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	<title>codice Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>codice Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<item>
		<title>Il principio di auto-organizzazione amministrativa previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-auto-organizzazione-amministrativa-previsto-dal-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Figorilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Tra le novità che hanno caratterizzato il nuovo codice dei contratti pubblici, un posto di sicuro rilievo va riservato alle prime disposizioni contenenti una più puntuale definizione dei principi che regolano la materia, tra i quali quello della c.d. auto-organizzazione, così come codificato dall’art. 7, D.lgs n.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-auto-organizzazione-amministrativa-previsto-dal-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici/">Il principio di auto-organizzazione amministrativa previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-2.-Figorilli.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Tra le novità che hanno caratterizzato il nuovo codice dei contratti pubblici, un posto di sicuro rilievo va riservato alle prime disposizioni contenenti una più puntuale definizione dei principi che regolano la materia, tra i quali quello della c.d. auto-organizzazione, così come codificato dall’art. 7, D.lgs n. 36/2023. L’obiettivo del presente studio è quello di verificare attraverso quali modalità detto principio è stato ribadito nel nostro ordinamento rispetto al contenuto della direttiva 2014/23/UE, intervenendo ancora una volta sull’istituto degli affidamenti diretti e cercando di rinvenire un tratto comune nell’ambito delle differenti fonti normative che continuano a regolare tale materia, in particolare il recente D.lgs. n. 201/2022 richiamato espressamente dalla novella. L’analisi condotta in questa prospettiva, anche attraverso l’esame delle interpretazioni fornite dalla giurisprudenza interna ed europea, si sofferma inoltre sugli adempimenti che la stazione appaltante è tenuta ad osservare, con inevitabile restrizione dei margini di discrezionalità che residuano in capo alle amministrazioni nell’assumere le proprie determinazioni non più inquadrabili come decisioni di natura prevalentemente politica. La ricerca, si conclude con l’illustrazione delle deroghe alla regola dell’evidenza pubblica, laddove l’oggetto del contratto sia frutto della cooperazione fra più amministrazioni, alle condizioni indicate nell’ultimo comma dell’art. 7 qui preso in considerazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The principle of administrative self-organisation under the new public procurement code</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Among the novelties that characterized the new public contracts code, a place of certain prominence must be reserved for the first provisions containing a more precise definition of the principles governing the matter, including that of so-called self-organization, as codified in Article 7, Legislative Decree n. 36/2023. The purpose of this study is to verify the ways in which this principle has been reaffirmed in our legal system with respect to the content of Directive 2014/23/EU, once again intervening on the institution of direct awarding and attempting to find a common trait in the context of the different regulatory sources that continue to regulate this matter, in particular the recent Legislative Decree n. 201/2022 expressly referred to by the reform. The analysis conducted in this perspective, also through the interpretations provided by national and European case law, also focuses on the obligations that the contracting authority is required to observe, with an inevitable restriction of the margins of discretionary power that remain with the administrations in taking their own decisions that can no longer be framed as decisions of a predominantly political nature. The research concludes by illustrating the exceptions to the rule of public procurement where the subject matter of the contract is the result of cooperation between several administrations, under the conditions indicated in the last paragraph of Art. 7 considered here.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-auto-organizzazione-amministrativa-previsto-dal-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici/">Il principio di auto-organizzazione amministrativa previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>L’inattesa evoluzione della buona fede: la “fiducia” nel nuovo Codice dei contratti pubblici. Prime riflessioni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/linattesa-evoluzione-della-buona-fede-la-fiducianel-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici-prime-riflessioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bianca Nicla Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 20:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF Abstract Lo scritto si propone di analizzare i principi della buona fede e della fiducia nel contesto del nuovo Codice dei contratti pubblici, come disciplinati dal Decreto Legislativo 36/2023. Attraverso un’indagine giuridica che ne ricostruisce la ratio ed i contenuti, verranno esplorate le implicazioni di tali principi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/linattesa-evoluzione-della-buona-fede-la-fiducianel-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici-prime-riflessioni/">L’inattesa evoluzione della buona fede: la “fiducia” nel nuovo Codice dei contratti pubblici. Prime riflessioni</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2023/11/9.-Romano-2.23.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Lo scritto si propone di analizzare i principi della buona fede e della fiducia nel contesto del nuovo Codice dei contratti pubblici, come disciplinati dal Decreto Legislativo 36/2023. Attraverso un’indagine giuridica che ne ricostruisce la ratio ed i contenuti, verranno esplorate le implicazioni di tali principi nella sfera dei contratti pubblici, con particolare attenzione alle conseguenze per le amministrazioni pubbliche e per i privati che con essa interagiscono.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The unexpected evolution of good faith: the “trust” in the new Code of Contracts. First reflections</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The paper aims to analyse the principles of good faith and trust in the context of the new Code of public contracts, as regulated by Legislative Decree 36/2023. Through a legal investigation that reconstructs their ratio and content, the implications of these principles in the field of public contracts will be explored, with a particular focus on the consequences for public administrations and private individuals interacting with such contracts.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/linattesa-evoluzione-della-buona-fede-la-fiducianel-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici-prime-riflessioni/">L’inattesa evoluzione della buona fede: la “fiducia” nel nuovo Codice dei contratti pubblici. Prime riflessioni</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sull’applicabilità in materia tributaria della penalità di mora prevista dal codice di procedura civile</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sullapplicabilita-in-materia-tributaria-della-penalita-di-mora-prevista-dal-codice-di-procedura-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gioè]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 19:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2021]]></category>
		<category><![CDATA[applicabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract Nel giudizio tributario di annullamento, se a volte la rimozione dell’atto dichiarato illegittimo risulta già pienamente satisfattiva, altre volte potrebbe non essere sufficiente, rendendosi necessaria un’attività in positivo dell’amministrazione, consistente, ad esempio, nella cancellazione dell’iscrizione a ruolo, o di un provvedimento cautelare già adottato. In ambito</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullapplicabilita-in-materia-tributaria-della-penalita-di-mora-prevista-dal-codice-di-procedura-civile/">Sull’applicabilità in materia tributaria della penalità di mora prevista dal codice di procedura civile</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/03/3.2021-Gioe_6_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Nel giudizio tributario di annullamento, se a volte la rimozione dell’atto dichiarato illegittimo risulta già pienamente satisfattiva, altre volte potrebbe non essere sufficiente, rendendosi necessaria un’attività in positivo dell’amministrazione, consistente, ad esempio, nella cancellazione dell’iscrizione a ruolo, o di un<br />
provvedimento cautelare già adottato. In ambito processual-civilistico l’art. 614 bis c.p.c. prevede uno strumento di coazione indiretta, finalizzato a stimolare l’esecuzione spontanea delle sentenze di condanna all’adempimento di obbligazioni diverse dal pagamento delle somme di denaro. All’interno del decreto sul processo tributario non si rinviene alcuna norma che disciplini un l’istituto dell’astreinte. Nelle considerazioni che seguono verrà esaminata la possibilità di estendere la norma contenuta all’interno dell’art. 614 bis c.p.c. alla materia fiscale, in forza del rinvio generale alle norme del codice di procedura civile, contenuto nel comma 2 dell’art. 1 del d.lgs. n. 546/1992.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The application, in the tax field, of the default penalty regulated by the civil procedure code</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In the tax action of annulment, if at times the removal of the illegitimate act is already fully satisfactory, at other times it may not be sufficient, making necessary a positive activity of the administration, consisting, for example, in the cancellation of the registration with the role, or a precautionary measure already adopted. In the procedural-civil law context, art. 614 bis c.p.c. regulates an instrument of indirect coercion, aimed at stimulating the spontaneous execution of the decisions for the fulfillment of obligations other than the payment of sums of money. Within the decree on tax trial there is no provision regulating the juridical institution of the “astreinte”. The considerations reported below, will focus on the possibility of extending art. 614 bis c.p.c. to tax matters, pursuant to the general reference to the rules of the civil procedure code, within paragraph 2 of art. 1 of Legislative Decree 546/1992.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullapplicabilita-in-materia-tributaria-della-penalita-di-mora-prevista-dal-codice-di-procedura-civile/">Sull’applicabilità in materia tributaria della penalità di mora prevista dal codice di procedura civile</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Vavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 17:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 2-2021]]></category>
		<category><![CDATA[giurisdizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pdf Abstract La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/">Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Vavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La disciplina della deducibilità del difetto di giurisdizione nel giudizio amministrativo di appello è stata fortemente incisa dal diritto giurisprudenziale. Nonostante l’art. 37 del Codice di procedura civile affermi chiaramente la rilevabilità del difetto di giurisdizione in ogni stato e grado, l’opera creatrice della giurisprudenza di legittimità, a partire dalle pronunce delle sezioni unite del 2008, ha ritenuto, a tutela della ragionevole durata del processo, di ridimensionare il campo di applicazione della norma prevedendo che la questione di giurisdizione<br />
possa essere rilevata d’ufficio sino al primo grado ovvero dedotta in appello mediante un motivo avverso il capo che ha statuito in modo implicito o esplicito sulla stessa giurisdizione. Tali pronunce hanno ispirato il legislatore in altra sede: l’art. 9 del Codice del processo amministrativo, infatti, è l’espressione dei principi coniati dalla giurisprudenza della Suprema Corte.<br />
Se nel giudizio di secondo grado il difetto di giurisdizione può essere dedotto solo attraverso uno specifico motivo di appello, incerta è la sorte del gravame proposto da colui che ha adìto la giurisdizione e che è rimasto soccombente nel merito dinanzi al TAR.<br />
Il presente lavoro prende spunto dalla recentissima ordinanza di rimessione all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (n. 2013/2021), che affronta proprio il tema da ultimo richiamato. Dopo aver ricostruito le basi teoriche della questione, l’analisi è svolta alla luce degli interventi della giurisprudenza amministrativa e di legittimità, con l’obiettivo di individuare una corretta sintesi tra le norme e i principi costituzionali sottesi alla materia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>About the appeal on jurisdiction to the Consiglio di Stato by the subject who </strong><strong>has referred to the judge, between Constitution, Administrative Process Code </strong><strong>and judicial decisions: a systematic framework</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The discipline of the deductibility of jurisdictional defect in the administrative judgment of appeal has been strongly influenced by the case-law. Despite the article 37 of the Code of Civil Procedure clearly states that the jurisdictional defect can be detected at every stage and level of proceeding, the creative case-law of the Supreme Court, starting from the rulings of 2008, considered – in order to protect the reasonable duration of the trial – to scale back that rule, providing that jurisdictional defect may be raised ex officio up to the first instance of judgement or deduced by way of a ground of appeal against the part of the decision that has ruled implicitly or explicitly on the jurisdiction. These rulings inspired the legislator elsewhere: the article 9 of the Administrative Process Code, indeed, is the expression of the principles coined by the jurisprudence of the Supreme Court.<br />
If in the second instance the jurisdictional defect can be deduced only through a specific ground for appeal, the fate is uncertain of the appeal proposed by the one who has brought the case before the TAR but the question has been rejected.<br />
This work takes its cue from the very recent referring order to the Plenary Session of the Council of State (n. 2013/2021), which precisely deals with the topic last pointed. After having reconstructed the theoretical basis of the question, the analysis is carried out in the light of the interventions of administrative and Supreme Court case-law, with the aim of identifying a correct synthesis between the law and constitutional principles underlying the subject.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/sullappello-al-consiglio-di-stato-in-punto-di-giurisdizione-da-parte-di-colui-che-lha-adita-tra-costituzione-codice-del-processo-amministrativo-e-orientamenti-giurisprudenziali-un/">Sull’appello al Consiglio di Stato in punto di giurisdizione da parte di colui che l’ha adìta, tra Costituzione, Codice del processo amministrativo e orientamenti giurisprudenziali: un inquadramento sistematico</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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