<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Saggi 1/2 2024 Archivi - Nuove Autonomie</title>
	<atom:link href="https://www.nuoveautonomie.it/category/saggi/saggi-1-2-2024/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nuoveautonomie.it/category/saggi/saggi-1-2-2024/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Feb 2025 22:19:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-copertina-2-2020-N.A-1-scaled-1-32x32.jpg</url>
	<title>Saggi 1/2 2024 Archivi - Nuove Autonomie</title>
	<link>https://www.nuoveautonomie.it/category/saggi/saggi-1-2-2024/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ordine]]></category>
		<category><![CDATA[digitali]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[regolatrice]]></category>
		<category><![CDATA[complesso]]></category>
		<category><![CDATA[dinanzi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[“stati]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[funzione]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5732</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Il presente lavoro si occupa di indagare le problematiche ingenerate dal fenomeno della evoluzione digitale all’interno dello Stato. Tale evoluzione è dettata da poteri privati, costituiti in particolare dalle grandi piattaforme on line, che tendono sempre più ad assomigliare allo Stato stesso in quanto esiste un</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/">Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-JACOPO-VAVALLI.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente lavoro si occupa di indagare le problematiche ingenerate dal fenomeno della evoluzione digitale all’interno dello Stato. Tale evoluzione è dettata da poteri privati, costituiti in particolare dalle grandi piattaforme on line, che tendono sempre più ad assomigliare allo Stato stesso in quanto esiste un popolo che le abita, governato da regole proprie delle piattaforme digitali. Si pone, allora, il problema degli eventuali spazi di regolazione pubblica di simili piattaforme. Si pone, inoltre, il problema di comprendere come possano essere disciplinati i rapporti tra gli individui e i poteri privati rispetto a fattispecie concrete. Emerge la funzione del diritto amministrativo, quale rule of tecnology capace di costituire un rilevante punto di riferimento in ordine alla disciplina di tali complessi rapporti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The State in the face of digital evolution: the regulatory role of administrative law in the complex relationship between the constitutional State of law and “Digital States”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper seeks to explore the issues arising from the phenomenon of digital evolution within the State. This evolution is driven by private powers, primarily embodied by large online platforms, which increasingly resemble the State itself as they host a populace governed by rules inherent to digital platforms. This raises the question of the potential spaces for public regulation of such platforms. Additionally, it prompts an examination of how relationships between individuals and private powers might be regulated in specific cases. Here, administrative law emerges as a “rule of technology,” providing a significant point of reference for the governance of these complex relationships.</p>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-stato-dinanzi-alla-evoluzione-digitale-la-funzione-regolatrice-del-diritto-amministrativo-in-ordine-al-complesso-rapporto-tra-lo-stato-costituzionale-di-diritto-e-gli-stati-digitali/">Lo Stato dinanzi alla evoluzione digitale: la funzione regolatrice del diritto amministrativo in ordine al complesso rapporto tra lo Stato costituzionale di diritto e gli “Stati digitali”</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il silenzio assenso nella formazione del permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica: fra incertezza dei rapporti e sbilanciamento degli interessi pubblici. La semplificazione che non giova*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-nella-formazione-del-permesso-di-costruire-e-dellautorizzazione-paesaggistica-fra-incertezza-dei-rapporti-e-sbilanciamento-degli-interessi-pubblici-la-semplificazione-ch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Mercurio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[assenso]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggistica:]]></category>
		<category><![CDATA[interessi]]></category>
		<category><![CDATA[giova*]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[semplificazione]]></category>
		<category><![CDATA[permesso]]></category>
		<category><![CDATA[incertezza]]></category>
		<category><![CDATA[costruire]]></category>
		<category><![CDATA[sbilanciamento]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[dell’autorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[degli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5731</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Il contributo analizza il regime del silenzio assenso nel procedimento di rilascio del permesso di costruire, nonché nelle ipotesi in cui il ricorso al c.d. assentimento silenzioso riguardi provvedimenti propedeutici al rilascio dell’anzidetto titolo edilizio, come l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del d.lgs. n. 42/2004.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-nella-formazione-del-permesso-di-costruire-e-dellautorizzazione-paesaggistica-fra-incertezza-dei-rapporti-e-sbilanciamento-degli-interessi-pubblici-la-semplificazione-ch/">Il silenzio assenso nella formazione del permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica: fra incertezza dei rapporti e sbilanciamento degli interessi pubblici. La semplificazione che non giova*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-BRUnO-MERCURIO-CAROLInA-CAPPABIAnCA.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo analizza il regime del silenzio assenso nel procedimento di rilascio del permesso di costruire, nonché nelle ipotesi in cui il ricorso al c.d. assentimento silenzioso riguardi provvedimenti propedeutici al rilascio dell’anzidetto titolo edilizio, come l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del d.lgs. n. 42/2004. La ricerca mette in luce le incertezze interpretative e applicative che continuano a connotare l’istituto rischiando di vanificarne gli effetti auspicati dal legislatore, ossia la semplificazione dell’azione amministrativa e la ripresa economica del settore edilizio. Scopo del lavoro è verificare se i principi di efficienza e buon andamento, ispiratori dell’applicazione del silenzio assenso anche nei casi residuali in cui l’ordinamento prevede ancora il permesso di costruire e, quindi, l’esercizio del potere, a tutela del corretto assetto del territorio e di altri interessi pubblici rilevanti, fra cui quello paesaggistico, siano effettivamente meglio garantiti attraverso l’amministrazione per silenzio o se non si debba, invece, propendere per misure di accelerazione del procedimento che ne favoriscano l’attuazione attraverso la garanzia del provvedimento espresso, ipotesi rispetto alla quale viene formulata qualche proposta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The silent consent in the formation of the building permit and landscape authorisation: between uncertainty of relations and imbalance of public interests. Simplification that does not benefit</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The contribution analyzes the regime of silent consent in the procedure for issuing the building permit, as well as in the cases in which the use of the so-called silent assent concerns preparatory measures for the issuance of the aforementioned building permit, such as landscape authorization pursuant to art. 146 of Legislative Decree no. 42/2004. The research highlights the interpretative and applicative uncertainties that continue to characterize the institute, risking nullifying the effects desired by the legislator, i.e. the simplification of administrative action and the economic recovery of the construction sector. The aim of the work is to verify whether the principles of efficiency and good performance, inspiring the application of silent consent even in the residual cases in which the law still provides for the building permit Il silenzio assenso nella formazione del permesso di costruire 241 and, therefore, the exercise of power, to protect the correct planning of the territory and other relevant public interests, including the landscape one, are effectively better guaranteed through the administration by silence or it is not necessary, instead, to lean towards measures to accelerate the procedure which favor its implementation through the guarantee of the express decision . Some proposals are made regarding this hypothesis.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-nella-formazione-del-permesso-di-costruire-e-dellautorizzazione-paesaggistica-fra-incertezza-dei-rapporti-e-sbilanciamento-degli-interessi-pubblici-la-semplificazione-ch/">Il silenzio assenso nella formazione del permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica: fra incertezza dei rapporti e sbilanciamento degli interessi pubblici. La semplificazione che non giova*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutela sistemica dell’ambiente e dei modelli di responsabilità nella prospettiva della bonifica dei siti contaminati</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/tutela-sistemica-dellambiente-e-dei-modelli-di-responsabilita-nella-prospettiva-della-bonifica-dei-siti-contaminati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angiola Giovanna Modano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[sistemica]]></category>
		<category><![CDATA[contaminati]]></category>
		<category><![CDATA[siti]]></category>
		<category><![CDATA[modelli]]></category>
		<category><![CDATA[dell’ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[prospettiva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5716</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract L’allarme attivato dalla crisi “ecologica” impone un’osservazione sull’odierna infrastruttura ambientale, le cui componenti faticano a raggiungere un’allocazione ottimale: falla quest’ultima, probabilmente, superabile soltanto con la creazione di uno modello giuridico sistemico, che ne assicuri un loro pàrco uso. Interpretando l’ecosistema sulla base dei principi nazionali ed</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/tutela-sistemica-dellambiente-e-dei-modelli-di-responsabilita-nella-prospettiva-della-bonifica-dei-siti-contaminati/">Tutela sistemica dell’ambiente e dei modelli di responsabilità nella prospettiva della bonifica dei siti contaminati</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-AnGIOLA-GIOVAnnA-MODAnO.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Abstract</p>
<p style="text-align: justify;">L’allarme attivato dalla crisi “ecologica” impone un’osservazione sull’odierna infrastruttura ambientale, le cui componenti faticano a raggiungere un’allocazione ottimale: falla quest’ultima, probabilmente, superabile soltanto con la creazione di uno modello giuridico sistemico, che ne assicuri un loro pàrco uso. Interpretando l’ecosistema sulla base dei principi nazionali ed europei – tra cui prevenzione, precauzione e proporzionalità– si avverte oramai l’esigenza di una ristrutturazione del quadro regolatorio per arginare le esternalità negative, che mettono a repentaglio i “beni costituzionalmente indisponibili”, quali: il suolo, l’acqua e l’aria. Nella cornice fissata, si palesa l’ulteriore problematica inerente la “cenerentola” del diritto ambientale: la bonifica dei siti contaminati. Le criticità della tematica spingono a provare ad individuare procedure più celeri e partecipative, ferma l’improcrastinabile necessità di definire un paradigma in forza del quale imputare la responsabilità in capo al soggetto (realmente) responsabile o al proprietario incolpevole. Dunque, pur perseguendo una visione unitaria del diritto ambientale, la vastità delle situazioni giuridiche soggettive nonché i diversi obblighi ed oneri paiono rendere necessaria la creazione di uno “statuto” differenziale in tema di bonifiche, che tenga conto delle variegate posizioni in rilievo fornendo ad esse tutela procedimentale e processuale. In un’ottica ecologizzante, da ultimo non resta che interrogarsi sul se i principi possano rappresentare l’unico reale collante per rimediare ai vuoti normativi o, di contro, se possa risultare maggiormente necessario sollecitare l’amministrazione a decisioni che siano frutto di “giustapposizione” dialogata e non unidirezionale tra esigenze di sviluppo economico ed integrità delle matrici ambientali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Systemic protection of the environment and responsibility models in view of remediation of contaminated sites</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The alarm triggered by the “ecological” crisis requires an observation on today’s environmental infrastructure, whose components are struggling to achieve optimal allocation: The Commission’s proposal for a Council Directive on the protection of workers against exposure to certain substances is therefore not acceptable. Interpreting the ecosystem since national and European principles – including prevention, the need for a restructuring of the regulatory framework to curb negative externalities, which endanger the “constitutionally unavailable assets” such as: soil, water and air. Within the framework set, the further “Cinderella” problem of environmental law is strongly highlighted: the remediation of contaminated sites. The critical nature of the issue calls for a more rapid and participatory approach; It stops the inevitable need to define a paradigm by which the (really) responsible person or the innocent owner is held liable. Thus, while pursuing a systemic vision of environmental law, the vastness of subjective legal situations as well as the different obligations and burdens seem to make it necessary to create a “statute” differs in terms of remediation, considering the various positions of importance by providing them with procedural and procedural protection. Finally, from an ecological point of view, it is necessary to ask whether the principles can be the only real glue to remedy the regulatory gaps or, on the other hand, whether it may be more necessary to urge the administration to decisions that are the result of juxtaposition dialogue and not unidirectional between economic development needs and environmental policy, in a coherent and integrated manner.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/tutela-sistemica-dellambiente-e-dei-modelli-di-responsabilita-nella-prospettiva-della-bonifica-dei-siti-contaminati/">Tutela sistemica dell’ambiente e dei modelli di responsabilità nella prospettiva della bonifica dei siti contaminati</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Desantis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[come]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[rileggere]]></category>
		<category><![CDATA[attraverso]]></category>
		<category><![CDATA[(in)sostenibile.]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5715</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Il saggio intende riflettere su dati attuali e, in particolare, sulla complessiva insufficienza delle iniziative e delle misure oggi disponibili per realizzare un’effettiva transizione verso modelli economici e sociali autenticamente sostenibili, sia dal punto di vista della tutela ambientale, sia per ciò che concerne la riduzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/">Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-VInCEnZO-DESAnTIS.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p><strong>Abstract </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio intende riflettere su dati attuali e, in particolare, sulla complessiva insufficienza delle iniziative e delle misure oggi disponibili per realizzare un’effettiva transizione verso modelli economici e sociali autenticamente sostenibili, sia dal punto di vista della tutela ambientale, sia per ciò che concerne la riduzione delle diseguaglianze. Analizzando il contesto, i paragrafi del lavoro si interrogano, in particolare, sull’efficacia delle iniziative di ambito europeo finalizzate a favorire l’approdo multidimensionale a modelli economici e sociali di maggiore sostenibilità e cerca di vagliare in che modo i principi della Carta fondamentale possano giocare un ruolo nella costruzione della società del futuro, considerati i problemi e le sfide poste dall’attuale scenario internazionale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>(Un)sustainable development. How to reread the future through the Constitution</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay starts its reflections from the study of contemporary events and, in particular, from the ineffectiveness of some of the initiatives and measures today available to achieve the economic and social transition, such as the green transition and the reduction of social inequalities. Analyzing the current context, the paragraphs of the essay question, in particular, the effectiveness of European initiatives aimed at this purpose and ask how the principles of the Constitution can still influence the construction of the future society in a such current and complex international scenario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lo-sviluppo-insostenibile-come-rileggere-il-futuro-attraverso-la-costituzione/">Lo sviluppo (in)sostenibile. Come rileggere il futuro attraverso la Costituzione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi del principio di legalità e partecipazione ai processi decisionali della pubblica amministrazione in funzione compensativa: premesse per una ricostruzione sistematica del fenomeno*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/crisi-del-principio-di-legalita-e-partecipazione-ai-processi-decisionali-della-pubblica-amministrazione-in-funzione-compensativa-premesse-per-una-ricostruzione-sistematica-del-fenomeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[premesse]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeno*]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[funzione]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[decisionali”]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
		<category><![CDATA[sistematica]]></category>
		<category><![CDATA[principio]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[compensativa:]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Connettere il principio di legalità amministrativa con la partecipazione ai processi decisionali della pubblica amministrazione è oggi più che mai necessario. Per un verso il principio di legalità sembra attraversare una crisi indotta dalle scelte legislative e dagli orientamenti giurisprudenziali, che incide necessariamente sulla validità delle</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/crisi-del-principio-di-legalita-e-partecipazione-ai-processi-decisionali-della-pubblica-amministrazione-in-funzione-compensativa-premesse-per-una-ricostruzione-sistematica-del-fenomeno/">Crisi del principio di legalità e partecipazione ai processi decisionali della pubblica amministrazione in funzione compensativa: premesse per una ricostruzione sistematica del fenomeno*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-ALBERTO-ZITO.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Abstract</p>
<p style="text-align: justify;">Connettere il principio di legalità amministrativa con la partecipazione ai processi decisionali della pubblica amministrazione è oggi più che mai necessario. Per un verso il principio di legalità sembra attraversare una crisi indotta dalle scelte legislative e dagli orientamenti giurisprudenziali, che incide necessariamente sulla validità delle ricostruzioni teoriche e dogmatiche elaborate dalla scienza del diritto amministrativo. Per altro verso la partecipazione è sempre più evocata e invocata per preservare le garanzie dei privati che il suddetto principio assicura. Mai come in questo momento storico, dunque, il nesso tra legalità e partecipazione è stato così stretto da giustificare la necessità di focalizzare l’attenzione su di esso per verificare se la partecipazione come fattore di compensazione della crisi del principio di legalità amministrativa possa assolvere a tale compito L’articolo analizza tale collegamento e giunge alla conclusione che, per raggiungere tale obiettivo, la decisione amministrativa deve necessariamente basarsi sul criterio della mediazione tra le diverse posizioni espresse dai cittadini singoli e associati nel processo decisionale. Occorre inoltre riconoscere che la partecipazione caratterizza in questo momento storico una forma di Stato democratico in cui il rapporto tra società civile e autorità pubbliche è materialmente determinato e garantito attraverso un sistema di partecipazione dei cittadini singoli e associati alle decisioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Crisis of the principle of legality and participation in the decision-making processes of public administration as a compensatory function: premises for a systematic reconstruction of the phenomenon</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Connecting the principle of administrative legality with participation in the decision-making processes of public administration is now more necessary than ever. On the one hand, the principle of legality seems to be going through a crisis induced by legislative choices and jurisprudential decisions, which necessarily affects the validity of the theoretical reconstructions developed by the science of administrative law. On the other hand, participation is increasingly evoked and invoked to preserve the guarantees for private individuals that the aforementioned principle ensures. Never in the past has the connection between legality and participation been so close as to justify the need to focus attention on it to verify whether participation as a factor in compensating for the crisis of the principle of administrative legality can fulfill this task. The article analyzes this connection and comes to the conclusion that, to achieve this objective, the administrative decision must necessarily be based on the criterion of mediation between the different positions expressed by individual and associated citizens in the decision-making process. It is also necessary to recognize that participation in this historical moment characterizes a form of democratic state in which the relationship between civil society and public authorities is materially determined and guaranteed through a system of participation of individual and associated citizens in public decisions.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/crisi-del-principio-di-legalita-e-partecipazione-ai-processi-decisionali-della-pubblica-amministrazione-in-funzione-compensativa-premesse-per-una-ricostruzione-sistematica-del-fenomeno/">Crisi del principio di legalità e partecipazione ai processi decisionali della pubblica amministrazione in funzione compensativa: premesse per una ricostruzione sistematica del fenomeno*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il servizio sanitario nazionale: punti fermi e prospettive evolutive*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-servizio-sanitario-nazionale-punti-fermi-e-prospettive-evolutive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Saitta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:24:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[prospettive]]></category>
		<category><![CDATA[servizio]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[evolutive*]]></category>
		<category><![CDATA[sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[fermi]]></category>
		<category><![CDATA[punti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5713</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Dopo aver illustrato le ragioni che inducono a ritenere che, a quasi quarantasei anni dalla sua istituzione, il Servizio sanitario nazionale abbia bisogno di un check-up, l’A. osserva che, ancorché sia evidente che alla crescita dei bisogni assistenziali si può rispondere meglio con una proporzionale crescita</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-servizio-sanitario-nazionale-punti-fermi-e-prospettive-evolutive/">Il servizio sanitario nazionale: punti fermi e prospettive evolutive*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-fABIO-SAITTA.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver illustrato le ragioni che inducono a ritenere che, a quasi quarantasei anni dalla sua istituzione, il Servizio sanitario nazionale abbia bisogno di un check-up, l’A. osserva che, ancorché sia evidente che alla crescita dei bisogni assistenziali si può rispondere meglio con una proporzionale crescita del finanziamento, è indispensabile intervenire sugli aspetti organizzativi, potenziando una volta per tutte l’assistenza territoriale, incentivando la telemedicina e, soprattutto, arginando le fughe del personale dalla sanità pubblica a quella privata ovvero all’estero.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The national health service: key points and future perspectives</strong></p>
<p style="text-align: justify;">After explaining the reasons why it is considered that, almost 46 years after its establishment, the National Health Service needs a check-up, the A. notes that although it is clear that the growth of needs can be better met by a proportional increase in funding, it is essential to operate on the organizational aspects, strengthening once and for all territorial assistance, encouraging telemedicine and, above all, limiting the flight of health personnel from public to private or abroad.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-servizio-sanitario-nazionale-punti-fermi-e-prospettive-evolutive/">Il servizio sanitario nazionale: punti fermi e prospettive evolutive*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il costo dell’insularità: un problema irrisolto</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-costo-dellinsularita-un-problema-irrisolto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Pappadà]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 17:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[problema]]></category>
		<category><![CDATA[irrisolto]]></category>
		<category><![CDATA[costo]]></category>
		<category><![CDATA[dell’insularità:]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5649</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il costo dell’insularità: un problema irrisolto È affermazione ricorrente che la condizione insulare genera un costo economico e psicologico per i residenti (c.d. costo dell’insularità). Questo studio analizza la condizione di svantaggio nelle quale si trovano le isole, così come emerge da molteplici indici; essi mostrano come</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-costo-dellinsularita-un-problema-irrisolto/">Il costo dell’insularità: un problema irrisolto</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-DAnIELA-PAPPADa.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il costo dell’insularità: un problema irrisolto È affermazione ricorrente che la condizione insulare genera un costo economico e psicologico per i residenti (c.d. costo dell’insularità). Questo studio analizza la condizione di svantaggio nelle quale si trovano le isole, così come emerge da molteplici indici; essi mostrano come i territori insulari siano zone «in ritardo» rispetto alle altre. Dopo aver ripercorso alcuni tentativi di misurazione del costo dell›insularità (in Italia e in Corsica), si evidenzia come sia difficile distinguere ed individuare i fattori che realmente determinano tale costo. Ci si domanda quindi se l&#8217;erogazione di risorse sia la risposta migliore e più adatta ad un problema che, ad oggi, rimane irrisolto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The insularity cost: an unsolved issue</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Several researches have stated that insularity generates an economic and psychological cost for residents, called insularity cost. This paper analyses the disadvantageous condition of islands using multiple indices such as Regional Competitive Index (RCI). These indices show that insular territories lag compared to others. We review the recent studies (in Italy and Corsica) that introduced methodologies to obtain an economic value of the cost of insularity, highlighting the difficulty in distinguishing and identifying the factors that determine this particular cost. Finally, we attempt to verify whether increasing resources is the best policy for this (unsolved) issue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-costo-dellinsularita-un-problema-irrisolto/">Il costo dell’insularità: un problema irrisolto</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brain drain e agevolazioni alle imprese che investono in ricerca e sviluppo nell’ordinamento giuridico italiano</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/brain-drain-e-agevolazioni-alle-imprese-che-investono-in-ricerca-e-sviluppo-nellordinamento-giuridico-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Geraci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 13:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[investono]]></category>
		<category><![CDATA[drain]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[brain]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>
		<category><![CDATA[nell’ordinamento]]></category>
		<category><![CDATA[giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[alle]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5636</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Negli ultimi anni, la stampa, i quotidiani e gli articoli accademici, hanno segnalato il disagio di molti laureati italiani costretti a lavorare all’estero. Ad implementare questo stato di cose ha contribuito la pandemia da Covid-19, dando vita a un dibattito sulla relazione tra forme insediative e diffusione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/brain-drain-e-agevolazioni-alle-imprese-che-investono-in-ricerca-e-sviluppo-nellordinamento-giuridico-italiano/">Brain drain e agevolazioni alle imprese che investono in ricerca e sviluppo nell’ordinamento giuridico italiano</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-ROSA-GERACI.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Abstract<br />
Negli ultimi anni, la stampa, i quotidiani e gli articoli accademici, hanno segnalato il disagio di molti laureati italiani costretti a lavorare all’estero. Ad implementare questo stato di cose ha contribuito la pandemia da Covid-19, dando vita a un dibattito sulla relazione tra forme insediative e diffusione del contagio che ha ripotato in auge un tema carsico nel dibattito pubblico italiano: quello del divario tra Italia e estero. Alcuni ritengono che la responsabilità di questa situazione sia ascrivibile all’assenza di un supporto finanziario e incentivi a sostegno della ricerca. Tuttavia, la situazione del settore della ricerca italiana, che impiega ancora una piccolissima frazione di laureati italiani, non è l’unico fattore che spinge “i cervelli italiani” ad emigrare o a rimanere all’estero dopo aver studiato in Università straniere. Nonostante le diffuse prove aneddotiche sulla fuga dei cervelli dall’Italia, è imprescindibile un’indagine statistica per quantificare il fenomeno. Ad oggi, l’assenza di un quadro completo di informazioni preclude di identificare le dimensioni di questa “fuga” e il suo effettivo andamento negli ultimi anni, rendendo inadeguato l’utilizzo del parametro della competitività dei territori, frutto della loro mercificazione, per cedere il passo ad un approccio alternativo basato sulla loro desiderabilità, concetto di più difficile definizione che però tiene in considerazione tutti i diversi aspetti (e non solo quelli economici) che spingono le persone a scegliere il luogo in cui vivere. Per arrestare la “fuga dei cervelli” sono stati introdotti incentivi fiscali alle imprese che assumono ricercatori, dottori di ricerca e docenti universitari. Il presente lavoro analizza il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, inizialmente introdotto dall’articolo 3 del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, reso operativo con l’emanazione del decreto interministeriale del 27 maggio 2015, ma innovato ad opera della Legge di Bilancio del 2023. Il nuovo credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo va senz’altro valutato positivamente dalle imprese, anche se, come vedremo, è affetto da alcune criticità da cui potrebbe scaturire un’inefficiente applicazione del beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brain drain and tax breaks to companies investing in research and development in the Italian legal system</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In recent years, the press, newspapers and academic articles have reported the hardship of many Italian graduates forced to work abroad. The Covid-19 pandemic has contributed to implementing this state of affairs, giving rise to a debate on the relationship between settlement forms and the spread of the contagion that has resurrected a karst theme in Italian public debate: that of the gap between Italy and abroad. Some believe that the absence of financial support and incentives to support research is to blame for this situation. However, the situation of the Italian research sector, which still employs a very small fraction of Italian graduates, is not the only factor driving “Italian brains” to emigrate or stay abroad after studying at foreign universities. Despite widespread anecdotal evidence of brain drain from Italy, a statistical survey to quantify the phenomenon is imperative. To date, the absence of a complete picture of information, precludes identifying the size of this “flight” and its actual trend in recent years, making the use of the parameter of the competitiveness of territories, the result of their commodification, inadequate to give way to an alternative approach based on their desirability, a concept that is more difficult to define but which takes into account all the different aspects (and not only the economic ones) that drive people to choose the place where they live. To halt the “brain drain,” tax incentives have been introduced for companies that hire researchers, PhDs and academics. This paper analyzes the tax credit for research and development activities, initially introduced by Article 3 of Decree Law No. 145 of Dec. 23, 2013, made operational with the issuance of the interministerial decree of May 27, 2015, but innovated by the Budget Law of 2023. The new tax credit for research and development activities is undoubtedly to be welcomed by companies, although, as we shall see, it is affected by some critical issues that could lead to an inefficient application of the benefit.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/brain-drain-e-agevolazioni-alle-imprese-che-investono-in-ricerca-e-sviluppo-nellordinamento-giuridico-italiano/">Brain drain e agevolazioni alle imprese che investono in ricerca e sviluppo nell’ordinamento giuridico italiano</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Participatory urban regeneration models: the inclusive dimension of sustainability**</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/participatory-urban-regeneration-modelsthe-inclusive-dimension-of-sustainability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Calabrò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 13:07:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[participatory]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
		<category><![CDATA[models:]]></category>
		<category><![CDATA[inclusive]]></category>
		<category><![CDATA[dimension]]></category>
		<category><![CDATA[regeneration]]></category>
		<category><![CDATA[urban]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5635</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Quando ci occupiamo di città, dobbiamo ampliare il concetto di sostenibilità aggiungendo – alle tre dimensioni “classiche” (ambientale, sociale ed economica) – una quarta: l’inclusività. Partendo da questa premessa, il contributo analizza il ruolo centrale della partecipazione nei processi di rigenerazione urbana, quale fattore essenziale per raggiungere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/participatory-urban-regeneration-modelsthe-inclusive-dimension-of-sustainability/">Participatory urban regeneration models: the inclusive dimension of sustainability**</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-MARCO-CALABRo.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Quando ci occupiamo di città, dobbiamo ampliare il concetto di sostenibilità aggiungendo – alle tre dimensioni “classiche” (ambientale, sociale ed economica) – una quarta: l’inclusività. Partendo da questa premessa, il contributo analizza il ruolo centrale della partecipazione nei processi di rigenerazione urbana, quale fattore essenziale per raggiungere un’effettiva inclusione territoriale. In particolare, esistono due modelli di rigenerazione urbana partecipata: a) il primo, dove la partecipazione mira a recepire le istanze dal basso ed a coinvolgere i soggetti nell’attuazione delle scelte pubbliche; b) la seconda, dove la partecipazione assume una dimensione più proattiva, consistente nell’iniziativa cittadina per la gestione del patrimonio pubblico urbano. Dall’analisi di alcuni casi studio, emerge che l’utilizzo di modelli decisionali partecipati e il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei beni comuni urbani diventano strumenti preziosi per garantire l’esercizio di quei diritti di libertà attiva e partecipazione consapevole legati alla idea di città come luogo di inclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">When we deal with cities, we have to broaden the concept of sustainability by adding – to the three “classic” dimensions (environmental, social and economic) – a fourth one: inclusiveness. Starting from this premise, the paper analyses the central role of participation in urban regeneration processes, as an essential factor for achieving effective territorial inclusion. In particular, there are two models of participatory urban regeneration: a) the first one, where participation aims at receiving requests from below and involving individuals in the implementation of public choices; b) the second one, where participation takes on a more proactive dimension, consisting in citizen initiative for the management of public urban assets. From the analysis of several case studies, it emerges that the use of participatory decision-making models and the involvement of citizens in the management of urban commons become precious tools for guaranteeing the exercise of those rights of active freedom and conscious participation linked to a n idea of the city as a place of inclusion.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/participatory-urban-regeneration-modelsthe-inclusive-dimension-of-sustainability/">Participatory urban regeneration models: the inclusive dimension of sustainability**</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usi civici e patrimonio culturale, fra tassonomie e profili operativi*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/usi-civici-e-patrimonio-culturale-fra-tassonomie-e-profili-operativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Simonati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 10:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[culturale]]></category>
		<category><![CDATA[profili]]></category>
		<category><![CDATA[operativi*]]></category>
		<category><![CDATA[tassonomie]]></category>
		<category><![CDATA[civici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5628</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Alla luce della progressiva mutazione teleologica e funzionale che ha contraddistinto negli anni recenti gli usi civici, il saggio si propone di investigare la possibilità e l’opportunità di ricondurre attualmente l’istituto non solo – come emerge dalla giurisprudenza costituzionale – alla tutela dell’ambiente, ma anche alla salvaguardia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/usi-civici-e-patrimonio-culturale-fra-tassonomie-e-profili-operativi/">Usi civici e patrimonio culturale, fra tassonomie e profili operativi*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-AnnA-SIMOnATI.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract<br />
</strong>Alla luce della progressiva mutazione teleologica e funzionale che ha contraddistinto negli anni recenti gli usi civici, il saggio si propone di investigare la possibilità e l’opportunità di ricondurre attualmente l’istituto non solo – come emerge dalla giurisprudenza costituzionale – alla tutela dell’ambiente, ma anche alla salvaguardia del patrimonio culturale. L’adozione di questa prospettiva, che pare oggi pienamente percorribile, non è priva di implicazioni giuridico-sistematiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Commons and Cultural Heritage, between Taxonomies and Practical Issues</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Considering the progressive teleological and functional transformation, which has recently characterized the commons, the essay aims at investigating the possibility and opportunity of currently tracing this legal<br />
tool – as the Constitutional case law shows – to the protection not only of environment, but also of cultural heritage. The adoption of such a perspective, which seems fully viable today, is not without legal-systemic implications.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/usi-civici-e-patrimonio-culturale-fra-tassonomie-e-profili-operativi/">Usi civici e patrimonio culturale, fra tassonomie e profili operativi*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sulla figura del ricorrente &#8220;ad hoc&#8221; in materia ambientale nel processo amministrativo</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sulla-figura-del-ricorrente-ad-hocin-materia-ambientale-nel-processo-amministrativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Toffaletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 14:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[materia]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[figura]]></category>
		<category><![CDATA[“ad]]></category>
		<category><![CDATA[ricorrente]]></category>
		<category><![CDATA[hoc”]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5596</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente articolo si propone di analizzare i riflessi che l’introduzione della figura del ricorrente ad hoc potrebbe produrre nell’ordinamento, muovendo da alcune recenti sentenze del Consiglio di Stato sulla legittimazione dei portatori di interessi diffusi. In particolare, la tesi della superfluità del requisito della stabilità temporale,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sulla-figura-del-ricorrente-ad-hocin-materia-ambientale-nel-processo-amministrativo/">Riflessioni sulla figura del ricorrente &#8220;ad hoc&#8221; in materia ambientale nel processo amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-VITTORIO-TOffALETTI.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente articolo si propone di analizzare i riflessi che l’introduzione della figura del ricorrente ad hoc potrebbe produrre nell’ordinamento, muovendo da alcune recenti sentenze del Consiglio di Stato sulla legittimazione dei portatori di interessi diffusi. In particolare, la tesi della superfluità del requisito della stabilità temporale, già prospettata da alcuni autori, sembra mettere in discussione i criteri di matrice giurisprudenziale, oggi consolidati, utilizzati per consentire l’accesso al giudice amministrativo ai portatori dei suddetti interessi che non incontrino i requisiti richiesti per accedere alla legittimazione legale. Si analizzano, pertanto, le ragioni che hanno condotto il legislatore e la giurisprudenza prevalente a negare la figura del ricorrente ad hoc e le tesi favorevoli, invece, alla sua introduzione, che costituiscono anche un’occasione di riflessione sulla discrezionalità del giudice amministrativo nel tracciare i confini della legittimazione ad agire.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Reflections on the figure of the “ad hoc” plaintiff for the environmental protection in the administrative judicial review</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The article aims to examine the consequences that the introduction of an ‘ad hoc’ claimant could produce in the legal system, starting from some recent decisions of the Council of State concerning the standing of environmental associations. In these rulings, the supreme administrative court holds the superfluity of the ‘temporal stability’ requirement of the plaintiff, thus questioning the existing criteria to grant standing to those NGOs that do not meet statutory requirements. The article then analyses the reasons why the current legal system does not envisage ad hoc claimants and the opinions in favour of its introduction, which also provides the occasion to reflect on the issue of the discretion accorded to administrative courts in granting access to justice.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sulla-figura-del-ricorrente-ad-hocin-materia-ambientale-nel-processo-amministrativo/">Riflessioni sulla figura del ricorrente &#8220;ad hoc&#8221; in materia ambientale nel processo amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Building Information Modeling e la gestione digitale del ciclo di vita del contratto pubblico nel d.lgs. n. 36/2023</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-building-information-modeling-e-la-gestione-digitale-del-ciclo-di-vitadel-contratto-pubblico-nel-d-lgs-n-36-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Picaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 18:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[36/2023]]></category>
		<category><![CDATA[d.lgs.]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[modeling]]></category>
		<category><![CDATA[information]]></category>
		<category><![CDATA[building]]></category>
		<category><![CDATA[gestione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nuoveautonomie.it/?p=5591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract L’approvazione del d.lgs. n. 36/2023 ha segnato un momento decisivo nel processo di implementazione del BIM nell’ordinamento italiano. Il radicale mutamento di prospettiva si coglie non soltanto nell’abbandono del regime di progressiva obbligatorietà inaugurato dal d.m. n. 560/2017, ma soprattutto nell’intendimento di traghettare definitivamente il BIM nel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-building-information-modeling-e-la-gestione-digitale-del-ciclo-di-vitadel-contratto-pubblico-nel-d-lgs-n-36-2023/">Il Building Information Modeling e la gestione digitale del ciclo di vita del contratto pubblico nel d.lgs. n. 36/2023</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-RAffAELE-PICARO.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
L’approvazione del d.lgs. n. 36/2023 ha segnato un momento decisivo nel processo di implementazione del BIM nell’ordinamento italiano. Il radicale mutamento di prospettiva si coglie non soltanto nell’abbandono del regime di progressiva obbligatorietà inaugurato dal d.m. n. 560/2017, ma soprattutto nell’intendimento di traghettare definitivamente il BIM nel contesto dell’information management. Il presente studio intende fornire un generale inquadramento del ruolo dei “metodi e strumenti di gestione informativa digitale” nell’ambito dei procedimenti pubblici d’appalto, tentando di intercettare le potenziali incognite poste dall’applicazione delle nuove tecnologie ai procedimenti di gara gestiti in BIM. Building Information</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Modeling and digital management of the public contract life cycle in legislative decree no. 36/2023 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">The approval of legislative decree no. 36/2023 marked a decisive moment in the process of implementing BIM within the Italian legal system. The radical shift in perspective can be seen not only in the abandonment of the progressive mandatory adoption regime introduced by ministerial decree no. 560/2017, but above all in the intention of definitively bringing BIM into the realm of information management. This paper aims to provide a general overview of the role of “methods and tools for digital information management” within the framework of public procurement procedures, seeking to identify potential challenges arising from the application of new technologies to tender processes managed using BIM.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-building-information-modeling-e-la-gestione-digitale-del-ciclo-di-vitadel-contratto-pubblico-nel-d-lgs-n-36-2023/">Il Building Information Modeling e la gestione digitale del ciclo di vita del contratto pubblico nel d.lgs. n. 36/2023</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
