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	<title>Saggi 3-2023 Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>Saggi 3-2023 Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Atto politico e funzione di indirizzo politico. Riflessioni per un percorso ricostruttivo</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/atto-politico-e-funzione-di-indirizzo-politico-riflessioni-per-un-percorso-ricostruttivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gaetano Pulvirenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 15:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract L’ordinamento conosce la controversa figura dell’atto politico sin dal 1889 ed è tuttora prevista dell’art 7 comma 1 ultimo periodo c.p.a., in base al quale «Non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanati dal Governo nell’esercizio del potere politico». È opinione prevalente che il sindacato su detti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-8.-Pulvirenti.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
L’ordinamento conosce la controversa figura dell’atto politico sin dal 1889 ed è tuttora prevista dell’art 7 comma 1 ultimo periodo c.p.a., in base al quale «Non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanati dal Governo nell’esercizio del potere politico». È opinione prevalente che il sindacato su detti atti sarebbe escluso in quanto non sarebbero configurabili rispetto ad essi diritti ed interessi in capo ai singoli. Tale opinione non sembra però decisiva per varie ragioni: innanzitutto l’assenza di posizioni soggettive escluderebbe la legittimazione a ricorrere e quindi la norma sarebbe inutile, inoltre la tesi in parola porta a valutazioni contraddittorie (testimoniata da ricostruzioni giurisprudenziali spesso non concordi sull’individuazione delle ipotesi di atti politici), senza considerare che non sembra da escludere l’esistenza quantomeno potenziale di diritti ed interessi in presenza di atti politici. L’unico modo di tentare di giustificare l’art. 7, comma 1, ultimo periodo c.p.a. è allora la riconduzione dell’atto politico nell’alveo della funzione di indirizzo politico governativo alla luce degli artt. 95 e 98 Cost. Allo stesso tempo non sembra opportuno ricondurre gli atti politici alla mancanza di adeguata predeterminazione legislativa della fattispecie, in quanto non adeguatamente rispondente al principio di legalità sostanziale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Political act and political direction. Reflections for a reconstruction</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In the Italian legal system, the political act has been foreseen since 1889 and is today regulated by art. 7, paragraph 1, last part c.p.a., according to which «Acts or measures issued by the Government in the exercise of political power cannot be contested». It is believed that review of these acts would be excluded as no rights and interests could be established for individuals in relation to them. However, this opinion does not seem decisive for various reasons: first of all, the absence of subjective positions would exclude the legitimacy to appeal and therefore the rule would be useless; furthermore, the thesis leads to contradictory assessments (testified by jurisprudential reconstructions that often do not agree on the identification of the hypotheses of political acts); finally, the existence of rights and interests in the presence of political acts does not seem to be excluded. The only way to try to justify the art. 7 paragraph 1 last part c.p.a. it is the connection of the political act with the function of governmental political direction (articles 95 and 98 of the Constitution). At the same time, it does not seem appropriate to attribute political acts to the lack of adequate legislative predetermination, because it does not adequately respond to the principle of substantial legality</p>
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		<title>Il diritto ad una buona amministrazione nei procedimenti di esame delle domande di protezione internazionale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-diritto-ad-una-buona-amministrazione-nei-procedimenti-di-esame-delle-domande-di-protezione-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona D’Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
		<category><![CDATA[buona]]></category>
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		<category><![CDATA[protezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La disciplina italiana del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della protezione internazionale prevede che il richiedente asilo sia sentito dall’organo competente a decidere, prima dell’adozione della decisione. Il saggio analizza la disciplina di tale “colloquio personale” al fine di verificare se essa sia idonea a garantire il</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-4.-DAntonio.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
La disciplina italiana del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della protezione internazionale prevede che il richiedente asilo sia sentito dall’organo competente a decidere, prima dell’adozione della decisione. Il saggio analizza la disciplina di tale “colloquio personale” al fine di verificare se essa sia idonea a garantire il diritto al contraddittorio sancito dall’art. 41, c. 2, lett. a) della Carta dei diritti fondamentali dell’UE. La ricerca dimostra che la suddetta disciplina, pur apprestando una tutela specifica e rafforzata al diritto al contraddittorio, presenta importanti lacune e punti di debolezza che esigono un intervento di riforma o almeno una interpretazione adeguatrice.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The right to good administration in the procedures for examining asylum applications</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The Italian rules on administrative procedure for the recognition of international protection state that the asylum seeker is heard by the competent authority before a decision is taken. The essay analyses the discipline of such “personal interview” in order to verify whether it is capable of ensuring the enforcement of the right to be heard enshrined in Article 41 (2, a) of the EU Charter of Fundamental Rights. The research shows that the aforementioned discipline, whilst providing a specific and reinforced protection for the right to be heard of the asylum seeker, has some important shortcomings and weaknesses, which require a regulatory reform or, at least, a corresponding interpretation.</p>
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		<title>Situazioni giuridiche sovraindividuali e forme di tutela giurisdizionale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/situazioni-giuridiche-sovraindividuali-e-forme-di-tutela-giurisdizionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Della Corte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Il contributo si propone di affrontare in chiave critica le aporie e gli equivoci che ancora oggi caratterizzano l’approccio sostanziale e processuale alla tematica dei cd. interessi sovraindividuali. In particolare, partendo dall’analisi del sistema attuale – in base al quale la tutela di tali posizioni giuridiche finisce</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-7.-Della-Corte.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Il contributo si propone di affrontare in chiave critica le aporie e gli equivoci che ancora oggi caratterizzano l’approccio sostanziale e processuale alla tematica dei cd. interessi sovraindividuali. In particolare, partendo dall’analisi del sistema attuale – in base al quale la tutela di tali posizioni giuridiche finisce per essere appannaggio esclusivo dello Stato o di aggregazioni di individui – si tenterà evidenziarne i limiti al fine di giungere a soluzioni più moderne e coerenti con i principi di solidarietà e sussidiarietà orizzontale sanciti dalla Costituzione. L’attenzione è rivolta principalmente alla confutazione di un’interpretazione troppo restrittiva della legittimazione ad agire, influenzata proprio dall’eccentrica fisionomia dei beni oggetto di tutela, non suscettibili di singola appropriazione, ma non per questo ‘adespoti’. Attraverso l’esame delle azioni popolari, del criterio della cd. vicinitas e dell’istituto dell’azione per l’efficienza della pubblica amministrazione, l’obiettivo sarà quello di dimostrare come anche alla base di situazioni giuridiche sovraindividuali sia sempre possibile rinvenire un’autonoma posizione di interesse vantata da un singolo soggetto, pur in relazione ad un bene non esclusivo, ma condiviso con la collettività. Accogliendo tale impostazione e riconducendo gli interessi diffusi e collettivi alla tradizionale figura di interesse legittimo, seppure con caratteristiche peculiari, sarebbe possibile estendere le maglie della legittimazione ad agire a vantaggio dei singoli, rispettando al contempo i crismi della giurisdizione soggettiva.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Superindividual interests and judicial protection</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The contribution aims to critically address the aporias and misunderstandings that still characterize the substantive and procedural approach to the issue of so-called superindividual interests. In particular, starting from the analysis of the current system – according to which the protection of these legal positions ends up being the exclusive prerogative of the State or of aggregations of individuals – an attempt will be made to highlight its limitations in order to arrive at more modern solutions consistent with the principles of solidarity and horizontal subsidiarity enshrined in the Constitution. The focus is mainly on the refutation of an interpretation that is too restrictive of the legitimacy to act, influenced by the eccentric physiognomy of the assets subject to protection, not susceptible to individual appropriation, but not for this reason ‘adespots’. Through the examination of popular actions, the criterion of ‘vicinitas’ and the institution of the public class action, the objective will be to demonstrate that even at the base of superindividual legal situations it is always possible to find an autonomous position of interest linked to a single subject, even in relation to an asset that is not exclusive, but shared with the community. By accepting this approach and bringing superindividual interests back to the traditional figure of legitimate interest, albeit with peculiar characteristics, it would be possible to extend the links of legitimacy to act for the benefit of individuals, while respecting the dogmas of subjective jurisdiction.</p>
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		<title>Il principio di auto-organizzazione amministrativa previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici*</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-auto-organizzazione-amministrativa-previsto-dal-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Figorilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Tra le novità che hanno caratterizzato il nuovo codice dei contratti pubblici, un posto di sicuro rilievo va riservato alle prime disposizioni contenenti una più puntuale definizione dei principi che regolano la materia, tra i quali quello della c.d. auto-organizzazione, così come codificato dall’art. 7, D.lgs n.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-auto-organizzazione-amministrativa-previsto-dal-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici/">Il principio di auto-organizzazione amministrativa previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-2.-Figorilli.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
Tra le novità che hanno caratterizzato il nuovo codice dei contratti pubblici, un posto di sicuro rilievo va riservato alle prime disposizioni contenenti una più puntuale definizione dei principi che regolano la materia, tra i quali quello della c.d. auto-organizzazione, così come codificato dall’art. 7, D.lgs n. 36/2023. L’obiettivo del presente studio è quello di verificare attraverso quali modalità detto principio è stato ribadito nel nostro ordinamento rispetto al contenuto della direttiva 2014/23/UE, intervenendo ancora una volta sull’istituto degli affidamenti diretti e cercando di rinvenire un tratto comune nell’ambito delle differenti fonti normative che continuano a regolare tale materia, in particolare il recente D.lgs. n. 201/2022 richiamato espressamente dalla novella. L’analisi condotta in questa prospettiva, anche attraverso l’esame delle interpretazioni fornite dalla giurisprudenza interna ed europea, si sofferma inoltre sugli adempimenti che la stazione appaltante è tenuta ad osservare, con inevitabile restrizione dei margini di discrezionalità che residuano in capo alle amministrazioni nell’assumere le proprie determinazioni non più inquadrabili come decisioni di natura prevalentemente politica. La ricerca, si conclude con l’illustrazione delle deroghe alla regola dell’evidenza pubblica, laddove l’oggetto del contratto sia frutto della cooperazione fra più amministrazioni, alle condizioni indicate nell’ultimo comma dell’art. 7 qui preso in considerazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The principle of administrative self-organisation under the new public procurement code</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Among the novelties that characterized the new public contracts code, a place of certain prominence must be reserved for the first provisions containing a more precise definition of the principles governing the matter, including that of so-called self-organization, as codified in Article 7, Legislative Decree n. 36/2023. The purpose of this study is to verify the ways in which this principle has been reaffirmed in our legal system with respect to the content of Directive 2014/23/EU, once again intervening on the institution of direct awarding and attempting to find a common trait in the context of the different regulatory sources that continue to regulate this matter, in particular the recent Legislative Decree n. 201/2022 expressly referred to by the reform. The analysis conducted in this perspective, also through the interpretations provided by national and European case law, also focuses on the obligations that the contracting authority is required to observe, with an inevitable restriction of the margins of discretionary power that remain with the administrations in taking their own decisions that can no longer be framed as decisions of a predominantly political nature. The research concludes by illustrating the exceptions to the rule of public procurement where the subject matter of the contract is the result of cooperation between several administrations, under the conditions indicated in the last paragraph of Art. 7 considered here.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/il-principio-di-auto-organizzazione-amministrativa-previsto-dal-nuovo-codice-dei-contratti-pubblici/">Il principio di auto-organizzazione amministrativa previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici*</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sparse su alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni**</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-su-alcune-questioni-aperte-nei-rapporti-tra-stato-e-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Ruotolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
		<category><![CDATA[aperte”]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract L’articolo esamina alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni, a partire dallo studio di un recente volume curato da Daria de Pretis e Carlo Padula. L’Autore si concentra, in particolare, su alcune problematiche che interessano il giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi regionali. Reflecting on</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-su-alcune-questioni-aperte-nei-rapporti-tra-stato-e-regioni/">Riflessioni sparse su alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni**</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-1.-Ruotolo.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong><br />
L’articolo esamina alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni, a partire dallo studio di un recente volume curato da Daria de Pretis e Carlo Padula. L’Autore si concentra, in particolare, su alcune problematiche che interessano il giudizio di legittimità costituzionale sulle leggi regionali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Reflecting on the “open issues” between State and Regions</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The article examines some “open issues” between State and Regions, starting from the study of a recent book edited by Daria de Pretis and Carlo Padula. The Author examines, in particular, some problems concerning the constitutional judgment on regional laws.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-su-alcune-questioni-aperte-nei-rapporti-tra-stato-e-regioni/">Riflessioni sparse su alcune “questioni aperte” nei rapporti tra Stato e Regioni**</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 d. lgs.36/2023: una nuova forma di nullità nel diritto amministrativo</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-tassativita-delle-cause-di-esclusione-ex-art-10-d-lgs-36-2023-una-nuova-forma-di-nullita-nel-diritto-amministrativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Caroccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 07:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
		<category><![CDATA[tassatività]]></category>
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		<category><![CDATA[lgs.36/2023:]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract Questo scritto è un primo commento alla disciplina recata dall’art. 10 d. lgs. 36/23 in tema di cause di esclusione contenute negli atti di gara. Il legislatore, nella riforma del codice degli appalti del 2023, ha precisato che la previsione di profili di espulsione non tassativi è</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tassativita-delle-cause-di-esclusione-ex-art-10-d-lgs-36-2023-una-nuova-forma-di-nullita-nel-diritto-amministrativo/">La tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 d. lgs.36/2023: una nuova forma di nullità nel diritto amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-5.-Caroccia.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo scritto è un primo commento alla disciplina recata dall’art. 10 d. lgs. 36/23 in tema di cause di esclusione contenute negli atti di gara. Il legislatore, nella riforma del codice degli appalti del 2023, ha precisato che la previsione di profili di espulsione non tassativi è nulla ed ha dato il rango di principio a tale prescrizione. Ciò costituisce il recepimento di un indirizzo dell’Adunanza Plenaria, invero non consolidato, e, contestualmente, il superamento del livello abbastanza assestato sul quale si erano attestate la dottrina e la giurisprudenza che predicavano in modo con corde l’annullabilità delle clausole di esclusione illegittime. Sembra che il legislatore abbia introdotto una nuova causa di nullità ancipite tra testuale e di protezione, sulle cui conseguenze anche processuali ci si interrogherà.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The mandatory nature of the causes of exclusion pursuant to art. 10 d. lgs. 36/2023: a new form of nullity in administrative law and its procedural consequences.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper contains a first comment on art. 10 d. lgs. 36/23 regarding the juridical status of exclusion causes resulting from tender procedure documents. The Italian legislator, in 2023 public procurement code reform, specified that the provision of non-mandatory exclusion causes is null and has given this qualification the rank of principle. This change resulted in a transposition of a Plenary Assembly of State Council ruling, orientation which was indeed not consolidated. At the same time, there has been an overcoming of the fairly established assumptions of both doctrine and jurisprudence, which unanimously preached the annulability regime of illegitimate exclusion clauses. It so seems that the legislator has introduced a new cause of nullity somewhere in the middle between textual and protective nullity. The consequences of this change in the judicial field will also be questioned.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/la-tassativita-delle-cause-di-esclusione-ex-art-10-d-lgs-36-2023-una-nuova-forma-di-nullita-nel-diritto-amministrativo/">La tassatività delle cause di esclusione ex art. 10 d. lgs.36/2023: una nuova forma di nullità nel diritto amministrativo</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In tema di potestà normativa locale</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/in-tema-di-potesta-normativa-locale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gerardo Sola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 13:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
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		<category><![CDATA[locale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract La riforma del Titolo V della Costituzione ha sensibilmente investito – tra gli altri – il potere normativo delle autonomie locali, essendo stati espressamente assurti a dignità costituzionale, sia un potere statutario, nel secondo comma dell’art. 114, in ordine al riconoscimento di un’ampia autonomia degli enti territoriali,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-6.-Sola.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La riforma del Titolo V della Costituzione ha sensibilmente investito – tra gli altri – il potere normativo delle autonomie locali, essendo stati espressamente assurti a dignità costituzionale, sia un potere statutario, nel secondo comma dell’art. 114, in ordine al riconoscimento di un’ampia autonomia degli enti territoriali, sia un potestà di normazione secondaria, nel sesto comma dell’art. 117, in punto di disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni attribuite a ciascun ente locale. A distanza di ventidue anni, a fronte di un potere normativo da tempo contemplato nell’ambito dell’ordinamento delle autonomie locali, la riforma costituzionale suddetta ha dischiuso senz’altro una nuova prospettiva, da esaminare nel quadro del disegno complessivo di una novellata architettura istituzionale. Tale prospettiva innovativa ha intrapreso un processo di reductio ad unum, di perfetta simbiosi con la vasta autonomia degli enti locali, muovendo dai principi e dalle potenzialità sanciti nella norma fondamentale dell’art. 5 della Costituzione. Il presente contributo approfondisce il quadro normativo e giurisprudenziale sulla potestà normativa delle autonomie locali, focalizzando – in particolare – la dicotomia dottrinaria sorta, nell’arco di ventidue anni, circa la sua collocazione nel sistema delle fonti normative e il nuovo assetto dei poteri normativi tra i diversi livelli di governo. È stata, altresì, estesa l’indagine al predetto rapporto tra competenze locali e statali durante l’emergenza pandemica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>About the local normative power</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The reform of Title V of the Constitution has significantly enhanced the regulatory authority of local autonomies, explicitly granting them constitutional status. This includes a statutory power detailed in the second paragraph of Article 114, recognizing the extensive autonomy of territorial authorities. It also encompasses a power of secondary regulation, as outlined in the sixth paragraph of Article 117, pertaining to the organization and execution of functions assigned to each local authority. In tema di potestà normativa locale Twenty-two years later, after having considered this regulatory power within the framework of the local autonomy system, the aforementioned constitutional reform has unquestionably introduced a new perspective. This perspective should be analyzed within the broader context of designing a new institutional framework. This innovative approach aims to bring about a harmonious relationship with the significant autonomy granted to local authorities, departing from the principles and potential laid out in the fundamental norm of Article 5 of the Constitution. This contribution delves into the legal and jurisprudential framework surrounding the regulatory authority of local autonomies. It particularly focuses on the doctrinal dichotomy that has emerged over a span of twenty-two years concerning its place in the system of regulatory sources and the new distribution of regulatory powers among different levels of government. The investigation also extended to the aforementioned relationship between local and state competences during the pandemic emergency.</p>
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		<title>La qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/la-qualificazione-delle-stazioni-appaltanti-e-delle-centrali-di-committenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Taormina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 13:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi 3-2023]]></category>
		<category><![CDATA[appaltanti]]></category>
		<category><![CDATA[committenza]]></category>
		<category><![CDATA[stazioni]]></category>
		<category><![CDATA[centrali]]></category>
		<category><![CDATA[qualificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF Abstract In Italia, il principio euro unitario secondo il quale “gli Stati membri dovrebbero potere prevedere che le stazioni appaltanti possano assicurarsi lavori, servizi e forniture da ( o attraverso l’intermediazione) di una centrale di committenza”, sebbene menzionato nella previgente legislazione (art. 38 c.III d. Lgs 18 aprile</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2024/07/N.A.-3.23-3.-Taormina.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, il principio euro unitario secondo il quale “gli Stati membri dovrebbero potere prevedere che le stazioni appaltanti possano assicurarsi lavori, servizi e forniture da ( o attraverso l’intermediazione) di una centrale di committenza”, sebbene menzionato nella previgente legislazione (art. 38 c.III d. Lgs 18 aprile 2016 n. 50), era rimasto inattuato per circa sei anni. Questo breve articolo si propone di chiarire i tratti essenziali della nuova disciplina legislativa che ha dato attuazione a tale principio che, peraltro, era stato ricompreso tra gli obiettivi fondamentali del Pnrr.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>The qualification of contracting authorities and central purchasing bodies</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The European principle according to which “Member States may stipulate that contracting authorities may purchase works, supplies and (or) services from or through a central purchasing body” although mentioned mentioned by the previous legislation (art. 38 c. III d.lgs 18 April 2016 n. 50) had remained unimplemented in Italy for six years. This short article aims to clarify the essential terms of the new legislative framework that implement this principle which, moreover, was indicated as a milestone of PNRR.</p>
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