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	<title>L&#039;angolo delle libertà 1-2022 Archivi - Nuove Autonomie</title>
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	<title>L&#039;angolo delle libertà 1-2022 Archivi - Nuove Autonomie</title>
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		<title>Riflessioni sparse sul binomio autorità-libertà nel pensiero di Saverio Scolari, Massimo Severo Giannini e Franco Gaetano Scoca: ovvero dalla contrapposizione alla giustapposizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nuove Autonomie]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 16:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo delle libertà 1-2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF 1. Le ragioni di una riflessione Franco Gaetano Scoca, con il suo instancabile impegno scientifico ormai anche a carattere storiografico, continua a stimolare fra numerosi giuristi, riflessioni sui grandi temi istituzionali del diritto pubblico e amministrativo e sul loro rapporto con la storia, ripercorrendo periodi, eventi e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/riflessioni-sparse-sul-binomio-autorita-liberta-nel-pensiero-di-saverio-scolari-massimo-severo-giannini-e-franco-gaetano-scoca-ovvero-dalla-contrapposizione-alla-giustapposizione/">Riflessioni sparse sul binomio autorità-libertà nel pensiero di Saverio Scolari, Massimo Severo Giannini e Franco Gaetano Scoca: ovvero dalla contrapposizione alla giustapposizione</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/06/1-2022-Spasiano.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Le ragioni di una riflessione</p>
<p style="text-align: justify;">Franco Gaetano Scoca, con il suo instancabile impegno scientifico ormai anche a carattere storiografico, continua a stimolare fra numerosi giuristi, riflessioni sui grandi temi istituzionali del diritto pubblico e amministrativo e sul loro rapporto con la storia, ripercorrendo periodi, eventi e istituti giuridici che hanno<br />
profondamente connotato l’ordinamento e, in generale, il Paese negli ultimi due secoli. Come condivisibilmente rilevato da Natalino Irti nel suo recente intervento all’Università di Parma, in occasione dell’incontro di presentazione del volume Risorgimento e Costituzione, la produzione scientifica di Franco G. Scoca degli ultimi anni (2016-2021), che ricomprende gli studi su l’Interesse legittimo, il Brigantaggio nell’Italia meridionale, Silvio Spaventa e Risorgimento e Costituzione, può definirsi una tetralogia di un percorso ideale rispetto al quale l’Autore non si pone come spettatore neutrale, ma prova ad entrare nei gangli degli accadimenti e degli istituti di cui tratta, con l’aspirazione a sentirsi parte dei primi, a parteciparvi, e ciò anche in rapporto a vicende storicamente datate. Come è possibile che accada ciò? A mio avviso, chi ha letto le opere di Franco G. Scoca sa che ci troviamo innanzi ad un giurista il cui argomentare, ampiamente fondato sul metodo induttivo, si nutre prevalentemente dello studio attento di documentazione: documentazione costituita da atti parlamentari, pronunce giurisprudenziali, trattati ed opere dei più rilevanti giuristi del passato e non solo, e soprattutto dalla “scansione” attenta (si perdoni il neologismo) di atti “minori”, riguardanti in apparenza vicende secondarie, ma nelle cui pieghe l’Autore riesce talora a rinvenire il senso e le ragioni più profonde e magari meno evidenti del volgere degli eventi, fornendo chiavi interpretative non di rado non coincidenti con la storiografia tradizionale ufficiale. Ma non è tutto qui. Emerge infatti un ulteriore elemento precipuo nelle opere a carattere giuridico-storiografico di Franco G. Scoca: i suoi studi trattano oltre che di istituzioni, anche di uomini e delle loro vicende. Senza indulgere in sentimentalismi che chi conosce bene lo studioso, sa che non appartengono al suo carattere e al suo approccio rigorosamente razionalista, egli si sofferma a riflettere su intenti e aspirazioni dei personaggi del suo racconto, facendo sì che di talune figure analizzate emergano retropensieri, silenzi e, non ultimo, inadempienze.</p>
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		<title>Obbedire alle leggi? La lezione di Socrate</title>
		<link>https://www.nuoveautonomie.it/obbedire-alle-leggi-la-lezione-di-socrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Corso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 03:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'angolo delle libertà 1-2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il PDF 1. Nel carcere dove è rinchiuso, aspettando che venga eseguita la sua condanna a morte, Socrate riceve la visita di Critone, un suo amico e coetaneo. Socrate viene destato dal suo sonno sereno. Sarebbe fuor di luogo, egli dice a Critone che rimane sorpreso dalla sua tranquillità,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nuoveautonomie.it/obbedire-alle-leggi-la-lezione-di-socrate/">Obbedire alle leggi? La lezione di Socrate</a> proviene da <a href="https://www.nuoveautonomie.it">Nuove Autonomie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2022/06/1-2022-Corso.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Nel carcere dove è rinchiuso, aspettando che venga eseguita la sua condanna a morte, Socrate riceve la visita di Critone, un suo amico e coetaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Socrate viene destato dal suo sonno sereno. Sarebbe fuor di luogo, egli dice a Critone che rimane sorpreso dalla sua tranquillità, se alla mia età mi rammaricassi di dover morire. L’amico gli propone di fuggire dalla prigione. Ha abbastanza soldi per corrompere le guardie; e sfodera diversi argomenti per convincerlo ad evadere. Che figura faremmo io, Critone e i miei amici se, avendo la possibilità di impedirlo, ti lasciassimo morire. La gente ci piglierebbe per spilorci accusandoci di attribuire più valore al<br />
denaro che all’amicizia. E poi, rassegnandoti a morire, tu, Socrate, la daresti vinta ai nemici che ti vogliono morto. E i tuoi figli? Se li hai generati, hai l’obbligo di tirarli su ed educarli: un obbligo al quale non puoi sottrarti, andandotene all’altro mondo. Critone sa quanto è nobile il suo amico. Non fa appello alla ragione più ovvia, all’istinto di autoconservazione; e adduce motivazioni altruistiche – la reputazione degli amici, i bisogni dei figli – sapendo che un appello alla volontà di vivere non troverebbe ascolto in uno come Socrate. Ragioniamo, dice Socrate. Ho sempre fatto in modo da seguire quel ragionamento che, dopo ponderata riflessione, mi pare il migliore. E allora diciamo che dell’opinione della gente – del fatto che la gente possa pensare male degli amici di Socrate, ritenendo che essi tengono più ai soldi che all’amico – io non mi curo. Di alcune opinioni bisogna tener conto, ma di altre no. La gente è capace di far bene e di far male, si muove come capita. Se io accogliessi il tuo invito, Critone, mi comporterei come se la cosa più importante fosse vivere. Mentre quello che importa non è tanto vivere quanto viver bene. E viver bene equivale a vivere con onestà e giustizia. Domandiamoci, allora, dice Socrate, se evadere per me sia giusto o non lo sia. Qualcuno potrebbe dire che è giusto ricambiare l’ingiustizia, reagire ai maltrattamenti facendo del male a propria volta. Ma non è questa la mia convinzione. Non dobbiamo ricambiare le ingiustizie, né far del male a nessuno, qualsiasi cosa gli altri facciano a noi (49 c-d). Socrate anticipa, in questo modo, l’evangelico “porgi l’altra guancia” (Matteo, 5, 38-42; Luca, 6, 27-31). E Platone svilupperà questo tema quando nella Repubblica sosterrà che commettere ingiustizia è peggio che subirla (474 b).</p>
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