuro per il diritto oggettivo? Una riflessione sul ruolo dell’innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Gugliandolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 18:59:44 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/linfluenza-della-tecnica-e-del-mercato-sul-sistema-delle-fonti-quale-futuro-per-il-diritto-oggettivo-una-riflessione-sul-ruolo-dellinnovazione/">L’influenza della tecnica e del mercato sul sistema delle fonti. Quale futuro per il diritto oggettivo? Una riflessione sul ruolo dell’innovazione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/04/Gugliandolo-Nuove-autonomie-1-25-speciale_rev.2.pdf">PDF</a></p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scopo del presente elaborato è quello di dimostrare, mutuando dalla famosa metafora dell’economista Joseph Schumpeter, l’effetto disruptive dell’innovazione all’interno del panorama giuridico, dovuto ad una complessiva incidentalità del mercato e della tecnica che nelle modifiche alla struttura dello Stato e del sistema delle fonti all’interno della società del rischio. Metodologicamente, pertanto, dapprima sono analizzati l’emersione dei poteri indipendenti e la nascita di contesti co-regolativi in materia economica e tecnica con il conseguente deficit democratico, oltre che l’incedere dei fenomeni di globalizzazione che hanno condotto a una erosione dei poteri normativi statali e a una certa fluidità del diritto; successivamente, è prospettato un possibile futuro rinvigorimento del legislatore attraverso nuovi strumenti, ancora informi, come le regulatory sandboxes, volti a ridefinire la cornice regolativa per il perseguimento di una economia di transizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The influence of technology and market on the sources of law. What future for the legal system? Reflections on the role of innovation</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The aim of this paper is to demonstrate, borrowing from the famous metaphor of the economist Joseph Schumpeter, the disruptive effect of innovation within the legal landscape, due to an overall incidentality of the market and technology in changes to the structure of the state and the system of sources within the risk society. Methodologically, therefore, first the emergence of independent powers and the birth of co-regulatory frameworks in economic and technical matters with the consequent democratic deficit are analysed, as well as the advance of globalisation phenomena that have led to an erosion of State regulatory powers and a certain fluidity of the law; subsequently, this paper envisages a possible future revitalisation of the lawmaker through new, still unformed instruments, such as regulatory sandboxes, aimed at redefining the regulatory framework for the pursuit of a transitional economy.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/linfluenza-della-tecnica-e-del-mercato-sul-sistema-delle-fonti-quale-futuro-per-il-diritto-oggettivo-una-riflessione-sul-ruolo-dellinnovazione/">L’influenza della tecnica e del mercato sul sistema delle fonti. Quale futuro per il diritto oggettivo? Una riflessione sul ruolo dell’innovazione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Grandi opere e strumenti partecipativi Sviluppi recenti delle forme di partecipazione ai procedimenti amministrativi infrastrutturali</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/grandi-opere-e-strumenti-partecipativi-sviluppi-recenti-delle-forme-di-partecipazione-ai-procedimenti-amministrativi-infrastrutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Alessandria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 09:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 1-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio esamina la funzione degli istituti partecipativi nell’ambito dei procedimenti amministrativi volti all’approntamento delle grandi opere infrastrutturali, mettendo in evidenza le caratteristiche e le criticità del regime giuridico speciale che, anche sotto tale profilo, è stato definito dal legislatore a partire dagli anni Novanta. Dopo aver</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/grandi-opere-e-strumenti-partecipativi-sviluppi-recenti-delle-forme-di-partecipazione-ai-procedimenti-amministrativi-infrastrutturali/">Grandi opere e strumenti partecipativi Sviluppi recenti delle forme di partecipazione ai procedimenti amministrativi infrastrutturali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/04/Alessandria-Nuove-autonomie-1-25-speciale_rev.2.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio esamina la funzione degli istituti partecipativi nell’ambito dei procedimenti amministrativi volti all’approntamento delle grandi opere infrastrutturali, mettendo in evidenza le caratteristiche e le criticità del regime giuridico speciale che, anche sotto tale profilo, è stato definito dal legislatore a partire dagli anni Novanta. Dopo aver chiarito la rilevanza degli strumenti partecipativi in vista del conseguimento della “legittimazione tramite procedimento” della scelta infrastrutturale, la disamina si sofferma sull’evoluzione delle forme di partecipazione nella legislazione nazionale, analizzando la portata innovativa dell’istituto del dibattito pubblico introdotto dal d.lgs. n. 50/2016, e i più recenti sviluppi intervenuti nella disciplina degli strumenti di dialogo pubblico-privato sia nell’ambito dell’attuazione del PNRR sia per effetto della recente riforma del Codice dei contratti pubblici, anche al fine valutarne la corrispondenza allo standard della «partecipazione effettiva» scaturente dalle fonti del diritto internazionale dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Community involvement in major infrastracture projects: latest developments</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay analyses the role of participatory instruments in administrative procedures for the decision making process concerning large infrastructure projects. It highlights the characteristics and critical issues of the special legal regime that has been defined by the legislature since the 1990s. After explaining the importance of participatory tools in achieving legitimacy through proceedings in infrastructure decision-making, this examination analyses the evolution of participation in national legislation, focusing the innovative nature of the institute of “dibattito pubblico” introduced by Legislative Decree no. 50/2016. In order to assess the correspondence of the participatory tools to the standard of ‘effective participation’ stemming from the sources of international environmental law, this text examines the most recent developments in the regulation of public-private dialogue instruments, both in the context of the implementation of the NRRP and as a result of the recent reform of the Public Contracts Code.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/grandi-opere-e-strumenti-partecipativi-sviluppi-recenti-delle-forme-di-partecipazione-ai-procedimenti-amministrativi-infrastrutturali/">Grandi opere e strumenti partecipativi Sviluppi recenti delle forme di partecipazione ai procedimenti amministrativi infrastrutturali</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Transfughismo politico e procedure decisionali nelle giunte locali e nei parlamenti delle comunità autonome in Spagna*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/transfughismo-politico-e-procedure-decisionali-nelle-giunte-locali-e-nei-parlamenti-delle-comunita-autonome-in-spagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ángel Rodríguez]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 09:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 1-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract Questo contributo passa in rassegna alcune delle riforme giuridiche attuate in Spagna ispirate al “Pacto contra el transfuguismo”: a livello locale, la regolamentazione dei consiglieri “non iscritti” e il loro ruolo nella mozione di censura del sindaco; a livello autonomico la riforma del regolamento del Parlamento della</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo contributo passa in rassegna alcune delle riforme giuridiche attuate in Spagna ispirate al “Pacto contra el transfuguismo”: a livello locale, la regolamentazione dei consiglieri “non iscritti” e il loro ruolo nella mozione di censura del sindaco; a livello autonomico la riforma del regolamento del Parlamento della Comunità autonoma dell’Andalusia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Political transfugism and Decision-Making Procedures in the Local Councils and the Parliaments of the Autonomous Communities in Spain</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This article examines some of the legal reforms implemented in Spain inspired by the ‘Pacto contra el transfuguismo’: at the local level, the regulation of ‘non-registered’ councillors and their role in the mayor’s motion of censure; at the autonomous level, the reform of the regulation of the Parliament of the Autonomous Community of Andalusia.</p>
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		<title>Democrazia, partecipazione e procedure decisionali. Spunti di riflessione per una lettura delle dinamiche per la garanzia della effettività dei diritti sociali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 14:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 1-2025]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Per riflettere sulle modalità attraverso le quali assicurare l’effettività dei diritti sociali, è necessario muovere dalla distinzione tra la dimensione ontologica e quella teleologica del sistema giuridico, ovvero tra il suo “essere” e il suo “dover essere”. In tale prospettiva, i processi partecipativi assumono un ruolo</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per riflettere sulle modalità attraverso le quali assicurare l’effettività dei diritti sociali, è necessario muovere dalla distinzione tra la dimensione ontologica e quella teleologica del sistema giuridico, ovvero tra il suo “essere” e il suo “dover essere”. In tale prospettiva, i processi partecipativi assumono un ruolo centrale nel consolidamento di una democrazia consapevole e inclusiva, in quanto strumenti imprescindibili per l’emersione dei bisogni collettivi e per l’orientamento delle scelte politiche. L’organizzazione pubblica è chiamata a superare una visione dicotomica della realtà e ad adottare un approccio intersezionale, capace di valorizzare le differenze e di garantire un’autentica eguaglianza sostanziale. In questo quadro, la rete dei servizi e le infrastrutture – sociali, digitali e comunitarie – si configurano quali elementi imprescindibili per la promozione di uno sviluppo sociale equo e sostenibile. E la tutela giurisdizionale deve essere intesa non solo quale garanzia astratta dei diritti, ma come strumento effettivo per la loro concreta realizzazione, attraverso il riconoscimento della complessità dei bisogni e l’assicurazione di prestazioni adeguate e proporzionate.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Democracy, participation and decision-making procedures. Suggestions for an interpretation of the dynamics for guaranteeing the effectiveness of social rights</strong></p>
<p style="text-align: justify;">It is essential, in order to reflect on how to guarantee the effectiveness of social rights, to start from the distinction between the ontological and teleological dimensions of the legal system, that is, between its ‘being’ and its ‘ought to be’. In this perspective, the participatory processes assume a central role in the consolidation of a self-aware and inclusive democracy, as an indispensable tool for the manifestation of collective needs and the direction of political choices. The public organisation must overcome a dicotomic vision of reality and to adopt an intersectional approach, able to enhance differences and to guarantee genuine and substantial equality. In this framework, the network of services and infrastructures – social, digital and communitarian – are essential elements for the promotion of an equitable and sustainable social development. And the legal protection must be considered not only as an abstract guarantee of rights, but as an effective tool for their concrete realisation, through the acknowledgement of the complexity of needs and the provision of suitable and proportionate services.</p>
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