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	<title>modelli Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>modelli Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Modelli di innovazione sociale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità: sfide e prospettive per il Terzo settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariaconcetta D’Arienzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 15:53:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>scarica PDF Abstract Il saggio, analizzando lo stato di attuazione delle riforme volte a ristabilire l’efficienza della rete pubblica dei servizi di assistenza, cura e sostegno alle persone con disabilità, suggerisce l’adozione di un modello organizzativo a rete, alternativo sia al mercato, sia alla gerarchia, che coinvolga attivamente, in regime</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/06/3-2024-DArienzo.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p><strong>Abstract </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio, analizzando lo stato di attuazione delle riforme volte a ristabilire l’efficienza della rete pubblica dei servizi di assistenza, cura e sostegno alle persone con disabilità, suggerisce l’adozione di un modello organizzativo a rete, alternativo sia al mercato, sia alla gerarchia, che coinvolga attivamente, in regime sussidiario e di amministrazione coordinata e condivisa, il Terzo settore auspicando che esso possa acquisire carattere permanente e integrato nell’ambito di un quadro erogatorio prestabilito, tarato sull’omogeneità e sulla qualità delle prestazioni e dei servizi resi all’utenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Social Innovation Models for the Protection of the Rights of Persons with Disabilities: Challenges and Perspectives for the Third Sector</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay, analyzing the state of implementation of the reforms aimed at re-establishing the efficiency of the public network of assistance, care and support services for people with disabilities, suggests the adoption of a network organizational model, alternative to both the market and hierarchy, which actively involves, in a subsidiary regime and coordinated and shared administration, the Third Sector with the hope that it can acquire a permanent and integrated character within a pre-established delivery framework, calibrated on the homogeneity and quality of the services and of services rendered to users.</p>
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		<title>Tutela sistemica dell’ambiente e dei modelli di responsabilità nella prospettiva della bonifica dei siti contaminati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angiola Giovanna Modano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 19:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 1/2 2024]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2025/02/N.A.-1-2-24-AnGIOLA-GIOVAnnA-MODAnO.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Abstract</p>
<p style="text-align: justify;">L’allarme attivato dalla crisi “ecologica” impone un’osservazione sull’odierna infrastruttura ambientale, le cui componenti faticano a raggiungere un’allocazione ottimale: falla quest’ultima, probabilmente, superabile soltanto con la creazione di uno modello giuridico sistemico, che ne assicuri un loro pàrco uso. Interpretando l’ecosistema sulla base dei principi nazionali ed europei – tra cui prevenzione, precauzione e proporzionalità– si avverte oramai l’esigenza di una ristrutturazione del quadro regolatorio per arginare le esternalità negative, che mettono a repentaglio i “beni costituzionalmente indisponibili”, quali: il suolo, l’acqua e l’aria. Nella cornice fissata, si palesa l’ulteriore problematica inerente la “cenerentola” del diritto ambientale: la bonifica dei siti contaminati. Le criticità della tematica spingono a provare ad individuare procedure più celeri e partecipative, ferma l’improcrastinabile necessità di definire un paradigma in forza del quale imputare la responsabilità in capo al soggetto (realmente) responsabile o al proprietario incolpevole. Dunque, pur perseguendo una visione unitaria del diritto ambientale, la vastità delle situazioni giuridiche soggettive nonché i diversi obblighi ed oneri paiono rendere necessaria la creazione di uno “statuto” differenziale in tema di bonifiche, che tenga conto delle variegate posizioni in rilievo fornendo ad esse tutela procedimentale e processuale. In un’ottica ecologizzante, da ultimo non resta che interrogarsi sul se i principi possano rappresentare l’unico reale collante per rimediare ai vuoti normativi o, di contro, se possa risultare maggiormente necessario sollecitare l’amministrazione a decisioni che siano frutto di “giustapposizione” dialogata e non unidirezionale tra esigenze di sviluppo economico ed integrità delle matrici ambientali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Systemic protection of the environment and responsibility models in view of remediation of contaminated sites</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The alarm triggered by the “ecological” crisis requires an observation on today’s environmental infrastructure, whose components are struggling to achieve optimal allocation: The Commission’s proposal for a Council Directive on the protection of workers against exposure to certain substances is therefore not acceptable. Interpreting the ecosystem since national and European principles – including prevention, the need for a restructuring of the regulatory framework to curb negative externalities, which endanger the “constitutionally unavailable assets” such as: soil, water and air. Within the framework set, the further “Cinderella” problem of environmental law is strongly highlighted: the remediation of contaminated sites. The critical nature of the issue calls for a more rapid and participatory approach; It stops the inevitable need to define a paradigm by which the (really) responsible person or the innocent owner is held liable. Thus, while pursuing a systemic vision of environmental law, the vastness of subjective legal situations as well as the different obligations and burdens seem to make it necessary to create a “statute” differs in terms of remediation, considering the various positions of importance by providing them with procedural and procedural protection. Finally, from an ecological point of view, it is necessary to ask whether the principles can be the only real glue to remedy the regulatory gaps or, on the other hand, whether it may be more necessary to urge the administration to decisions that are the result of juxtaposition dialogue and not unidirectional between economic development needs and environmental policy, in a coherent and integrated manner.</p>
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