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	<title>rilettura Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>rilettura Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Genere, rispetto e falsa neutralità: spunti per una rilettura critica dei modelli</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/genere-rispetto-e-falsa-neutralita-spunti-per-una-rilettura-critica-dei-modelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:17:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2026]]></category>
		<category><![CDATA[22026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il saggio propone una rilettura del concetto di rispetto come categoria giuridica e scientifica, capace di orientare criticamente i modelli normativi e le pratiche sanitarie. Attraverso un approccio intersezionale, l’autrice evidenzia come la pretesa neutralità dei sistemi giuridici e scientifici possa celare meccanismi di esclusione e produrre</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/08/N.A.spec-2-26-Giani.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il saggio propone una rilettura del concetto di rispetto come categoria giuridica e scientifica, capace di orientare criticamente i modelli normativi e le pratiche sanitarie. Attraverso un approccio intersezionale, l’autrice evidenzia come la pretesa neutralità dei sistemi giuridici e scientifici possa celare meccanismi di esclusione e produrre forme di discriminazione indiretta, in particolare nel campo della salute e della procreazione medicalmente assistita. La medicina di genere emerge come strumento analitico e correttivo, in grado di rendere visibili tali asimmetrie e promuovere un’eguaglianza sostanziale. In questa prospettiva, il rispetto assume una funzione operativa: da principio etico si fa criterio di giustizia distributiva, parametro di verifica dell’appropriatezza del risultato attraverso cui autodeterminazione, dignità e responsabilità istituzionale trovano una traduzione verificabile nelle scelte sanitarie e organizzative.</p>
<p style="text-align: justify;">The essay reinterprets the concept of respect as both a legal and scientific category capable of critically guiding normative frameworks and healthcare practices. Adopting an intersectional approach, the author shows how the alleged neutrality of legal and scientific systems may conceal exclusionary mechanisms and generate forms of indirect discrimination, particularly in healthcare and medically assisted reproduction. Gender medicine is presented as both an analytical and corrective tool, able to expose these asymmetries and foster substantive equality. In this perspective, respect acquires an operational function: from an ethical principle it becomes a criterion of distributive justice, a benchmark for assessing the appropriateness of outcome (appropriatezza del risultato) through which self-determination, dignity, and institutional responsibility are translated into verifiable healthcare and organizational choices.</p>
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		<title>L’amministrazione tra appropriatezza dell’organizzazione e risultato: spunti per una rilettura del dialogo tra territorio, autorità e diritti*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/lamministrazione-tra-appropriatezza-dellorganizzazione-e-risultato-spunti-per-una-rilettura-del-dialogo-tra-territorio-autorita-e-diritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Loredana Giani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 19:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2021]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
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		<category><![CDATA[dell’organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[l’amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract La crisi pandemica, e soprattutto le reazioni ad essa, hanno posto maggiore enfasi sul tema delle relazioni tra autorità e diritti, evidenziando la necessità di ripensare il ruolo delle amministrazioni al fine di guidare le traiettorie di sviluppo sostenibile e di innovazione sociale dei territori, definendo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/lamministrazione-tra-appropriatezza-dellorganizzazione-e-risultato-spunti-per-una-rilettura-del-dialogo-tra-territorio-autorita-e-diritti/">L’amministrazione tra appropriatezza dell’organizzazione e risultato: spunti per una rilettura del dialogo tra territorio, autorità e diritti*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/03/3.2021-Giani_1_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La crisi pandemica, e soprattutto le reazioni ad essa, hanno posto maggiore enfasi sul tema delle relazioni tra autorità e diritti, evidenziando la necessità di ripensare il ruolo delle amministrazioni al fine di guidare le traiettorie di sviluppo sostenibile e di innovazione sociale dei territori, definendo le linee di fondo sulla cui base individuare il ruolo dell’azione di governance, e in particolare della governance territoriale, secondo una prospettiva che pone il territorio al centro dello sviluppo, come principale attore (assieme al momento istituzionale) della sostenibilità e della stessa resilienza. In questo contesto, il richiamo alla pluriforme e polisemica dimensione territoriale, e del comune in particolare, consente di individuare diversi livelli di analisi che intercettano il territorio, in quanto luogo di espressione del bisogno, luogo della comunità e, quindi, destinatario degli interventi; l’azione dei diversi soggetti operanti sul territorio e, dunque, l’azione (pubblica) in un contesto multilivello e multiattoriale proprio di un sistema di governance a rete, e in ultimo il risultato amministrativo, frutto di una dialettica tra organizzazione e funzione che ne consente una lettura in termini non solo di sostenibilità ma, a monte, in termini di appropriatezza, riferita non solo al risultato, ma anche a tutti gli elementi (anche organizzativi) che ne rappresentano il presupposto logico e imprescindibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Public administration between organisational appropriateness and results: ideas for a reinterpretation of the dialogue between territory, authority and rights</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The pandemic crisis, and especially the reactions to it, have placed greater emphasis on the issue of the relationship between authority and rights, highlighting the need to rethink the role of the administrations in order to guide the trajectories of sustainable development and social innovation, defining the foundations on the basis of which to identify the role of governance, and in particular of territorial governance, from a perspective that places the territory at the center of development, as the main player (along with the institutional one) of sustainability and resilience. In this context, the reference to the multiform and polysemous territorial dimension, and of the municipality in particular, allows the identification of different levels of analysis of the territory, as a place of the expression of a need, a place of the community and, therefore, a recipient of interventions; the action of the various subjects operating in the territory and, therefore, the (public) action in a multilevel and multi-player context typical of a network governance system, and ultimately the administrative result, the fruit of a dialectic between organisation and function that allows a reading not only in terms of sustainability but, earlier, in terms of appropriateness, referring not only to the result, but also to all the elements (including organisational) that represent its logical and essential prerequisites.</p>
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		<title>Accesso civico generalizzato e contratti pubblici: una rilettura del dibattito giurisprudenziale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/accesso-civico-generalizzato-e-contratti-pubblici-una-rilettura-del-dibattito-giurisprudenziale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Concilio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 18:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2021]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenziale]]></category>
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		<category><![CDATA[rilettura]]></category>
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		<category><![CDATA[contratti]]></category>
		<category><![CDATA[civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract Il principio di trasparenza è stato oggetto di una profonda trasformazione nel corso del tempo, divenendo da fine dell’agire pubblico a strumento attraverso il quale garantire il corretto svolgimento della funzione pubblica. Parimenti, il rapporto tra la pubblica amministrazione ed il privato ha subito una significativa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/accesso-civico-generalizzato-e-contratti-pubblici-una-rilettura-del-dibattito-giurisprudenziale-2/">Accesso civico generalizzato e contratti pubblici: una rilettura del dibattito giurisprudenziale</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Concilio.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il principio di trasparenza è stato oggetto di una profonda trasformazione nel corso del tempo, divenendo da fine dell’agire pubblico a strumento attraverso il quale garantire il corretto svolgimento della funzione pubblica. Parimenti, il rapporto tra la pubblica amministrazione ed il privato ha subito una significativa evoluzione, che ha portato, in taluni casi, ad una inversione di ruoli. Questa evoluzione emerge in modo particolare in materia di accesso agli atti e, soprattutto, nelle forme di accesso civico semplice e generalizzato disciplinate dal d. lgs. n. 33/2013, così come modificato dal d. lgs. n. 97/2016, ove si prescinde dai tradizionali criteri di legittimazione e ci si spinge “oltre”. Nell’ambito di tale contesto normativo si inserisce la pronuncia della Adunanza Plenaria, il cui intervento si è reso necessario al fine di delineare la possibile concorrenza tra le diverse forme di accesso, per individuare i presupposti per l’esercizio del diritto di accesso agli atti della fase esecutiva da parte dell’operatore economico secondo classificato in graduatoria, nonché per dirimere il contrasto giurisprudenziale sorto in merito alla applicabilità dell’accesso civico generalizzato al settore degli appalti pubblici, data la “peculiarità” del dettato normativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Generalised civic access and public contracts: a jurisprudential debate rereading</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Transparency principle has been profoundly transformed over time, becoming from the goal of public action to an instrument through which to ensure the proper performance of public service. Similarly, the relationship between the public administration and citizens has undergone a significant development, which has led, in some cases, to a reversal of roles. This development is particularly evident in the area of documentary access and, above all, in the forms of simple and generalised civic access, governed by Legislative Decree 33/2013, as amended by Legislative Decree 97/2016, where we do not have the traditional criteria of legitimacy and go “further”. Within this regulatory framework, the ruling of the Plenary Assembly was necessary in order to outline the possible competition between different forms of access, to identify the conditions for the exercise of the right of access to the acts of the executive phase by the second-placed economic operator in the ranking, and to settle the jurisprudential contrast that arose with regard to the applicability of generalised civic access to the public contracts sector, due to the “peculiarity” of the regulatory dictate.</p>
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