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	<title>covid Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Covid e tabù. L’informazione ai tempi della guerra contro il Covid</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/covid-e-tabu-linformazione-ai-tempi-della-guerra-contro-il-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Ricolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 08:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale obbligo vaccinale 2022]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Fare informazione in tempi di guerra. – 2. Dal fact checking al fake checking. – 3. Tre casi di sproporzionata disattenzione. – 4. Cherry picking, il vizio comune di provax e nivax. – 5. Scelta vaccinale e razionalità. – 6. Due metriche per l’efficacia vaccinale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/covid-e-tabu-linformazione-ai-tempi-della-guerra-contro-il-covid/">Covid e tabù. L’informazione ai tempi della guerra contro il Covid</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/07/N.A.-Speciale-1.22-Obbligo-Vaccinale-Ricolfi.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Fare informazione in tempi di guerra. – 2. Dal fact checking al fake checking. – 3. Tre casi di sproporzionata disattenzione. – 4. Cherry picking, il vizio comune di provax e nivax. – 5. Scelta vaccinale e razionalità. – 6. Due metriche per l’efficacia vaccinale. – 7. L’aritmetica dell’immunità di gregge</p>
<p style="text-align: justify;">1. Fare informazione in tempi di guerra</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a fare il professore universitario, di Sociologia e Analisi dei dati, negli ultimi 16 anni ho fatto il mestiere di editorialista. I quotidiani con cui ho collaborato, la Stampa, Il Sole 24 Ore, il Messaggero erano (e sono tuttora) politicamente poco caratterizzati. In concreto, vuol dire che potevo scrivere (quasi) tutto quel che mi passava per la testa. Certo, mi è capitato di sentire qualche volta la pressione a non essere troppo crudo, ma mai ho avuto la sensazione che ci fossero cose vere che non si potevano dire. O, più esattamente: mai ho avuto la sensazione che ci fosse, nei miei campi di studio, qualche risultato di ricerca di cui – sul quotidiano – era meglio non parlare. Anche nell’epoca del berlusconismo e dell’anti-berlusconismo, le cose erano filate lisce: si poteva essere pro o contro, e agli studiosi al massimo capitava di sentirsi dire che un certo risultato, una certa analisi, un certo dato potevano essere “strumentalizzati” dalla destra o dalla sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è ancora così?</p>
<p style="text-align: justify;">Per certi versi credo di sì. Anche oggi, nessuno ti dice che cosa devi scrivere, e che cosa non puoi scrivere. Ma per altri versi sento che no, non è più così. Un clima come quello che si respira da 8-9 mesi a questa parte non mi è mai capitato di avvertirlo prima, forse perché non sono abbastanza vecchio per avere memoria di quel che può diventare il mestiere di editorialista indipendente quando scoppia una guerra. Già, perché questo è successo: alla fine del 2020 l’Italia, come ogni altra nazione europea, ha dichiarato ufficialmente guerra al virus. E, nello stato di guerra, tutto cambia. La popolazione è chiamata a cooperare allo sforzo bellico, e chi è nella condizione di vestire la divisa (i maggiorenni) è tenuto ad arruolarsi (vaccinarsi). Chi rifiuta di farlo è considerato un disertore, chi non partecipa alla campagna di arruolamento, o lo fa esprimendo qualche riserva, viene visto come un disfattista. I media principali sono chiamati a dare il loro contributo a vincere la guerra che è stata dichiarata. Non era mai successo, dalla fine della seconda guerra mondiale, ossia dall’ultima guerra vera scoppiata in Europa.</p>
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		<title>La pandemia di COVID 19 come stress test per i diritti fondamentali: prime note*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-pandemia-di-covid-19-come-stress-test-per-i-diritti-fondamentali-prime-note/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Vari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 08:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale obbligo vaccinale 2022]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[come]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[note*]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Le restrizioni al godimento dei diritti fondamentali per il contenimento della pandemia. – 2. La Costituzione repubblicana e la salute collettiva. – 3. Come valutare la proporzionalità delle misure adottate. – 4. Uno sguardo sul futuro. 1. Le restrizioni al godimento dei diritti fondamentali per</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-pandemia-di-covid-19-come-stress-test-per-i-diritti-fondamentali-prime-note/">La pandemia di COVID 19 come stress test per i diritti fondamentali: prime note*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/07/N.A.-Speciale-1.22-Obbligo-Vaccinale-vari.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. Le restrizioni al godimento dei diritti fondamentali per il contenimento della pandemia. – 2. La Costituzione repubblicana e la salute collettiva. – 3. Come valutare la proporzionalità delle misure adottate. – 4. Uno sguardo sul futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Le restrizioni al godimento dei diritti fondamentali per il contenimento della pandemia</p>
<p style="text-align: justify;">La pandemia di Coronavirus 19 ha rappresentato, insieme all’emergenza terroristica, la sfida più grande per la Costituzione italiana dalla sua entrata in vigore. Nel nostro ordinamento la protezione dei diritti fondamentali, negli ultimi due anni, è stata sottoposta a un durissimo stress test, per mutuare un’immagine dal mondo dell’economia. Con soddisfazione si può affermare che, ancora una volta, la Carta fondamentale, nella parte iniziale sui Principi fondamentali e nella Parte prima dedicata ai “Diritti e doveri dei cittadini”, ha dimostrato una straordinaria attualità. In questa sede è impossibile ripercorrere analiticamente tutte le limitazioni ai diritti fondamentali imposte dall’esigenza di contenere la pandemia<sup>1</sup>.<br />
Esse sono, oltretutto, note, facendo parte della esperienza vissuta da tutti noi dal marzo 2020: si pensi al primo lockdown, caratterizzato da fortissime limitazioni alla libertà di circolazione, con la possibilità di uscire dal proprio domicilio solo per necessità, motivi di salute o di lavoro; dalle misure restrittive della libertà di riunione, con il divieto di assembramenti; dalle restrizioni alla libertà religiosa, con la partecipazione alle celebrazioni liturgiche preclusa ai fedeli; dal restringimento della libertà d’iniziativa economica, con la chiusura o la forte limitazione di una serie di attività commerciali. Si ricordi, inoltre, il c.d. coprifuoco dello scorso anno, cioè la restrizione di nuovo alla libertà di circolazione oltre una certa ora, con le eccezioni sopra richiamate in relazione al primo lockdown, e le conseguenti restrizioni a tutti gli altri diritti di libertà connessi alla circolazione (riunione, iniziativa economica, etc.).</p>
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