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	<title>Recensioni Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>Recensioni Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Recensione del volume “Cura e pubblica amministrazione. Come il pensiero femminista può cambiare in meglio le nostre amministrazioni”, di Alessandra Pioggia, Bologna 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Simonati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 15:02:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF 1. Il volume di Alessandra Pioggia prende le mosse richiamando il senso diffuso di profonda insoddisfazione, che porta alle continue riforme di vari settori della pubblica amministrazione. In particolare, si lamenta spesso un eccesso di burocrazia, da cui deriva la richiesta insistente di semplificazione. La soluzione sembra essere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/10/Simonati-1-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Il volume di Alessandra Pioggia prende le mosse richiamando il senso diffuso di profonda insoddisfazione, che porta alle continue riforme di vari settori della pubblica amministrazione. In particolare, si lamenta spesso un eccesso di burocrazia, da cui deriva la richiesta insistente di semplificazione. La soluzione sembra essere riposta nella riduzione dello spazio occupato dalla p.a.<br />
Sottolinea tuttavia correttamente l’A. che questo atteggiamento sorge dalla concezione dell’amministrazione essenzialmente come antagonista dei diritti dei singoli (o del loro pieno soddisfacimento). Il ruolo delle autorità pubbliche dovrebbe essere invece di garanzia, in primis nell’ottica dell’attuazione dei valori costituzionali. Per questo, da tempo la dottrina argomenta l’esistenza di un diritto individuale, non privo di fondamento anche al supremo livello normativo, alla buona amministrazione. Così facendo, però, non si tiene conto dei rischi di omologazione che stanno a monte, nel momento in cui si tratteggia la fisionomia dell’amministrazione “ideale”, calibrandola sulle esigenze e sui bisogni dell’amministrato “medio”.</p>
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		<title>Anna Simonati Diversity as Strategic Opportunity. Exploring New Paths to Good Administration Charlotte (U.S.A.), Information Age Publishing, 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 16:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni 3-2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Il volume curato da Anna Simonati affronta un tema centrale nel contesto della riflessione giuridica sulle pubbliche amministrazioni, andando ad indagare, nella dimensione dell’amministrazione di servizio, cioè dell’apparato pubblico a servizio dei cittadini, le opportunità strategiche che sono offerte alle Amministrazioni pubbliche dalla tutela e dal potenziamento della</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/06/3-2024-Recensione.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il volume curato da Anna Simonati affronta un tema centrale nel contesto della riflessione giuridica sulle pubbliche amministrazioni, andando ad indagare, nella dimensione dell’amministrazione di servizio, cioè dell’apparato pubblico a servizio dei cittadini, le opportunità strategiche che sono offerte alle Amministrazioni pubbliche dalla tutela e dal potenziamento della Diversità o, rimanendo fedeli al nostro patrimonio valoriale, le opportunità per lo sviluppo di un sistema di garanzia dei diritti della “persona”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un volume che giunge in un momento storico in cui si sente (purtroppo) imperante il bisogno di una attenta riflessione sul tema. Per tutte basti pensare alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di vietare l’affirmative action nelle ammissioni universitarie che ha colpito al cuore il “sogno americano”. Questa decisione (e quelle simili che in altre giurisdizioni nazionali sono frequenti in tutto il mondo) è molto importante per sottolineare come il tema del libro e gli obiettivi della sua curatrice e dei suoi autori non debbano e non possano essere dati per scontati nel nostro tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero, come spiega Anna Simonati nella Prefazione di questo libro, che il principio di uguaglianza è sempre stato considerato uno dei valori fondamentali delle società moderne ed è dichiarato tra le regole di base di un sistema giuridico in tutto il mondo. Ma come dimostra la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, questo valore e questo principio sono molto fragili e il suo rafforzamento, il suo consolidamento e la sua conseguente applicazione attraverso i sistemi giuridici nazionali sono a rischio ogni giorno e in ogni parte del mondo, anche nei Paesi in cui si ritiene comunemente che la democrazia, lo sviluppo economico e il benessere sociale siano allo stadio più sviluppato. E ciò in quanto non solo non si può in alcun modo ritenere che vi sia una correlazione direttamente proporzionale tra eguaglianza e benessere economico, ma non si può sottacere quella molteplicità di fattori che in maniera interferenziale possono incidere negativamente sul risultato ultimo dell’eguaglianza tra persone nei diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è davvero prezioso perché, nel suo approccio comparativo, prende in considerazione le disposizioni legali di molte giurisdizioni nazionali e l’esperienza di molte amministrazioni pubbliche in tutto il mondo. I valori della diversità e dell’inclusione vengono così considerati non solo come principi generali del diritto, ma anche nella loro azione rispetto al dovere delle Amministrazioni di fornire parità di trattamento a tutti i soggetti con cui entrano in contatto. L’obiettivo del volume, come spiega Anna Simonati, non è quello di offrire risposte definitive e certe, né uno studio sistemico della materia, ma di affrontare le varie possibili cause di discriminazione (sesso e genere, razza, età, religione, stato di salute, condizione economica e sociale) e di esaminare soprattutto i possibili rimedi contro di essa con un’analisi orientata ai casi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come chiarisce la curatrice, la ricerca si basa “sull’idea che, in un’epoca di rapida e repentina trasformazione dell’azione amministrativa, gestire nuovi fenomeni analizzando campi di intervento ristretti possa essere una mossa saggia e strategica. Questo metodo, infatti, permette di comprendere a fondo i pro e i contro delle diverse politiche, sotto un ampio ombrello multidisciplinare. Il volume rappresenta, quindi, uno sforzo per fornire una panoramica di alcuni dei possibili metodi e strumenti che vengono oggi sperimentati dalle amministrazioni, al fine di affrontare adeguatamente i problemi pratici legati alla diversità”. Questo lavoro collettivo di un gruppo eterogeneo di studiosi e professionisti, provenienti da diversi Paesi, è quindi estremamente prezioso per sottolineare come le politiche pubbliche e gli strumenti del diritto amministrativo possano essere fondamentali &#8211; in molti modi diversi &#8211; per la lotta senza fine verso l’uguaglianza e la giustizia sostanziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/anna-simonati-diversity-as-strategic-opportunity-exploring-new-paths-to-good-administration-charlotte-u-s-a-information-age-publishing-2024/">Anna Simonati Diversity as Strategic Opportunity. Exploring New Paths to Good Administration Charlotte (U.S.A.), Information Age Publishing, 2024</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Pasquale Pantalone. La crisi pandemica dal punto di vista dei doveri. Diagnosi, prognosi e terapia dei problemi intergenerazionali secondo il diritto amministrativo, Napoli, Editoriale scientifica, 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gino Scaccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:15:21 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/pasquale-pantalone-la-crisi-pandemica-dal-punto-di-vista-dei-doveri-diagnosi-prognosi-e-terapia-dei-problemi-intergenerazionali-secondo-il-diritto-amministrativo-napoli-editoriale-scientifica-20/">Pasquale Pantalone. La crisi pandemica dal punto di vista dei doveri. Diagnosi, prognosi e terapia dei problemi intergenerazionali secondo il diritto amministrativo, Napoli, Editoriale scientifica, 2023</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-9.-Scaccia.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro di Pasquale Pantalone La crisi pandemica dal punto di vista dei doveri si raccomanda alla lettura per la rilevanza dei temi che fa oggetto di indagine, ma anche – e direi soprattutto – per la scelta dell’angolo visuale. L’Autore analizza i fenomeni di trasformazione giuridica indotti dalla crisi pandemica da Covid-19, che, secondo il suo condivisibile giudizio, ha provocato “la più ampia, prolungata e generalizzata interferenza” nella storia repubblicana “su una moltitudine di situazioni soggettive costituzionalmente protette” (pag. 14); e lo fa da un punto di vista originale. Direi anzi dal punto di osservazione più scomodo e politicamente meno appagante, meno à la page. &#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/pasquale-pantalone-la-crisi-pandemica-dal-punto-di-vista-dei-doveri-diagnosi-prognosi-e-terapia-dei-problemi-intergenerazionali-secondo-il-diritto-amministrativo-napoli-editoriale-scientifica-20/">Pasquale Pantalone. La crisi pandemica dal punto di vista dei doveri. Diagnosi, prognosi e terapia dei problemi intergenerazionali secondo il diritto amministrativo, Napoli, Editoriale scientifica, 2023</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Recensione a Gaetano Armao Francesco Crispi e le riforme amministrative, Palermo, 2023</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/recensione-a-gaetano-armao-francesco-crispi-e-le-riforme-amministrative-palermo-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Gaetano Scoca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 17:29:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-a-gaetano-armao-francesco-crispi-e-le-riforme-amministrative-palermo-2023/">Recensione a Gaetano Armao &lt;em&gt;Francesco Crispi e le riforme amministrative&lt;/em&gt;, Palermo, 2023</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/11/14.-Franco-Gaetano-Scoca-2.23.pdf" target="_blank" rel="noopener">Pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">Gaetano Armao ha riportato l’attenzione della dottrina giuridica sulla figura di Francesco Crispi, illustrando particolarmente il contributo dell’illustre uomo politico siciliano alla evoluzione dell’ordinamento positivo, dopo l’unificazione legislativa del 1865. Non per nulla il sottotitolo del volume recita: Il primo intervento di riforma strutturale dello Stato unitario. In effetti le innovazioni introdotte dalle leggi volute da Crispi alla fine degli anni Ottanta del XIX° secolo possono a buon titolo, nel loro complesso, essere considerate una riforma globale dell’ordinamento amministrativo.<br />
Per giungere ad illustrare tali riforme, Armao prende le mosse dalla formazione giuridica di Francesco Crispi, ne illustra gli scritti giuridici, prodotti prima in Sicilia e poi a Torino, durante l’esilio, ne segue l’intensa attività parlamentare dopo l’Unità, mettendo in rilievo la continuità e profondità della impostazione di fondo del suo pensiero giuridico&#8230;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-a-gaetano-armao-francesco-crispi-e-le-riforme-amministrative-palermo-2023/">Recensione a Gaetano Armao &lt;em&gt;Francesco Crispi e le riforme amministrative&lt;/em&gt;, Palermo, 2023</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Recensione del volume “Lidia e altre. Pari opportunità ieri e oggi: l’eredità di Lidia Poët”, di Chiara Viale, Milano 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Lorello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 14:45:16 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-del-volume-lidia-e-altre-pari-opportunita-ieri-e-oggi-leredita-di-lidia-poet-di-chiara-viale-milano-2022/">Recensione del volume “Lidia e altre. Pari opportunità ieri e oggi: l’eredità di Lidia Poët”, di Chiara Viale, Milano 2022</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/11/2-2022-16-Lorello.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. La lettura del libro di Chiara Viale, avvocata del Foro di Milano, sulla vita e la vicenda professionale di Lidia Poët, si presenta interessante sotto diversi aspetti. Innanzitutto, l’A. ci regala una prosa scorrevole e piacevole, accompagnandoci dentro la storia di una donna particolare e tenace; siamo così guidati nella esistenza di Lidia, che, come la stessa A. afferma, parla e ci parla direttamente (p. 21). Vi è poi una descrizione di luoghi ed episodi accurata ma non tediosa, nella quale gli elementi riportati mirano a farci vedere e a farci vivere ciò che Lidia vedeva e viveva. Possiamo, in tal modo, vestire i suoi panni e provare le sue emozioni.<br />Un secondo elemento di pregio è dato dalla ricostruzione pacata della storia della prima avvocata italiana. Vi si legge una difesa della causa femminile, una denuncia della discriminazione motivata dal sesso, ma senza accenti davvero polemici o atteggiamenti militanti, esattamente come mai polemiche e militanti furono le parole e le azioni di Lidia. Un aspetto interessante a riguardo, cui l’A. da giusto rilievo, è l’atteggiamento dei colleghi di Lidia, quando frequentava il corso di Giurisprudenza dell’Università di Torino, prima donna del Regno d’Italia: “I compagni di corso non l’accolgono affatto male”, erano “sempre<br />rispettosi e cortesi, tanto che quando lei arrivava in aula, smettevano di fumare e di «schiamazzare»” (p. 30). Così anche i professori, che la trattavano “in maniera benevola ed equanime” (p. 30). Si può cogliere qui come, benché si fosse alla fine del 1800, l’idea che una donna frequentasse un corso di Giurisprudenza e potesse giungere alla laurea non era completamente peregrina; certo suscitava sorpresa, ma almeno nel contesto universitario torinese, nessun pregiudizio o rifiuto aprioristico.<br />Un altro profilo è degno di attenzione in questa prospettiva. Si tratta delle scelta del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino di iscrivere la dottoressa Poët, che si era laureata nel 1881 e che aveva superato l’esame di abilitazione per la professione di avvocato nel 1883, all’Albo degli Avvocati di Torino, nello stesso 1883. Certo, non una decisione unanime, l’A. ci parla di “una seduta infuocata” “in quell’afoso pomeriggio del 9 agosto 1883” (p. 37), alla quale seguirono le dimissioni di alcuni consiglieri; ma una decisione limpida, che rifiutava le motivazioni contrarie, espressione di paludosi pregiudizi e luoghi comuni del passato, con otto voti a favore e quattro contrari.<br />Nella descrizione dell’A. emergono la moderazione e l’equilibrio di Lidia, che possono cogliersi già nel suo percorso di studi. Benché volesse frequentare il liceo classico per studiare il latino, decise di sottostare alla volontà della famiglia e intraprese gli studi per diventare maestra. Ma era solo una strategia, poiché, conclusi quelli, chiese e ottenne di iscriversi al liceo classico; e successivamente frequentò l’università, prima la facoltà di medicina, poiché la professione medica era allora già aperta alle donne, per poi cambiare, approdando finalmente al corso di giurisprudenza. Tutto ciò, però, avvenne senza lacerazioni o conflitti: Lidia accetta e obbedisce, ma riesce a convincere, con il suo impegno e la sua passione, l’intera famiglia a lasciarle realizzare il suo obiettivo, dandole l’appoggio. </p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ancora in tema di specialità e “specializzazione” dell’autonomia regionale (spunti teorico-ricostruttivi offerti da un libro recente)*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/ancora-in-tema-di-specialita-e-specializzazione-dellautonomia-regionale-spunti-teorico-ricostruttivi-offerti-da-un-libro-recente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Ruggeri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 08:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Sommario: 1. La condizione di palese sofferenza in cui versa da anni l’autonomia, i fattori cui essa principalmente si deve e la ricerca dei modi con cui porvi, almeno in parte, rimedio. – 2. Il bisogno, vieppiù avvertito per effetto delle plurime e gravi emergenze del tempo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/06/1-2022-Ruggeri_1.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sommario: 1. La condizione di palese sofferenza in cui versa da anni l’autonomia, i fattori cui essa principalmente si deve e la ricerca dei modi con cui porvi, almeno in parte, rimedio. – 2. Il bisogno, vieppiù avvertito per effetto delle plurime e gravi emergenze del tempo presente, di una forte regia centrale, che nondimeno non si traduca in una indebita penalizzazione dell’autonomia, componente essenziale assieme alla unità-indivisibilità della Repubblica di un unico, seppur internamente articolato, valore fondamentale. – 3. Per la introduzione di un regime di “specialità diffusa” (prime notazioni). – 4. Argomenti a sostegno della proposta ricostruttiva qui nuovamente affacciata, rilievi a riguardo della opportunità di prevedere procedure non dissimili per il rifacimento del regime di specialità rispetto a quelle stabilite per il regime di “specializzazione”, bisognoso di affermarsi all’insegna dei principi di sussidiarietà e solidarietà. – 5. Le incognite legate ai riflessi a carico della specialità che possono aversi per<br />
effetto della eventuale realizzazione a tappeto della “specializzazione”, gli inconvenienti che per l’attuale modello possono conseguire a quest’ultima, e l’ulteriore riprova della necessità di far luogo al regime di “specialità diffusa” qui nuovamente patrocinato.</p>
<p style="text-align: justify;">1. La condizione di palese sofferenza in cui versa da anni l’autonomia, i fattori cui essa principalmente si deve e la ricerca dei modi con cui porvi, almeno in parte, rimedio</p>
<p style="text-align: justify;">Encomiabile appare, invero, essere lo sforzo prodotto da una nutrita schiera di studiosi nel tenere desta l’attenzione sull’autonomia regionale in genere e, per ciò che qui è di specifico rilievo, su quella speciale, come pure, dopo la riscrittura dell’art. 116, su quella c.d. “specializzata”<sup>1</sup>. Ne dà una eloquente, particolarmente attendibile, testimonianza proprio il libro la cui lettura ha offerto lo spunto per la riflessione qui svolta: un libro corposo e denso, vorrei dire: “plurale”, dal momento che i contributi in esso ospitati appaiono essere di vario orientamento, per impianto metodico e svolgimento teorico-ricostruttivo. In esso – è bene mettere subito in chiaro – non si lesinano critiche anche penetranti alle Regioni, che sicuramente portano una quota pesante di responsabilità per la condizione svilita in cui versa l’autonomia; più incisivi ancora, però, sono i rilievi indirizzati allo Stato per il pressing soffocante esercitato a carico delle Regioni sin dal tempo ormai lontano in cui quelle ad autonomia differenziata (e – per ciò che qui specificamente importa – la Sicilia) muovevano i primi passi. Eppure, malgrado il quadro a tinte fosche e non promettente nulla di buono per l’avvenire che risulta delineato dagli studi in parola, anche i loro autori, al pari di molti altri che li hanno preceduti, mostrano di coltivare caparbiamente la speranza di un possibile risveglio dei maggiori enti territoriali provvisti di autonomia dallo stato comatoso – come l’ho altrove qualificato – in cui versano ormai da anni. È, tuttavia, noto che il tempo non gioca a beneficio delle persone in coma ma, all’inverso, affievolisce la fiammella della speranza di ripresa, senza peraltro trascurare la circostanza per cui, quand’anche quest’ultima poi si abbia, è tutto da vedere quale sarà lo stato di salute di tali soggetti.</p>
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		<title>Spunti di riflessione dalla lettura del volume: “L’abuso d’ufficio. Contributo a una interpretazione conforme alla Costituzione. Con una proposta di integrazione della riforma introdotta dalla legge n. 120/2020”, di Sergio Perongin</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/spunti-di-riflessione-dalla-lettura-del-volume-labuso-dufficio-contributo-a-una-interpretazione-conforme-alla-costituzione-con-una-proposta-di-integrazione-della-riforma-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 18:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni 3-2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf 1. Le pagine che seguono vogliono, senza alcuna pretesa di completezza, offrire solo qualche spunto di riflessione derivante dalla lettura del volume di Sergio Perongini su “L’abuso d’ufficio. Contributo a una interpretazione conforme alla Costituzione. Con una proposta di integrazione della riforma introdotta dalla legge n. 120/2020”.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/03/3.2021-Giani_17_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">1. Le pagine che seguono vogliono, senza alcuna pretesa di completezza, offrire solo qualche spunto di riflessione derivante dalla lettura del volume di Sergio Perongini su “L’abuso d’ufficio. Contributo a una interpretazione conforme alla Costituzione. Con una proposta di integrazione della riforma introdotta dalla legge n. 120/2020”. Un lavoro nel quale l’Autore, nell’analizzare la fattispecie di reato nell’ennesima riformulazione offerta dal legislatore nell’intervento 2020, offre una rilettura critica che induce a riflettere, in una dimensione complessiva, sul corretto esercizio della funzione amministrativa e sui rischi di deviazione che sono correlati ad ogni esercizio di potere, contribuendo a individuare i limiti, i confini entro i quali anche lo stesso giudice penale dovrebbe muoversi, evitando pericolose contaminazioni che avrebbero come unico effetto quello di generare momenti di frizione che impatterebbero negativamente anche sulla stessa macchina pubblica, allontanando, frustrando il raggiungimento di quegli obiettivi dichiarati che l’intervento riformatore della fattispecie dell’abuso di ufficio intendeva perseguire.<br />
Il volume presenta una doppia anima, amministrativa e penale, che viene ampiamente valorizzata e bilanciata nel contesto dell’analisi condotta dall’amico Perongini e che rispecchia proprio la doppia anima del suo Autore. Ed è proprio questa doppia anima che a mio avviso rappresenta il valore aggiunto del volume in quanto fornisce le chiavi interpretative indispensabili quando ci si avvicina a fattispecie che l’agere publicum rispetto a un reato che forse più degli altri è stato vittima di quel populismo penale degli ultimi tempi sul quale si è per lungo tempo soffermata la dottrina (ad es. N. Pisani). Populismo che in un certo senso è stato aggravato dalla matrice emergenziale dell’ultimo intervento normativo che, come molti degli interventi dettati dall’emergenza, si focalizza sugli effetti, sui sintomi, e non sulle cause della malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/spunti-di-riflessione-dalla-lettura-del-volume-labuso-dufficio-contributo-a-una-interpretazione-conforme-alla-costituzione-con-una-proposta-di-integrazione-della-riforma-2/">Spunti di riflessione dalla lettura del volume: “L’abuso d’ufficio. Contributo a una interpretazione conforme alla Costituzione. Con una proposta di integrazione della riforma introdotta dalla legge n. 120/2020”, di Sergio Perongin</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Recensione ad Alberto Zito, La nudge regulation nella teoria giuridica dell’agire amministrativo. Presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni, Napoli, 2021</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/recensione-ad-alberto-zito-la-nudge-regulation-nella-teoria-giuridica-dellagire-amministrativo-presupposti-e-limiti-del-suo-utilizzo-da-parte-delle-pubbliche-amministrazioni-napoli-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Iannotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 17:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni 2-2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Il libro costituisce una interessantissima riflessione su una nuova possibile forma di esercizio del potere. Il lavoro prende le mosse dalla c.d. nudge theory o teoria della spinta gentile, formulata da due studiosi statunitensi, Richard H. Thaler, economista comportamentale e Cass R. Sunstein, giurista, i quali –</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-ad-alberto-zito-la-nudge-regulation-nella-teoria-giuridica-dellagire-amministrativo-presupposti-e-limiti-del-suo-utilizzo-da-parte-delle-pubbliche-amministrazioni-napoli-2021/">Recensione ad Alberto Zito, La &lt;em&gt;nudge regulation&lt;/em&gt; nella teoria giuridica dell’agire amministrativo. Presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni, Napoli, 2021</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Iannotta.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Il libro costituisce una interessantissima riflessione su una nuova possibile forma di esercizio del potere.<br />
Il lavoro prende le mosse dalla c.d. nudge theory o teoria della spinta gentile, formulata da due studiosi statunitensi, Richard H. Thaler, economista comportamentale e Cass R. Sunstein, giurista, i quali – muovendo dalle premesse che non esiste decisione senza contesto e che le persone, nel decidere, incorrono, spesso, secondo i risultati raggiunti dalle scienze comportamentali, in distorsioni cognitive ed errori – sostengono che è possibile, attraverso un’appropriata costruzione del contesto (detta anche architettura delle scelte), spingere (incoraggiare, pungolare) le persone ad assumere decisioni (e comportamenti) volti ad aumentare il proprio benessere e ad incidere positivamente anche sul benessere collettivo. Le persone restano libere di agire, in quanto il decisore di contesto, c.d. nudger (che può essere pubblico o privato), non stabilisce né divieti, né obblighi; né sanzioni in caso di violazioni; né incentivi o premi in caso di adeguamento della condotta a quella suggerita. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-ad-alberto-zito-la-nudge-regulation-nella-teoria-giuridica-dellagire-amministrativo-presupposti-e-limiti-del-suo-utilizzo-da-parte-delle-pubbliche-amministrazioni-napoli-2021/">Recensione ad Alberto Zito, La &lt;em&gt;nudge regulation&lt;/em&gt; nella teoria giuridica dell’agire amministrativo. Presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni, Napoli, 2021</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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