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	<title>L&#039;angolo delle libertà Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>La sostenibilità democratico-costituzionale delle transizioni &#8211;  Laura Lorello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Lorello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 08:23:39 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale.<br />
Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di modellarsi su quei processi di cambiamento, mantenendo nel tempo la propria vitalità e realizzando l’indispensabile equilibrio tra esigenze di stabilità ed esigenze di cambiamento, per mezzo del procedimento di revisione, così come di attuazione della costituzione.<br />
Tuttavia, questo percorso di adattamento deve muoversi all’interno del disegno costituzionale cioè di quel quadro minimo ed essenziale, e per questo fondamentale, che ogni costituzione traccia. Sotto questo profilo, va, innanzitutto, ricordato che qualunque intervento di modifica dell’impianto costituzionale deve iscriversi all’interno del potere di revisione, che è potere costituito, e, come tale, da esercitarsi nell’ambito e nel rispetto di quel quadro minimo prima richiamato, non potendo mai risolversi nel suo sovvertimento, poiché ciò sarebbe esercizio di un nuovo potere costituente, a seguito della rottura della costituzione vigente.<br />
In questa prospettiva, va anche chiarito che non si vuole con ciò negare tout court la possibilità di cambiare la costituzione, cosa che può ben essere opportuna e talora necessaria – e vanno qui riprese le parole del Presidente della Corte Costituzionale A. Barbera, a proposito della revisione della forma di governo: “Rivedere la forma di governo non solo è legittimo ma è necessario” <sup>1</sup><br />
.</p>
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		<title>La pianificazione standardizzata e il «caso Milano»: riflessioni dopo un’audizione parlamentare – Pier Luigi Portaluri</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-pianificazione-standardizzata-e-il-caso-milano-riflessioni-dopo-unaudizione-parlamentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pier Luigi Portaluri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 16:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’angolo delle libertà 3-2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Sommario: 1. Un caso, un metodo e quattro chiavi di lettura. – 2. Il comma 1 della p.d.l. 1987. Sogni nascosti (quindi pericolosi). – 3. Il comma 2. Eccesso di discrezionalità applicativa e rischio di inattuazione per burocrazia difensiva. – 4. Il comma 3. Conformità o mera compatibilità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-pianificazione-standardizzata-e-il-caso-milano-riflessioni-dopo-unaudizione-parlamentare/">La pianificazione standardizzata e il «caso Milano»: riflessioni dopo un’audizione parlamentare – &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt;Pier Luigi Portaluri&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/06/3-2024-Portaluri.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Un caso, un metodo e quattro chiavi di lettura. – 2. Il comma 1 della p.d.l. 1987. Sogni nascosti (quindi pericolosi). – 3. Il comma 2. Eccesso di discrezionalità applicativa e rischio di inattuazione per burocrazia difensiva. – 4. Il comma 3. Conformità o mera compatibilità degli interventi? Verso un vieto condono discrezionale. – 5. Il cuore della vicenda: la sgradita inderogabilità degli standard. – 6. La lett. b) del comma 3. La deroga alle distanze e la pianificazione attuativa. – 7. Il comma 4. Nuovi perimetri (e nuovi rischi d’incostituzionalità) della regolazione in materia di ristrutturazione edilizia. – 8. Il comma 5: il provvedimento demolitivo o ripristinatorio. – 9. Il comma 6. Ancora sulla ristrutturazione. – 10. Il comma 7 e il comma 9. Una disposizione ovvia e una clausola di stile. – 11. Il comma 8 e gli intricati rapporti della p.d.l. col codice Urbani. – 12. Marcel Déat e la pianificazione standardizzata: per una via d’uscita giusta, effettiva e costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Un caso, un metodo e quattro chiavi di lettura</p>
<p style="text-align: justify;">La Camera dei Deputati sta esaminando una p.d.l. – la n. 1987/’24 (Disposizioni in materia di piani particolareggiati o di lottizzazione convenzionata e di interventi di ristrutturazione edilizia connessi a interventi di rigenerazione urbana) – che intende dare una risposta organica alle problematiche emerse nei mesi scorsi circa le modalità di gestione di specifiche, importanti trasformazioni territoriali nel Comune di Milano (e non solo): queste righe contengono le mie riflessioni dopo essere stato audito a Montecitorio dall’VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici). Il disegno racchiuso in quella p.d.l. è però molto più ampio, poiché esso guarda anche al futuro – e a tutto il territorio italiano – in una prospettiva di vigenza certamente non di breve periodo. La normazione consiste in un solo articolo, composto da nove commi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-pianificazione-standardizzata-e-il-caso-milano-riflessioni-dopo-unaudizione-parlamentare/">La pianificazione standardizzata e il «caso Milano»: riflessioni dopo un’audizione parlamentare – &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt;Pier Luigi Portaluri&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>La ‘cittadinanza di genere’: le nuove frontiere dell’uguaglianza fra uomini e donne &#8211; Anna Simonati</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-cittadinanza-di-genere-le-nuove-frontiere-delluguaglianza-fra-uomini-e-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Simonati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 14:37:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF SOMMARIO: 1. La rilevanza giuridica della parità di genere, fra riforme normative nazionali… – 2. … e sollecitazioni sovranazionali. – 3. La ratio degli interventi per la parità di genere e il rapporto con il principio di uguaglianza. – 4. Cittadinanza e &#8216;cittadinanza di genere&#8217;: un cenno alle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/11/2-2022-15-Simonati.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">SOMMARIO: 1. La rilevanza giuridica della parità di genere, fra riforme normative nazionali… – 2. … e sollecitazioni sovranazionali. – 3. La ratio degli interventi per la parità di genere e il rapporto con il principio di uguaglianza. – 4. Cittadinanza e &#8216;cittadinanza di genere&#8217;: un cenno alle tassonomie. – 5. La &#8216;cittadinanza di genere&#8217; come strumento interpretativo innovativo della realtà: ambiti applicativi e implicazioni sistematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">1. La rilevanza giuridica della parità di genere, fra riforme normative nazionali…</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso le questioni di genere sono relegate, nel comune sentire, ad ambiti meta- o extra-giuridici<sup>1</sup>. In realtà, si tratta di un profilo di immediata rilevanza per il diritto, dal momento che il comma 1 dell’art. 3 Cost. vieta proprio le disparità di trattamento irragionevoli fra donne e uomini<sup>2</sup>. Procedendo necessariamente per sommi capi, può dirsi che, dopo la svolta costituzionale<sup>3</sup>, la riforma dell’ordinamento italiano si è (benché in modo un po’ discontinuo e frammentario) dipanata – grazie anche all’opera di adattamento svolta dalla Consulta – a partire dal settore lavoristico<sup>4</sup> e dal diritto di famiglia<sup>5</sup> , in cui precedentemente le discriminazioni erano assai evidenti. L’aspirazione alla piena attuazione del principio di uguaglianza sostanziale sta inequivocabilmente alla base, poi, della modifica dell’art. 51 Cost.<sup>6 </sup>(che ha determinato l’inserimento nel testo della norma del riferimento espresso alle azioni positive, già previste nella l. 10 aprile 1991, n. 125)<sup>7</sup> e dell’art. 117, c. 7<sup>8</sup> (ove oggi si responsabilizzano i legislatori regionali alla produzione di normative gender sensitive). Sul fronte delle fonti primarie, l’espressione più organica di questo fermento è rappresentata dall’emanazione del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice per le pari opportunità)<sup>9</sup>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-cittadinanza-di-genere-le-nuove-frontiere-delluguaglianza-fra-uomini-e-donne/">La ‘cittadinanza di genere’: le nuove frontiere dell’uguaglianza fra uomini e donne &#8211; &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt;Anna Simonati&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sparse sul binomio autorità-libertà nel pensiero di Saverio Scolari, Massimo Severo Giannini e Franco Gaetano Scoca: ovvero dalla contrapposizione alla giustapposizione</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-sul-binomio-autorita-liberta-nel-pensiero-di-saverio-scolari-massimo-severo-giannini-e-franco-gaetano-scoca-ovvero-dalla-contrapposizione-alla-giustapposizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nuove Autonomie]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 16:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF 1. Le ragioni di una riflessione Franco Gaetano Scoca, con il suo instancabile impegno scientifico ormai anche a carattere storiografico, continua a stimolare fra numerosi giuristi, riflessioni sui grandi temi istituzionali del diritto pubblico e amministrativo e sul loro rapporto con la storia, ripercorrendo periodi, eventi e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-sul-binomio-autorita-liberta-nel-pensiero-di-saverio-scolari-massimo-severo-giannini-e-franco-gaetano-scoca-ovvero-dalla-contrapposizione-alla-giustapposizione/">Riflessioni sparse sul binomio autorità-libertà nel pensiero di Saverio Scolari, Massimo Severo Giannini e Franco Gaetano Scoca: ovvero dalla contrapposizione alla giustapposizione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/06/1-2022-Spasiano.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Le ragioni di una riflessione</p>
<p style="text-align: justify;">Franco Gaetano Scoca, con il suo instancabile impegno scientifico ormai anche a carattere storiografico, continua a stimolare fra numerosi giuristi, riflessioni sui grandi temi istituzionali del diritto pubblico e amministrativo e sul loro rapporto con la storia, ripercorrendo periodi, eventi e istituti giuridici che hanno<br />
profondamente connotato l’ordinamento e, in generale, il Paese negli ultimi due secoli. Come condivisibilmente rilevato da Natalino Irti nel suo recente intervento all’Università di Parma, in occasione dell’incontro di presentazione del volume Risorgimento e Costituzione, la produzione scientifica di Franco G. Scoca degli ultimi anni (2016-2021), che ricomprende gli studi su l’Interesse legittimo, il Brigantaggio nell’Italia meridionale, Silvio Spaventa e Risorgimento e Costituzione, può definirsi una tetralogia di un percorso ideale rispetto al quale l’Autore non si pone come spettatore neutrale, ma prova ad entrare nei gangli degli accadimenti e degli istituti di cui tratta, con l’aspirazione a sentirsi parte dei primi, a parteciparvi, e ciò anche in rapporto a vicende storicamente datate. Come è possibile che accada ciò? A mio avviso, chi ha letto le opere di Franco G. Scoca sa che ci troviamo innanzi ad un giurista il cui argomentare, ampiamente fondato sul metodo induttivo, si nutre prevalentemente dello studio attento di documentazione: documentazione costituita da atti parlamentari, pronunce giurisprudenziali, trattati ed opere dei più rilevanti giuristi del passato e non solo, e soprattutto dalla “scansione” attenta (si perdoni il neologismo) di atti “minori”, riguardanti in apparenza vicende secondarie, ma nelle cui pieghe l’Autore riesce talora a rinvenire il senso e le ragioni più profonde e magari meno evidenti del volgere degli eventi, fornendo chiavi interpretative non di rado non coincidenti con la storiografia tradizionale ufficiale. Ma non è tutto qui. Emerge infatti un ulteriore elemento precipuo nelle opere a carattere giuridico-storiografico di Franco G. Scoca: i suoi studi trattano oltre che di istituzioni, anche di uomini e delle loro vicende. Senza indulgere in sentimentalismi che chi conosce bene lo studioso, sa che non appartengono al suo carattere e al suo approccio rigorosamente razionalista, egli si sofferma a riflettere su intenti e aspirazioni dei personaggi del suo racconto, facendo sì che di talune figure analizzate emergano retropensieri, silenzi e, non ultimo, inadempienze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-sul-binomio-autorita-liberta-nel-pensiero-di-saverio-scolari-massimo-severo-giannini-e-franco-gaetano-scoca-ovvero-dalla-contrapposizione-alla-giustapposizione/">Riflessioni sparse sul binomio autorità-libertà nel pensiero di Saverio Scolari, Massimo Severo Giannini e Franco Gaetano Scoca: ovvero dalla contrapposizione alla giustapposizione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lichtung und Lichtmenshen. Il diritto del selvaggio totalmente altro* – Pier Luigi Portaluri* </title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lichtung-und-lichtmenshen-il-diritto-del-selvaggio-totalmente-altro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pier Luigi Portaluri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 15:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo delle libertà 2-2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF «Nulli certa domus, lucis habitamus opacis» Verg., Aen, VI, 673 Fra i significati che la selva ha per l’uomo scarto subito quelli – diciamo così – negativi. Quelli dell’Inferno. Dove l’oscurità significa ignoto, dunque pericolo. Da cui uscire per salvarsi. Per guarire tornando nella luce, davanti al</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lichtung-und-lichtmenshen-il-diritto-del-selvaggio-totalmente-altro/">Lichtung und Lichtmenshen. Il diritto del selvaggio totalmente altro* – Pier Luigi Portaluri* </a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/11/2-2022-14-Portaluri.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: right;">«Nulli certa domus, lucis habitamus opacis»<br />
Verg., Aen, VI, 673</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i significati che la selva ha per l’uomo scarto subito quelli – diciamo così – negativi. Quelli dell’Inferno. Dove l’oscurità significa ignoto, dunque pericolo.<br />
Da cui uscire per salvarsi. Per guarire tornando nella luce, davanti al consolante tremolar della marina.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è questo. Penso invece all’accezione positiva. Al luogo a cui l’uomo, il grande sopraffattore nazista di questa Terra, deve restare estraneo. O al più avvicinarsi in suprema levità.</p>
<p style="text-align: justify;">La sylva diviene così una categoria dello spirito.<br />
Un altro Dante (Purg., I, 134-136):</p>
<p style="text-align: justify;">oh maraviglia! che qual egli scelse<br />
l’umile pianta, cotal si rinacque<br />
subitamente là ond’e’ l’avelse</p>
<p style="text-align: justify;">ci dice della redenzione in-nocente: ultraterrena, impossibile. Non può né deve morire neppure “l’umile pianta”, o deve comunque rinascere: subito; in quello stesso luogo; uguale a se stessa.<br />
Trascuro ovviamente i possibili segni simbolico-esoterici, pur frequentissimi nella Commedia<sup>1</sup></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Obbedire alle leggi? La lezione di Socrate</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/obbedire-alle-leggi-la-lezione-di-socrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Corso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 03:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo delle libertà 1-2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF 1. Nel carcere dove è rinchiuso, aspettando che venga eseguita la sua condanna a morte, Socrate riceve la visita di Critone, un suo amico e coetaneo. Socrate viene destato dal suo sonno sereno. Sarebbe fuor di luogo, egli dice a Critone che rimane sorpreso dalla sua tranquillità,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/obbedire-alle-leggi-la-lezione-di-socrate/">Obbedire alle leggi? La lezione di Socrate</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/06/1-2022-Corso.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Nel carcere dove è rinchiuso, aspettando che venga eseguita la sua condanna a morte, Socrate riceve la visita di Critone, un suo amico e coetaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Socrate viene destato dal suo sonno sereno. Sarebbe fuor di luogo, egli dice a Critone che rimane sorpreso dalla sua tranquillità, se alla mia età mi rammaricassi di dover morire. L’amico gli propone di fuggire dalla prigione. Ha abbastanza soldi per corrompere le guardie; e sfodera diversi argomenti per convincerlo ad evadere. Che figura faremmo io, Critone e i miei amici se, avendo la possibilità di impedirlo, ti lasciassimo morire. La gente ci piglierebbe per spilorci accusandoci di attribuire più valore al<br />
denaro che all’amicizia. E poi, rassegnandoti a morire, tu, Socrate, la daresti vinta ai nemici che ti vogliono morto. E i tuoi figli? Se li hai generati, hai l’obbligo di tirarli su ed educarli: un obbligo al quale non puoi sottrarti, andandotene all’altro mondo. Critone sa quanto è nobile il suo amico. Non fa appello alla ragione più ovvia, all’istinto di autoconservazione; e adduce motivazioni altruistiche – la reputazione degli amici, i bisogni dei figli – sapendo che un appello alla volontà di vivere non troverebbe ascolto in uno come Socrate. Ragioniamo, dice Socrate. Ho sempre fatto in modo da seguire quel ragionamento che, dopo ponderata riflessione, mi pare il migliore. E allora diciamo che dell’opinione della gente – del fatto che la gente possa pensare male degli amici di Socrate, ritenendo che essi tengono più ai soldi che all’amico – io non mi curo. Di alcune opinioni bisogna tener conto, ma di altre no. La gente è capace di far bene e di far male, si muove come capita. Se io accogliessi il tuo invito, Critone, mi comporterei come se la cosa più importante fosse vivere. Mentre quello che importa non è tanto vivere quanto viver bene. E viver bene equivale a vivere con onestà e giustizia. Domandiamoci, allora, dice Socrate, se evadere per me sia giusto o non lo sia. Qualcuno potrebbe dire che è giusto ricambiare l’ingiustizia, reagire ai maltrattamenti facendo del male a propria volta. Ma non è questa la mia convinzione. Non dobbiamo ricambiare le ingiustizie, né far del male a nessuno, qualsiasi cosa gli altri facciano a noi (49 c-d). Socrate anticipa, in questo modo, l’evangelico “porgi l’altra guancia” (Matteo, 5, 38-42; Luca, 6, 27-31). E Platone svilupperà questo tema quando nella Repubblica sosterrà che commettere ingiustizia è peggio che subirla (474 b).</p>
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		<title>The constitutionally guaranteed right not only to receive, but also to provide solidarity – Pier Luigi Portaluri</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/the-constitutionally-guaranteed-right-not-only-to-receive-but-also-to-provide-solidarity-pier-luigi-portaluri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pier Luigi Portaluri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 10:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’angolo delle libertà 3-2022]]></category>
		<category><![CDATA[style="color:]]></category>
		<category><![CDATA[portaluri* ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF 1. Despite my role of Professor in Administrative Law, I’m a person fully interested in other branches, as architecture, city life, planning and building, ecological rights, wild animals’ life, nature. There’s a notion I’m tied to: the “vital minimum”, or – as the German doctrine called it –</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>


<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/02/3-2022-Portaluri.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Despite my role of Professor in Administrative Law, I’m a person fully interested in other branches, as architecture, city life, planning and building, ecological rights, wild animals’ life, nature. There’s a notion I’m tied to: the “vital minimum”, or – as the German doctrine called it – existenzminimum. It is a concept transplanted in the Italian urban planning law in 1968, when a glorious battle was won to finally trigger a juridical idea of a sustainable, liveable city; I’m referring to the fabled d.m. no. 1444 of 1968, which – for the first time in our country – made politicians, citizens, people, understand that there were boundaries to decay of houseliving. As Aristotele said, indeed, “living” essentially means “living well”<sup>1</sup>.</p>
<p style="text-align: justify;">It basically stands for – I add – living as the well-known Constitution of the United States of America (USA) says: searching – if possible – happiness. We have to try to reach happiness<sup>2</sup>. But this happiness cannot ever be reached without considering “the other”, “the neighbour”. And that’s a thing I deeply feel: there’s a well-known serenade by Rodriguez<sup>3</sup> , a man that faced from the inside the Cuban Revolution, that says he is happy, really and deeply happy (muy feliz), and – at the same time – he apologizes to everyone has suffered for his happiness. Well, I think this is the sense of the real solidarity: to be grateful for everything – and everyone – has let a man, an animal, a being, when he could to, live pleromatically (I’m using the unforgettable words of a Master, Luigi Lombardi Vallauri). That is, to live fully and plenty of spirit.  Seizing the day, but also watching prudentially to the future. Here is the topic of the next generations: an issue that I will just touch on. I said that I’m a jurist, but I love to snoop and look around even in fields that do not typically belong to law. Therefore, there’s a famous opera – in my opinion, the most gorgeous of the XXth century – that describes the profound sense of solidarity: Parsifal.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p><p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/the-constitutionally-guaranteed-right-not-only-to-receive-but-also-to-provide-solidarity-pier-luigi-portaluri/">The constitutionally guaranteed right not only to receive, but also to provide solidarity – &lt;span style=&quot;color: #0055a5;&quot;&gt;Pier Luigi Portaluri&lt;/span&gt;</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Note sparse su un libro dedicato alla tesi di laurea di Giovanni Falcone</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/note-sparse-su-un-libro-dedicato-alla-tesi-di-laurea-di-giovanni-falcone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Immordino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 21:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo delle libertà 1-2021]]></category>
		<category><![CDATA[tesi]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[sparse]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[falcone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf A sessant’anni dal conseguimento della laurea in Giurisprudenza è stata pubblicata, a cura del collega Gaetano Armao, la tesi di laurea di Giovanni Falcone sul tema “L’istruzione probatoria nel diritto amministrativo”. Dai prestigiosi contributi che accompagnano la pubblicazione della tesi, con l’introduzione della ministra Marta Cartabia, emergono</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/note-sparse-su-un-libro-dedicato-alla-tesi-di-laurea-di-giovanni-falcone/">Note sparse su un libro dedicato alla tesi di laurea di Giovanni Falcone</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph" style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/07/1-2021-14.-Immordino.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;">A sessant’anni dal conseguimento della laurea in Giurisprudenza è stata pubblicata, a cura del collega Gaetano Armao, la tesi di laurea di Giovanni Falcone sul tema <em>“L’istruzione probatoria nel diritto amministrativo”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai prestigiosi contributi che accompagnano la pubblicazione della tesi, con l’introduzione della ministra Marta Cartabia, emergono con nitidezza la cifra identificativa dell’uomo e il suo personale rapporto con quei cambiamenti storici di cui lui stesso fu parte attiva ed artefice sino a sacrificare la sua stessa vita: l’etica austera che ne ispirava i comportamenti, la consapevolezza di essere un uomo dello Stato al cui servizio aveva dedicato il suo impegno professionale, l’ampio respiro culturale e non solo giuridico, la poliedricità della sua formazione, la capacità di interpretare la realtà, sempre con serenità ed equilibrio, libero da pregiudizi ideologici, sempre attento ad evitare sterili e strumentali polemiche, ma pronto a difendere strenuamente le sue idee, i suoi assunti, anche se non condivisi, oggetto non di rado di aspre ed ingiuste critiche, il più delle volte pretestuose. Commovente è il ritratto dell’uomo nei ricordi della sorella Maria: brillante e ironico nella conversazione, amante dello sport e della musica classica, un uomo fondamentalmente gentile, in cui la gentilezza era una forma di eleganza istintiva, da non confondere, quindi, con la debolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi contributi io non potrei, in verità, aggiungere niente di nuovo. Ed è questa la ragione per cui ho ritenuto di concentrare questa breve riflessione sul libro in sé, sulla sua “anima”, perché i libri, come diceva lo scrittore catalano Carlos Ruiz Zafón, possiedono un’anima, in cui si proietta l’anima di coloro che lo hanno letto e che da esso hanno tratto insegnamenti, ammonimenti, speranze, sogni. Ricordo bene il giorno in cui Gaetano Armao mi ha fatto dono del libro. Sfogliandolo, ho subito avuto chiaro che non potevo rinviare la lettura alle vacanze estive; dopo averlo letto, ho capito che si tratta di un libro che non ha scadenza, perché si proietta nel futuro. La mia anima aveva incrociato l’anima del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardare al senso più profondo del libro consente anche di cogliere bene il significato delle parole di Falcone: «<em>non</em><em> si rinvia a giudizio senza prove granitiche</em>», espressione di un principio in cui Giovanni Falcone credeva fermamente, ma che oggi, come sottolinea in un articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica (17 giugno 2021) l’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, è stato superato da una legge diversa da quella vigente al tempo, quello del maxiprocesso, in cui venivano pronunciate. Il pubblico ministero non può infatti chiedere l’archiviazione del procedimento pur in assenza di quelle “prove granitiche” di cui parlava Falcone. Se lo facesse, sottolinea Pignatone, il Gip avrebbe il diritto-dovere di ordinargli di procedere. Oggi infatti per la richiesta del rinvio a giudizio è necessario che lo stesso abbia elementi “sufficienti” per sostenere l’accusa in dibattimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché il libro va letto per i valori che esso custodisce, per il significato profondo che ha e può avere non soltanto per il nostro presente, e dunque per quei cittadini, molti dei quali hanno vissuto quegli anni terribili, conosciuto, apprezzato e pianto l’uomo e il magistrato Falcone, ma, anzitutto, per l’insegnamento che dalla sua lettura possono trarre i giovani di oggi che non hanno vissuto quegli anni. Non hanno conosciuto l’uomo se non attraverso la narrazione che accompagna annualmente le commemorazioni in occasione della ricorrenza della strage di Capaci o tramite il ricordo tenuto vivo dalle iniziative della Fondazione Falcone, guidata dalla sorella Maria, iniziative dirette non soltanto a custodirne e tramandarne la memoria, ma volte ad educare i giovani a quei principi che per Giovanni Falcone erano irrinunciabili, e che avevano sempre ispirato la sua attività: la legalità e la lotta senza compromessi alla criminalità organizzata. Una lettura, possibilmente guidata, di questo libro può arricchire il patrimonio umano, civile e culturale dei nostri giovani, aiutarli a recuperare il senso dello Stato, a fare di loro cittadini di una Sicilia migliore, questa era la speranza che animava anche l’azione di Giovanni Falcone.</p>
<p style="text-align: justify;">I giovani sono il nostro futuro, il motore del cambiamento della nostra società. Sono questi giovani, che hanno pagato e pagano il prezzo più alto di ogni crisi e, in particolare di quella attuale, che guardano disincantati alle istituzioni e con sospetto a quella classe politica che ormai da tempo sembra essersi allontanata dalla politica di cui parla Aristotele, quella che dall’etimo del termine, definisce la “politica” come amministrazione della “<em>polis</em>” per il bene non di pochi sodali o amici privilegiati, ma di tutti, e quindi come “servizio” ai cittadini, dove il termine cittadino va inteso in senso ampio, comprensivo di tutti coloro che vivono nel territorio italiano. Definizione che richiama quei principi costituzionali, di legalità, certezza, uguaglianza, ragionevolezza, imparzialità, che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, ispirare sempre la funzione amministrativa: ma anche l’esercizio degli altri poteri, il legislativo e il giudiziario, che non possono prescindere da questi principi. E di questo era ben consapevole Falcone che a questi principi ha costantemente ispirato la sua attività di giudice istruttore. Chi legge nei giornali le vicende che hanno coinvolto molti magistrati, gettando ombre sulla regolarità di processi importanti nella vita del paese è portato ad estendere il giudizio di disvalore a tutta la magistratura, a sentire sfiducia nell’attuale sistema giudiziario se non è culturalmente attrezzato, in grado cioè di discernere, di capire che si tratta di casi estremi, anche se hanno macchiato l’immagine e il prestigio dell’ordine giudiziario.</p>
<p style="text-align: justify;">Livatino, Falcone, Borsellino e gli altri magistrati massacrati dalla mafia sono visti come un’eccezione, laddove, al contrario, sono invece numerosi i magistrati che svolgono la loro funzione “con disciplina ed onore” (art. 54, Cost.), fedeli servitore dello Stato e, dunque, di quel “popolo” in nome del quale “la giustizia è amministrata” (art. 101, Cost.), senza perseguire fini utilitaristici o clientelari, ossia fini diversi da quelli ai quali sono chiamati dalla loro funzione. In questo attuale contesto, che non sembra diverso da quello in cui svolgeva la sua attività Giovanni Falcone, in cui crisi delle istituzioni, crisi della politica, crisi dell’ordine giudiziario, crisi della legalità, crisi morale, si vengono a compattare in un perverso gioco a incastri, la lettura di questo libro ben può rappresentare, soprattutto per i giovani, una fonte inestimabile di stimoli per gli insegnamenti, gli ammonimenti e i messaggi di speranza che se ne possono trarre.</p>
<p style="text-align: justify;">Funzione che il libro potrebbe svolgere al meglio, soprattutto se i docenti ne illustrassero i contenuti in tutte le classi della scuola primaria e secondaria dove finalmente è stato introdotto, con la L. n. 92/2019, l’insegnamento dell’educazione civica. Un contributo didattico di questo genere che lo includesse fra la spiegazione della Costituzione, delle istituzioni europee, delle tematiche più attuali (cittadinanza attiva e digitale sviluppo sostenibile, diritto alla salute, ecc.) fornirebbe ai ragazzi, fin dai primi anni della formazione scolastica, gli strumenti per diventare consapevoli e responsabili futuri cittadini di una società fondata sui valori della democrazia, della partecipazione alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, del pluralismo, del rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri, dell’uguaglianza, della solidarietà e dell’accoglienza.</p>
<p style="text-align: justify;">«Andare a scuola significa andare verso l’universo del libro» (Recalcati).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché è importante libri di questo genere vengano conosciuti nelle scuole. La formazione di una persona e, soprattutto, di un giovane, continuerà ad avvenire anche attraverso i libri. La perdita di fisicità del testo, effetto della digitalizzazione, non toccherà lo spirito del libro. La sua “anima” sarà salva, perché il libro è la “narrazione di un’esperienza” (Recalcati). Guardiamo, allora, alla narrazione dell’esperienza dello studente Giovanni Falcone e agli insegnamenti che ne può trarre lo studente che deve oggi apprestarsi a scrivere la tesi di laurea. Per molti, che non guardano al futuro, ma soltanto alle pressanti esigenze del presente, questo può essere un passaggio fastidioso, soprattutto se si devono sostenere gli ultimi esami. La tesi è spesso un elaborato frettoloso, privo di spunti di originalità, del quale si perderà qualsiasi traccia, non rimanendo nulla nel patrimonio culturale e scientifico dello studente. Non sarà di alcun supporto nel futuro percorso professionale, come, invece, lo è stata per lo studente Falcone.</p>
<p style="text-align: justify;">La tesi di laurea di Giovanni Falcone &#8211; l’impostazione metodologica; la sistematica sicura; il rigore dell’analisi sull’istruzione nel processo amministrativo, argomento sul quale le norme nel momento in cui lo studente preparava il suo elaborato erano scarse (come lo stesso Falcone segnala già all’inizio della trattazione); la linearità delle argomentazioni, basate sulla riflessione circa la “natura del processo amministrativo”; la costruzione dei rapporti tra le parti e il giudice; la chiarezza del linguaggio; l’originalità delle conclusioni – tutto questo potrà aprire allo studente, nuovi e stimolanti scenari, spronandolo a riflettere sull’importanza stessa della stesura della tesi, quale momento di completamento della sua carriera universitaria, misura delle conoscenze effettivamente acquisite e della metamorfosi che ha accompagnato il suo percorso accademico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel volume lo studente potrà trovare anche il filo che unisce il lavoro per l’elaborazione della tesi dello studente Falcone all’attività che successivamente svolgerà nel processo penale, come giudice istruttore negli anni più fecondi della sua vita professionale, per mettere in luce il fatto storico dell’associazione di tipo mafioso, ormai di livello internazionale, che coinvolgeva centinaia di indagati. Il filo rosso che lega il lavoro universitario alla futura attività professionale è la ricerca e l’accertamento della “verità” (art. 27 del regolamento di procedura del 1907). L’istruzione probatoria che, nel processo penale porta alla conoscenza del fatto di reato, nel processo amministrativo procura “al giudice la certezza, morale o legale intorno agli elementi di fatto, che servono di fondamento alle pretese delle parti” (Benvenuti, della cui monografia lo studente Falcone ha tenuto conto, pur discostandosene in alcuni passaggi, anche cruciali del suo elaborato). Falcone era ben consapevole del fatto che nessun sistema istruttorio poteva e può garantire in assoluto l’accertamento della verità, anche se la verità va sempre e comunque ricercata, rimanendo l’obiettivo principale dell’istruttoria nel processo amministrativo e nel processo penale, al di là delle enormi differenze esistenti tra l’istruttoria nell’uno e nell’altro tipo di processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un obiettivo al quale le parti concorrono con un contributo che Falcone valorizza: il principio del contraddittorio che, quale espressione del principio di uguaglianza, ha un valore in sé. Verità, certezza, che, in ogni caso, non possono che discendere dal fatto in sé, indipendentemente dalla personalità del suo autore, o da condizionamenti esterni. Ed era questa cultura della prova, alla base della sua ricerca meticolosa e scrupolosa di elementi probatori solidi che lo portava ad escludere un processo alla “politica” in mancanza di riscontri certi e incontrovertibili, pur essendo pienamente consapevole della contiguità mafia – politica. Fu per questo che subì ingiuste accuse da alcuni esponenti politici e delle istituzioni, da personalità del mondo della cultura: accuse dalle quali Egli si difese sempre con fermezza, contestando l’uso politico di mere insinuazioni e supposizioni prive di sostegno e di qualsiasi riscontro probatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo il libro mi è tornata alla mente la “Storia della Colonna Infame”, che Falcone sicuramente conosceva bene, traendone insegnamenti nell’esercizio della sua funzione. Tra tutte le interpretazioni che di quella terribile vicenda processuale sono state date, quella di Alessandro Manzoni, che indaga i profili soggettivi della responsabilità dei giudici, penso che risponda di più alla sensibilità di Falcone. I giudici, pur persone “stimatissime e probe”, scriveva Manzoni, hanno giudicato in mancanza di prove “certe” e “inconfutabili”, condannando a morte uomini innocenti, trasgredendo così “le regole ammesse anche da loro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume implicitamente ci consegna anche un altro principio ispiratore dell’attività di Falcone, quello secondo cui la “giustizia deve essere giusta”. Ma la giustizia può essere “ingiusta”? I giudici non sono soggetti soltanto alla legge (art. 101, co 2, Cost.)? E se applicano la legge, come può essere ingiusta una decisione? E la domanda, ricordava la ministra Marta Cartabia nel corso di un incontro sul tema “<em>Una parola di giustizia. Dialogo tra Marta Cartabia e Benedetta </em><em>Tobagi</em><strong>” </strong>tenutosi a Taormina (20 giugno 2021) nell’ambito del Festival Taobuk, che si sente rivolgere spesso dagli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, come è ben noto, non di rado le leggi sono oscure, indeterminate, incomprensibili, sovrapponibili, contraddittorie, il che si traduce spesso in una delega in bianco per quanti sono chiamati ad applicarle, in primo luogo i magistrati. I contrasti giurisprudenziali, l’imprevedibilità dell’azione giudiziaria, gli errori che a volte emergono dopo anni dalla pronuncia della sentenza, disorientano il cittadino e, conseguenza più grave, generano sfiducia nell’istituzione giudiziaria. Una sfiducia che si traduce in un sentimento di diffidenza e di ripulsa verso tutto ciò che è pubblico, acuendo, inevitabilmente, la crisi della giustizia e, di conseguenza, la delegittimazione della magistratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo Falcone era ben consapevole. Ecco perché aveva un’attenzione particolare ai fatti nella loro oggettività, senza contaminazioni soggettive, al ruolo del giudice nella ricerca di un equilibrio tra prova e giudizio. Equilibrio necessario per evitare, come diceva Giolitti, che la legge venga interpretata per gli amici e applicata ai nemici. Se il libro ha un significato in sé questo risiede anche nell’ammonimento rivolto ai lettori, ma soprattutto ai giovani, sulla “solitudine”, quale condizione imprescindibile della vita umana, che chiunque può sperimentare in ogni momento. Per il magistrato è la condizione normale. Chi giudica è solo con la sua coscienza, anche quando fa parte di un collegio.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Falcone ha sperimentato anche la solitudine che deriva dall’isolamento in cui si venne a trovare, paradossalmente, dopo lo storico esito positivo del maxiprocesso, che aveva posto in luce le sue grandi capacità professionali e contestualmente aveva attirato su di lui invidia e gelosia. Subito dopo fu oggetto, infatti, di polemiche aggressive, da <em>ex </em>amici ed <em>ex </em>sostenitori, da esponenti di quasi tutti i partiti politici, da pezzi della stessa magistratura, da intellettuali. Fu accusato di protagonismo, lettere anonime spregevoli mettevano in discussione anche la dignità e l’onestà dell’uomo, oltre che del magistrato. Falcone fu lasciato solo. Non sappiamo come abbia vissuto questa solitudine nel profondo della sua anima, ma sappiamo con certezza che nonostante tutto è andato avanti con il suo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapeva di essere stato condannato a morte. Aveva paura? Si aveva paura, una paura basata su fatti reali, e non si vergognava ad ammetterlo, come fece nel corso di un’intervista: “<em>importante è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, ma incoscienza</em>”. Anche questo è un messaggio di cui tutti noi dobbiamo essere grati a Falcone. Un uomo che sapeva convivere con le sue fragilità e debolezze ed anche sconfiggerle, ma proprio per questo deve essere ricordato non nella dimensione epica del “mito”, ormai leggendario e distante, ma come un esempio concreto, un “faro”, dotato di una luce potente dentro di sé, così forte da contrastare ogni forma di tempesta, ogni forma di solitudine che ha attraversato nel corso della sua breve vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi leggerà questo libro, non importa se oggi, fra dieci o cinquant’anni, ne incrocerà l’anima.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/note-sparse-su-un-libro-dedicato-alla-tesi-di-laurea-di-giovanni-falcone/">Note sparse su un libro dedicato alla tesi di laurea di Giovanni Falcone</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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