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	<title>saggi Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>saggi Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<item>
		<title>La sostenibilità democratico-costituzionale delle transizioni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-sostenibilita-democratico-costituzionale-delle-transizioni-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lorello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF 1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale. Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Lorello.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. È ben noto che ogni sistema costituzionale è chiamato ad adattarsi ai processi di cambiamento che attraversano la società, rispondendo alla complessità sempre crescente dei bisogni che essa esprime, sul piano tanto politico-sociale quanto istituzionale.<br />
Anzi, di potrebbe dire, è propria delle costituzioni democratiche la capacità di modellarsi su quei processi di cambiamento, mantenendo nel tempo la propria vitalità e realizzando l’indispensabile equilibrio tra esigenze di stabilità ed esigenze di cambiamento, per mezzo del procedimento di revisione, così come di attuazione della costituzione.<br />
Tuttavia, questo percorso di adattamento deve muoversi all’interno del disegno costituzionale cioè di quel quadro minimo ed essenziale, e per questo fondamentale, che ogni costituzione traccia.<br />
Sotto questo profilo, va, innanzitutto, ricordato che qualunque intervento di modifica dell’impianto costituzionale deve iscriversi all’interno del potere di revisione, che è potere costituito, e, come tale, da esercitarsi nell’ambito e nel rispetto di quel quadro minimo prima richiamato, non potendo mai risolversi nel suo sovvertimento, poiché ciò sarebbe esercizio di un nuovo potere costituente, a seguito della rottura della costituzione vigente</p>
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		<title>I diritti di informazione e partecipazione disegnati dalla Convenzione di Aarhus nel campo dell’energia: strumenti di attuazione per un nuovo paradigma di “democrazia energetica”</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/i-diritti-di-informazione-e-partecipazione-disegnati-dalla-convenzione-di-aarhus-nel-campo-dellenergia-strumenti-di-attuazione-per-un-nuovo-paradigma-di-democrazia-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Salvatore Cellura]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract L’articolo analizza i diritti procedurali di informazione e partecipazione delineati dalla Convenzione di Aarhus e la loro attuazione nel diritto unionale e interno, con specifico riguardo al settore energetico. Muovendo dal nesso tra tutela dell’ambiente, diritti umani e democrazia energetico-ambientale, il contributo evidenzia come l’attuale paradigma acceleratorio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Cellura.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
L’articolo analizza i diritti procedurali di informazione e partecipazione delineati dalla Convenzione di Aarhus e la loro attuazione nel diritto unionale e interno, con specifico riguardo al settore energetico. Muovendo dal nesso tra tutela dell’ambiente, diritti umani e democrazia energetico-ambientale, il contributo evidenzia come l’attuale paradigma acceleratorio – dettato dal diritto unionale – della transizione energetica, soprattutto in materia di fonti rinnovabili, presenti dei rischi di compressione delle garanzie partecipative, attraverso semplificazioni procedimentali, riduzione dei termini di partecipazione e centralizzazione delle decisioni. L’analisi si estende anche alla pianificazione climatica ed energetica, ed evidenzia la necessità di rafforzare l’effettività degli strumenti partecipativi, quali presupposti indispensabili per la legittimazione democratica della transizione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The rights of access to information and public participation shaped by the Aarhus Convention in the energy sector: instruments for implementing a new paradigm of “energy democracy”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The article analyses the procedural rights of access to information and public participation set out in the Aarhus Convention, and their implementation in EU and Italian law, with particular reference to the energy sector. Starting from the link between environmental protection, human rights, and energy-environmental democracy, the paper highlights how the current acceleration-oriented paradigm of the energy transition-driven by EU law, especially in the field of renewable energy source-sentails risks of compressing participatory safeguards through procedural simplification, the shortening of participation timeframes, and the centralisation of decision-making. The analysis also extends to climate and energy planning, underscoring the need to strengthen the effectiveness of participatory instruments as indispensable basis for the democratic legitimacy of the transition.</p>
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		<item>
		<title>La riserva di scienza nel governo delle transizioni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-riserva-di-scienza-nel-governo-delle-transizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Rhao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo muove dal dibattito innescatosi intorno ai rischi per l’uomo e per gli ecosistemi derivanti dall’implementazione su larga scala della tecnologia 5G, denunciati a partire dal 2018 da alcuni centri di ricerca europei e statunitensi. La debacle, oltre a essere suggestiva per via dei plurimi profili</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Rhao.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo muove dal dibattito innescatosi intorno ai rischi per l’uomo e per gli ecosistemi derivanti dall’implementazione su larga scala della tecnologia 5G, denunciati a partire dal 2018 da alcuni centri di ricerca europei e statunitensi. La debacle, oltre a essere suggestiva per via dei plurimi profili giuridici che è in grado di sollecitare, risulta particolarmente utile perché torna a mettere in luce l’antagonismo che tutt’ora si consuma tra la produzione di conoscenza, ad opera della comunità scientifica, e quella di nuovo diritto da parte degli organi rappresentativi. Nonostante le molte ragioni per una positiva lettura giuspubblicistica della riserva di scienza, infatti, ancora numerosi sono i nodi che restano da sciogliere entro i quali si consuma il conflitto tra democraticità della politica e natura democratica della produzione scientifica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The reservation of science in the management of transitions</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The reflections contained in this short article move from the debate triggered around the risks for humans and ecosystems deriving from the  large-scale implementation of 5G technology, denounced since 2018 by some European and US research centers. The debacle, in addition to being suggestive because of the multiple legal profiles it is able to solicit, is particularly useful because it once again highlights the antagonism that is still consumed between the production of knowledge, by the scientific community, and that of new law by representative bodies. Despite the many reasons for a positive public law reading of the science reserve, in fact, there are still many knots that remain to be untied, within which the conflict between the democratic nature of politics and the democratic nature of scientific production is consumed.</p>
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		<item>
		<title>Amministrazione e rischio: dall’esperienza dell’anticorruzione all’antiriciclaggio</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/amministrazione-e-rischio-dallesperienza-dellanticorruzione-allantiriciclaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente contributo intende fornire alcuni spunti per l’elaborazione di un efficace  e sostenibile modello gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo da parte degli enti pubblici. Dopo aver collocato i doveri della pubblica amministrazione italiana in materia nel più ampio quadro del sistema</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/amministrazione-e-rischio-dallesperienza-dellanticorruzione-allantiriciclaggio/">Amministrazione e rischio: dall’esperienza dell’anticorruzione all’antiriciclaggio</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Esposito.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente contributo intende fornire alcuni spunti per l’elaborazione di un efficace  e sostenibile modello gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo da parte degli enti pubblici. Dopo aver collocato i doveri della pubblica amministrazione italiana in materia nel più ampio quadro del sistema internazionale ed europeo di prevenzione e contrasto dell’anti-money laundering e del counter terrorist financing, lo studio esamina le analogie e le differenze tra la disciplina dell’antiriciclaggio e quella dell’anticorruzione, a partire dalle regole sulla pianificazione delle mappature, dell’analisi dei rischi e delle misure di prevenzione. Evidenziando i limiti del modello anticorruzione «a cascata» e la mancanza di un atto di indirizzo per la costruzione dei sistemi di gestione del rischio di riciclaggio da parte delle amministrazioni, la ricerca analizza la prassi delle amministrazioni attive nell’organizzazione nazionale AML/CFT alla ricerca di inediti modelli «induttivamente» sorti dalle best practice degli enti pubblici virtuosi. Infine, sottolineata la centralità di misure di prevenzione sostanziali, incidenti sulle competenze e sull’organizzazione degli uffici responsabili e dei RPCT delle amministrazioni, a partire dall’«analisi e sintesi» degli indicatori di anomalia, il contributo indaga il rapporto tra i presìdi antiriciclaggio e l’attività amministrativa, traendo infine le proprie osservazioni conclusive e di sintesi sulle prospettive per una possibile gestione integrata dei rischi anticorruzione e antiriciclaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Administration and risk: from anti-corruption experience to anti-money laundering</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This research aims to deal with the role and obligations of public administration within the legal framework of anti-money laundering, placing it from the national level within the broader framework of the European and international system. In particular, the present work carries out a comparison between the anti-corruption risk management system and the anti-money laundering system, in order to bring out similarities and differences and investigate possible perspectives for an integrated management of the relevant risk prevention systems. Once the anti-money laundering legislation and proper administrative practice have been examined, the contribution provides some ideas for the development of a risk prevention model that is effective and sustainable by the public bodies obliged to adopt it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/amministrazione-e-rischio-dallesperienza-dellanticorruzione-allantiriciclaggio/">Amministrazione e rischio: dall’esperienza dell’anticorruzione all’antiriciclaggio</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La tutela dei beni culturali alla prova della tempestività dell’azione amministrativa: un annullamento d’ufficio speciale al di là del muro del tempo?</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-tutela-dei-beni-culturali-alla-prova-della-tempestivita-dellazione-amministrativa-un-annullamento-dufficio-speciale-al-di-la-del-muro-del-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Caroccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Una recente sentenza non definitiva del Consiglio di Stato, con la quale è stata sottoposta alla Corte Costituzionale una questione di legittimità parziale dell’art. 21 nonies l. 241 1990, permette di avanzare alcune ipotesi sui rapporti tra il termine massimo per l’emanazione di un provvedimento di annullamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tutela-dei-beni-culturali-alla-prova-della-tempestivita-dellazione-amministrativa-un-annullamento-dufficio-speciale-al-di-la-del-muro-del-tempo/">La tutela dei beni culturali alla prova della tempestività dell’azione amministrativa: un annullamento d’ufficio speciale al di là del muro del tempo?</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Caroccia.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Una recente sentenza non definitiva del Consiglio di Stato, con la quale è stata sottoposta alla Corte Costituzionale una questione di legittimità parziale dell’art. 21 nonies l. 241 1990, permette di avanzare alcune ipotesi sui rapporti tra il termine massimo per l’emanazione di un provvedimento di annullamento d’ufficio ed i poteri amministrativi in materia di protezione dei beni culturali. Per tentare un’analisi prospettica dell’argomento, su cui è intervenuto il pronunciamento dei Giudici di Palazzo Spada, si effettueranno una ricostruzione dell’inquadramento positivo, dottrinario e giurisprudenziale dei provvedimenti incidenti sull’esportazione dei beni culturali e degli atti di annullamento d’ufficio anche in relazione alle vicende specifiche oggetto di causa e, infine, si formuleranno considerazioni sulla risposta del Giudice delle Leggi, individuandone gli spunti più interessanti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The protection of cultural heritage tested by administrative timeliness: a special ex officio annulment beyond the barrier of time?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A recent non-final ruling of the Council of State, with which a question of partial legitimacy of art. 21 nonies l. 241 1990 was submitted to the Constitutional Court, allows us to advance some hypotheses on the relationships between the maximum term for the issuance of an ex officio annulment provision and the administrative powers in the field of protection of cultural heritage. In order to attempt a prospective analysis of the topic, on which the ruling of the Judges of Palazzo Spada intervened, a reconstruction of the positive, doctrinal and jurisprudential framework of the provisions affecting the export of cultural heritage and of the ex officio annulment acts will be carried out, also in relation to the specific events and, finally, considerations will be formulated on the response of the Judge of the Laws, focusing on its most interesting points.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tutela-dei-beni-culturali-alla-prova-della-tempestivita-dellazione-amministrativa-un-annullamento-dufficio-speciale-al-di-la-del-muro-del-tempo/">La tutela dei beni culturali alla prova della tempestività dell’azione amministrativa: un annullamento d’ufficio speciale al di là del muro del tempo?</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cybersicurezza nazionale e disciplina dei contratti pubblici: l’attuale “stratificazione” normativa e il rapporto con il principio di trasparenza</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/cybersicurezza-nazionale-e-disciplina-dei-contratti-pubblici-lattuale-stratificazione-normativa-e-il-rapporto-con-il-principio-di-trasparenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Botto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente lavoro analizza l’articolata relazione tra la disciplina della sicurezza cibernetica nazionale e la normativa sui contratti pubblici, utilizzando come lente d’osservazione privilegiata il principio di trasparenza. In un contesto caratterizzato da una crescente “stratificazione” normativa, lo studio esamina come le esigenze di protezione delle infrastrutture</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/cybersicurezza-nazionale-e-disciplina-dei-contratti-pubblici-lattuale-stratificazione-normativa-e-il-rapporto-con-il-principio-di-trasparenza/">Cybersicurezza nazionale e disciplina dei contratti pubblici: l’attuale “stratificazione” normativa e il rapporto con il principio di trasparenza</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Botto.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente lavoro analizza l’articolata relazione tra la disciplina della sicurezza cibernetica nazionale e la normativa sui contratti pubblici, utilizzando come lente d’osservazione privilegiata il principio di trasparenza. In un contesto caratterizzato da una crescente “stratificazione” normativa, lo studio esamina come le esigenze di protezione delle infrastrutture digitali dello Stato entrino in tensione con i canoni di accessibilità e conoscibilità che informano il procurement pubblico. L’analisi evidenzia come il rapporto fra trasparenza e segretezza non possa essere interpretato in termini binari di mutua esclusione, bensì come una relazione dinamica e necessaria. Sebbene le esigenze di sicurezza nazionale impongano deroghe al regime ordinario di accesso, l’intenzione del legislatore appare orientata a limitare tali sacrifici al minimo indispensabile, istituzionalizzando, ove necessario, la fiducia attraverso procedimenti integrati e obblighi informativi verso gli organi apicali del sistema di governance della sicurezza cibernetica nazionale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>National cybersecurity and public procurement regulation: the current regulatory “stratification” and the relationship with the principle of transparency</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper analyzes the complex relationship between national cybersecurity regulations and public procurement law, using the principle of transparency as a primary lens of observation. In a context characterized by increasing regulatory “stratification” the study examines how the requirements for protecting the State’s digital infrastructure clash with the standards of accessibility and disclosure that inform public procurement. The analysis highlights that the relationship between transparency and secrecy cannot be interpreted in binary terms of mutual exclusion, but rather as a dynamic and necessary relationship. Although national security needs impose derogations from the ordinary access regime, the legislator’s intent appears oriented toward limiting such sacrifices to the minimum necessary, institutionalizing trust, where required, through integrated procedures and information obligations toward the top-level bodies of the national cybersecurity governance system</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/cybersicurezza-nazionale-e-disciplina-dei-contratti-pubblici-lattuale-stratificazione-normativa-e-il-rapporto-con-il-principio-di-trasparenza/">Cybersicurezza nazionale e disciplina dei contratti pubblici: l’attuale “stratificazione” normativa e il rapporto con il principio di trasparenza</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La valorizzazione delle comunità nei processi di rigenerazione: suggestioni straniere ed esperienze italiane</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-valorizzazione-delle-comunita-nei-processi-di-rigenerazione-suggestioni-straniere-ed-esperienze-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Duret]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio si prefigge di offrire una panoramica delle molteplici forme che può assumere la valorizzazione delle comunità nei processi di rigenerazione, non solo urbana, ma più in generale del territorio e non solo circoscritta al recupero fisico dell’esistente, ma estesa al rinnovamento socio-economico delle aree interessate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Duret.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio si prefigge di offrire una panoramica delle molteplici forme che può assumere la valorizzazione delle comunità nei processi di rigenerazione, non solo urbana, ma più in generale del territorio e non solo<br />
circoscritta al recupero fisico dell’esistente, ma estesa al rinnovamento socio-economico delle aree interessate La prima parte del saggio raccoglie una serie di suggestioni provenienti dal contesto internazionale, mentre la seconda si focalizza sulle esperienze emergenti nella realtà italiana.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The enhancement of communities in regeneration processes: foreign suggestions and Italian experiences</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay aims to offer an overview of the multiple forms that assume the enhancement of communities in regeneration processes, not only urban, but more generally of the territory and not limited to the physical recovery of the existing, but extended to socio-economic renewal of the areas concerned. The first part of the essay collects a series of suggestions from the international context, while the second focuses on emerging experiences in the Italian reality.</p>
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		<title>Il metodo nel diritto pubblico e la scomparsa di Majorana</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-metodo-nel-diritto-pubblico-e-la-scomparsa-di-majorana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:48:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Tropea.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo analizza il rinnovato interesse per il metodo nel diritto pubblico, osservando come il confronto tra scienza giuridica e scienze naturali—un tempo caratterizzato dalla distanza tra determinismo classico e positivismo giuridico—sia oggi influenzato dalle categorie della fisica quantistica. Attraverso l’esame delle trasformazioni del ruolo del giudice, della crisi dei modelli sistematici tradizionali e dell’aumento della discrezionalità interpretativa, l’autore discute tre prospettive: quella critica verso l’analogia fra quantistica e metodo giuridico, quella che la adotta con prudenza e quella che, pur riconoscendone le suggestioni descrittive, riafferma la necessità di vincoli istituzionali e formali. Sullo sfondo, il caso della scomparsa di Ettore Majorana consente di riflettere sul passaggio a una concezione probabilistica della realtà, con implicazioni per la teoria dell’interpretazione, per la biopolitica e per i modelli di governamentalità contemporanei. Il saggio propone infine una possibile conciliazione tra suggestioni quantistiche e istituzionalismo giuridico, al fine di leggere le trasformazioni del rapporto tra amministrazione, giudice e diritto in un sistema caratterizzato da complessità, indeterminazione e crescente ruolo dei principi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The method in public law and the disappearance of Majorana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This essay examines the renewed debate on legal methodology within public law, focusing on how contemporary discussions increasingly intersect with concepts drawn from quantum physics. Historically marked by the distance between classical mechanical determinism and legal positivism, the relationship between law and science is reconsidered in light of interpretive discretion, systemic complexity, and the evolving role of the judge. The author explores three attitudes toward the use of quantum analogies in legal theory: a critical stance, a cautious acceptance concerned mainly with dogmatic implications, and an institutional approach that acknowledges the descriptive value of quantum concepts while reaffirming the need for legal constraints and separation of powers. The narrative detours through the mysterious disappearance of physicist Ettore Majorana, whose reflections on probabilistic laws offer a lens through which</p>
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		<title>Convegno &#8220;Il governo dello spazio marittimo&#8221; 10-11 aprile</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-governo-dello-spazio-marittimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nuove Autonomie]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:05:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6306 size-large" src="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-724x1024.jpg" alt="" width="724" height="1024" srcset="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-724x1024.jpg 724w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-332x470.jpg 332w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-768x1086.jpg 768w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-1086x1536.jpg 1086w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-1448x2048.jpg 1448w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-389x550.jpg 389w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-354x500.jpg 354w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-1320x1867.jpg 1320w, https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-governo-dello-spazio-marittimo-FIN-scaled.jpg 1810w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></p>
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		<title>Regionalismo in (perenne) transizione: verso una specialità diffusa?</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/regionalismo-in-perenne-transizione-verso-una-specialita-diffusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Cocchiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:53:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Dopo un ventennio dalla Riforma del Titolo V del 2001 si è tentato di attuare l’art.116 comma 3 della Costituzione ed introdurre il regionalismo differenziato. Al di là delle sorti di tale tentativo, già limitato dalla Corte costituzionale, occorre riflettere sul sistema regionale nel suo complesso. Alla</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Cocchiara.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Dopo un ventennio dalla Riforma del Titolo V del 2001 si è tentato di attuare l’art.116 comma 3 della Costituzione ed introdurre il regionalismo differenziato. Al di là delle sorti di tale tentativo, già limitato dalla Corte costituzionale, occorre riflettere sul sistema regionale nel suo complesso. Alla luce dei diversi interventi normativi che hanno provato a dare forma alle regioni non si può tuttora affermare che vi sia un preciso modello di regionalismo, che è stato in una perenne transizione. Inoltre, stando alle crescenti istanze federaliste ed alle difficoltà di attuazione degli statuti speciali, ci si chiede se la dualità ordinarie/speciali non necessiti di un definitivo superamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Regionalism in (eternal) transition: towards widespread specialisation?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Twenty years after the 2001 reform of Title V, an attempt was made to implement Article 116(3) of the Constitution and introduce differentiated regionalism. Regardless of the outcome of this effort, which has already been limited by the Constitutional Court, it is necessary to reflect on the regional system as a whole. Considering the various regulatory measures that have tried to shape the regions, it still can’t be said that there’s a clear model of regionalism, which has been in a constant state of transition. Also, given the growing federalist demands and the difficulties in implementing special statutes, we wonder if the ordinary/special duality needs to be definitively overcome.</p>
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		<item>
		<title>Scuola internazionale di alta formazione interdisciplinare &#8220;Salute, ambiente e sviluppo sostenibile: diritti, principi e regole&#8221;. Università di Palermo, 23-27 febbraio 2026. Responsabile scientifico: Cristiano Celone, professore associato di diritto amministrativo. </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nuove Autonomie]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:42:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 23 al 27 febbraio 2026 si svolgerà nell&#8217;aula “L. Chiazzese” &#160;del Dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli studi di Palermo la Winter School diretta dal professore Cristiano Celone per il Dottorato in &#8220;Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti&#8221; sul tema &#8220;Salute, ambiente e sviluppo sostenibile: diritti, principi e regole&#8221;. La</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/scuola-internazionale-di-alta-formazione-interdisciplinare-salute-ambiente-e-sviluppo-sostenibile-diritti-principi-e-regole-universita-di-palermo-23-27-febbraio-2026-responsabile-scientifico/">Scuola internazionale di alta formazione interdisciplinare &#8220;Salute, ambiente e sviluppo sostenibile: diritti, principi e regole&#8221;. Università di Palermo, 23-27 febbraio 2026. Responsabile scientifico: Cristiano Celone, professore associato di diritto amministrativo. </a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dal 23 al 27 febbraio 2026 si svolgerà nell&#8217;aula <em>“L. Chiazzese” &nbsp;</em>del Dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli studi di Palermo la <em>Winter School </em>diretta dal professore Cristiano Celone per il Dottorato in &#8220;Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti&#8221; sul tema &#8220;Salute, ambiente e sviluppo sostenibile: diritti, principi e regole&#8221;. La <em>WS </em>è finanziata tramite il Progetto <em>TNE-DESK</em>&nbsp;dal Ministero dell&#8217;Università e della ricerca con fondi europei del PNRR. Partner del Progetto è l&#8217;Università federale del Paraná (UFPR). Alla <em>WS</em>&nbsp;parteciperanno anche dottorandi di altre Università italiane e dell&#8217;UFPR selezionati dal Comitato scientifico per presentare i loro lavori al <em>Workshop</em>, che si terrà l&#8217;ultimo giorno di pomeriggio. Il link per connettersi da remoto è: <a href="https://tinyurl.com/mrymwvy9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/mrymwvy9</a>. Maggiori informazioni sono reperibili nelle 2 locandine che si allegano</strong></p>



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		<title>Il silenzio assenso della p.a. e il problema della tutela dell’affidamento del privato</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-della-p-a-e-il-problema-della-tutela-dellaffidamento-del-privato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 17:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il presente lavoro si occupa di indagare il tema del silenzio assenso e dell’affidamento riposto dal privato nell’aver beneficiato degli effetti favorevoli della condotta inerte dell’amministrazione. All’esito di un inquadramento teorico del fenomeno del silenzio assenso, lo studio si sofferma sull’ampiezza dei poteri di autotutela dell’amministrazione rispetto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-della-p-a-e-il-problema-della-tutela-dellaffidamento-del-privato/">Il silenzio assenso della p.a. e il problema della tutela dell’affidamento del privato</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/04/N.A.-2_3-25-Vavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il presente lavoro si occupa di indagare il tema del silenzio assenso e dell’affidamento riposto dal privato nell’aver beneficiato degli effetti favorevoli della condotta inerte dell’amministrazione. All’esito di un inquadramento teorico del fenomeno del silenzio assenso, lo studio si sofferma sull’ampiezza dei poteri di autotutela dell’amministrazione rispetto agli effetti generati dell’assenso implicito che la stessa amministrazione ha rilasciato con riferimento all’istanza ampliativa del privato. Si esamina, poi, il concetto di affidamento e la sua rilevanza, ai fini della tutela della sfera giuridica del privato, all’interno della fattispecie dell’annullamento in autotutela degli effetti del silenzio assenso. L’indagine conduce a ritenere che sia l’interesse legittimo a tutelare il privato sia nell’ambito del richiamato procedimento di autotutela sia al fine di consentire una eventuale pretesa risarcitoria in conseguenza della lesione della propria sfera giuridica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tha tacit administrative consent and the issue of protecting the legitimate expectations of private parties</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper investigates the topic of tacit consent and the legitimate expectation held by a private party who has benefited from the favourable effects of the administration’s inaction. Following a theoretical framework of the tacit consent phenomenon, the study focuses on the scope of the administration’s self-protective powers concerning the effects generated by the implied consent that the administration itself granted in relation to the private party’s ampliative application. Subsequently, the paper examines the concept of legitimate expectation and its relevance for the protection of the private party’s legal sphere within the specific case of the annulment ex officio of the effects of tacit consent. The investigation leads to the conclusion that the legitimate interest is what protects the private party both within the aforementioned self-protective proceeding and for the purpose of allowing for a potential claim for damages following the infringement of their legal sphere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-silenzio-assenso-della-p-a-e-il-problema-della-tutela-dellaffidamento-del-privato/">Il silenzio assenso della p.a. e il problema della tutela dell’affidamento del privato</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Riflessioni sui profili teorici del rapporto fra s.c.i.a. e tutela del terzo nella dimensione procedimentale e processuale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sui-profili-teorici-del-rapporto-fra-s-c-i-a-e-tutela-del-terzonella-dimensione-procedimentale-e-processuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonino Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 18:07:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La liberalizzazione perseguita con la segnalazione certificata di inizio attività (s.c.i.a.), è sottesa alla riduzione delle barriere amministrative per l’accesso al mercato e l’esercizio della concorrenza da parte dei privati, affinché le relative iniziative economiche possano concorrere al consolidamento del mercato comune europeo voluto dai trattati. Essa</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La liberalizzazione perseguita con la segnalazione certificata di inizio attività (s.c.i.a.), è sottesa alla riduzione delle barriere amministrative per l’accesso al mercato e l’esercizio della concorrenza da parte dei privati, affinché le relative iniziative economiche possano concorrere al consolidamento del mercato comune europeo voluto dai trattati. Essa assume i connotati di una vera e propria semplificazione amministrativa, in cui le fasi procedimentali di verifica vengono sostituite dall’operato degli operatori economici, in un’ottica di autoresponsabilità circa la conformità dell’attività posta in capo agli amministrati. Permangono, tuttavia, plurime problematiche circa il bilanciamento tra gli interessi coinvolti, con speciale riferimento alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive dei terzi, ad oggi rimaste ancora in parte irrisolte. Tali problematiche sussistono in ragione del persistente necessario ruolo regolatore dell’amministrazione, dalla quale dipende il consolidarsi o meno della legittimità dell’esercizio dell’attività segnalata, ancorché posteriore e a formazione “agevolata”, che si riflette logicamente sulla possibilità di prestare tutela all’interesse del terzo alla cessazione o conformazione della stessa, ove lesiva della propria<br />
situazione giuridica soggettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Reflections on the theoretical profiles of the relationship between s.c.i.a. and protection of the third partyin the procedural and jurisdictional dimension</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The liberalisation pursued with the certified notification of commencement of activity (s.c.i.a.), underlies the reduction of administrative barriers for access to the market and the exercise of competition by private individuals, so that the related economic initiatives can contribute to the consolidation of the common European market desired by the treaties. It takes on the characteristics of a real administrative simplification, in which the procedural verification phases are replaced by the work of economic operators, with a view to self-responsibility regarding the conformity of the activity carried out by the administrators. However, multiple problems remain regarding the balance between the interests involved, with special reference to the protection of the subjective legal situations of third parties, which to date have still remained partly unresolved. These problems exist due to the persistent necessary regulatory role of the administration, on which the consolidation or otherwise of the legitimacy of the exercise of the reported activity depends, even if later and with “facilitated” training, which is logically reflected on the possibility of providing protection to the interest of the third party in the termination or conformation of the same, where detrimental to its subjective legal situation.</p>
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		<title>Il paradosso degli strumenti di semplificazione amministrativa tra “legalità” ed “efficacia” dell’attività della pubblica amministrazione (a proposito di s.c.i.a., c.i.l.a. e p.a.s.)</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-paradosso-degli-strumenti-di-semplificazione-amministrativa-tra-legalita-ed-efficacia-dellattivita-della-pubblica-amministrazione-a-proposito-di-s-c-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Diotallevi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-3-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il tema degli strumenti di semplificazione amministrativa prende corpo unitamente all’affermazione del modello della c.d. amministrazione di risultato, il quale mette in discussione, anzitutto, la tenuta del principio di legalità “sostanziale”. Nel caso degli strumenti di semplificazione amministrativa, però, le aporie e contraddizioni che contraddistinguono il quadro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-paradosso-degli-strumenti-di-semplificazione-amministrativa-tra-legalita-ed-efficacia-dellattivita-della-pubblica-amministrazione-a-proposito-di-s-c-i/">Il paradosso degli strumenti di semplificazione amministrativa tra “legalità” ed “efficacia” dell’attività della pubblica amministrazione (a proposito di s.c.i.a., c.i.l.a. e p.a.s.)</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il tema degli strumenti di semplificazione amministrativa prende corpo unitamente all’affermazione del modello della c.d. amministrazione di risultato, il quale mette in discussione, anzitutto, la tenuta del principio di legalità “sostanziale”. Nel caso degli strumenti di semplificazione amministrativa, però, le aporie e contraddizioni che contraddistinguono il quadro normativo di riferimento, e la loro stessa configurazione legislativa, mettono in evidenza proprio la perdurante centralità del principio di legalità “sostanziale”, e della “legge”, come presidio indispensabile del legittimo affidamento del privato cittadino, e della certezza dei rapporti giuridici.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The paradox of administrative simplification tools between “legality” and “effectiveness” of public administration action (regarding SCIA, CILA, and PAS)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The topic of administrative simplification tools takes shape alongside the emergence of the so-called results-based administration model, which calls into question, first and foremost, the validity of the principle of “substantive” legality. In the case of administrative simplification tools, however, the aporias and contradictions that characterize the relevant regulatory framework, and their very legislative configuration, highlight the continuing centrality of the principle of “substantive” legality, and of the “law,” as an indispensable safeguard for the legitimate expectations of private citizens and the certainty of legal relationships.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-paradosso-degli-strumenti-di-semplificazione-amministrativa-tra-legalita-ed-efficacia-dellattivita-della-pubblica-amministrazione-a-proposito-di-s-c-i/">Il paradosso degli strumenti di semplificazione amministrativa tra “legalità” ed “efficacia” dell’attività della pubblica amministrazione (a proposito di s.c.i.a., c.i.l.a. e p.a.s.)</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Recensione del volume “Cura e pubblica amministrazione. Come il pensiero femminista può cambiare in meglio le nostre amministrazioni”, di Alessandra Pioggia, Bologna 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Simonati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 15:02:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni 1-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF 1. Il volume di Alessandra Pioggia prende le mosse richiamando il senso diffuso di profonda insoddisfazione, che porta alle continue riforme di vari settori della pubblica amministrazione. In particolare, si lamenta spesso un eccesso di burocrazia, da cui deriva la richiesta insistente di semplificazione. La soluzione sembra essere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-del-volume-cura-e-pubblica-amministrazione-come-il-pensiero-femminista-puo-cambiare-in-meglio-le-nostre-amministrazioni-di-alessandra-pioggia-bologna-2024/">Recensione del volume “Cura e pubblica amministrazione. Come il pensiero femminista può cambiare in meglio le nostre amministrazioni”, di Alessandra Pioggia, Bologna 2024</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/10/Simonati-1-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Il volume di Alessandra Pioggia prende le mosse richiamando il senso diffuso di profonda insoddisfazione, che porta alle continue riforme di vari settori della pubblica amministrazione. In particolare, si lamenta spesso un eccesso di burocrazia, da cui deriva la richiesta insistente di semplificazione. La soluzione sembra essere riposta nella riduzione dello spazio occupato dalla p.a.<br />
Sottolinea tuttavia correttamente l’A. che questo atteggiamento sorge dalla concezione dell’amministrazione essenzialmente come antagonista dei diritti dei singoli (o del loro pieno soddisfacimento). Il ruolo delle autorità pubbliche dovrebbe essere invece di garanzia, in primis nell’ottica dell’attuazione dei valori costituzionali. Per questo, da tempo la dottrina argomenta l’esistenza di un diritto individuale, non privo di fondamento anche al supremo livello normativo, alla buona amministrazione. Così facendo, però, non si tiene conto dei rischi di omologazione che stanno a monte, nel momento in cui si tratteggia la fisionomia dell’amministrazione “ideale”, calibrandola sulle esigenze e sui bisogni dell’amministrato “medio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/recensione-del-volume-cura-e-pubblica-amministrazione-come-il-pensiero-femminista-puo-cambiare-in-meglio-le-nostre-amministrazioni-di-alessandra-pioggia-bologna-2024/">Recensione del volume “Cura e pubblica amministrazione. Come il pensiero femminista può cambiare in meglio le nostre amministrazioni”, di Alessandra Pioggia, Bologna 2024</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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