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	<title>Speciale 2-2025 Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>Speciale 2-2025 Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>L’architettura e la cura del suolo</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/larchitettura-e-la-cura-del-suolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Francesco Tuzzolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 21:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Il rapporto fisico con la terra è un atto di consapevolezza dello stare nel mondo, la condizione primaria dell’abitare. Heidegger nei suoi scritti sull’abitare parla del legame indissolubile tra l’uomo e il luogo, nella sua naturale ricerca di spazio. Così, abitando la terra, contrastando o accogliendo l’imprevedibilità della</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-25.-Tuzzolino.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto fisico con la terra è un atto di consapevolezza dello stare nel mondo, la condizione primaria dell’abitare. Heidegger nei suoi scritti sull’abitare parla del legame indissolubile tra l’uomo e il luogo, nella sua naturale ricerca di spazio. Così, abitando la terra, contrastando o accogliendo l’imprevedibilità della natura, si costruisce ogni giorno un fitto tessuto di relazioni visibili e invisibili con la comunità degli uomini, modificando diacronicamente lo spazio fisico. L’abitare sollecita una tensione verso la trasformazione, una ricerca di familiarità che si compie attraverso il riconoscimento dei luoghi. E questa trasformazione coinvolge certamente il suolo, come superficie in cui si gioca il primo contatto con il mondo, che accoglie ed esprime la complessità delle tracce impresse dall’uomo. Questo preciso rapporto biunivoco determina una sorta di scrittura sulla superficie terrestre, dove un sistema di segni sempre diverso costruisce  una narrazione nuova nell’apparente continuità dello spazio.</p>
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		<title>Rigenerazione urbana e nodi di mobilità: strategie integrate per la qualità dello spazio pubblico. Analisi teorica e applicazioni</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/rigenerazione-urbana-e-nodi-di-mobilita-strategie-integrate-per-la-qualita-dello-spazio-pubblico-analisi-teorica-e-applicazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ronsivalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 21:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Negli ultimi decenni, la crescente urgenza di coniugare sostenibilità, qualità dello spazio urbano ed efficienza nell’uso dello spazio urbano ha posto le città di fronte a nuove sfide di pianificazione. L’integrazione tra infrastrutture di mobilità, rigenerazione urbana e politiche di efficientamento energetico rappresenta oggi una strategia centrale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-22.-Ronsivalle.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Negli ultimi decenni, la crescente urgenza di coniugare sostenibilità, qualità dello spazio urbano ed efficienza nell’uso dello spazio urbano ha posto le città di fronte a nuove sfide di pianificazione. L’integrazione tra infrastrutture di mobilità, rigenerazione urbana e politiche di efficientamento energetico rappresenta oggi una strategia centrale per promuovere città più accessibili, inclusive e resilienti. Questo contributo propone una lettura integrata di approcci e modelli che, dalla teoria della resilienza urbana alla pratica del Tactical Urbanism, fino ai protocolli c.d. Living Lab, permettono di sviluppare interventi di qualità negli spazi pubblici connessi a nodi di trasporto. La trattazione si articola in quattro sezioni: un’introduzione al quadro concettuale, una sintesi del contesto scientifico di riferimento, la proposta di un modello di governance integrata tra rigenerazione urbana e mobilità e la presentazione del caso studio localizzato<br />
a Palermo nell’area della stazione ferroviaria Palazzo Reale–Orleans, infine le conclusioni fin qui estratte dallo studio condotto. L’analisi dimostra come nodi di mobilità e aree residenziali ad alta densità, se trattati come spazi urbani integrati e non meri luoghi di transito, possano costituire catalizzatori di rigenerazione e innovazione urbana.</p>
<p><strong>Urban regeneration and mobility hubs: integrated strategies for the quality of public space. Theoretical analysis and applications</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In recent decades, the increasing urgency to combine sustainability, quality of urban space, and efficiency in the use of urban space has posed new planning challenges for cities. The integration of mobility infrastructure, urban regeneration, and energy efficiency policies today represents a central strategy for promoting more accessible, inclusive, and resilient cities. This contribution proposes an integrated reading of approaches and models that, from the theory of urban resilience to the practice of Tactical Urbanism, including the so-called Living Lab protocols, enable the development of quality interventions in public spaces connected to transport nodes. The paper is structured into four sections: an introduction to the conceptual framework, a summary of the relevant scientific context, the proposal of a model of integrated governance between urban regeneration and mobility, and the presentation of a case study located in Palermo in the area of the Palazzo Reale–Orleans railway station. Finally, the conclusions drawn from the conducted study are presented. The analysis demonstrates how mobility nodes and high-density residential areas, when treated as integrated urban spaces rather than mere transit points, can serve as catalysts for urban regeneration and innovation.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/rigenerazione-urbana-e-nodi-di-mobilita-strategie-integrate-per-la-qualita-dello-spazio-pubblico-analisi-teorica-e-applicazioni/">Rigenerazione urbana e nodi di mobilità: strategie integrate per la qualità dello spazio pubblico. Analisi teorica e applicazioni</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Soil Consumption and Urban Regeneration</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/soil-consumption-and-urban-regeneration/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Andrea Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 20:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF AbstractThe paper investigates the link between soil consumption and urban regeneration, which represents a strategic alternative to it, taking position at the crossroads between right to the city and next-generation urban planning. The recognition of the importance of this environmental matrix for the production of ecosystem services, in</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/soil-consumption-and-urban-regeneration/">Soil Consumption and Urban Regeneration</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-21.-Primerano.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />The paper investigates the link between soil consumption and urban regeneration, which represents a strategic alternative to it, taking position at the crossroads between right to the city and next-generation urban planning. The recognition of the importance of this environmental matrix for the production of ecosystem services, in this perspective, intersects the economic and social value of sound territorial management that the different institutional levels, also as a result of new participatory processes involving citizens, must ensure for the main purpose of countering multiple situations of marginalization and degradation denoting conditions of poverty.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Consumo di suolo e rigenerazione urbana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo indaga il legame fra il consumo di suolo e la rigenerazione urbana, che ne rappresenta un’alternativa strategica e si colloca al crocevia tra diritto alla città e urbanistica di nuova generazione. Il riconoscimento dell’importanza di tale matrice ambientale per la produzione di servizi ecosistemici, in quest’ottica, intercetta il valore economico e sociale della sana gestione territoriale che i diversi livelli istituzionali, anche per effetto di nuovi processi partecipativi che coinvolgono la cittadinanza, devono assicurare al precipuo scopo di contrastare plurime situazioni di emarginazione e degrado che denotano condizioni di povertà. </p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Brownfields: come limitare il consumo di suolo rigenerando le aree urbane</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/brownfields-come-limitare-il-consumo-di-suolo-rigenerando-le-aree-urbane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Di Trapani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 20:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il crescente consumo di suolo derivante dall’espansione urbana e il contestuale degrado di numerosi siti industriali dismessi hanno reso urgente lo sviluppo di strategie integrate di bonifica e rigenerazione urbana. Nella nota viene esaminato il contesto normativo europeo e nazionale, citando i principali riferimenti che regolano il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-23.-Di-Trapani.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il crescente consumo di suolo derivante dall’espansione urbana e il contestuale degrado di numerosi siti industriali dismessi hanno reso urgente lo sviluppo di strategie integrate di bonifica e rigenerazione urbana. Nella nota viene esaminato il contesto normativo europeo e nazionale, citando i principali riferimenti che regolano il tema e definiscono obiettivi e procedure per il recupero dei brownfields. Vengono quindi illustrate alcune tecniche di bonifica, suddivise in metodi tradizionali e approcci sostenibili. Il ruolo strategico dei brownfields nella mitigazione del consumo di suolo è analizzato attraverso la presentazione di alcuni casi di studio. Infine, vengono discusse le principali criticità che frenano l’applicazione su larga scala di questo approccio (frammentazione normativa, tempi e costi elevati, disallineamento tra stakeholder) e si propongono linee d’azione per semplificare l’iter autorizzativo, incentivare la partecipazione integrata e orientare la rigenerazione verso la neutralità carbonica e l’ottimizzazione dei servizi ecosistemici. Queste indicazioni intendono orientare futuri interventi di sviluppo urbano circolare e resiliente, in linea con l’obiettivo UE di “no net land take” entro il 2050.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brownfields: how to limit land take by regenerating urban areas </strong></p>
<p style="text-align: justify;">The growing land take due to urban expansion and the simultaneous degradation of numerous disused industrial sites have made the development of integrated strategies for remediation and urban regeneration increasingly urgent. This paper examines the European and national regulatory frameworks, highlighting the main policy references that address these issues and define objectives and procedures for brownfields recovery. Several remediation techniques are then illustrated, distinguishing between traditional methods and sustainable approaches. The strategic role of brownfields in mitigating land take is analysed through selected case studies. Finally, the main barriers hindering the large-scale application of this approach (regulatory fragmentation, high costs and long timeframes, and misalignment among stakeholders) are discussed. The paper also proposes actionable strategies to streamline authorisation procedures, foster integrated stakeholder participation, and steer regeneration efforts toward carbon neutrality and the optimisation of ecosystem services. These insights aim to guide future circular and resilient urban development initiatives, in alignment with the EU objective of “no net land take” by 2050.</p>
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		<item>
		<title>Il rafforzamento della tutela giuridica del suolo. Nuovi obiettivi, vincoli ed esigenze di coordinamento amministrativo</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-rafforzamento-della-tutela-giuridica-del-suolo-nuovi-obiettivi-vincoli-ed-esigenze-di-coordinamento-amministrativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Martini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 20:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo evidenzia come la più recente evoluzione normativa europea vada verso un rafforzamento della tutela giuridica del suolo  quale matrice ambientale essenziale meritevole di protezione. L’analisi viene svolta a partire dall’esame dei contenuti della proposta di direttiva Soil Monitoring Law e del regolamento (UE) 2024/1991 in</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-rafforzamento-della-tutela-giuridica-del-suolo-nuovi-obiettivi-vincoli-ed-esigenze-di-coordinamento-amministrativo/">Il rafforzamento della tutela giuridica del suolo. Nuovi obiettivi, vincoli ed esigenze di coordinamento amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-24.-martini.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo evidenzia come la più recente evoluzione normativa europea vada verso un rafforzamento della tutela giuridica del suolo  quale matrice ambientale essenziale meritevole di protezione. L’analisi viene svolta a partire dall’esame dei contenuti della proposta di direttiva Soil Monitoring Law e del regolamento (UE) 2024/1991 in materia di biodiversità, che impegneranno le amministrazioni nazionali per l’adozione di misure di miglioramento e ripristino dello stato di salute dei suoli. A tal fine, benché sia possibile constatare un’intensificazione del livello di tutela dal punto di vista normativo, sarà determinante verificare come l’ordinamento nazionale risolverà la questione essenziale di integrazione e coordinamento delle funzioni amministrative incidenti sul suolo e sul governo del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enhancing the legal protection of soil. Emerging goals, regulatory constraints, and the need for administrative coordination</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The paper highlights how recent developments in European legislation reflect a progressive strengthening of the legal protection of soil,  conceived as a fundamental environmental component worthy of specific safeguards. The analysis focuses on the contents of the proposed “Soil Monitoring Law” directive and Regulation (EU) 2024/1991 on biodiversity, both of which will require national administrations to implement measures aimed at improving and restoring soil health. In this context, although a normative intensification of protection can be observed, it will be of paramount importance to assess how the national legal framework will address the critical issue of integrating and coordinating administrative functions that impact soil governance and territorial planning.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-rafforzamento-della-tutela-giuridica-del-suolo-nuovi-obiettivi-vincoli-ed-esigenze-di-coordinamento-amministrativo/">Il rafforzamento della tutela giuridica del suolo. Nuovi obiettivi, vincoli ed esigenze di coordinamento amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Agrobiodiversity as a tool for a better climate</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/agrobiodiversity-as-a-tool-for-a-better-climate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sottile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF AbstractIn the face of accelerating climate change and ecological degradation, agrobiodiversity emerges as a strategic resource for building resilient agricultural systems. This paper explores how traditional knowledge, local crop varieties, and nature-based solutions can mitigate environmental impacts and enhance food security. By analyzing soil regeneration practices, community-led conservation</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/agrobiodiversity-as-a-tool-for-a-better-climate/">Agrobiodiversity as a tool for a better climate</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-18.-Sottile.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />In the face of accelerating climate change and ecological degradation, agrobiodiversity emerges as a strategic resource for building resilient agricultural systems. This paper explores how traditional knowledge, local crop varieties, and nature-based solutions can mitigate environmental impacts and enhance food security. By analyzing soil regeneration practices, community-led conservation models, and inclusive agricultural policies, the study highlights the role of agrobiodiversity in carbon sequestration, ecosystem restoration, and climate adaptation. Drawing on case studies, it advocates for a paradigm shift that integrates scientific innovation with cultural heritage, promoting a sustainable and equitable future for global agriculture.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agrobiodiversità: strumento di mitigazione della crisi climatica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo analizza il ruolo centrale dell’agrobiodiversità nella costruzione di sistemi agricoli resilienti e sostenibili, capaci di rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico. Attraverso un’ampia riflessione che intreccia conoscenze tradizionali, pratiche agroecologiche e politiche territoriali, il testo evidenzia come la diversità biologica – di semi, suoli, paesaggi e comunità – rappresenti una risorsa strategica per la rigenerazione dei suoli, la sicurezza alimentare e la mitigazione degli impatti ambientali. Sono molteplici gli esempi che mostrano come le comunità locali, grazie a pratiche sedimentate nel tempo e a un rapporto profondo con il territorio, possano diventare protagoniste di un cambiamento concreto, capace di coniugare innovazione scientifica e giustizia ambientale.</p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecological restoration of areas under desertification</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/ecological-restoration-of-areas-under-desertification/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rafael Da Silveira Bueno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF  Abstract Desertification, driven particularly by human activities, is a pressing global challenge, especially in arid and semi-arid regions, although land degradation also impacts humid zones. Forests, which cover about 31% of Earth’s surface, are vital for ecosystem health, and their loss accelerates desertification, leading to drought and soil</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/ecological-restoration-of-areas-under-desertification/">Ecological restoration of areas under desertification</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-15.-Bueno.pdf">PDF </a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Desertification, driven particularly by human activities, is a pressing global challenge, especially in arid and semi-arid regions, although land degradation also impacts humid zones. Forests, which cover about 31% of Earth’s surface, are vital for ecosystem health, and their loss accelerates desertification, leading to drought and soil erosion. To address these issues, international and regional policies and legislation emphasize the need for ecological restoration. Initiatives such as the UN Decade on Ecosystem Restoration and EU regulations demonstrate increasing commitments to landscape recovery. Combining active reforestation, natural regeneration, and sustainable forest management is crucial for restoring degraded land, conserving biodiversity, and protecting ecosystem services from the threats posed by desertification and climate change. In this paper, I provide an overview of desertification at global and Mediterranean levels and the roles of public policies, legislation, forests, and ecological restoration in combating desertification, including practical examples from research projects.</p>
<p><strong>Ripristino ecologico delle aree in fase di desertificazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La desertificazione, in gran parte causata dall’attività umana, rappresenta una sfida globale urgente, specialmente nelle regioni aride e semi-aride, anche se il degrado del suolo interessa anche le zone umide. Le foreste, che coprono circa il 31% della superficie terrestre, sono essenziali per la salute degli ecosistemi, e la loro perdita accelera la desertificazione, portando a siccità ed erosione. Per affrontare queste sfide, le politiche e le leggi internazionali e regionali evidenziano l’importanza del ripristino ecologico. Iniziative come il Decennio ONU per il Ripristino degli Ecosistemi e le normative UE mostrano un impegno crescente nel recupero del paesaggio. È cruciale combinare rimboschimento attivo, rigenerazione naturale e gestione forestale sostenibile per riparare le terre degradate, conservare la biodiversità e proteggere i servizi degli ecosistemi dalle minacce di desertificazione e cambiamento climatico. In questo articolo, offro una panoramica della desertificazione a livello globale e mediterraneo, e dei ruoli delle politiche pubbliche, della legislazione, delle foreste e del ripristino ecologico nella lotta a questa sfida, includendo esempi pratici di progetti di ricerca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/ecological-restoration-of-areas-under-desertification/">Ecological restoration of areas under desertification</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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		<title>Sustainable Agriculture and Biodiversity Restoration</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/sustainable-agriculture-and-biodiversity-restoration/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ettore Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF The third session of the International School of Higher Education (ISHE), held on the morning of 6 June in the “L. Chiazzese” Hall of the Department of Law at the University of Palermo, was devoted to the theme of Sustainable Agriculture and Biodiversity. It featured interventions by Professors</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-16.-Barone.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">The third session of the International School of Higher Education (ISHE), held on the morning of 6 June in the “L. Chiazzese” Hall of the Department of Law at the University of Palermo, was devoted to the theme of Sustainable Agriculture and Biodiversity. It featured interventions by Professors Marco Brocca of the University of Salento, Giannantonio Domina and Rafael Da Silveira Bueno of the University of Palermo, with contributions – respectively – entitled Agriculture, Landscape and biodiversity between economy and environment; Conca d’Oro landscape transformation and the connected biodiversity loss risk; Ecological restoration of areas under desertification. The common thread linking the three interventions can be found in the inextricable interweaving that has always existed among agriculture, environment and landscape as an effect of the complex of productive and non-productive activities carried out by humans on the territory. Overlapping with these – and interacting with them in a multifaceted and complex cause–effect relationship – are the topics of climate change and biodiversity loss. It was therefore not easy to offer a synthetic overview that would at the same time have the necessary scientific rigor and be as comprehensive as possible. The present writer, however, believes that this objective was achieved – certainly thanks to the merit of the Speakers, but also at least in part thanks to the organizers, who placed a strong bet on the inter- and multidisciplinary approach afforded by the Speakers’ belonging to diverse scientific–disciplinary fields such as Legal Studies, Environmental and Applied Botany, and Ecology. Below is a concise commentary on the interventions delivered during the Session and collected in this volume.</p>
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		<title>Mudanças / Emergência Climática e Sustentabilidade: cenários e desafios desde o Brasil</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/mudancas-emergencia-climatica-e-sustentabilidade-cenarios-e-desafios-desde-o-brasil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francisco De Assis Mendonça]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract As mudanças climáticas globais atingiram a fase de emergência climática no momento atual devido, sobretudo, aos insucessos dos compromissos assumidos nas COPs desde a década de 1990. O aquecimento global, cuja elevação estimada para meados do século XXI já foi atingido em 2024, quando foi registrado aumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-17.-Mendonca.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
As mudanças climáticas globais atingiram a fase de emergência climática no momento atual devido, sobretudo, aos insucessos dos compromissos assumidos nas COPs desde a década de 1990. O aquecimento global, cuja elevação estimada para meados do século XXI já foi atingido em 2024, quando foi registrado aumento de 1,5o C na temperatura média da atmosfera da Terra. Neste contexto os eventos climáticos extremos têm se intensificado em magnitude e repetitividade, tornando as ameaças e perigos ligados ao clima mais preocupantes; Itália e Brasil registram inúmeros exemplos de desastres ligados à fenômenos da natureza nas últimas décadas. Os riscos aos impactos dos eventos extremos se acentuam fortemente, especialmente quando se considera a alta vulnerabilidade de inúmeras populações no Sul Global, o que evidencia uma inquestionável injustiça climática. Restaurar ambientes naturais e preservá-los tornou-se um imperativo dos dias atuais, como é o caso dos biomas brasileiros, em especial a Amazônia e o Cerrado, áreas super impactadas pelo desmatamento e expansão desenfreada da produção agrícola. Muitas lições podem ser tiradas desta problemática e que incidiriam sobre normas jurídicas internacionais visando o enfrentamento da emergência climática planetária. A realização da COP30 no Brasil (2025) constitui uma boa oportunidade para avançar neste tipo de diálogo tendo em perspectiva a garanta da continuidade da vida no planeta.</p>
<p><strong>Climate change / Climate emergency and sustainability: scenarios and challenges from Brazil</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Global climate change has reached the stage of a climate emergency at the present time, primarily due to the failure of commitments made at COPs since the 1990s. Global warming, estimated to increase by the mid-21st century, was already reached in 2024, when a 1.5°C increase in the Earth’s average atmospheric temperature was recorded. In this context, extreme weather events have intensified in magnitude and recurrence, making climate-related threats and dangers more worrying; Italy and Brazil have recorded numerous examples related to natural hazards in recent decades. The risks of the impacts of extreme events are sharply accentua-ted, especially when considering the high vulnerability of countless populations in the Global South, which highlights an unquestionable climate injustice. Restoring and preserving natural environments has become a modern-day imperative, as is the case with Brazilian biomes, especially the Amazon and the Cerrado, areas heavily impacted by deforestation and the unbridled expansion of agricultural production. Many lessons can be learned from this issue, which could impact international legal norms aimed at addressing the global climate emergency. COP30 in Brazil (2025) provides a good opportunity to advance this type of dialogue with a view to ensuring the continuity of life on the planet.</p>
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		<title>Socio-environmental Constitutionalism and Authoritarian Regressions: Indigenous Rights and Judicial Resistance in Brazil</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/socio-environmental-constitutionalism-and-authoritarian-regressions-indigenous-rights-and-judicial-resistance-in-brazil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Estefània Maria de Queiroz Barboza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract This article examines the limits and possibilities of constitutional environmental jurisdiction in Brazil by tracing the interaction among the 1988 Constitution’s socio-environmental framework, the Supreme Federal Court’s (STF) jurisprudence, and Indigenous epistemologies in a context marked by neoliberal hegemony and ecological crisis. Historically, authoritarian developmentalism marginalized traditional</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-19.-Barboza.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
This article examines the limits and possibilities of constitutional environmental jurisdiction in Brazil by tracing the interaction among the 1988 Constitution’s socio-environmental framework, the Supreme Federal Court’s (STF) jurisprudence, and Indigenous epistemologies in a context marked by neoliberal hegemony and ecological crisis. Historically, authoritarian developmentalism marginalized traditional communities and rendered ecological concerns invisible; the 1988 Constitution reversed this trend by recognizing environmental protection (art. 225) and Indigenous peoples’ original rights (arts. 231–232) as interconnected constitutional mandates grounded in intergenerational solidarity, the prohibition of environmental regression, and the imprescriptibility of environmental damage. The article analyzes the STF’s role “in the trenches” against authoritarian and deregulatory backlashes – ranging from landmark decisions such as Raposa Serra do Sol56 and the rejection of the marco temporal thesis to structural climate litigation exemplified by ADPF 70957 and ADPF 760.58 While these rulings translate constitutional principles into verifiable public obligations, their effectiveness remains vulnerable to political resistance, institutional capture, and legislative counter-movements (e.g., Law 14.701/2023). The deepest constraints arise from the neoliberal paradigm, which commodifies nature and reframes environmental governance to facilitate resource extraction. In contrast, Indigenous knowledge and cosmologies articulate alternative normative horizons that reject the human–nature divide, affirm the intrinsic value of non-human life, and couple environmental with social justice. Framing Indigenous territories as infrastructures of conservation and epistemic resistance, the article argues that a transformative socio-ecological future depends on aligning the constitutional force of the “Green Constitution” with post-neoliberal development models inspired by Indigenous worldviews and sustained by a renewed democratic coalition.</p>
<p><strong>Constitucionalismo Socioambiental e Retrocessos Autoritários: Direitos dos Povos Indígenas e Resistência Judicial no Brasil</strong></p>
<p style="text-align: justify;">O presente artigo examina os limites e as possibilidades da jurisdição constitucional ambiental no Brasil, a partir da análise da interação entre o marco socioambiental da Constituição de 1988, a jurisprudência do Supremo Tribunal Federal (STF) e as epistemologias indígenas, em um contexto marcado pela hegemonia neoliberal e pela crise ecológica. Historicamente, o desenvolvimentismo autoritário marginalizou as comunidades tradicionais e tornou invisíveis as preocupações ambientais; a Constituição de 1988 reverteu esse quadro ao reconhecer a proteção do meio ambiente (art. 225) e os direitos originários dos povos indígenas (arts. 231 e 232) como mandados constitucionais interligados, fundamentados na solidariedade intergeracional, na vedação ao retrocesso ambiental e na imprescritibilidade do dano ambiental. O artigo analisa a atuação do STF “na linha de frente” contra ofensivas autoritárias e desregulatórias, que vão desde decisões paradigmáticas como o caso Raposa Serra do Sol e a rejeição da tese do marco temporal até o litígio climático estrutural, exemplificado pela ADPF 709 e pelaADPF 760. Embora tais julgados traduzam princípios constitucionais em deveres públicos verificáveis, sua efetividade permanece vulnerável à resistência política, à captura institucional e a contramovimentos legislativos, como a Lei nº 14.701/2023. As restrições mais profundas decorrem do paradigma neoliberal, que mercantiliza a natureza e reconfigura a governança ambiental para facilitar a extração de recursos. Em contraposição, os saberes e cosmologias indígenas formulam horizontes normativos alternativos, que rejeitam a cisão entre ser humano e natureza, afirmam o valor intrínseco da vida não humana e articulam a justiça ambiental à justiça social. Ao enquadrar os territórios indígenas como infraestruturas de conservação e de resistência epistêmica, o artigo sustenta que um futuro socioecológico transformador depende do alinhamento entre a força normativa da “Constituição Verde” e modelos de desenvolvimento pós-neoliberais, inspirados em cosmovisões indígenas e sustentados por uma renovada coalizão democrática.</p>
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		<item>
		<title>Stabilità climatica e sviluppo sostenibile. Brevi note</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/stabilita-climatica-e-sviluppo-sostenibile-brevi-note/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Gullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Sommario: 1. Quale collegamento tra le iniziative per lo sviluppo sostenibile e la politica climatica? – 2. Gli elementi qualificanti della politica climatica. – 3. Osservazioni conclusive: la lotta ai cambiamenti climatici quale formante per le politiche per lo sviluppo sostenibile. 1. Quale collegamento tra le iniziative per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-20.-Gullo.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario</strong>: 1. Quale collegamento tra le iniziative per lo sviluppo sostenibile e la politica climatica? – 2. Gli elementi qualificanti della politica climatica. – 3. Osservazioni conclusive: la lotta ai cambiamenti climatici quale formante per le politiche per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Quale collegamento tra le iniziative per lo sviluppo sostenibile e la politica climatica?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel contesto delle politiche ambientali che sono state avviate e realizzate dalle istituzioni sovranazionali – in particolare, dall’Onu e dalla UE – e dalle autorità statali per gestire e ricomporre le emergenze di carattere ecologico diffuse nel nostro pianeta, si è andata imponendo nel corso degli ultimi decenni, quale priorità improcrastinabile dei pubblici poteri, la lotta ai cambiamenti climatici, sia attraverso l’individuazione di misure di mitigazione con cui incidere direttamente sui fattori antropici della crisi climatica, sia mediante la promozione di misure di adattamento idonee ad attenuare gli effetti negativi del surriscaldamento della biosfera sulla comunità antropica e sugli ecosistemi<sup>1</sup> . Anzi, si può sostenere che ormai la sostenibilità ambientale non possa che essere interpretata ed attuata soltanto nella prospettiva del contrasto ai cambiamenti climatici: un’emergenza globale, quest’ultima, che condiziona e orienta tutte le altre iniziative pubbliche che sono preordinate al perseguimento degli ulteriori obiettivi di rilievo ambientale.</p>
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		<item>
		<title>Conca d’Oro (Palermo, NW Sicily) landscape transformation and the connected biodiversity loss risk</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/conca-doro-palermo-nw-sicily-landscape-transformation-and-the-connected-biodiversity-loss-risk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giannantonio Domina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF AbstractThis study examines the landscape transformation of Palermo’s Conca d’Oro from antiquity to the present, analyzing how human activities have reshaped its ecology. Through historical maps, floristic records, and spatial analysis, five key phases were identified: Roman deforestation, Arab irrigation, wetland reclamation, 19th-century citrus monoculture, and post-WWII urbanization.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/conca-doro-palermo-nw-sicily-landscape-transformation-and-the-connected-biodiversity-loss-risk/">Conca d’Oro (Palermo, NW Sicily) landscape transformation and the connected biodiversity loss risk</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-14.-Domina.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />This study examines the landscape transformation of Palermo’s Conca d’Oro from antiquity to the present, analyzing how human activities have reshaped its ecology. Through historical maps, floristic records, and spatial analysis, five key phases were identified: Roman deforestation, Arab irrigation, wetland reclamation, 19th-century citrus monoculture, and post-WWII urbanization. Results show dramatic declines in forests (22.3% to 4.4%) and wetlands (36.6% to 15.1%), alongside urban expansion (26.8% to 83.7%). Endemic flora now persists only in fragmented refuges like cliffs and river canyons, and 40 taxa are locally extinct. The findings highlight the need for conservation of remaining biodiversity hotspots and sustainable urban planning to mitigate further ecological degradation in Mediterranean coastal regions.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La trasformazione del paesaggio della Conca d’Oro (Palermo, Sicilia nord-occidentale) e il rischio connesso di perdita di biodiversità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo studio esamina la trasformazione del paesaggio della Conca d’Oro di Palermo dall’antichità ad oggi, analizzando come le attività umane ne abbiano rimodellato l’ecologia. Attraverso mappe storiche, dati floristici e analisi spaziali, sono state identificate cinque fasi chiave: la deforestazione romana, l’irrigazione araba, la bonifica delle zone umide, la monocoltura ad agrumi del XIX secolo e l’urbanizzazione del secondo dopoguerra. I risultati mostrano un drastico declino delle foreste (dal 22,3% al 4,4%) e delle zone umide (dal 36,6% al 15,1%), insieme all’espansione urbana (dal 26,8% all’83,7%). La flora endemica persiste ora solo in rifugi frammentati come rupi e canyon fluviali, e 40 taxa risultano localmente estinti. I risultati evidenziano la necessità di conservare gli hotspot di biodiversità rimanenti e di una pianificazione urbana sostenibile per mitigare l’ulteriore degrado ecologico nelle regioni costiere del Mediterraneo.</p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>La risorsa idrica nel Mediterraneo e in Sicilia: Trend storici e proiezioni future</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-risorsa-idrica-nel-mediterraneo-e-in-sicilia-trend-storici-e-proiezioni-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Francipane]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
		<category><![CDATA[22025]]></category>
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		<category><![CDATA[nel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract I cambiamenti climatici in atto stanno profondamente modificando i sistemi naturali del pianeta Terra, con il surriscaldamento globale che gioca un ruolo chiave nell’alterazione del ciclo idrologico. Una delle conseguenze più rilevanti di questi cambiamenti riguarda le precipitazioni e la loro distribuzione sia nello spazio che nel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-risorsa-idrica-nel-mediterraneo-e-in-sicilia-trend-storici-e-proiezioni-future/">La risorsa idrica nel Mediterraneo e in Sicilia: Trend storici e proiezioni future</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2026/07/speciale-2-2025-10.-Noto.pdf">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
I cambiamenti climatici in atto stanno profondamente modificando i sistemi naturali del pianeta Terra, con il surriscaldamento globale che gioca un ruolo chiave nell’alterazione del ciclo idrologico. Una delle conseguenze più rilevanti di questi cambiamenti riguarda le precipitazioni e la loro distribuzione sia nello spazio che nel tempo, con effetti significativi sulla disponibilità e distribuzione delle risorse idriche. In alcune regioni del globo, come quella mediterranea, tali cambiamenti stanno diventando sempre più evidenti. I dati mostrano trend decrescenti nei valori medi di precipitazione e un aumento delle temperature. Questi mutamenti contribuiscono a un incremento nella frequenza e nella severità di eventi estremi, come siccità, precipitazioni intense, ondate di calore, ecc., che influenzano la gestione e la disponibilità della risorsa idrica. In questo contesto, con riferimento alle precipitazioni, il presente lavoro analizza anche i trend osservati in passato in Sicilia e fa un accenno alle possibili proiezioni future sulla base degli ultimi modelli disponibili in letteratura. L’obiettivo è fornire un quadro di come i cambiamenti climatici stiano influenzando la disponibilità delle risorse idriche nel Mediterraneo per stimolare nel lettore una riflessione su una gestione efficace e sostenibile della risorsa per affrontare le sfide legate all’incertezza climatica futura.</p>
<p><strong>Water resources in the Mediterranean and Sicily: Historical trends and future projections</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Climate change is profoundly reshaping the Earth’s natural systems, with global warming playing a central role in altering the hydrological cycle. One of the most significant consequences is the shift in precipitation patterns, which directly affects the availability and distribution of water resources. In regions like the mediterranean, these changes are becoming increasingly evident. Historical climate data show a clear trend of decreasing average precipitation and rising temperatures. These shifts are contributing to more frequent and severe droughts, as well as the intensification of extreme weather events such as floods and heatwaves, phenomena that significantly threaten the sustainability of water resources. In this context, with reference to precipitation, the present work also analyzes the trends observed in the past in Sicily and provides a brief overview of possible future projections based on the latest models available in the literature. The aim is to provide an overview of how climate change is affecting water resource availability in the Mediterranean, to encourage the reader to reflect on effective and sustainable water management strategies to face the challenges posed by future climate uncertainty.</p>
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		<title>La qualità dell’aria: tutela giuridica tra dinamiche normative e sviluppo sostenibile</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-qualita-dellaria-tutela-giuridica-tra-dinamiche-normative-e-sviluppo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Torta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La crescente consapevolezza della necessità di salvaguardare, tutelare e migliorare lo stato dell’ambiente e della salute collettiva, nonché di assicurare uno sviluppo sostenibile, ha condotto all’elaborazione di un articolato quadro giuridico multilivello in materia ambientale. In particolare, per quanto riguarda la qualità dell’aria, la sensibilità per la tematica si è espressa, a livello europeo, con l’adozione di piani e strumenti di soft law che hanno posto obiettivi ambiziosi. Sotto il profilo strettamente normativo, però, questi impegni programmatici non hanno sempre trovato un adeguato riscontro in disposizioni capaci di garantirne l’effettiva attuazione. Dopo le linee guida dell’OMS del 2021, non vi è più margine, sotto il profilo scientifico, per dubitare della pericolosità dell’inquinamento atmosferico per la salute umana e per l’ambiente. La scelta del legislatore europeo di non allinearsi alle indicazioni contenute nelle linee guida e individuare, invece, soglie diverse, solleva, dunque, interrogativi rilevanti in ordine all’effettiva idoneità di tali standard a garantire una protezione adeguata della salute pubblica e di assicurare il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del Green Deal Europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Air quality: legal protection amid regulatory changes and sustainable development</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The increasing recognition of the need to safeguard, protect, and enhance both environmental quality and public health, as well as to promote sustainable development, has led to the emergence of a complex, multi-level legal framework in the field of environmental protection. With regard to air quality, in particular, this growing awareness has been reflected at the European level through the adoption of plans and soft law instruments setting ambitious targets. From a strictly normative standpoint, however, such programmatic commitments have not always been matched by binding provisions capable of ensuring their effective implementation. Following the 2021 WHO guidelines, there is no longer any scientific basis to doubt the severe risks posed by air pollution to human health and the environment. The decision of the European legislator not to align fully with the recommendations set out in those guidelines, but instead to establish different thresholds, therefore raises important questions concerning the actual adequacy of such standards in safeguarding public health and in ensuring the attainment of the ambitious objectives set out in the European Green Deal.</p>
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		<title>Water Protection and Ecosystem Services</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/water-protection-and-ecosystem-services/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Mazzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciale 2-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Viviamo un momento storico in cui la tutela delle risorse idriche non è più soltanto una priorità ambientale, ma una condizione imprescindibile per la sicurezza, la salute e il benessere delle nostre società. Siamo nella Giornata Mondiale dell’Ambiente e l’acqua, nelle sue molteplici forme – fiumi, laghi, falde,</p>
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<p style="text-align: justify;">Viviamo un momento storico in cui la tutela delle risorse idriche non è più soltanto una priorità ambientale, ma una condizione imprescindibile per la sicurezza, la salute e il benessere delle nostre società. Siamo nella Giornata Mondiale dell’Ambiente e l’acqua, nelle sue molteplici forme – fiumi, laghi, falde, mari – è il fondamento di ogni forma di vita e, al tempo stesso, un patrimonio fragile, minacciato da inquinamento, sovrasfruttamento, cambiamenti climatici e perdita di biodiversità. La superficie della terra coperta dalle acque è il 70% del totale. Il 97% si trova negli oceani e nei mari, come acqua salata, il 2,1% nelle calotte polari e nei ghiacciai, come acqua di riserva e meno dell’1% nei fiumi, laghi, falde e nell’atmosfera oltre che come costituente essenziale per gli organismi (oltre i 2/3 del nostro corpo). Inoltre, l’acqua svolge un ruolo fondamentale nella biosfera, costituendo uno degli elementi chiave per la vita sulla Terra. In sintesi, l’acqua è la linfa vitale della biosfera: senza di essa non esisterebbe la vita come la conosciamo. La sua conservazione e gestione sostenibile sono quindi cruciali per il futuro degli ecosistemi e dell’umanità.</p>
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